Lato sinistro viso intorpidito: può trattarsi di attacco ischemico transitorio?

Buonasera, ho 45 anni, sono madre di due figli piccoli, godo di buona salute (anche se sono una fumatrice, discontinua, ma pur sempre fumatrice) e conduco mio malgrado una vita estremamente stressante e faticosa, specie nell'ultimo anno.
Due giorni fa mi sono svegliata con il lato sinistro del viso intorpidito, specie nell'area intorno a occhio, tempio e guancia.
Al tatto più che un totale addormentamento avvertivo un'alterazione della sensibilità, diminuita ma con una componente di fastidio, come un leggiero bruciore.
In generale percepivo come più pesante il lato sinistro del volto.

Al permanere del sintomo ho contattato telefonicamente il mio medico di famiglia che ha escluso cause preoccupanti, prescrivendomi Nicetile in bustine e quindi attribuendo il sintomo a uno stato infiammatorio di tipo nervoso.
Il sintomo è proseguito tutto il giorno, con notevole disagio, la sera al momento di coricarmi sempre al lato sinistro ho avvertito anche una sensazione di udito un po' ovattato, sempre al lato sinistro, ma non diminuito.
L'indomani il sintomo era scomparso, ma un amico colpito da ictus un anno fa mi ha segnalato che questo sintomo può indicare anche un attaco ischemico transitorio e che va comunque monitorato entro breve tempo perchè potrebbe essere il campanello d'allarme di un episodio ischemico più grave che esiste aumentata probabilità si possa verificare di lì a poco.
Come mi devo comportare?
Procedo col lentissimo iter della richiesta della visita neurologica (che chissà quando potrò fare...) o faccio un accesso al PS che però in assenza di sintomi mi sembra un comportamento allarmistico (ma ditemi voi se invece non lo è...)?
Grazie sin d'ora per la cortese risposta.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 319 205
Gentile Paziente,
che ad un attacco ischemico transitorio possa far seguito un ictus ischemico è un dato di fatto che noi ben conosciamo, particolarmente nei soggetti ad alto rischio, quali i pazienti affetti da fibrillazione atriale oppure soggetti con accertata sub-occlusione della carotide con placche friabili. Per una sua tranquillità, quindi, potrebbe essere opportuno procedere con accertamenti preliminari di tipo strumentale, come un ECG ed un Ecodoppler dei tronchi arteriosi sovra-aortici e consultare consecutivamente un Neurologo.
Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie Dottore, per la così pronta risposta. Se ho ben inteso il suo suggerimento, per poter procedere in tempi rapidi ad accertamenti dovrei necessariamente accedere al PS... La mia richiesta è infatti piuttosto di tipo "operativo" e relativa ai tempi da rispettare per i suddetti accertamenti. Meglio eseguire questi esami a stretto giro dal manifestarsi dal sintomo, quindi? E cosa devo intendere per stretto giro? Qualche ora? Qualche giorno? Grazie ancora.
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dopo
Utente
Utente
Salve, Dottore. Ho proceduto in questi giorni sia a ECG che a Ecodoppler dei tronchi sovraortici. Entrambi gli esami strumentali hanno evidenziati risultati assolutamente nella norma e nessun problema, quindi nessun profilo di rischio aumentato per ictus. Nel frattempo dopo essere scomparso per due giorni stamattina il sintomo di diminuita sensibilità si è ripresentato in forma attenuata nella porzione di zigomo più vicina al naso, subito sotto l'occhio sinistro. Ho un lieve indolenzimento sempre nella zona sinistra, intorno alla tempia e fino all'orecchio. Nessun sintomo da raffreddamento o simile. A questo punto c'è qualcosa che si può eslcludere e qualche ipotesi più probabile? Proseguo ad assumere Nicetile per l'ipotesi fatta dal mio medico di famiglia che si tratti di un banale stato infiammatorio di qualche nervo... Sono dell'idea comunque di richiedere un consulto neurologico quanto prima...
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 319 205
Gentile Paziente,
mi rallegro per la negatività delle indagini eseguite, ma non sono molto d'accordo ad interpretare il disturbo nel modo che ha riferito. Si faccia valutare, se il sintomo persiste, da un Neurologo.

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

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