Utente 171XXX
ho avuto dei pensieri orribili disumani,schifosi ed inclassificabili in un periodo di stress in cui per altre ragioni devo ricorrere all'aiuto di un medico psichiatra,non ho ancora inziato ad andarci ma non parlerò qui dei motivi che mi hanno spinto a rendermi conto diaverne bisogno,quanto meno per esser ascoltata,visto che a casa non trovo il riscontro di cui avrei bisogno. ho sentito l'esigenza di scriver qui perchè in uno dei miei grovigli mentali son arrivata ad avere pensieri orribili...di cui mi vergogno,profondamente che mai avevo avuto in vita mia,e non erano intenzionali,non so come spiegarmi,non ho pensato con coscienza di fare una cosa del genere,con intenzione e lucidità,ma non riesco comunque a giustificarmi,non riesco una volta riacquisita coscienza piena e totale,non riesco a giustificarmi per aver fatto sì che passassero nella mia mente,mi sento sporca e indegna di vivere,sento come se l'unica cosa giusta e sensata da fare sia togliermi la vita,perchè nè per scherzo nè per qualsiasi altra ragione al mondo certi pensieri andrebbero fatti...son riusciti a portarmi via tutte le idee ce mie ero organizzata circa i miei problemi per parlare nel modo più chiaro possibile ad uno psichiatra,tutti i miei buoni propositi,le mie speranze il mio darmi da fare per organizzare tutto al meglio e cercare di collaborare per uscire da una situazione intricata in cui mi trovavo,tutto ora è stato spazzato via da quest'orribile pensiero che mi fa venir voglia per giustizia nei confronti del resto del mondo di uccidermi...mi vergogno,profondamente e vorrei solamente tornare indietro...purtroppo il corpo e la mente ricordano tutto ,tutto e mi sento indegna per questo. questo è un sito pubblico e mi farebbe schifo anche soltanto scrivere nello specifico l'oggetto di questi pensieri perchè indignerebbero e basta,come è giusto e sacrosanto che sia. so che posso mantener l'anonimato...ma mi vergogno troppo ugualmente....e credo che l'unica cosa giusta da fare sia proprio la più folle e sbagliata,ovvero uccidersi. mai ho pensato a una cosa del genere per quanto le cose potessero mettersi male nella mia vita o se l'ho fatto ho subito preso coscienza di quanto fossi stata stupida a pensare a una cosa del genere..... ho sempre scelto la vita...immaginod ovrei essere più specifica riguardo i miei problemi ma giuro che se nn lo faccio è sia perchè non avevo l aminima intenzione di richiedere qui un consulto per certe cose e sia perchè tutto è passato in secondo piano davanti a ciò che mi è passato per la testa.vorrei usccidere quella parte di me della memoria . uccidere quello sporadico e osceno pensiero. ma non posso. e quindi... dovrò solo uccidere me. non merito più di vivere..

[#1]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

credo in effetti che sia opportuna una valutazione psichiatrica che le consenta di individuare una forma di aiuto.

Cordialmente
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[#2] dopo  
Utente 171XXX

io non ho messo in dubbio di averne bisogno per ,chiamiamoli così,problemi di cui non ho parlato qui....
sono una ragazza.ho 20 anni..
ma se per quelli avevo una vaga idea o per lo meno una speranza sul come comportarmi. su questo fatto a cui ho accennato..non so come comportarmi... cerco solo di deviare il pensiero....di non pensarci..perchè se ci penso,come ho detto....mi vien da agire in questo modo. nel modo che ho detto. e no,questo mi viene con assoluta e totale coscienza,non per eventuali problemi che io possa avere.lo specifico per porre l'attenzione sul problema,su ciò che mi ha portato a pensare una simile cosa. perchè le problematiche che riscontravo non hanno la minima attinenza con idee di suicidio o roba del genere,nè con i pensieri che ho avuto. ci tenevo a specificare.

[#3] dopo  
Utente 171XXX

.....immagino di non poter avere un ulteriore risposta....

[#4]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

è chiaro quello che ha descritto. Confermo la mia precedente indicazione.
Cordialmente
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[#5] dopo  
Utente 171XXX

Ok,la ringrazio comunque.... ma è chiaro che a questo punto son al punto di partenza...è chiaro che questo posto non può sostituire un consulto diretto ..e lo sapevo. ma un'utilità dovrebbe pure averlo.... se lei mi indirizza direttamente verso una cosa che sapevo già comunque di dover fare... o mi sta "classificando" come"caso disperato",o qualcosa di simile...o avrebbe bisogno di maggiori dettagli (che non mi ha però richiesto..)

[#6] dopo  
Utente 171XXX

questo almeno è quel che ho pensato io..

[#7]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza: sembra molto agitata e disperata, oltre che un po' arrabbiata. Che le sta succedendo?. Ho visto il precedente consulto di qualche mese fa: ne ha poi parlato con qualcuno?. Inoltre, tutta questa agitazione dove avviene: sta in famiglia, da sola, che fa, come passa le giornate, ha un impegno, studia, lavora?
I pensieri suicidi, o comunque di farsi del male, sembrano averla sconvolta. Mi sembra che ne è rimasta come scandalizzata, quasi avesse commesso un peccato imperdonabile. Se ho capito bene lei pensa di meritarsi di morire perchè ha avuto pensieri simili? Mi domando come mai si giudica così severamente? Forse anche la questione dell'altro consulto è collegata? Forse ha paura di fare dei pensieri che sfuggono, o contrastano con la sua volontà?
Questo spazio non sostituisce ovviamente un contatto diretto con psichiatra o psicologo, ma se crede può descrivere un po' di più la sua situazione, col che forse si potranno vedere aspetti utili e forse potrà chiarirsi un po' le idee sul da farsi.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#8] dopo  
Utente 171XXX

ammetto di trovarmi in una brutta situazione,ma la cosa peggiore è che non ho il sostegno per uscirne. sono circondata da persone in famiglia che dicono di tenere al mio bene e tutto,ma in realtà vedono solo quel che vogliono vedere. non metto in dubbio che i sentimenti nei miei confronti siano sinceri,ma ogni qual volta io mi prodighi di trovare soluzioni al problema,non fanno altro che sminuire,sminuire,sminuire.... mi sento una persona inutile perchè ho smesso di frequentare l'università per questi motivi,sono confusa,ho troppo macello nella mia testama giuro che avevo una grande forza di volontà per uscire da questa situazione con tutti i mezzi a disposizione,ho scritto ogni volta che mi veniva in mente un qualcosa che potesse chiarire come mi sentivo dentro, il mio stato mentale,pensando di parlare anche dcon uno psicologo ,aiutandomi con lo scrivere a nn perdermi in pensieri,d avere idee chiaere...io mi odio in questa situazione,i odio perchè non sono così,mi sento passiva e non produttiva,ma a casa sono come lasciata a me stessa,vivo in famiglia ma con la scusa che "sono grande" e che i miei vogliano darmi "libertà" non sono per niente ascoltata.... questa è una situazione avvenuta anche in passato,soprattutto con mia madre...non voglio fare la vittima,il punto è che ogni volta che accuso un problema viene sempre sminuito... non pensavo che sarei arrivata a questo livello ,mi odio per questo oltre che vergogno profondamente.... ma se sono a questo punto o sinceramente ho attribuito anche una certa responsabilità al modo in cui mia madre,oer esempio si è posta di fronte ai miei problemi... ho sempre avuto fiducia nel parlare,nell'informazione,ovunque ,in tv si parla di comunicare e anche di "segnali,avvisaglie" che i figli spesso lanciano ai genitori,anche inconsapevolmente,quando ci sono disagi,anche patologie come anoressia e quant'altro,ci sono sempre deisegnali.... io non mi son nemmeno basata su questi spesso ho preso quasi mia madre di peso per dirle che avevo delle difficoltà,le ho detto che volevo parlarle,sono arrivata anche a piangerle davanti a richiederle esplicitamente attenzioni,ma nulla,si sottovaluta sempre...mi viene in mente un esempio stupido,è come se io avessi un male dentro e facessi di tutto per far capire che avidentemente non sto riuscendo da sola a togliermelo,ma invece che aiutarmi a togliermelo le persone vicine,care,parenti stretti in questo caso,nn facessero altro che imbottirmi di antidolorifici,ma io nn oglio alleviae il dolore,io voglio guarire! sono stufa di sentir mia madre che dice cose tipo "esci,ti stai chiudendo ,c'è il sole,stai con i coetanei" tutte cose sacrosante, ma non è la soluzione...! io sono stata brava tante volte a inquadrare,da sola,il mio problema,come se mi vedessi dall'esterno,ho scirtto,ho fatto di tutto,malgrdo fossi coinvolta e dentro la situazione ho avuto la lucidità di inquadrare la cosa e dire ammettere di aver bisogno di aiuto...ma a me sembra sempre che le mie richieste vengano interpretate come capricci,non è mai arrivato un come stai ma piuttosto uno spronarmi.ma non è sempre questo ciò di cui una persona ha bisogno,ma sembra che la mia famiglia nn riesca a capirlo....non è così difficile capirmi! io comunico in tutti i modi possibili e immaginabili quimpuò essere difficile starmi vicino in questa situazione,ok,ma nn voglio piangermi addosso e rimanerci.. mi lasciano totalmente a me stessa.... questo sarebbe prendersi cura di me? a me non sembra.... solo perchè ho 20 anni? solo perchè in teoria dovrei avere tutto apposto essere autonoma indipendente e sbrigarmi tutto da sola? ii figli nn andrebbero comunque seguiti? non si sono mai chiesti che cosa avessi realmente dentro! e quando ho provato a farglielo vedere io,anche solo per comunicare,sono rimasta delusa. mi sento invisibile e non voglio più vittimizzarmi. mi sto arrotolando su me stessa,ora lo ammetto,ma quando ho avuto la forza la voglia e anche le possibilità di uscire da qui prima che appunto mi riducessi a questo stato,mi hanno come tarpato le ali. io me le farei due domande se una mia presunta figlia stesse così. nn esiterei a parlare io per prima. mia madre invece nn lo fa mai,dice che se voglio devo parlarle io ecc ecc... nn interverrebbe mai,suppongo x nn essere invadente.a volte penso che solo se mi vedessero collassata o altro si renderebbero conto che la cosa andava presa di petto,non sminuita o deviata.

[#9] dopo  
Utente 171XXX

io mi sento in colpa per lo stato in cui sono. non dico di aver ragione. non dico di essere "giusta" . anche se fossi una psicopatica o avessi una patologia. io me ne sono resa conto. io mi sn davvero guardata dall'esterno e ho valutato tutti i modi possibili per affrontare il problema senza ferire nessuno. forse pretendere elasticità mentale è troppo...ma a questo punto allora....cosa dovrei fare. stendere un velo sui miei problemi.....cancellarmi quel che ho percepito e sentito negli ultimi periodi....eliminare questa parte di me visto ce a quanto pare non è più compatibile con la mia famiglia,m riferisco ai miei..... non lo so...mi sarò instupidita....quello che sia,allora dovrei vivere fuori.... a volte sento come la necessità di avere una casetta un qualche posto dove stare per nn ferire nessuno in cui ossa sbrigliarmi le mie cose....ma ovviamente non ne ho di alri posti in cui andare..se io sento la necessità di vivermi fino in fondo per poter uscire da questa situazione,condizione...ma a quanto pare risulta incompatibile cn come mi vedono,sentono i miei e magari si asettano da me...la cosa migliore x nn far male a nessuno sarebbe un mio allontanamento...provvisorio magari,nn lo so..ma nn ho dove andare...io più che pensarle tutte di soluzioni nn so davvero dove andare a metter le mani... ho sempre creduto di dovermi vivere fino in fondo però...se sn caduta come dire in uno stato mentale malato nn è pretendendo forzatamente la mia sanità senza affrontare e farmi vivere la cosa che io posso "guarire..:" o sbaglio..? mi sembra anche ipocrita dire "ma si tutte cavolate" e come dire,annullare tutto e tornare "quella di prima" ...nn mi sentirei pulita nei confronti del mondo ,nemmeno.

[#10] dopo  
Utente 171XXX

a volte mi vedo come se fossi diventata nn totalmente corazzata x affrontare il mondo esterno. ma nn sn cose come l'esperienza o il buttarmi nella folla di cui ho bisogno. come se dovessi prima sbrigliarmi un gap e poi sarei pronta. ma se le persone intorno a te nn lo vedono...un problema piccolo diventa gigante se nn affrontato subito....so che è così...

[#11]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Che Le è successo? E' sparita per due settimane e poi ritorna a valanga... (non è un rimprovero, solo un commento)

"tutte cose sacrosante, ma non è la soluzione.."

Sembra che Lei abbia in mente la 'soluzione' che non riesce a ottenere. Vuole parlarne?
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#12] dopo  
Utente 171XXX

...pensavo di risolvermi da me,per questo sn "sparita".. e poi nn mi sento sempre nelle condizioni o nello stato mentale tale da poter affrontare la questione...come ho detto ci sono diversi fattori,emotivi,che non mi fano sempre sentire nel mood di scriverlo...me ne dispiaccio perchè so che nn semplifico le cose,ma ogni qual volta ho una spinta,un qualcosa, cerco di approfittarne..
e ora...beh non dico che pensavo di esser stata chiara,ma anche cn gli esempi che avevo fatto penavo che fosse chiaro che in realtà mi manca il supporto o comunque sia nn c'è la consapevolezza di quel che sto attraversando da parte dei miei familiari... e tutto il resto,mi sono dilungat di proposito.... non è chiaro nulla di quel che ho scritto..? son stata troppo vaga,troppo poco chiara?

[#13]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Direi di no, ma mi chiedevo se poteva mettere la questione in positivo invece che in negativo: cioè invece che dire

" sto male perchè....mi manca il supporto... dei miei familiari"
(che comunque così ha messo in modo più diretto ed esplicito)

dire che

"starei meglio se mi dessero più attenzione e supporto".

Non è la stessa cosa, non le pare?

La seconda frase è esprimibile anche come "non mi basta quello che mi danno".

Ne possono venire varie riflessioni e considerazioni, credo.

PS l'ultimo suo post ( un po' spazientito, forse) fa pensare che anche qui non le basti quello che viene risposto e vorrebbe una diversa attenzione
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#14] dopo  
Utente 171XXX

mi chiedevo se a distanza di tutto questo tempo posso tutt'ora spiegare al meglio determinate cose.... ho le idee un po' più chiare...mi rivolgo in particolar modo al Dottore che mi ha "seguita" di più nei post precedenti...

[#15]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Prego, la 'ascoltiamo' (non solo io, comunque, se è a me che si rivolge).
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[#16]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

a distanza di tanto tempo dovrebbe essersi recata da uno specialista che abbiq potuto "seguirla" dal vivo e non virtualmente, altrimenti avrebbe vanificato gli intenti "reali" del servizio medicitalia.it.


