Utente 237XXX
Mia moglie è alla 19-esima settimana di gravidanza. La scorsa settimana ha notato sulla gengiva una fistola (circa 5 mm) con del pus, in corrispondenza di 2 denti finti (molari) di cui non ricorda se siano stati devitalizzati.
Mia moglie non aveva nessun dolore nè ai denti e nè alla gengiva, ha notato la fistola per caso.
Siamo andati dal dentista e ci ha detto che era un ascesso. Lui ha fatto uscire il pus tramite una piccola incisione sulla gengiva e ci ha prescritto l'amplital da 1g, dicendoci che lui dovrebbe fare una lastra endurale per capire l'entità dell'infezione e intervenire. Mia moglie non è disposta a fare la lastre in gravidanza anche se è ben consapevole delle basse radiazioni di un'endurale ai denti e del fatto che si usa il grembiule di protezione. Eventualmente mia moglie sarebbe disposta a fare una videoradiografia. La sua ginecologa ci ha anche dato l'approvazione per fare la lastra in quanto anche per lei è meglio evitare che l'infezione vada in giro nel corpo.
Durante i 7 giorni di antibiotico, il pus non si è più visto. L'unica anomalia che era rimasta è la fistola che non si era riassorbita.
Finito l'ambiotico, si è cominciato a rivedere il bianco su questa fistola. Facendo degli sciacqui con colluttorio, alternandoli a schiacqui con acqua e sale, il bianco è scomparso e lentamente anche la fistola.
In questo periodo siamo stati in un Pronto Soccorso di un ospedale odontoiatrico per far esaminare il problema. Abbiamo fatto 2 visite, una a distanza di 4 giorni dall'altra e con 2 dottori diversi. Entrambi i dottori di questa struttura ci hanno detto che si tratta di un'infezione parodontale e che è localizzata nell'osso e che non è possibile che i batteri vadano in altre parti del corpo (in particolare non vanno al feto). Io sono molto sorpreso da questa dichiarazione così distante da quanto detto dal nostro dentista. In questa struttura ospedaliera ci hanno detto di continuare con gli antibiotici magari con un'altra categoria più forte se il ginecologo approvasse (ma mia moglie non è daccordo a continuare dopo averne usati per 7 giorni).
Potreste dirci:
1) E' vero che infezioni di questo tipo sono localizzate e che quindi non vanno al feto?
2) Può mia moglie evitare di assumer antibiotici finchè gli sciacqui con acqua e sale riescono a togliere il pus visto che non ha dolori, ed eventualmente rimandare la questione all'eventuale prossimo gonfiore della gengiva?

grazie

[#1] dopo  
Dr. Filippo Martone

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A mio modesto avviso chi dovrebbe disporre assieme alla sua signora la terapia più adatta è il collega ginecologo che, sentito l'odontoiatra sulle opzioni di cura, deciderà la più adatta al momento di crescita del bambino che la signora porta in grembo.
Suggerirei quindi di scegliere un odontoiatra di riferimento, e chiedere ai due medici di mettersi in contatto e concordare in modo rapido ed univoco la miglior terapia da compiere.

Cordialmente
Dr. Filippo Martone
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[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Le radiografie servono a fare la diagnosi.
Senza radiografie, nessuna diagnosi.
QUINDI, nessuna diagnosi di problema paradontale.
Radiovideografia sono la stressa cosa, ma anziché sviluppare una pellicola, l'immagine viene impressa su un sensore elettronico.

Sempre raggi sono.

Antibiotici:
Servono a dominare momentaneamente l'infezione.
Solo momentaneamente.

Batteri che sono "nell'osso" e quindi non vanno in giro e tantomeno nel feto.
Se lo faccia mettere per iscritto...

In sintesi:
1)
RISOLVERE IL PROBLEMA INFETTIVO IL PRIMA POSSIBILE facendo quello che si deve fare, ovvero le RADIOGRAFIE necessarie, L'ANESTESIA necessaria.
2)
DA NON FARE:
* assumere antibiotici e altri farmaci in modo prolungato con l'obiettivo di rimandare un problema non eludibile.
* riporre la propria fiducia nelle persone sbagliate.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

[#3] dopo  
Dr. Filippo Martone

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Ovviamente questo chiarimento è utile a comprendere come il ginecologo sia la persona che DEVE dare il suo nullaosta a quale sia la terapia giusta per il momento. Al dentista giusto.

