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Lombosciatalgia resistente ai trattamenti

Gentili dottori, scrivo per mio padre, uomo di 61 anni con ipertensione arteriosa e miocardite, che ad oggi è anche affetto da una forte lombosciatalgia che lo costinge a rimamere a letto.
Credo sia importante scrivere qualcosa sulla sua storia clinica. In breve: all'età di 34 anni è stato sottoposto all'aspostazione di una massa erniaria L3-L4 che gli causava una lombosciatalgia. In tutti gli anni successivi fini ad oggi ha sempre avuto problemi di mal di schiena e lombosciatalgia che lo costringevano a rimanere a letto qualche giorno due massimo tre volte l'anno.
A gennaio del 2005 ha avuto un episodio con forte dolore e debolezza agli arti inferiori, con conseguente difficoltà a sollevarsi e a camminare che l'ha tenuto a letto per circa 6 mesi. Da una RMN è emersa la presenza di (cito testualmente):
Ernia L2-L3, ernia L4-L5, ernia L5-S1, protrusione paramediana destra a seguito dell'intervento L3-L4, e presenza di tessuto nel canale spinale che presenta impregnazione periferica che comprime il sacco durale (ernia espulsa o meningioma ?)
Dopo 6 mesi non è più emersa la presenza di tale tessuto e quindi non è stato eseguito nessun intervento.
Durante questi anni, fino al 2013, mio padre si è regolarmente sottoposto a visite ed esami di controllo e la situazione risultava nella norma.
Una settimana fa si è presentato un fortissimo dolore alla gamba. A casa, sotto consiglio del medico curante, abbiamo somministrato fiale di cortisone e voltaren senza avere alcun effetto benefico sul dolore. Rivolgendoci al neurochilurgo, in attesa di una scintigrafia ossea (fissata per il 28 ottobre) e visita, ci è stato prescritto, insieme al cortisone, il toradol, il muscoril e nicetile.

Arrivo ora alla mia domanda: so che il toradol non è una cura e che non è possibile proseguire per altri 10 gg, quindi cosa potrei somministrare per rendere il suo dolore sopportabile? Mi è stata consigliata della morfina, potrebbe essere una soluzione?
So che è impossibile fare una anamnesi sulla situazione attuale di mio padre, ma cosa potrebbe provocare questo dolore? È possibile che si sia formato un meningioma?
Perdonate la mia lunghissima descrizione e la domanda ma purtroppo non riesco nemmeno a parlare direttamente con un dottore che possa chiarire in maniera esaustiva i miei dubbi.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 71,1k 2,2k 23
Gentile Utente,

anche preparati morfinici o morfinosimili possono essere utilizzati in fase di acuzie dolorosa qualora con i comuni antidolorifici non siano stati raggiunti i risultati sperati.
Di base è opportuna però una copertura continuativa con farmaci che agiscono sul dolore neuropatico.
Ovviamente in entrambi i casi deve essere un medico a prescriverLe queste terapie, se ritenute utili.
In ogni caso deve essere seguita da un medico, anche il curante.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro