Utente cancellato
Buongiorno, tre anni fa ho sofferto di un disturbo da stress perchè lavoravo molto, una vita frenetica e dedicavo poco tempo alle vacanze. All'inizio, in modo graduale e in mesi diversi, i medici che mi hanno seguito mi hanno prescritto diverse medicine (Risperdal, Zyprexa, EN gocce al bisogno, e altro) per aggredire il problema con diversi effetti collaterali come: sonno, stanchezza fisica e mentale, gonfiore, sovrappeso (25 kg in più), tachicardia, abbassamento della vista etc. Poi dopo circa 1 anno e mezzo, esponendo i problemi che riscontravo al medico, mi è stato prescritto il Depakin 500 mg chrono a rilascio prolungato come terapia di mantenimento: prima 500 mg (la mattina) + 500 mg (la sera), poi dopo circa 6 mesi dietro mio sollecito: 500 mg (la sera) + 250 mg (la mattina). E poi "io stavo bene, finalmente mi sentivo bene!" e ho deciso di abbassare la dose di poco: da circa 1 anno prendo solo 500 mg (la sera) senza però andare più dal medico sia per motivi di lavoro sia perchè ho paura di essere tempestata di medicine. So che questi farmaci non possono essere abbassati da un giorno all'altro, so che è importante rivolgersi al proprio medico ma diciamo la verità voi medici psichiatri ammettetelo a volte esagerate un pò troppo con le medicine. Ora "mi sento bene", sono seguita da un dietologo e sono dimagrita già 15 kg, devo ringraziare comunque i medici che mi hanno preso in cura perchè sono "quasi guarita" o "guarita" (a mio parere) ma mi chiedo:
- C'è il rischio che possa riaccadere, che io possa di nuovo come due anni fa trovarmi ad avere disturbi di questo genere?
- Dovrò prendere per sempre questo farmaco?
- Questo farmaco ha comunque i suoi pregi: stabilizzante dell'umore, ma ammettiamolo ha anche i suoi difetti: aumento di peso (quindi obbligo di dieta), complicazioni per un'eventuale gravidanza presente o futura (quindi quali rimedi), e altro ancora (come foglio illustrativo)?
- Io sto bene, cosa dovrei fare ora?

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Ci sono diverse cose che non tornano. "Stress" non significa molto, le cure prescritte sembrano tutte riportare all'ambito delle psicosi bipolari, o anche disturbi bipolari in generale, anche se appartengono a categorie diverse hanno questa comune indicazione.

Smettere le medicine da soli non ha molto senso, se il medico non le ha indicato questo ci sarà un perché. Il problema non è naturalmente abbassarle da un giorno all'altro, è se sia o meno consigliabile abbassarle (o toglierle), mossa che ripristina un rischio che dipende dal tipo di disturbo di cui si soffre.
Essere stati bene e star bene quando si sospendono le cure non significa niente, non protegge dal rischio di ricaduta.

Il fatto che ci siano effetti collaterali va discusso con il medico per valutare opzioni meglio tollerate, ad esempio per quanto riguarda il peso.

"voi medici psichiatri ammettetelo a volte esagerate un pò troppo con le medicine."

Non saprei, ognuno si regola come crede nel calibrare le cure, ma esistono studi e linee guida in merito a questo. La verità pratica è che numerose persone ricadono per aver sospeso le cure, seguendo ragionamenti simili a questo, ovvero "sto bene", "stavo bene", "volevo provare a farcela da solo" e così via, oppure non hanno idea del disturbo di cui soffrono, liquidandolo in maniera impropria come qualcosa di minimo e di remoto nel tempo, quindi ormai chiuso e scatenato da fattori esterni.

E' sconsigliato autogestire una cura del genere, gli errori sono sempre gli stessi. Non c'è ragione per cui non si consulti con il suo psichiatra, visto che l'ha curata bene è il caso di attenersi alle sue indicazioni anche quando le verrebbe in mente di fare di testa sua.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2]  
Dr. Massimo Lai

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
4% attualità
20% socialità
FRANCIA (FR)

Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Gentile utente,

nella valutazione di una terapia occorre sempre partire dalla diagnosi o ipotesi diagnostica, perché in base a questa si fanno ipotesi sulla prognosi e si instaura la terapia.

Gli psichiatri i genere non si divertono ad avere la mano pesante, ma tengono sempre a mente il rapporto rischio/beneficio e decidono quello che dovrebbe essere meglio per la persona.

Purtroppo non esistono ancora farmaci perfetti.

Nel suo caso adesso sta bene ma ha una terapia di mantenimento che dovrebbe prevenire ricadute che potrebbero essere possibili.
Dico potrebbero perché non conosco a diagnosi ed è difficli fare supposizioni.

Le consiglierei pertanto di valutare attentamente i pericoli che potrebbero derivare con la sospensione del farmaco.

Qualora desiderasse una gravidanza dovrebbe allora rivolgersi al suo medicoe probabilmente sospendere il farmaco aumentando i consulti per prevenire eventuali ricadute.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#3] dopo  
209106

dal 2012
@Gentile Dr.Matteo Pacini,
invece "Stress" per me significa molto, all'inizio credevo fosse ansia o altri disturbi citati da lei ( dove è difficile guarire definitivamente) e invece per i sintomi che ho avuto (mancanza del respiro, agitazione, difficoltà a riposare bene) mi hanno diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress (per sovraccarico di lavoro) e non sono io a giudicare se le cure prescritte siano state appropriate o meno ma fatto sta che nonostante gli effetti collaterali ora sono guarita!
Lo so che smettere le medicine da soli non ha molto senso, a distanza di 1 anno andrò sicuramente dal mio medico ma una cosa è certa non potrò prendere tali medicine per tutta la vita in quanto "ora sto bene e non voglio vivere con la paura per il rischio di ricaduta".
Ogni storia è personale e con ciò non voglio dire che tutti dovrebbero fare ciò che ho fatto io, ma non sono d'accordo sul fatto che la riduzione della dose (da 500 mg la sera + 250 mg la mattina a solo 500 mg la sera) fatta da me già da 1 anno mi abbia portato svantaggi, ho voluto prevenire effetti collaterali più marcati vista la mia sensibilità al farmaco.

[#4] dopo  
209106

dal 2012
@Gentile Dr Massimo Lai,
Sono d'accordo con lei che gli psichiatri in genere non si divertono ad avere la mano pesante, ma tengono sempre a mente il rapporto rischio/beneficio e decidono quello che dovrebbe essere meglio per la persona ma bisogna ammettere che i farmaci prescritti portano dei vantaggi e tanti svantaggi.
All'inizio credevo fosse ansia o altri disturbi ( dove è difficile guarire definitivamente) e invece per i sintomi che ho avuto (mancanza del respiro, agitazione, difficoltà a riposare bene) mi hanno diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress (per sovraccarico di lavoro e impegni) e ora sia con la terapia di mantenimento sia con piccoli accorgimenti di vita quotidiana sto bene. Nel mio caso adesso sì sto bene ma voglio vivere bene senza la paura che ci sia il rischio di ricaduta che come lei ha detto potrebbe essere possibile: anche sopo 3 anni?
Non voglio assolutamente sospendere il farmaco se non gradualmente e dietro consiglio del medico che mi segue.
Per una gravidanza vorrei sapere se l'assunzione di queste medicine oggi portano rischi anche per il futuro e sicuramente spero che quando concepirò un bimbo non assumo più niente.
Alle domade che le ho fatto, le dico cosa penso:
- C'è il rischio che possa riaccadere, che io possa di nuovo come due anni fa trovarmi ad avere disturbi di questo genere? "Io penso di no, se continuo a vivere bene con una terapia di manetenimento come ora fino alla definitiva e futura sospensione dietro consiglio medico".
- Dovrò prendere per sempre questo farmaco? "Spero di no, non bisogna sottovalutare le situazioni ma nemmmeno diventare dipendenti dal farmaco".
- Questo farmaco ha comunque i suoi pregi: stabilizzante dell'umore, ma ammettiamolo ha anche i suoi difetti: aumento di peso (quindi obbligo di dieta), complicazioni per un'eventuale gravidanza presente o futura (quindi quali rimedi), e altro ancora (come foglio illustrativo)? "Assolutamente sì, come tutti gli altri farmaci di questo tipo l'ho vissuta sulla mia pelle, ci sono tanti effetti collaterali".
- Io sto bene, cosa dovrei fare ora?
"Sicuramente andrò dal mio medico a cui devo parte della mia guarigione e parte la devo a me stessa, spero che sarà così clemente da ridurre ancora di più il farmaco almeno a 350 mg e so che devo vivere serena senza sovraccaricare la vita di troppo lavoro.

GRAZIE!

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

"invece "Stress" per me significa molto". Non è interessante questo, ma quale sia la diagnosi per cui ha ricevuto quelle prescrizioni. Sono tutte convergenti su un tipo di diagnosi, mentre "stress" non è una diagnosi e non è comunque il meccanismo che produce la maggior parte dei disturbi mentali noti.

L'affermazione "sono guarita" è preoccupante poiché lo fa sulla base del fatto che adesso sta bene, ovvero un fraintendimento del significa del termine guarita, oltretutto senza tener conto della diagnosi ricevuta e del perché i medici stranamente non si sono espressi sul fatto che dovesse sospendere.

Purtroppo credo che sia una di quelle, frequenti, situazioni in cui la persona improvvisamente decide che non ha più bisogno della cura, senza vedere l'essenza preventiva della stessa, e ragionando da sola sui motivi per cui la malattia è venuta e non dovrebbe più ritornare, come a voler giustificare la bontà della propria scelta.

Confermo l'impressione iniziale. Ritorni dal medico e gli sottoponga la situazione subito. Se è una cura meglio tollerabile quella di cui ha bisogno, ci ragionerà lui. Se invece semplicemente ritiene che così a ciel sereno e senza motivo improvvisamente possa stabilire addirittura una guarigione, mi sembra chiaro che è un volere ignorare il passato, o considerarlo importante solo per sostenere la tesi della guarigione "con le proprie forze" e magari con l'aiuto della terapia che ormai ha fatto il suo tempo. Di solito chi ricade ha ragionato così.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
209106

dal 2012
Gent.mo Dr.Matteo Pacini,
forse lei ha frainteso quello che io volevo dire. Le posso assicurare che i medici che mi hanno seguita sono molto bravi, che io sono una persona abbastanza scrupolosa sulle cure che mi hanno dato e che nonostante il passato io cerco di vivere bene il presente e il futuro.
Grazie comunque!

[#7]  
Dr. Massimo Lai

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
4% attualità
20% socialità
FRANCIA (FR)

Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Gentile utente,

prendo spunto da quanto ha scritto:

"mi hanno diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress (per sovraccarico di lavoro e impegni)"

Non conosco la sua storia ma forse le è stato diagnosticato un altro disturbo in cui lei può aver vissuto con stress, non post-traumatico che ha connotazioni pù precise.
Gli impegni e il sovraccarico di lavoro possono essere anche vissuti con stress ma dove è il trauma?

"Per una gravidanza vorrei sapere se l'assunzione di queste medicine oggi portano rischi anche per il futuro"

L'assunzione attuale di farmaci non comporta effetti sulla futura gravidanza, ma a partire dal momento in cui resta incinta gli effetti potrebbero esserci.
Piuttosto la decisione di fare un bambino va programmata in anticipo per i farmaci che prende e anche in questo caso va fatta un'analisi rischi/benefici.

Riguardo alle risposte che si da le sue speranze sono legittime, ma quanto alla paura di avere una ricaduta, non dovrebbe farsi condizionare dal fatto di dover assumere un farmaco a vita se questo le permette di stare bene.

Auguri

Massimo Lai, MD