Cordialmente
Dr. Filippo Martone
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[#4] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Utente,
la presenza di una fistola è indicativa di una lesione periapicale cronica, detta anche granuloma, di origine infettiva, causata dalla necrosi batterica della polpa della o di una delle radici del dente interessato; la fistola serve a drenare il pus ed i tessuti colliquati provenienti da quella lesione: si tratta quindi di una lesione localizzata che il sistema immunitario riesce in qualche modo a tenere sottocontrollo.
L'ascesso invece è una raccolta di pus e di siero ematico ricco di batteri, e costituisce invece la manifestazione clinica di un'infezione acuta dei tessuti peri-apicali e dei tessuti molli circostanti, o del riacutizzarsi di un'infezione cronica cioè di un granuloma.
Come Lei stesso ha notato, la terapia antibiotica non risolve l'infezione cronica, tant'è che la fistola si è ripresentata, pertanto è assolutamente inutile insistere con la terapia o addirittura ripeterla con farmaci più a largo spettro.

Per quanto riguarda le rx endorali, non solo l'uso del grambiule, ma anche quello del collarino è importante, dato che anche l'rradiazione della ghiandola tiroide della madre potrebbe causare problemi al normale decorso della gestazione: ma come indicato saggiamente dalla ginecologa, è necessario scegliere il 'male minore', considerando inoltre che un'unica irradiazione, peraltro a basse dosi con le pellicole attuali o la videoradiografia, potrebbe risultare irrilevante e per niente nociva al nascituro.

In questi casi è importante la diagnosi clinica, soprattutto se si vogliono evitare le rx:
1. valutare se è possibile rintracciare il medico dentista che ha eseguito la terapia protesica, il quale potrebbe e dovrebbe, a meno che non siano trascorsi molti anni, le rx, che sicuramente avrà eseguito.

2. stabilire se si tratta di malattia parodontale o periapicale: di solito nella malattia parodontale, che si presenta comunque con altri segni anche a carico di altri denti nello stesso pz, il pus drena da una tasca più che da una fistola, ma se così fosse anche l'ntegrità della polpa dentaria/radicolare è compromessa, quindi è necessario comunque devitalizzare il dente.

3. identificare con il margine minore di errore il dente interessato, successivamente, o decementare il manufatto protesico, o, se questo non è possibile, anche per non danneggiare la ricostruzione ed il moncone, forare la protesi a livello occlusale, come se fosse un dente naturale.
La presenza della fistola esclude, anche se non al 100% la vitalità della polpa, in caso contrario basterà iniettare un minimo di anestetico senza vasocostrittore per continuare la terapia.

Quell'infezione cronica è meglio eliminarla considerando che la Signora è ancora a metà percorso gestazionale, e quindi maggiori sono le possibilità che si possa sviluppare un ascesso vero e proprio in futuro.

Certamente la placenta costituisce una barriera per i batteri in genere, ma se non il feto, proprio la placenta può subire danni.

E' pure vero che in caso di granuloma l'infezione rimane localizzata, questo non impedisce però che batteri possano passare nel torrente circolatorio.

Cordiali Saluti
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Risposta ad esclusivo scopo informativo, non costituisce diagnosi, non sostituisce la visita medica.

[#5] dopo  
Utente 237XXX


Grazie per le risposte molto utili a tutti.

Mia moglie è riuscita a sentire il suo dentista che circa un anno fa le ha eseguito il lavoro ai denti che si trovano vicino alla fistola.
Il dentista, di lingua estera, per descrivere il lavoro eseguito ha usato un termine che si avvicina a "de-pulipizzati" (tolta la polpa? devitalizzati?).

La fistola si trova sul bordo gengivale di uno di questi 2 denti trattati in passato. Attualmente la fistola appare poco evidente e senza pus, pur non assumendo antibiotici da 5 giorni.

Ora ci siamo rivolti ad uno studio dentistico in grado di fare videoradiografia e tra pochi giorni faremo la visita. Sto cercando di accorciare i tempi per risolvere il problema velocemente.

1) Il fatto che molto probabilmente mia moglie ha subito una devitalizzazione ai due denti interessati può dare qualche indicazione?

2) La videoradiografia, pur essendo a bassa emissione di radiazioni, necessita che sia eseguita mettendo il collarino al paziente per proteggere la tiroide?

