Infiltrazioni acido ialuronico ginocchio: utili o superflue?
Buongiorno, ho 29 anni e nel 2024 ho eseguito un intervento di riparazione cartilaginea al ginocchio per lesione OCD del condilo femorale laterale mediante PATCH STEM G2 (credo sia una sorta di CHONDRO GIDE) questo mi disse l’ortopedico.
Specifico che l’intervento si è reso necessario dopo un trauma del 2016 dove a seguito di una sublussazione si è scheggiato il CFL spellando la cartilagine, non mi ha mai dato problemi o fastidi ma avevo una calcificazione strutturata che nel tempo si era formata e così ho eseguito questo intervento per rimuovere la calcificazione e riparare la cartilagine.
Da RMN subito sembrava una lesione OCD con perdita di osso, infatti si era ipotizzato un trapianto da cadavere, poi aprendo il ginocchio hanno visto che era principalmente cartilagine e hanno proceduto con patch.
È passato un anno e poco più, attualmente sto bene: non ho dolore, rigidità, gonfiore né limitazioni funzionali.
Il chirurgo che mi ha operato mi ha consigliato di eseguire un’infiltrazione di acido ialuronico ad alto peso molecolare circa una volta l’anno come misura preventiva.
Tuttavia, leggendo e informandomi, ho trovato pareri contrastanti e mi è sorto il dubbio.
In particolare vorrei capire:
- l’acido ialuronico ha una funzione protettiva o strutturale sulla cartilagine neoformata dall’innesto?
- esistono evidenze che migliori la durata o l’outcome dell’intervento in un ginocchio asintomatico?
oppure il suo utilizzo è indicato principalmente in presenza di sintomi (dolore, rigidità, sinovite)?
Il mio timore non è evitare una terapia utile, ma al contrario fare una procedura non necessaria, con costi elevati e un piccolo rischio di reazioni infiammatorie, in un ginocchio che al momento non presenta disturbi.
Chiedo quindi un parere generale sull’opportunità o meno di infiltrazioni a calendario in casi come il mio.
Per completezza allego sotto il referto della RM fatta a 8 mesi dall’intervento.
L'esame, confrontato con il precedente del 3 febbraio 2024 fa rilevare:
Non alterazioni dell'intensità di segnale a provenienza dal midollo endospongioso dei segmenti ossei esaminati.
Al compartimento anteriore invariato la lesione osteocondrale in corrispondenza del versante laterale della troclea
femorale.
Invariata la latero-deviazione della rotula.
Ipoplasiche le superfici articolari mediali della troclea femorale e
della rotula.
Al compartimento mediale regolare la fibrocartilagine meniscale.
Nei limiti il legamento collaterale.
Al compartimento laterale regolare la fibrocartilagine meniscale.
Nei limiti il legamento collaterale.
Netta riduzione
dell'estensione e della profondità della lesione osteocondrale in sede di condilo femorale.
Al compartimento centrale regolari i legamenti crociati.
Non versamento intrarticolare.
Grazie a chi vorrà rispondere.
Specifico che l’intervento si è reso necessario dopo un trauma del 2016 dove a seguito di una sublussazione si è scheggiato il CFL spellando la cartilagine, non mi ha mai dato problemi o fastidi ma avevo una calcificazione strutturata che nel tempo si era formata e così ho eseguito questo intervento per rimuovere la calcificazione e riparare la cartilagine.
Da RMN subito sembrava una lesione OCD con perdita di osso, infatti si era ipotizzato un trapianto da cadavere, poi aprendo il ginocchio hanno visto che era principalmente cartilagine e hanno proceduto con patch.
È passato un anno e poco più, attualmente sto bene: non ho dolore, rigidità, gonfiore né limitazioni funzionali.
Il chirurgo che mi ha operato mi ha consigliato di eseguire un’infiltrazione di acido ialuronico ad alto peso molecolare circa una volta l’anno come misura preventiva.
Tuttavia, leggendo e informandomi, ho trovato pareri contrastanti e mi è sorto il dubbio.
In particolare vorrei capire:
- l’acido ialuronico ha una funzione protettiva o strutturale sulla cartilagine neoformata dall’innesto?
- esistono evidenze che migliori la durata o l’outcome dell’intervento in un ginocchio asintomatico?
oppure il suo utilizzo è indicato principalmente in presenza di sintomi (dolore, rigidità, sinovite)?
Il mio timore non è evitare una terapia utile, ma al contrario fare una procedura non necessaria, con costi elevati e un piccolo rischio di reazioni infiammatorie, in un ginocchio che al momento non presenta disturbi.
Chiedo quindi un parere generale sull’opportunità o meno di infiltrazioni a calendario in casi come il mio.
Per completezza allego sotto il referto della RM fatta a 8 mesi dall’intervento.
L'esame, confrontato con il precedente del 3 febbraio 2024 fa rilevare:
Non alterazioni dell'intensità di segnale a provenienza dal midollo endospongioso dei segmenti ossei esaminati.
Al compartimento anteriore invariato la lesione osteocondrale in corrispondenza del versante laterale della troclea
femorale.