E' probabile che lei, ad oggi, non abbia richiesto nessun aiuto reale per la sua situazione, giusto?
https://www.facebook.com/francescoruggiero.it/
https://www.instagram.com/psychiatrist72/
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[#17]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza, la sua richiesta a mio parere non viola le 'linee guida' di Medicitalia, che dicono, al punto f: " se hai aggiornamenti per un consulto, non inserire nuove richieste, ma prosegui la discussione già aperta"
https://www.medicitalia.it/consulti/linee-guida-consulto-online/

Fra le linee guida , sulle aspettative, le ricordo questi altri punti:
" ricorda che questo servizio non può sostituire la visita reale presso un medico, che è l'unica metodica consentita per eseguire diagnosi e prescrivere un trattamento
lo scopo dei consulti è quello di valorizzare e mai di sostituire la visita medica, di offrire (quando possibile) orientamento alle problematiche, senza azzardare diagnosi o terapie per via telematica
non pretendere risposte o soluzioni che non possono giungere attraverso questo servizio, ma fai un uso coscienzioso dei suggerimenti ricevuti e riportali al tuo medico curante
...
non utilizzare il servizio per pigrizia nel rivolgerti al tuo medico di base: è sempre lui il primo referente da contattare per i tuoi problemi di salute"

Pertanto, tenendo presente quanto sopra e nei limiti di "offrire un orientamento alle problematiche", se crede sono a disposizione per vedere il suo aggiornamento.
Aggiungo che non è ovviamente tenuta a rendere conto a chichessia delle sue scelte, essendo lei maggiorenne, a quanto mi consta.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#18] dopo  
Utente 171XXX

Si,ci sto lavorando,non è facile trovare lo "psicologo giusto",non è che non abbia fatto nulla fino ad adesso,in ogni caso io ho chiesto di atti,se potevo aggiungere quacosa in ogni caso anche a distanza di tempo ,ai post precedentemente scritti... non riesco a capire quale sia il punto,la paura che io mi appoggi troppo a questo mezzo evitando di chiedere aiuto fuori..? non è così,ma non è stato facile ,e sto cercando di servirmi di ogni mezzo disponibile.sono fin troppo stanca anche io,non sono felice di trovarmia ncora qui a parlarne.

[#19]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Come dovrebbe essere lo psicologo giusto?

va a fare delle visite e poi decide di non andare più oppure non prende mai appuntamento?

Ci sono delle differenze sostanziali tra i vari comportamenti e capire se sta cercando un aiuto reale è molto più importante.
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[#20] dopo  
Utente 171XXX

io non riesco a capire il motivo di queste domande... mi sto rivolgendo qui,a Voi,se la cosa non si può fare,d'accordo,basta dirlo. ma non credo di dover rendere conto di ogni mio minimo spostamento o decisione,,anche perchè ho semplicemenete chiesto se possibile aggiungere qualcosa in merito a quanoto scritto precedentemente,non mi sono dilungata in spiegazioni circa le mie eventuali esperienze con psicologi, i motivi che mi hanno spinto a scrivere cose come "lo psicologo giusto",se ho effettuato precedenti visite,cosa ho provato etc.... m i sono limitata a chiedere qualora potessi agire in un determinato modo,

[#21]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Può aggiungere ciò che vuole, ma ciò non prescinde dal fatto che è opportuno che lei faccia una visita dal vivo con uno specialista del campo.

Se esprime un concetto ritengo sia lecito che chi le scrive poi cerchi di comprendere meglio ciò che scrive, come può essere "psicologo giusto" o qualsiasi altra parola scritta di cui non si comprende il significato specifico e contestuale.
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[#22] dopo  
Utente 171XXX

intendevo dire,giusto per me,per il tipo di problema,per il modo in cui esso debba essere affrontato...giusto nell'approccio alla situazione,che agisca sul problema,non so come spiegarmi. lo dico sulla base di esperienze vissute. non intendeo dire che lei non potesse domandare cosa intendessi dire,semplicemente mi pare che Lei stia continuamente cercando di portare l'attenzione all'esterno,alla ricerca dell'aiuto esterno,in questo senso,come ho detto precedentemente,come se "temesse" che io possa affidarmi esclusivamente a questo mezzo. una cosa non esclude necessariamente l'altra ,intendevo "focalizzarmi" su quanto detto,senza necessariamente tirar fuori eventual mie esperienze.fa già abbastanza male tirar fuori ogni volta tutto questo. sto semplicemente cercando di "servirmi" dei mezzi che ho a disposizione.

[#23]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Secondo il mio modesto parere, è anche importante capire perchè, invece, non tende a portarsi all'esterno (cioè nella realtà, nella visita diretta) e cerca di trovare una soluzione qui.

Il problema è che la sua richiesta può divenire non appropriata al servizio perchè è come se cercasse una soluzione per poter risolvere il suo problema senza considerare che, di fatto, senza averla vista direttamente ciò che scrive può essere mal interpretato da chi legge od anche non ben capito o inteso anche da un punto di vista clinico; punto di vista che è caratteristica del servizio ma che non prescinde dalla visita reale.

Lei scriva ciò che ritiene opportuno scrivere, senza problemi, e consideri tutti i limiti del sistema.
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[#24] dopo  
Utente 171XXX

d'accordo,scriverò quanto avevo intenzione di scrivere.
aggiungo però due cose.. innanzi tutto,ripeto,non è corretto dire che io non cerchi soluzione all'esterno. ho ribadito difatti che una cosa non esclude l'altra. in secondo luogo da come ne parla Lei sembra che questo sito non abbia alcuna utilità,anzi,rischia di far peggio piuttosto che risultareu tile a qualcosa. non ha senso che esista,se qualunque cos possa scrivere un utente,Lei consigli soltanto di rivolgersi fuori,cosa che,nel mio caso,so benissimo di dover fare e non ho mai detto che non lo stia facendo. a questo punto qualunque consulto ,possa avere 5,10,100 righe avrà una risposta del tipo "deve recarsi da uno specialista esterno"... mi chiedo quale sia il senso del sito,se tiene a ribadire così tanto l'esigenza di rivolgersi fuori. non ho mi detto di non esserne consapevole.evidentemente le do quest'impressione,dal momento che tiene a ribadirlo più volte.

[#25]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Lo ribadisco sempre perchè ritengo di essere un professionista serio ed applico con serietà e dedizione le regole del sito ed anche quelle del codice deontologico.

Detto questo, se vuole può scrivere ciò che voleva scrivere.
https://www.facebook.com/francescoruggiero.it/
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[#26]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Sul sito rispondono anche altri specialisti, e ognuno, come nella realtà, ha modi di approccio e di contatto diversi. Se non si violano le linee guida, che ho riportato sopra, il resto sono pareri individuali, rispettabili, ma solo pareri, cioè opinioni, ovviamente professionali. Il mio parere di base è che la persona che scrive, essendo maggiorenne e non interdetta o inabilitata (o con ammisistratore di sostegno) fino a prova contraria, è libera e responsabile dei suoi atti e dei suoi scritti. E che il medico dà solo 'consigli', cui il 'paziente' o utente può aderire o meno. Libero il medico di non rispondere più all'utente che non segue i suoi consigli...
Persino la legge sancisce che è il paziente che decide, tant'è vero che deve dare il suo consenso informato a qualsiasi atto medico, e se i medici non lo rispettano sono chiamati a risponderne
Direi che gli utenti, nel momento che chiedono un consulto, danno il loro consenso implicito - ma può darsi che sarebbe bene renderlo esplicito - a ricevere pareri e indicazioni e consigli, nei limiti della scienza e coscienza e diligenza del medico applicata a un sito internet, medico che non può imporre alcunchè all'utente, che resta l'unico responsabile delle sue scelte.
Questi mi risulta che siano i diritti degli utenti.
In quest'ambito, pensando di non violare nè leggi esistenti nè linee guida di questo sito, io sono a disposizione per leggere i suoi aggiornamenti, per chiedere chiarimenti e proporre approfondimenti e allargamenti di ottica, se crede, e darle i miei pareri e le mie indicazioni sulla base delle conoscenze che si possono acquisire in questo modo.
Ovviamente fatta salva la libertà dello staff, proprietario del sito, di decidere a suo insindacabile giudizio, come da 'accordi' accettati all'iscrizione al sito.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#27] dopo  
Utente 171XXX

certo,nessuno l'ha messo in discussione,ma a mio parere risulta contraddittorio con l'esistenza e l'utilità del sito stesso...un conto è farlo presente,un altro (dico come mi sento io) far sentire quasi "colpevole" una persona di aver scritto qui,come se fosse stato un errore e ora lei cerchi di rimettere quella data persona sulla "giusta strada" (spingendola a rivolgersi fuori.)personalmente,più che invogliarmi a chiarire qualcosa per cercare di esser costruttiva,mi sembra un chiaro invito a recarmi fuori. anche perchè si presume che chi scriva qui sia a conoscenza del regolamento del sito..non voglio far discussioni,ma mi lascia un po' spiazzata tutto ciò.

