Utente
A mia madre quasi ottantenne in buona salute è stata recentemente diagnosticata la demenza senile, di tipo vascolare.
La TAC è nella norma come pure gli esami del sangue.
Prima di arrivare a questa diagnosi illustro cosa è successo precedentemente: circa sei mesi fa ha iniziato ad avere nausea e anche conati di vomito, ma solo saliva, al mattino.
Fatte ecografia addominale, colonscopia, gastroscopia e tutte negative.
Poi passata la nausea è subentrata l'inappetenza, allora il neurologo ha diagnosticato uno stato ansioso da curare con 1 pastiglia di alprazolam mattina e sera e 1 pastiglia di efexor 37.5 mg al mattino.
Forse ha fatto inizialmente un certo effetto ma poi dopo quattro mesi di cura la situazione stava peggiorando nel senso di cammino sempre più lento, sonnolenza, apatia e mancanza di interessi, insomma dal letto al divano e viceversa.
Poi nel giro di due tre giorni ha incominciato a dire stranezze e non sapere dove essere e in pratica non si regge in piedi, si affloscia sulle gambe.
Quella che si pensava essere una lieve depressione in realtà è stata diagnosticata essere una demenza senile.

Ma è possibile un degradamento motorio e mentale così rapido?
Il neurologo dice di continuare con efexor un pastiglia al di e sta dimezzando alprazolam, credo voglia eliminarlo ma non so.
LEggo che le benzodiazepine possono peggiorare la demenze, ma è vero?
E poi efexor va somministrato anche con la demenza?
Non potrebbero questi farmaci aver ridotto così mia madre?
Scusate per le tante domande ma questa situazione improvvisa ci ha spiazziato completamente e siamo tutti confusi...grazie

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

l’antidepressivo non è in assoluto controindicato nella demenza, dipende da da a caso e secondo l’entità del deterioramento cognitivo. Spesso non è occorre.
La benzodiazepina invece andrebbe sospesa ed eventualmente sostituita da un’altra categoria di farmaci ma questo lo deve decidere lo specialista.
Per verificare l’entità del problema sono utili i test neuropsicologici.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
Grazie Dottore per la veloce risposta.
Gentilmente Le chiedo se una depressione forte (non riuscire a camminare, perdere la memoria, avere confusione mentale) possa essere confusa con la demenza?

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non sempre le due condizioni all’inizio sono chiare per essere differenziate, non raramente infatti una demenza può esordire con una sintomatologia depressiva che non farebbe pensare un'evoluzione in demenza.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente
Capisco Dottore, La ringrazio..Le chiedo ancora una cosa:
col senno di poi, riflettendo ai passati mesi, mi pare che mia madre sia peggiorata con la cura, non so ma mi sono fissato che l'efexor, che agisce sulla serotonina, abbia fatto male a mia madre...è solo una coincidenza oppure i farmaci possono aver accelerato la demenza?
Grazie ancora!

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

ritengo che sia solo una coincidenza, almeno secondo la mia esperienza più che trentennale. Tanti casi in terapia con SSRI non hanno avuto peggioramenti dovuti a questi farmaci.
Consideri che il decorso di queste condizioni è estremamente variabile, alcuni più rapidi altri più lenti a prescindere dalla terapia.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente
Grazie ancora Dottore per la sua cortesia, spero di non disturbarla troppo se Le chiedo se, per la Sua lunga esperienza, pensa che il decadimento di mia madre sia irreversibile o si possa rallentare/migliorare con farmaci appositi.
PS rileggendo la diagnosi della TAC si parla in un riga di marcata sofferenza ischemica cronica. cosa vuol dire?
Grazie.

[#7]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il decorso non è possibile prevederlo, ci sono farmaci che potrebbero rallentare il decorso, a volte anche un miglioramento può essere possibile.
Le dico questo però senza conoscere adeguatamente le attuali condizioni della Signora, tutto è estremamente individuale.

"marcata sofferenza ischemica cronica" significa deficit di ossigenazione delle strutture cerebrali o di una parte di esse, qui non è specificato, nella TC non so.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Utente
Dottore, nel referto non si specificava altro.
Vista la Sua lunga esperienza, come si potrebbe spiegare il peggioramento cognitivo così rapido (in due tre giorni è passata dalla piena lucidità e buona memoria a una condizione di confusione)?

Leggo su internet che il declino cognitivo in pochi giorni è tipico della pseudo demenza che è reversibile...mentre le demenze vere e proprie sono progressive di anni. Forse mi sto illudendo che mia madre possa tornare come prima..
Grazie per una Sua risposta

[#9]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

in una piccola percentuale di casi è possibile un deterioramento cognitivo rapido. Ciò non toglie che si possa essere in presenza di una pseudodemenza ma questo deve valutarlo il neurologo che segue la Signora o sentire un secondo parere.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#10] dopo  
Utente
Grazie per la risposta Dottore. Il neurologo ha deciso di sospendere completamente efexor 37.5 mg (una pastiglia al di), mentre a un secondo parere ci dicono di continuare con efexor 37.5 mg perchè mia madre la vedono piuttosto disfattista e completamente priva di interessi. Sono confuso..Ma in caso di depressione collegata o meno alla demenza, la dose di 37.5 mg al di non sarebbe poca o inefficace? - leggo sul bugiardino che la dose per depressione può arrivare a 375 mg al di-
Cosa ne pensa Dottore? Grazie ancora.

[#11]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il dosaggio deve essere correlato al grado della malattia, cioè alla sua entità, per cui viene stabilito dallo specialista in base alla valutazione clinica del singolo caso.
Poi in base alla risposta e ad eventuali effetti collaterali la dose può essere aumentata o diminuita.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro