Utente 430XXX
Gentilissimo dottor Catania,
nel dicembre 2015 mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario retroareolare sx (dimensioni 24x19 mm) risultato all'istologico del tipo duttale infiltrante triplo negativo G3 mib 68%. Mi sono pertanto sottoposta a chemioterapia neoadiuvante, 4 cicli AC + 11 taxolo, arrivando nel luglio 2016 all'intervento di quadrantectomia + esame linfonodo sentinella. Questo il referto postoperatorio:
A) Quadrante centrale: campione mammario gr 26 e cm 5x4.6x2.8 . Al taglio si osserva nodo neoplastico solido, grigio, a margini policiclici, del diametro max di cm 1.2, posto a 0.3 cm dal margine laterale versante inferiore, a 0.4 cm dal margine inferiore, a cm 1.0 dal margine superiore, a cm 2.7 dal margine sternale, a cm 1.3 dal margine superficiale e a cm 0.7 dal margine profondo. Parenchima perineoplastico di aspetto fibro-adiposo.
B) Allargamento margine laterale-inferiore: campione mammario di gr. 2 e cm 2.3x2.0x1.0
C) Linfonodo sentinella: diametro max 1.3 cm
D) Tessuto retroareolare sx: frammento bioptico del diametro max di cm 0.7
Diagnosi:
A) Carcinoma duttale infiltrante con necrosi tumorale confluente e focali aspetti metaplastici di tipo squamoso, privo di significativo infiltrato linfocitario tumorale poco differenziato (G3). Invasione vascolare perineoplastica: non evidente sulle sezioni esaminate. Carcinoma in situ associato alla neoplasia: assente. Dimensioni: il diametro max del carcinoma invasivo misurato microscopicamente è di mm12. Margini di resezione: indenni. Il carcinoma invasivo giunge a mm 3 dal margine laterale versante inferiore. Parenchima circostante la neoplasia: focolai di adenosi.
B) Parenchima mammario senza evidenza di residui neoplastici.
C) Tessuto retroareolare con dotti maggiori ben rappresentati, senza evidenza di neoplasia.
Stadio e fattori biologici relativi all'ultimo intervento:
ypT1cN0(sn) M0, G3, Invasione vascolare non evidente
ER assenti, PgR assenti, MIB-1 80%, c-erbB2 (score 0) Espressione proteina P53 positiva nel 95% delle cellule neoplastiche
Classificazione San Gallo 2015: Triplo neg.
A seguito dell'intervento, a settembre mi sono sottoposta a 30 sedute di radioterapia, ben tollerata.

Gradirei tanto avere da lei un'indicazione prognostica relativa al mio caso; so che non è possibile prevedere l'andamento futuro della malattia e che ogni paziente ha una storia a sé... ma le sarei grata se potesse darmi almeno un'idea di massima, e chiarirmi alcuni dubbi, e in particolare:
1) se i focali aspetti metaplastici di tipo squamoso sono un fattore prognostico negativo (ho letto cose spaventose sul carcinoma metaplastico)
2) se l'espressione di P53 nel 95% delle cellule tumorali ha valore prognostico negativo
3) se è stato corretto secondo lei procedere all'asportazione del linfonodo sentinella e non allo svuotamento ascellare, avendo fatto la neoadiuvante
4) se la risposta alla chemio è stata accettabile o scarsa
La ringrazio fin d'ora, attendo una sua cortese risposta

[#1]  
Dr. Salvo Catania

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Cara amica,
non Le rispondo sulle singole domande perché il trattamento del suo (ex) tumore è da considerare corretto in ragione dei fattori predittivi che allega.
Questo tipo di tumore (triplo negativo) è particolarmente aggressivo. Ciò non vuol dire che sia incurabile, tutt’altro. Non Le posso rispondere in poche battute. Se volesse approfondire il tema provi ad entrare nel mio blog e leggere piano piano a partire da
https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-446.html
e troverà molte risposte, terapie comprese, alle sue paure e dei suoi familiari. Se volesse raccontare la sua esperienza per avere un supporto anche da altre compagne di avventura con triplo negativo sarà la benvenuta. Dica pure che l’ho invitata io . Si presenti con un nome, anche fasullo se non se la sentisse di presentarsi con il suo

Un tumore insorto prima dei 50 anni vuol dire che non si può pensare che il primitivo tumore sia stato provocato dall'invecchiamento delle cellule, ma da cause verosimilmente genetiche. Noi con l'intervento rimuoviamo il tumore, ma non le cause che continuano ad agire. Ecco perché nel suo caso la cautela deve essere massima.
Le suggerisco però un differente approccio alla malattia, perché di cancro si guarisce, ma è più difficile guarire dalla seconda e più grave malattia che si accompagna ad esso : la paura del cancro !

Ripeto se lo desidera (si presenti con un nome, anche fasullo) e dica pure che l'ho invitata io nel nostro blog delle RAGAZZE FUORI DI SENO e Le prometto che non la lasceremo sola.

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-500.html

Se non vuole leggere i commenti precedenti si presenti direttamente sulla pagina di oggi, dove scrivono a 4 anni dalla loro iscrizione e intervento, in maggioranza ragazze marchiate da diagnosi di triplo negativo come Lei ed alcune con fattori prognostici peggiori dei suoi

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-517.html

Tanti saluti.. l'aspettiamo



Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 430XXX

Caro dottor Catania,
La ringrazio per la sua pronta risposta e la comprensione. Seguirò il suo consiglio è visitero' il Blog... forse mi presenterò e parteciperò attivamente, non so.
Però mi scusi, al momento sono un po' in crisi perché una sua frase mi ha tutt'altro che rincuorato... da un lato mi dice che di tumore si guarisce, dall'altro che le cause genetiche continuano ad agire .... allora vuol dire che sono condannata ad avere recidive prima o poi? Quali sono le cautele che dovrei avere? Può spiegarmi meglio?

[#3]  
Dr. Salvo Catania

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Non ho scritto che sia condannata...anzi, ma che può ridurre il rischio significativamente adottando le RACCOMANDAZIONI DI PREVENZIONE PRIMARIA.

Se viene nel blog non solo non la lasceremo sola, ma troverà tutti i consigli pratici.....in tal senso.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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