[#28] dopo  
Utente 171XXX

l'ultimo post scritto da me si riferisce al Dottor Francesco Saverio Ruggiero,poichè non avevo ancora visualizzato l'intervento del Dottor Benedetti.

[#29]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non saprei, ci ha messo 5 risposte senza dire quello che voleva dire, questo mi sembra più strano. Ha preferito polemizzare nonostante le fosse stato già chiarito che poteva scrivere ciò che desiderava.

E' indecisa? non lo vuole dire? c'è qualche motivo?

probabilmente il "sentirsi colpevole" è uno dei suoi problemi personali irrisolti, visto che si "sente colpevole" solo dalla domanda...


https://www.facebook.com/francescoruggiero.it/
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[#30]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#31]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#32] dopo  
Utente 171XXX

Guardi,se la mette così....
la prossima volta allora,sperando che non ce ne siano,il comportamento da seguire per me sarà ignorare a priori un parere medico che mi risulta "antipatico"... non si trattava di polemizzare,mi avete risposto in due ed ho preso in considerzione una campana el'altra,dacchè il Dottor Benedetti non mi faceva particolari problemi,stavo discutendo con lei della faccenda,questo non significa che stessi "polemizzando" inutilmente,è chiaro che se do ugual valore ai pareri di due Dottori diversi,evidentemente ciò che lei ha scritto non mi risultava indifferente e ho cercato di chiarire,altrimenti sarei partita in quinta scrivendo a raffica ciò che volevo senza prendere in considerazione niente e nessuno, le sembra migliore come atteggiamento? a me no. da quando lei mi ha scritto che in ogni caso "potevo parlarne" ne son passate tre di risposte,stavo discutendo,non polemizzando. è chiaro che se son "presa" da una discussione ,considerando il fatto che chi scrive qui di norma ha dei problemi da affrontare,non sia facile lasciarsi andare seppur scrivedo a determinate cose se di fronte si trova quasi un muro.avrei dovuto passar oltre,si vede.

[#33] dopo  
Utente 171XXX

certo che lo voglio dire,in ogni caso non voglio far proseguire oltre questa discussione che si è creeata,figuriamoci se ero interessata in questo,ringrazio in ogni caso della disponibilità.

[#34]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

spesso in psichiatria risultano dei pareri "antipatici" quando non si vuole condividere quel parere perchè risulta scomodo.
E' una cosa che accade molto spesso e questo è il motivo per cui pazienti affetti da patologie psichiatriche hanno la tendenza a cambiare spesso medico, imputando la cosa alla scarsa empatia del medico, scarsa partecipazione emotiva del medico, o al semplice non funzionamento delle terapie.
Senza comprendere che avere una patologia psichiatrica è come avere una qualunque altra patologia che va trattata con quanto noto alla medicina, in modo da avere dei risultati tangibili e soddisfacenti.

Un parere, pur sempre "antipatico", è e resta un parere professionale che forse può tendere a "spingerla" verso una figura di riferimento reale e, giustamente, ciò può non starle bene.

Il servizio non si struttura neanche come una "discussione" od un chiarimento altrimenti si struttura come una "chat" o come un finto "rapporto terapeutico medico/paziente".

Ora, per ben 6 volte è stata invitata a scrivere ciò che voleva scrivere precedentemente, senza nessun problema, davvero senza neanche alcun pregiudizio o altro che possa farla stare male, e lei ha preferito "discutere".

Nessuno afferma che lei non abbia dei problemi da dover affrontare, però ha il tempo per fare ordine nei suoi pensieri e scrivere con calma ciò che desidera.
Più che offrirle questa disponibilità a leggere ciò che scrive altro non saprei dirle.
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[#35] dopo  
Utente 171XXX

Io non ho parole.
Dottore,Lei è autorizzato a bannarmi dal sito o qualunque cosa lei voglia fare,ma anche se ho 20 anni,non credo di essere una stupida,e credo di avere il diritto di dire quello che penso. vuole che parli,allora parlerò. innanzi tutto,le dico,non ho più alcun tipo di ficudia nel suo approccio,perchè lo reputo contraddittorio,lei può essere un medico eccellente,ciò non significa che io debba necessariamente trovare "simpatico" il suo modo di approcciarsi alla cosa e a me,è facile darmi della pazza ora,certo,io la trovo "antipatica",di conseguenza ciò significa che necessariamente io abbia una patologia psichiatrica e che io la trovi così perchè è lei la parte sana ed io quella malata,quindi è per questo ecc ecc....lei dimentica che è stato LEI STESSo a dire che questo sito può azzardare diagnosi errate e magari far danno eppure non si è fatto alcuno scrupolo nel definire i miei eventuali problemi irrisolti,nell'affermare che io abbia una patologia psichiatrica ,e a me sembra poco professionale e più una questione di principio dal momento che anche io debba esserle risultata "poco simpatica" dato che non ho accettato di buon grado i suoi consigli,per come la vede lei,cosa totalmente falsa,dato che per ben più di sei volte,credo di aver ribadito il fatto che stia cercando aiuto esterno e che mi stia attualmente recando presso uno psicologo,se lei ritiene questo sito poco professionale ,di conseguena chi scrive qui deve assolutamente esser re indirizzato ,come sostenevo prima,facendolo andare da uno psicologo "reale",nel senso ,dal vivo... allora,mi perdoni,la sua presenza su questo sito è contraddittoria,se lei ritiene di dover specificare ciò sulla base della sua serietà professionale,può direttamente fare a meno di rispondere,del resto ,se il suo consiglio è "vada fuori,qui si può anche sbagliare con la diagnosi ecc..." ... però non si è fatto molti scrupoli ad azzardare la mia eventuale patologaia psichiatrica e i miei "confitti irrisolti".... io non ho polemizzato sono stata cortese e ho cercato veramente di chiarire dei punti,lei ha sempre posto un muro,e l'ho fatto presente,avevo ripreso in considerazione questo posto perchè mi ero sentita in ogni caso presa in considerazione ed ascoltatata dal Dottor Benedetti in precedenza,non ho detto assecondata,ma presa in considerazione,non ho mai detto di dovermi appoggiare a questo sioto nè di utilizzarlo come fine a se stesso senza guardare "fuori",questo l'ha insinuato lei nonostante mi sia prodigata nel dirle che non era così.... con calma è un eufemismo...non credevo di aver violato nessuna norma,in precedenza e mi scoccia dirle che mi ha provato questa discussione nonostante abbia cercato di stroncarla quanto prima,non per niente,ma ho 20 anni,è già difficile così,le ho spiegato che non mi è facile scrivere tutto di getto,volevo prendere in considerazione i vostri pareri,dal momento inoltre che io non ho effettuato nessuna seduta psichiatrica con lei,non credo che lei possa così classiicarmi come affetta da patologia psichiatrica,perchè reputo la SUA opinione come "antipatica",dal momento che,come dice lei,questo sito non è affidabile,o sbaglio? quindi,questo accusare la mia ricerca di totale empatia e questo etichettarmi come affetta da un qualcosa è contraddittorio con quanto affermato da lei precedentemente. mi pare che fosse lei che cercasse di spingermi fuori per non azzardare diagnosi. invece l'ha fatto.

[#36]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Guardi che si sbaglia io non ho etichettato lei nè nessun altro.

Probabilmente mal interpreta il mio scritto, e ci sarebbe da chiedersi perchè.

Non ho alcun potere per "bannarla" nè tantomeno ho interesse a "bannarla", le sto dando la mia completa disponibilità a leggere cosa vuole scrivere......
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[#37] dopo  
Utente 171XXX

l'incomprensione è reciproca. mi auguro di ritrovare presto il mio mood per "riordinarmi i pensieri" come ha detto per scrivere al meglio ciò che intendevo spiegare. non credo di aver malinterpretato. mi risulta difficile scriverle con una certa fiducia dopo determinate affermazioni..anche perchè quando parlavo di pareri antipatici lo facevo ironizzando su me stessa,ma da come ha risposto lei si direbbe che chiunque trovi un Suo parere antipatico,non faccia che provare la sua "patologia" altrimenti,per quale motivo mi avrebbe scritto quelle cose..mi butta giù,nient'altro.non riesco ad affrontare tutto da sola.

[#38]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#39]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

tenga presente che una modalità on line può creare esattamente quello che pare si verifichi: una incredibile incomprensione...

E' proprio anche per questo motivo che è fortemente disincentivata qualsiasi iniziativa mirata a creare un rapporto di "eccessiva" relazione: non pare molto semplice crearlo e produttivo mantenerlo se non entro "certi limiti informativi".

Credo che da parte di nessuno ci siano volontà di fraintendimento o di polemica: tuttavia mi pare sia anche una possibilità che in questo caso si è manifestata.
Cordialmente
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[#40]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ripartirei dall'inizio. Se scrive è perché cerca una soluzione diversa. Non ci sono particolari ragioni per cui non ce ne debba essere una, e probabilmente in questo momento la cosa più semplice e migliore da fare è affidare a uno specialista l'inquadramento del problema, poiché è normale che da soli non si trovi una soluzione ma anzi si cerchi la soluzione esattamente nel meccanismo che ci fa avvitare intorno a un pensiero. Perché uno specialista prenda una decisione giusta non serve né che questi sia simpatico o si stabilisca un rapporto positivo "a pelle" (come pure si pensa comunemente), né che conosca la nostra vita. Quindi il discorso del cercare uno psicologo o psichiatra "giusto" non è il punto. Anzi, questo stride un po' con la situazione quasi senza uscita che dipingeva all'inizio, ovvero si è arenato pensare di attendere e ponderare la scelta del medico è contraddittorio. Intanto ne scelga uno, poi vedrà se ci si trova. La giustezza della scelta si concretizza con i risultati della cura, che più che giusta a priori è efficace e si può adattare nel tempo alla migliore conoscenza del caso. Lei ha la migliore conoscenza come espressione dei sintomi, il medico invece si presume la debba avere come inquadramento degli stessi in categorie che permettono la risoluzione dello stato di sofferenza.
Dr.Matteo Pacini
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[#41] dopo  
Utente 171XXX

un bel calderone. innanzi tutto,loggetto del problema è per lo più quanto ho cominciato a scrivere IN SEGUITo al primissimo post... non si basi su quello. in secondo luogo,stavo prendendomi il tempo necessario per poer descrivere quanto necessario. in terzo luogo,è possibile che io non sia totalmente una sprovveduta,di conseguenza posso aver sbagliato (come anche no) d aver postato la domanda in psichiatria,piuttosto che in psicologia... perchè,finchè non mi esprimo sulla questione,non può affermare quanto ha appena scritt.... circa quel che counemente si "crede" per la scelta dello psicologo etc etc... purtroppo ho una certa esperienza,quindi ,poichè mi auguro di nn trovarmi in uno stato totalmente annebbiato tale d non consentirmi la lucida valutazione della cosa,credo di potermi esprimere quando affermo "lo psicologo giusto " etc sulla base di me,la mia vita,la mia esperienza,ciò che ho e anche ciò che percepisco ,perchè non tutti "voi" siete perfetti,diciamo così,essendo esseri umani,e non tutti "noi" (chi è dalla parte del paziente che ricerca un aiuto) una persona estremamente inconsapevole e totalmente fuori dal reale. ci sono casi e casi.... mi auguro di conservare la mia parte sana ancora a lungo,senza dovermi già dare per caso perso o dovermi necessariamente affossarmi con le mie mani,quando magari qualcosina,da sola,con un aiuto certo,posso ancora farla. detto questo,aggiornerò questo post,come detto in precedenza.

[#42] dopo  
Utente 171XXX

mi scuso per gli errori di battitura,ho scritto di getto.... sto facendo un lavoro interiore,e mi auguro di migliorarmi,non vorrei che il post immediatamente precedente passasse come uno sfoggio di qualità o presunzione,ma,semplicemente sto evitando di buttarmi giù,continuamente,quando leggo certe cose,perchè non è semplicissimo reggere questa situaione e preferirei vedere il meglio ed il positivo piuttosto che ricordare costantemente a me stessa quanto io stia male ecc.... aggiungo un'altra domanda... questo consulto dovrà necessariamente rimanere pubblico? qualora aggiungessi determinati dettagli sulla mia situazione,non vorrei compromettere la mia privacy...me lo chiedevo per questo..grazie anticipatamente

[#43] dopo  
Utente 171XXX

Probabilmente Le si è basato per l'appunto sul quesito iniziale.... il succo della questione risiede nei post (da me scritti) successivi.... non ritenevo opportuno postare ulteriori consulti,di conseguenza ho proseguito questo stesso,... la domanda oggetto di ciò che ha scritto non era che l'exploit di un a situzione di disagio che ho cercato di esplicitare in seguito...per questa ragione le ho "detto" ,meglio che non si focalizzi su quello,ecco....spero di aver chiarito.

[#44]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Nessuno ha criticato niente di quel che ha scritto. Mi baso su una considerazione complessiva, e sul fatto che gli specialisti del settore si occupano di questo, per cui la cosa più naturale da fare mi sembra di iniziare un parere. Se si sente offesa dal termine patologia psichiatrica o cose del genere parte prevenuta rispetto a cose che sono comuni e comunque per chi lavora in questo settore non costituiscono elementi di giudizio morale o complessivo sulla qualità della persona. I medici e gli psicologi si occupano di risolvere problemi, non necessariamente di capirli in maniera fine a se stessa o di ascoltare in maniera improduttiva.
Aveva chiarito già prima.
Dr.Matteo Pacini
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[#45]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza. In Medicitalia non è prevista per ora (che io sappia) la possibilità di 'colloqui' privati. Questi però sono possibili su altri siti on line. L'e-therapy, - cioè la possibilità di consulenze 'private', 'riservate', - non pretende di sostituire la psicoterapia e il contatto diretto medico paziente, ma è in fase di sviluppo sia in Italia che in altri paesi. Sulle pagine personali degli specialisti che rispondono qui può trovare ulteriori informazioni.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#46] dopo  
Utente 171XXX

No,non mi sento offesa,e non penso che ci si rivolga con pregiudizii verso cuna persona che abbia una patologia psichiatrica,ma sono per le "cose giuse"... mi darebbe fastidio soltanto un partire prevenuti nel "giudicare",catalogare etc,,un "attribuire una determinata cosa senza conoscere a fondo".chiaro però che preferirei esser sana!..per la faccenda del privato,unica preoccupazione era dovuta al fatto di lasciare pubblicamente sul web determinate cose scritte,probabilmente a tempo indeterminato....non intendevo sostituire il servizio,in ogni caso grazie

[#47]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile utente,
sia prudente nell'inserire dati personali, personalmente lo sconsiglio, rischia di essere riconosciuta e che i suoi dati siano utilizzati in modo incongruo.

Come già detto da altri, arrivati a questo punto l'approfondimento migliore che può fare è quello di rivolgersi a un professionista di persona perché nel frattempo sono passati dei mesi, non è neanche chiaro quale sia il problema e l'aiuto che può ricevere qui è limitato.
Massimo Lai, MD

[#48]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il meccanismo non è questo in realtà. Si cataloga per poter proseguire nella conoscenza, non si conosce a fondo per poi catalogare, sarebbe anche un controsenso. Catalogare o definire alcuni punti serve a orientarsi meglio e orientare meglio la persona, e quando questo definisce una diagnosi serve a programmare l'intervento e prevedere il decorso.
Dr.Matteo Pacini
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[#49] dopo  
Utente 171XXX

ci sono casi e casi..... e mi permetto di dissentire... bisogna conoscere,per come la vedo io,,accertarsi e poi azzadare pareri ,come in tutte le cose.non agire tanto sul sintomo ma sulla causa..parlo di casi e casi per l'appunto. proprio per questo è necessario conoscere,a mio parere.

[#50]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Secondo me discutere con i medici di solito non è molto utile: se uno non si trova con un medico, si rivolge ad un altro.

Se crede può riprendere da dove era rimasta
"mi chiedevo se a distanza di tutto questo tempo posso tutt'ora spiegare al meglio determinate cose.... .."
Potrà avere opinioni diverse da specialsti diversi e valutare quella che la convince di più.

Cordialmente

drGBenedetti


Dr. Gianmaria Benedetti

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[#51]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

fino ad ora qualunque specialista le abbia risposto ha ricevuto il suo dissentire.

Se ritiene di poter fare tutto da sola senza farsi visitare da uno specialista sbaglia, come ha sbagliato a pensare che far passare sei mesi le possano essere stati utili.

Ora, ovviamente, attendo la sua solita risposta offesa e risentita, dissenta anche da questa.
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[#52] dopo  
Utente 171XXX

Ha ragione Dottor Benedetti,difatti proprio questa sera avevo intenzione ,anzi,ho intenzione di aggiungere quei dettagli e di ripartire proprio da quel punto.
Dottor Ruggiero,se la cosa le è così a cuore,le risponderò,anche se inr ealtà lo faccio per educazione,esclusivamente,dato che io,credo di averlo ripetuto circa una decina di volte non ho mai detto di non avee biaogno ecc ecc.... di non star prendendo appuntamenti presso specialisi "fuori" e tutta una seria di cose che lei continua inutilmente a ribarie,se le urta così tanto il fatto che io possa esprimere il mio parere circa determinate cose e che non assorba come un ineme spugna senza alcuna capacità critica QUALSIASI cosa mi venga detta,credo che non sia un mio problema,dacchè ,come ho già detto "non ho fatto passare mesi",ma lascio correre perchè non ho voglia di discutere,nè le ho mai spiegato il motivo della mia "sparizione" da questo sito,nè lei sa se in questo periodo ho fatto qualcosa,nè ho intenzione di descrivere la mia situazione familiare per "scusante" o qualcosa di simile.. visto che le fa piacere prevedere i miei comportamenti ,potrei anche immaginare il suo atteggiamento di fronte a questa risposta "ecco,l'ennesima dimostrazione della sua più che evidente condizione! la solita risposta... "offesa e risentita".. pazienza. del restonon risulta molto piacevole entrare quando si ha un attimo di tranquillità in questo posto pronti a scrivere e trovarsi scritto ciò.Inoltre,a lei non stavo dicendo assolutamente nulla,ho dissentito circa un "modo di concepire una determinata cosa" con un altro specialista,non certo per far polemica,ho soltanto espresso ciò che pensavo,educatamente... non vedo perchè debba sentirti tirato in ballo come s ele avessi fatto un torto personale. in ogni caso,davvero,non voglio discutere ,nè ora nè in futuro,non ha senso e non serve a nessuno.

[#53] dopo  
Utente 171XXX

mi trattengo da esprimere altro sol perchè non credo di essere nella posizione per poterlo fare,per educazione,rispetto e quant'altro,ma mi creda,ne penso molte,soprattutto sulla scarsa utilità di lanciare una provocazione finale nel suo messaggio.se le sono così antipatica",può evitare di rispondermi.

[#54]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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"Dottor Ruggiero,se la cosa le è così a cuore,le risponderò,anche se inr ealtà lo faccio per educazione,esclusivamente,dato che io,credo di averlo ripetuto circa una decina di volte non ho mai detto di non avee biaogno ecc ecc.... di non star prendendo appuntamenti presso specialisi "fuori" e tutta una seria di cose che lei continua inutilmente a ribarie,"

Fino ad ora non ha espresso nulla che facesse capire qualcosa.


""ecco,l'ennesima dimostrazione della sua più che evidente condizione!!"

non so perchè le devo rispondere in questo modo, se vuole digitare lei la mia tastiera faccia pure.

"la solita risposta... "offesa e risentita".. pazienza"

Non sono nè offeso, nè risentito, sto cercando solo di capire ma lei non fa nulla per far capire qualcosa.

Sarà che sono scemo.
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[#55] dopo  
Utente 171XXX

Credevo di aver postato le aggiunte ieri sera... ma non so per quale motivo non risultano... probabilmente il messaggio era troppo lungo e non mi sono accorta che non era stato inviato...
comunque sia,provo a rispostarlo,è copiato negli appunti... dev'essere risultato un po' incompleto l'intervento di ieri senza le aggiunte di cui parlavo. provo ad ovviare al problema

[#56]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza, se posso permettermi le consiglierei di cessare le risposte dirette polemiche perchè rischiano di diventare un circolo vizioso ripetitivo che Le consuma inutilmente energie ( anche se le alzate d'orgoglio possono anche essere utili per un po', ma alla lunga possono ritorcersi contro). Consideri quella che fa qui un'esperienza utile a conoscere la realtà, che è complessa e con cui dobbiamo imparare a fare i conti per andare avanti. Si imparano a conoscere le persone, e in tutte le categorie ci sono persone diverse,..... ....