[#6] dopo  
Dr. Filippo Martone

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la pellerina anti x và utilizzata comunque sempre. la radiovisiografia sono sempre raggi x. Il ginecologo è d'accordo (perdonate l'insistenza, ma solo ilvostro ginecologo ha seguito la gestazione e ne conosce le la situazione, lui e alcun altro)?
I denti devitalizzati sono comunque passibili di recidive. Da come descrive tuttavia non è semplice discriminare il tipo di infezione, ed è indispensabile che questo venga fatto presso un odontoiatra di fiducia. Lui possiede tutti i mezzi e le conoscenze per farlo ed a lui vi affiderete. Eviterei di costruire ipotesi in sua assenza per non confondere il delicato rapporto tra lui e voi (anche perchè gli elementi in nostro possesso sono ben lungi dall'essere sufficienti a farne...).

Cordialmente
Dr. Filippo Martone
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[#7] dopo  
Utente 237XXX


La gestazione è stata seguita da una sola ginecologa. Lei è stata molto competente da subito e ci ha dato il consenso sia per fare la endorale al dente che per curare l'infezione (tra l'altro ci ha sollecitato a farlo subito).

Io ho un dentista di fiducia, ma mia moglie no. Mia moglie non vuole rivolgersi al mio dentista perchè lui potrebbe farle solo una endorale e non la radiovideografia.

[#8] dopo  
Dr. Filippo Martone

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Se la ginecologa è serena suggerisco di affrontare serenamente anche la radiografia normale, ma di avere un rapporto con una persona che riveste la vostra fiducia, con cui potete dialogare tranquillamente ed in modo affidabile.
Dr. Filippo Martone
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[#9] dopo  
Utente 237XXX

Finalmente alcuni giorni fa, mia moglie ha fatto una videoradiografia.

Dall'esame è emerso che un perno del dente rimesso ha perforato la radice e il pavimente del dente. Per il dentista il dente va tolto.

Inoltre l'esame ha evidenziato che la devitalizzazione del dente è quasi inesistente (appena accennata). Tuttavia, secondo il dentista, il problema non proviene dalla devitalizzazione ma dal punto della biforcazione delle radici in corrispondenza della frattura causata dal perno. D'altra parte, già senza la radiografia, si vedeva che il gonfiore non proviene dalla parte bassa della gengiva, ma è dal bordo della gengiva.

Secondo il dentista, non c'è un problema imminente di batteri che vadano in circolo, visto che il gonfiore è piccolo (per dare un'idea, potrei dire che il gonfiore, visto che è lungo la gengiva del dente molare, ha una lunghezza di 5-6mm, e ha una altezza di 2mm e una profondità di 2mm).

Per il dentista, non c'è un'urgenza di estrarre il dente, si potrebbe anche pensare di rimandare a dopo la gravidanza. Ma per questo vuole sentire il parere della ginecologa di mia moglie. Quindi sarà la ginecologa che deciderà se fare l'estrazione prima della gravidanza (ora che è nella 20-esima settimana o verso il sesto mese), oppure no. In caso di estrazione necessaria durante la gravidanza, la ginecologa deve stabilire che tipo di anestesia deve essere effettuata (senza vasocostrittore?).

In caso di estrazione, Il dentista non farà usare antibiotici a mia moglie, ma eventualmente antidolorifici utilizzabili in gravidanza (Tachipirina).

[#10] dopo  
Dr. Filippo Martone

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Lidocaina senza vasocostrittore dovrebbe essere benaccetta. Io propenderei per la copertura antibiotica (ma la collega ginecologa dirà la sua). L'estrazione, effetturata dopo il sesto mese, normalmente non pone problemi. Direi in ogni caso che la situazione pare ampiamente sotto controllo e ne siamo contenti per voi.

Cordialmente
Dr. Filippo Martone
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[#11] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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"Quindi sarà la ginecologa che deciderà se fare l'estrazione prima della gravidanza oppure no."

Sbagliato.
Lo decide il dentista, dopo aver consultato (se lo ritiene) la ginecologa.
La ginecologa non ha la minima possibilità di valutare l'entità della lesione in atto sul suo dente e la quantità di batteri attualmente presente.



"In caso di estrazione necessaria durante la gravidanza, la ginecologa deve stabilire che tipo di anestesia deve essere effettuata".

Altro errore.
Per tipo di anestesia da scegliere e la via di somministrazione è competente il dentista, non la ginecologa.


L'estrazione va fatta sicuramente PRIMA del parto.
Si può discutere, eventualmente, un ritardo di qualche tempo per portarsi nella zona "più sicura" del sesto mese.
Sempre che le condiziuoni locali del dente lo consentano, cosa che può sapere SOLO il dentista.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)