Invariata la latero-deviazione della rotula.
Ipoplasiche le superfici articolari mediali della troclea femorale e
della rotula.
Al compartimento mediale regolare la fibrocartilagine meniscale.
Nei limiti il legamento collaterale.
Al compartimento laterale regolare la fibrocartilagine meniscale.
Nei limiti il legamento collaterale.
Netta riduzione
dell'estensione e della profondità della lesione osteocondrale in sede di condilo femorale.
Al compartimento centrale regolari i legamenti crociati.
Non versamento intrarticolare.
Grazie a chi vorrà rispondere.
L'acido ialuronico (AH) è utilizzato nelle osteoartriti e, talvolta, dopo interventi di riparazione cartilaginea. La sua funzione è principalmente quella di migliorare la lubrificazione dell'articolazione e ridurre l'infiammazione, fornendo un effetto sintomatico.
Funzione dell'acido ialuronico:
- Non strutturale: L'AH non integra la cartilagine riparata o neoformata. La patch stem che hai ricevuto, come CHONDRO GIDE o simili, mira a stimolare la formazione di nuova cartilagine, ma l'AH non ha un ruolo diretto in questo processo strutturale.
- Protettiva/Lubrificante: Agisce come un lubrificante e ammortizzatore nell'articolazione, riducendo l'attrito tra le superfici cartilaginee.
- Antinfiammatoria: Può modulare la risposta infiammatoria locale.
Evidenze sull'uso in ginocchia asintomatici post-intervento:
- Le evidenze scientifiche sull'efficacia degli infiltrati di AH per migliorare la durata o l'outcome a lungo termine di interventi di riparazione cartilaginea (come il tuo) in ginocchia asintomatici sono limitate e non conclusive.
- Il suo utilizzo è più supportato e raccomandato in presenza di sintomi come dolore, rigidità o sinovite, per fornire sollievo sintomatico.
- Alcuni studi suggeriscono che l'AH potrebbe avere un effetto protettivo sulla cartilagine riparata, ma questo non è ancora pienamente dimostrato, specialmente in assenza di sintomi.
Considerazioni per il tuo caso:
- Il tuo ginocchio è asintomatico e il referto della RM a 8 mesi mostra una netta riduzione della lesione, suggerendo un buon risultato dell'intervento.
- L'infiltrazione di AH è principalmente una misura sintomatica e non ha un ruolo strutturale nella riparazione.
- L'opportunità di eseguire infiltrazioni a calendario in un ginocchio asintomatico è discutibile e deve essere valutata considerando i costi, i potenziali rischi (seppur minimi) e la mancanza di solide evidenze a supporto del suo beneficio in questa situazione specifica.
- Potresti discutere con il tuo chirurgo i pro e i contro di questa pratica nel tuo caso specifico, considerando che il suo consiglio è spesso basato sull'esperienza clinica e sulla gestione individuale del paziente. Potresti anche considerare di eseguire l'infiltrazione solo in caso di comparsa di sintomi.
Funzione dell'acido ialuronico:
- Non strutturale: L'AH non integra la cartilagine riparata o neoformata. La patch stem che hai ricevuto, come CHONDRO GIDE o simili, mira a stimolare la formazione di nuova cartilagine, ma l'AH non ha un ruolo diretto in questo processo strutturale.
- Protettiva/Lubrificante: Agisce come un lubrificante e ammortizzatore nell'articolazione, riducendo l'attrito tra le superfici cartilaginee.
- Antinfiammatoria: Può modulare la risposta infiammatoria locale.
Evidenze sull'uso in ginocchia asintomatici post-intervento:
- Le evidenze scientifiche sull'efficacia degli infiltrati di AH per migliorare la durata o l'outcome a lungo termine di interventi di riparazione cartilaginea (come il tuo) in ginocchia asintomatici sono limitate e non conclusive.
- Il suo utilizzo è più supportato e raccomandato in presenza di sintomi come dolore, rigidità o sinovite, per fornire sollievo sintomatico.
- Alcuni studi suggeriscono che l'AH potrebbe avere un effetto protettivo sulla cartilagine riparata, ma questo non è ancora pienamente dimostrato, specialmente in assenza di sintomi.
Considerazioni per il tuo caso:
- Il tuo ginocchio è asintomatico e il referto della RM a 8 mesi mostra una netta riduzione della lesione, suggerendo un buon risultato dell'intervento.
- L'infiltrazione di AH è principalmente una misura sintomatica e non ha un ruolo strutturale nella riparazione.
- L'opportunità di eseguire infiltrazioni a calendario in un ginocchio asintomatico è discutibile e deve essere valutata considerando i costi, i potenziali rischi (seppur minimi) e la mancanza di solide evidenze a supporto del suo beneficio in questa situazione specifica.
- Potresti discutere con il tuo chirurgo i pro e i contro di questa pratica nel tuo caso specifico, considerando che il suo consiglio è spesso basato sull'esperienza clinica e sulla gestione individuale del paziente. Potresti anche considerare di eseguire l'infiltrazione solo in caso di comparsa di sintomi.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 6 visite dal 30/01/2026.
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