Utente 516XXX
Buongiorno, dal 15 dicembre 2018 a mia moglie di 64 anni è stato diagnosticato un tumore occipitale sx di circa 3,5cm - A giorni verrà operata, ma il problema che mi assilla, essendo fiducioso nell'esito positivo dell'asportazione dello stesso, è mia moglie tenuta stabilizzata con la somministrazione endovena di cortisone, giorno per giorno è cambiata nei miei confronti, fino al punto di non volermi più al capezzale del letto ad assisterla, e chiedendomi che quando torna casa mi trovi un'altro alloggio. Questo cambio di idee e personalità mi ha mandato in un grande sconforto. E' possibile che tutto questo sia prodotto dalla pressione del tumore sul cervello con l'uso combinato dei cortisonici? Quando sarà sportato il tumore c'è speranza che torni come prima? intendo come modo di pensare. I sintomi ora evidenziati sono:

- disturbo del linguaggio (afasia)
- disturbi della scrittura (pensa una cosa e scrive parole incomprensibili)
- difficoltà di memoria
- difficoltà di concentrazione
- irritabilità
- euforia
- depressione

- Grazie per una vostra risposta

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Utente,
dalla sua descrizione dello stato psichico della paziente è ipotizzabile che siano in atto comportamenti non sottoposti ad un rigoroso vaglio critico. Debbo però far notare, con molta franchezza, che mi sembra alquanto strano che una lesione espansiva di così modesta entità localizzata tra l'altro nell'area occipitale ne possa essere responsabile. Non ritengo del pari che la terapia steroidea per il controllo dell'edema cerebrale possa essere invocata all'origine di questa fenomenologia. Occorrerebbe conoscere lo stato cognitivo della paziente antecedente alla diagnosi di lesione espansiva cerebrale, per escludere che questa possa aver precipitato un eventuale disturbo già in itinere. Ne parli con i Colleghi che la tengono in cura.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it