Anche le esperienze negative possono rivelarsi utili, parafrasando l'ultimo film di Roberto Faenza, "Questo dolore un giorno ti sarà utile", che ho trovato molto gradevole e anche utile, pur se la critica non è stata molto positiva, in genere.
Cordiali saluti
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#57] dopo  
Utente 171XXX

Cosa succede quando vivi ,dentro di te,una situazione,stato mentale che ti compromette la vita,ti impedisce di viverla in modo normale.... e cosa succede quando sei una ragazza,vivi ancora in famiglia,una famiglia a cui "non si può dir nulla"... una famiglia che mi sta ammazzando inconsapevolmente,sia chiaro,non sto attribuendo la colpa a nessuno di "loro",sto semplicemente affermando una verità e cioè che il contesto familiare ha influito notevolmente sull'andazzo della mia condizione mentale.... vivo come in prigione,con un'ansia assurda,che altro non è che un'avvisaglia,un campanello dl'allarme,un segnale ,una reazione ,lecita,allo stato che ho dentro...sono totalmente incompresa dalla famiglia,non per colpa loro,ma non importa più,la situazione,il contorno alla mia situazione,quello che provo,vivo dentro,e che prometto cercherò di spiegare al meglio,sta diventando più importante della situazione stessa,perché questo contesto in cui io sono stata mal recepita,mal interpretata,capita male,mal giudicata dalla famiglia mi carica di altri sintomi,ansia,nervosismo,rabbia,energia che implode,frustrazione...cose gestibili fino a un certo punto in quanto non cose fini a se stesse ma conseguenza di ciò che sto vivendo,ma che mi stanno togliendo la vita,le energie,mi stannolorogando dentro e stano diventando la causa stessa del mio malessere quando in realtà è tutt'altro... ammesso che sia io quella sbagliata" quella che vive una vita sbagliata ( e questo lo so) il rapporto con gli altri membri della famiglia è insostenibile,quello ch ho dentro si ripercuote su loro,e non vorrei mai,mi sento in colpa per questo ,perché tra l'altro la vivono male,fosse per loro per gli altri io sarei quella "depressa" che vive male,o triste ecc...invece no ho ben altri problemi,ma non sono questo,ciò lo dicono perché mi vedono zitta e che concludo poco nella vita ma il punto è che mi tengo dentro tutto perché le volte che sono esplosa non per aggredire ma per denunciare la mia situazione interiore o semplicemente per renderla visibile sono stata additata come ingrata viziata egoista .... io non ce la faccio più,perché ammesso che sia una percezione mia più o meno errata della realtà che mi porta ad amplificare,enfatizzare e non dico a livello di ansia o depressione ETC,parlo proprio di uno stato....come lo definisco a volte io quando mi "auto analizzo" ,uno stato "su di giri",come dire,non nel senso spicciolo del termine,ma come dire.... ho cominciato a definirlo così nel momento in cui la cosa è scoiata "fuori dal letto del fiume",quando ha coinvolto in modo più palese la famiglia,perchè precedentemente,qualunque disagio io potessi avere,da psicologo,e non da psichiatra,lo dico per esperienza,è stato in ogni caso mal interpretato ma credo sia abbastanza normale in una famiglia,spesso le persone più vicine di fronte ai problemi di un membro della famiglia reagiscono capendo fischi per fiaschi soprattutto in una famiglia come la mia,sono tutti così perfetti,e non dico perfetti superficialmente,sono davvero persone per bene e tutto,so che non agiscono con cattiveria ma consapevolmente o meno il loro atteggiamento nei miei confronti mi urta,i silenzi "rispettosi",quando io vorrei urlare,da dentro,il non capire,e soprattutto "l'accettare"... cosa terribile..... io non voglio essere accettata così,come un dannato relitto,che vive male,che si sta perdendo la vita,la mia età le persone fuori,non voglio essere "accettata" ,non mi permetterei mai di addossare una tale mancanza di rispetto per la vita,per la mia famiglia per tutto quanto sulle loro spalle,ma non ce la faccio,ho un disagio che come dicevo prima ho il sospetto che da "disagio psicologico" sia diventato da psichiatria.... so che son profana ma analizzando la cos,sforzandomi . ho pensato,che secondo me la cosa è sfociata in un qualcosa di psichiatrico nel momento in cui ha cominciato a diventare più coinvolgente nei confronti della famiglia,come dire,quando è "uscito fuori dall'argine",quando ha smesso di essere un mio problema ,o disagio di altro tipo,come qualche problema,che ora mi sembra non stupido ma affrontabile con il supporto di una psicologa magari,come facevo in precedenza,per conto mio,con sofferenza magari per l'incomprensione familiare che mi si creeava intorno ma senza badarci più di tanto decisa a proseguire per la mia strada,come è giusto che sia,perché so di non poter forzare gli altri ....non si può aprire la testa di una persona ed inculcare un qualcosa,e spesso i rapporti con le persone più vicine sono quelli che rivelano più distanze di fondo...io credo che la cosa sia diventata patologicamente più seria nel momento in cui ho avuto il bisogno di coinvolgere troppo la mia famiglia,quasi per denunciare o render visibile ciò che vivevo e che mi creeava paura e solitudine... mi sento molto sola e a volte ho pensato di farla finire perché credo di Nn esser pia degna di vivere decentemente,e non in momenti di depressione,ma in momenti di rabbia,piena di energia,decisa a farlo,perché troppo incompresa,troppo segnata,troppo.....diversa dai miei coetanei per questa dannata esperienza "mentale".... troppo fuori dal mio tempo che scorre mentre io non vivo...insomma.... a parte quest'ultima nota.... la cosa terribile è vedere quanto un disagio "mio" possa creeare soltanto uno stato di ansia o agitazione negli altri.... una mia sorella non mi hai mai chiesto cos'ho perchè sto così,semplicemente cerca di evitarmi,esce fuori,passa piu tempo possibile lontano da me,ogni mio litigio è fonte di fastidio ongi mia urla interpretata come lo sfogo ingrato di un a viziata ragazzina incapace di vivere...non è giusto,io vorrei vivere...o forse volevo...prchè dopo aver passato certe "esperienze" nella mia testa....credo di non esserne degna..mi sento troppo "sporcata" ...non voglio sottrarmi allo scorrere della vita,io davver "sapevo viere" prima di questo,il atto è che in famiglia ora io sono etichettata come quella depressa che nn sa vivere,mai diagnosi azzardata è stata più sbagliata,posso avere tante cose ma nn certo sono così...non volevo essere "accettata"....era uno stato temporaneo in cui speravo di risolvere la cosa... è passato troppo tempo anche per questo,per il crescente senso di sconcretizzazione dovuto al fatto di essere sempre percepita diversamente da quel che sentivo.... una persona normale direbbe " e a te cosa importa? Vai avanti per la tua strada,sei grande,risolvi i tuoi problemi con l'aiuto di qualcuno e poi una volta fuori potrai magari spiegarti ai tuoi,con più serenità interiore magari,senza venir meno alle cose in cui credevi e anzi dimostrerai di aver creduto in te e di avercela fatta" ,o forse questo è quello che mi dico da sola...ma uesta era la vecchia me... perchè quella di adesso,nello stato mentale in cui son finita,non so come,nn ricordo una causa scatenante,non riesco a capire..... questa me necessita di esser capita,percepita da loro... cosa impossibile sicuramente nessuno è nella testa nell'altro figuriamoci con i gap generazionali e quant'altro...i genitori non sono specialisti e lo so.... ma come mai ho questo disperato bisogno di esser vista "bene" da loro? di esser giudicata per quello che sono anche redarguita,accusata magari,ma vista,dannazione,vista..... ho come un energia che vorrei spandere nella loro direzione per esser quantomeno vista ma poichè chiaramente "l'essenziale è invisibileagli occhi"...mi ano sentire più pazza di quel che già non sono...per quanto possa io aver sfalsato la mia percezione,avendola amplificata,non lo so....ho sentito come la necessità che i miei si "preoccupassero con me" che percepissero come stavo...poi non inendevo che mi "curassero"! è chiaro...ma volevo solo... non scaricare tutto su di loro...ma Dio ,io vivo con loro ed è terribile essere invisibile davanti a persone che vivono nella tua stessa casa...sono così disperatamente sola...

