Utente 394XXX
Buongiorno a tutti,
vi scrivo chiedendovi un parere sulla mia situazione.
Successivamente ad un trauma subito un paio di anni fa, mi ritrovo con il retto laterale sinistro che non si muove probabilmente a causa del VI nervo cranico (abducente) rimasto paralizzato per qualche motivo. Per eliminare la diplopia che ne consegue cercando di guardare diritto (per eliminare la diplopia guardando a sinistra non sembrano esserci soluzioni), mi è stato proposto l'utilizzo di lenti prismatiche oppure un intervento chirurgico di recessione del mediale e resezione del laterale oppure di utilizzo di parte del retto superiore e inferiore al posto del laterale.

Al momento la diplopia sembra stabile. Per ora sto utilizzando 3M Press-on da 14 diottrie prismatiche a base esterna e le utilizzo solo per guidare in quanto rendono tutto opaco e risulta difficile concentrarsi su piccoli particolari. A breve forse passerò all'utilizzo di lenti prismatiche.

I dubbi che ho e che mi portano a scrivere sono i seguenti:
- Il retto laterale non si muove. Una RM delle orbite ha evidenziato un assottigliamento del muscolo retto laterale (il radiologo ipotizza atrofia). Come si può avere la certezza che il problema dipenda dall'abducente a monte paralizzato e non da una lesione del muscolo stesso? Mi è stata consigliata un'ecografia orbitaria e un'elettromiografia. Sono fattibili e utili in un caso come questo per avere la certezza che il problema dipenda dall'abducente e per capire cosa l'abbia paralizzato?
- ammesso che il problema sia a monte, è possibile riabilitare al funzionamento totale il nervo per riacquistare la completa motilità dell'occhio? Terapie, esercizi, interventi?

Ringrazio per l'attenzione e rimango pronto per fornire eventuali ulteriori informazioni.

Utente 39459

[#1] dopo  
4165

Cancellato nel 2015
Gentile Sigore,
cerco di risponderle punto per punto:
1.lei non chiarisce il tipo di trauma, potrebbe trattarsi di un trauma cranico con lesioni cerebrali o di un trauma facciale con frattura dell'orbita. Nel primo caso la lesione è "centrale", nel secondo caso la lesione è solitamente perferica e può essere dovuta ad una lesione muscolare diretta od ad una lesione ischemica del muscolo oppure ad una lesione diretta del nervo abducente; queste lesioni sono in genere dovute ad una frattura ossea (parete laterale dell'orbita) con incarceramento muscolare (il muscolo intrappolato nella frattura) o vasolare o per lesione tipo "da strappamento" del fascio vascolo-nervoso.
2."mi è stato proposto l'utilizzo di lenti prismatiche oppure un intervento chirurgico di recessione del mediale e resezione del laterale oppure di utilizzo di parte del retto superiore e inferiore al posto del laterale" : Concordo con i colleghi che le hanno dato queste indicazioni, di solito questi interventi vengono eseguiti dai colleghi oculisti.
3. "Come si può avere la certezza che il problema dipenda dall'abducente a monte paralizzato e non da una lesione del muscolo stesso?": dopo due anni circa dal trauma non è possibile dare una diagnosi di certezza ma per esclusione: una RM encefalo con sequenze per i nervi cranici potrebbe aiutare a capire se la lesione possa essere di origine centrale; associerei una TC delle orbite ad alta definizione in proiezioni diretta assiali e coronali per valutare l'eventuale esito di frattura pregressa delle orbite

4."Mi è stata consigliata un'ecografia orbitaria e un'elettromiografia. Sono fattibili e utili in un caso come questo per avere la certezza che il problema dipenda dall'abducente e per capire cosa l'abbia paralizzato?": un'elettromiografia potrebbe aggiungere utili informazioni per giungere alla diagnosi.

Una corretta valutazione di tutti i dati potrebbe aiutare a ben inquadrare il suo problema e quindi ad indicarle il corretto trattamento.

Spero di esserle stato d'aiuto
Distinti saluti

Massimo Maranzano

Distinti Saluti

Massimo Maranzano
www.maranzano.com

[#2] dopo  
Utente 394XXX


Innanzitutto grazie per il suo tempo. Scrivo a distanza di 3 mesi senza portare novità ma per aggiungere qualche informazione sulla mia situazione e posizione nei confronti del problema.
Mantengo la sua suddivisione in punti:

1. Non si tratta di una trauma facciale con frattura dell'orbita. Diciamo che è stato più un trauma cranico che ha causato una fistola carotido-cavernosa ora occlusa. Qualcosa sembra essere andato a compromettere il funzionamento del VI n.c.
Quello che mi chiedo è, se un'angiografia della sede della fistola occlusa possa fornire informazioni sullo stato dei nervi o se per definizione sia in grado di fornirle solo dei vasi.

2. Prima di procedere per via chirurgica, che mi dovrebbe garantire la possibilità di guardare diritto in posizione primaria senza vedere doppio, vorrei essere sicuro che non esistano possibilità di recupero per il nervo, dato che provvedere chirurgicamente, in questo caso, non mi permetterebbe di poter tornare indietro eventualmente.

3 e 4. Lei mi consiglia una TC delle orbite ad alta definizione ma non c'è stata una frattura delle orbite quindi eviterei. Cercherò di farmi prescrivere una RM encefalo con sequenze per i nervi cranici e un'elettromiografia. Non ho molte altre informazioni oltre a quelle poche espresse al punto 1.

Ancora grazie.
Saluti

Utente 39459

[#3] dopo  
Dr. Eytan Raz

36% attività
4% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2010
In risposta a

"Quello che mi chiedo è, se un'angiografia della sede della fistola occlusa possa fornire informazioni sullo stato dei nervi o se per definizione sia in grado di fornirle solo dei vasi.":

L' angiografia può solo mostrare i vasi e le strutture osse del cranio. Solo indirettamente si possono trarre delle conclusioni sulle strutture nervose.

Mi chiedo: come le era stata diagnosticata la fistola CC?
Dr. Eytan Raz