Tremore e fascicolazioni con erniazione cervicale

gentili dottori vi vorrei chiedere un consulto sulla mia situazione di salute a dir poco precaria, che va avanti da 16 mesi visto che ormai non riesco più ad effettuare un lavoro fisico impegnativo. Ad oggi ho 40 anni e tutto iniziò con un dimagrimento in 3 mesi di 10 chilogrammi che poi recuperai in altri 3 mesi poiché smisi di seguire una dieta iperproteica. Prima di allora assumevo vari integratori per il bodybuilding . In seguito comparvero i primi tremori alle mani e decisi effettuare tutti gli esami del sangue rilevando solo una steatosi poi regredita dopo alcuni mesi. Ad oggi ho ho effettuato 4 visite neurologiche in cui si riscontrano tremori a braccia e mani, rot vivaci ai 4 arti, fascicolazioni diffuse ma in particolare al braccio sinistro, senso d'impaccio alle mani soggettivo e parestesie a mani e gambe con rigidità e dolore collo. Nella risonanza magnetica è presente in C5 C6 erniazione discale mediana e paramediana foraminale sinistra con effetto massa sui piani durali, profilo midollare e radice C6 sinistra. Nella elettromiografia , su "attività spontanea" , sono evidenziati isolati potenziali di fascicolazione sul m. TB sinistra mentre su "attività volontaria " si evidenzia transizione ricca con pum polifasici in percentuale aumentata su TB sin ,BB sinistra , ERBC sin e di destra ,TB destra BB destra. Possibile che questo quadro sia attribuibile ad erniazione cervicale? Il neurochirurgo non e' per niente convinto e chiede di rivederci non prima di 5 mesi; in particolare i tremori e le fascicolazioni sono attribuibili all' ernia ? Il mio sospetto e' una malattia degenerativa quale la sla ma nessuno mi da risposte concrete , grazie in anticipo per la vostra disponibilità.
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Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno 7.1k 199 45
Comprenderà come il contesto ovverosia, quello di un consulto a distanza, non è il migliore per fornire un adeguato parere su un caso come quello che prospetta.

Nessuna valutazione clinica ed impossibilità di prendere visione degli esami effettuati.

Se la RM Rachide Cervicale evidenzia una erniazione discale con effetto massa sul "profilo midollare"; questo dato lascerebbe pensare ad una mielopatia cervicale mentre la EMG depone per un quadro misto di interessamento del secondo motoneurone a livello delle corna anteriori midollari ed una quadro periferico radicolopatico. Il primo dei due aspetti citati potrebbe rendere conto della attività spontanea a riposo (le fascicolazioni).

Il tremore e le fascicolazioni potrebbero SI dipendere dalla erniazione discale che comprime il midollo cervicale.

Il neurochirurgo non e' per niente convinto?

Andrebbe valutata la entità della sofferenza radicolo-midollare ernia correlata per indirizzarsi verso una pianificazione del trattamento anzichè verso un'altra.

Esistono procedure "intermedie: minimamente invasive come il Discogel" tra il solo trattamento farmacologico e l'approccio neurochirurgico classico.

Ritengo le occorra un secondo parere neurologico o neurochirurgico presso esperto di terapia del dolore, procedure mini-interventistiche e malattie neurodegenerative.

Cordialmente.

Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com

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dopo
Utente
Utente
Buongiorno dottor Poli La ringrazio infinitamente per la sua cortese e celere risposta ricca di spunti. Mi rendo conto che la sofferenza radicolo midollare ernia correlata andrebbe valutata meglio, anche perchè nella elettromio grafia, in conclusione del referto, diceva testualmente: reperti neurogeno cronici di tipo assonale da verosimile interessamento radicolare C6 C7(prevalentemente su C6) a sinistra ed in minor misura C6 a destra. La risonanza magnetica ha invece evidenziato erniazione C5 C6 ma, più o meno, vedeva giusto mi sembra di capire. L' ipotesi del secondo motoneurone mi terrorizza decisamente in modo maggiore ma quello che mi lascia perplesso è la mancanza di indagini più approfondite per l'ernia o mielopatia cervicale; infatti mi sembra approssimativo dovermi presentare tra 5 mesi per un eventuale intervento di discectomia, come se fosse la cosa più ovvia. Seguiro' il suo consiglio dottore, cercherò un secondo parere, magari anche fuori sede. Le vorrei gentilmente chiedere di descrivermi in breve in cosa consiste il disco gel dottore e se lo effettuano in qualsiasi struttura . Grazie ancora per la sua disponibilità, cordiali saluti.
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Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno 7.1k 199 45
Il "secondo motoneurone" è quello situato nel contesto delle corna anteriori del midollo spinale pertanto compatibile con una mielopatia da compressione disco-artrosica ed erniaria.
Questa condizione può essere causa di tremore e fascicolazioni.

Il Discogel è procedura mini-invasiva mediante la quale il medico inrventista esperto in terapia del dolore (neurologo, neurochirurgo, anestesista) sotto controllo TC e RX mediante un lungo ago giunge a
"pungere" il disco erniato dove viene rilasciata una soluzione che provoca una reazione di aggregazione di materiale disce riducendone il volume.

Il risultato è quello di ridurre significatamente il conflitto tra disco e componente mielo-radicolare con rapido sollievo del paziente.
Questo in grando linee.
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dopo
Utente
Utente
Gentile dottor Poli mi permetta di ringraziarla per avere risposto a domande per le quali non trovavo risposte da 16 mesi, nonostante 4 visite neurologiche. C'è ancora qualche dubbio però; immagino che in medicina la riuscita di un intervento o una terapia dipenda da vari fattori, alcuni predeterminabili altri no ma ipotizzando andasse tutto a perfezione, secondo la sua esperienza, pensa che potrei tornare come prima? Quindi potrei riuscire ad eliminare tremori, fascicolazioni e senso di impaccio che tanto mi limita? Oppure dovrei aspettarmi solo una scomparsa del dolore? In ultimo, dovendo scegliere di eseguire l' intervento classico di discectomia, con le possibili complicanze annesse ,potrei ottenere lo stesso risultato? Nel salutarla le auguro buone feste.
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Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno 7.1k 199 45
Allora genericamente la risposta è SI "potrebbe".

Naturalmente per onestà intellettuale Le debbo dire che per formulare quantomeno una prognosi quoad valitudinem (ovvero concernente la funzionalità di un paziente con una problematica risolvibile con una procedura chirurgica) avrei necessità:
-di effettuare una valutazione clinica sul paziente,
-esaminare "criticamente" gli esami già effettuati, e
-qualora ne avessi bisogno o ne ravvisassi la indicazionedi sottoporlo ad ulteriori controlli strumentali.

Da ciò verosimilmente riuscirei a formarmi una opinione circa le probabilià (per approssimazione) per una risposta alla sua domanda.

Purtroppo la medicina non è una scienza esatta almeno quando si passa dal dire al fare.

Cordialmente.
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