[#58] dopo  
Utente 171XXX

ognuno devo dare il suo contributo inf amigla per vivere al meglio,almeno finchè siamo tutti isnieme qui non avendo io soldi per poter recarmi fuori indpendentemente.....o anche per avere una casa nella mia stessa città.... ma se io non posso,se sono l'elemento negtivo....vorrei che capissero,o quanto meno,che riconoscessero una situazione sena accusarmi perchè non lo faccio con cattiveria,non c'è nessuna cattiveria in me!quando ho scritto "perfetti" non intendo persone di plastica,una finta perfezione,intendevo dire che sn persone per bene,veramente..lo dico peresser chiara al massimo per non far fraintendere e per delineare unpo' l a mia situazione familiare per evitare possibili incomprensioni.... io so che bisogna fare del proprio meglio anche per convivere con gli altri,non voglio che se ..non so,tardo a pranzo ,urlo,concludo poco....vnga additata come l'elemento "fiacco" quella viziata che ancora è troppo piccola per capire come si sta al mondo e a cui si perdona tutto sol perchè è la minore e quindi....accettiamola sperando che cambi e capisca....diamine è così incredibile da credere che io abbia un disagio? ammettiam che sia creeato eclusivamente dalla mia testa... mam i fa star male! mi creea dei poblemi reali....lo vivo .... io lo vivo,dentro.... e allora...perchè non ammettere che io abbia questa cosa..per lo meno riconoscerlo....forse sarebbe troppo per la mia famiglia accettare una figlia pazza...non s lo meritano,e lo so..... lo so,dannazione ma ad oggi pur con tutta la buona volontà,da sola,non ci sono riuscita....non ho amici con cui condividere la cosa....mi vergogno mi sento sola,sento la necessità di rimettermi in pari con il mondo ma il tempo socorre la vita passa e io mi perdo occasioni,vita..del resto chi nn sa vivere la vita nn se la merita.... vorrei,vorrei,vorrei....ma non ci sto riuscendo...sono agitata.....nervosa....voglio vivere normalmente ma non riesco...

[#59] dopo  
Utente 171XXX

sono in continua lotta con me stessa...con la percezione di me stessa.....del mio corpo...del mio modo di vivere...di tutto....sto cercando di fornire quanti più elementi possibili... che succede quandi si hanno esigenze che cozzano con il normale procedere della vita che ti fanno sembrare eccessiva egoista.... è il segno della patologia psichiatrica ,vero? è da qui che si capisce...quando non riesci a condurre una vita normale...o quando la cosa diventa più grande di te..... ho 20 anni e sono sola come non so cosa. e la soffro da morire l solitudine,la soffro da morire.... voglio esser sana...credevo di avere una parte sana....sono spventata,son tutt'altro che "ingenua",oramai....ho "vissuto troppo",dentro di me....scrivo ,anche non so quale possa essere la soluzione,o se esista...scrivo perchè non posso più esser così sola,non è vita questa.

[#60] dopo  
Utente 171XXX

mi chiedo se avrò una vita normale.... so che l'ho già scritto ma non voglio avere questo ricordo dei miei 20 anni...mi sento così ingrata alla vita....così stupida......porterei indietro le lancette dell'orologio tornerei indietro,almeno di un anno o anche sei,sette mesi,e rivivrei,affronterei la cosa diversamente...senza appoggiarmi troppo sulla famiglia forse..... non fermandomi mai,non chiudendomi in questa casa,anche se inconsapevolmente,perchè lo stare a casa poco c'entava con ciàò che avevo,necessitavo di un rifugio,un posto solo mio in cui pensare,riflettere,affrontare la cosa,o decidere come farlo...ma la casa familiare si vede che non è stato affatto il luogo adatto..... ho pensto di spostarmi temporaneamente da un parente,ma sarebbe lo stesso....coinvolgimento emotivo familiare..... ho perso gli amici.... non ho dove andare ... pure in una tenda andrei se potessi per riordinare tutto..senza coinvolgere gli stati d'animo altrui..... si è solo creeato un macello,nessuno ha capito nulla di me ma tutti stanno più o meno "male" (che poi non tanto...solo inizialmente ora mi hanno..lasciata a me stessa) per un qualcos che non capiscono,ognuno ha la sua visione della cosa....ma se la sono fatta per proprio cnto....nessuno,ha mai chiesto a ME.

[#61] dopo  
Utente 171XXX

e aggiungo infine che il mio "amore" per la conoscenza in questo campo,lo dico egoisticamente probabilmente,è perchè tante parole affini possono essere usate per descrivere situazioni diverse e ho il terrore di esser "curata" diciamo così per un qualcosa che non ho...... ogni cosa dev'esser calibrata alla situazione secondo me...altrimenti si fa più danno che altro....la giusta cosa,appropriata alla giusta situazione.....è proprio l'incomprensione che mi ha distrutto..... perchè mia madre dovrebbe crucciarsi di un qualcosa che non ho? perchè scaricare sulle spalle altrui pesi che non voglio dare,soprattutto se di errata interpretazione? è inutile,terribile....ho provato a dirle che nn sono come pensa.... fosse per lei sono una con alti e bassi,una totalmene irrazionale...ma non ho nessun attacco di panico,depressione o altro male invisibile e "inesplicabile" di questo tipo....e lo dico perchè lei si pone come se avessi una cosa del genere...e non è giusto! ogni situazione è diversa.... e non voglio esser percapita male.

[#62] dopo  
Utente 171XXX

non so se sia servito a qualcosa.ma fiinalmente ho scritto qualcosa in più...spero n<on passi per cafonaggine il fatto che abbia scritto tanto.

[#63] dopo  
Utente 171XXX

la cosa più brutta è l'incomunicabilità della cosa.... non si chiama anoressia,nè atta cco di panico,nè è un qualcosa di più lieve un problema psicologico adolescenziale,o qualcosa di comune riscontrabile ...non che preferisca avere "altro"..... non son discorsi da fare...ma non ha un nome ciò che ho....ed è terribile..nessuno con cui parlarne.. mi vien da parlare continuamente di questo,quasi di denunciare ciò...

[#64]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza,
è un fiume in piena quello che esce dalla sua penna (o tastiera), o anche un fiume di lava vulcanica, un magma di cose mescolate e travolte e quasi indistinte, in cui qua e là sembra di riconoscere qualche 'spezzone'.
Rispetto alla sua capacità logica di ordinare i pensieri, che si è manifesta anche nella recente polemica, sembra come che lei 'sospenda' a momenti le sue capacità logiche per far traboccare quel fiume che ha dentro e che non riesce a mettere in qualche modo nell'alveo..., cercando come che qualcun altro lo faccia...

Non so perchè alterna questi due aspetti, forse come dice Lei, va in uno stato mentale esaperato e disperato e furioso, in cui però l' entità più evidente sembra una sua disperata protesta di non essere 'vista' nella sua famiglia.

E' evidente che non è "vista" come si aspetterebbe lei, ma solo come quella che deve avere un ruolo, di figlia minore, e che ci si aspetta che faccia quel ruolo, sopportando con pazienza le 'bizze' e le rimostranze, quasi come con una bambina apricciosa...

Lei sembra sentirsi in una trappola un po' pirandelliana, ma probabilmente concorre al copione, pur alterandolo, perchè fa sempre, magari per protesta, la stessa parte della "pazza" (come sembrano i bambini in quei momenti).

Non se ne abbia a male se ho letto come un po' 'teatrale' tutta la rappresentazione. Anche se teatrale, può essere una trappola tragica, in cui uno si trova poi condannato a ripetere sempre la stessa parte e lo stesso pezzo, come l'Enrico IV di Pirandello.
Anche i suoi, probabilmente, sono intrappolati (sono molto frequenti queste 'trappole' familiari: la 'terapia familiare' ne rivela molte, e qualcuna le può anche aiutare ad evolvere).
Ma - a parte la terapia familiare - uno aiuta gli altri aiutando se stesso, cioè liberando lui, o lei, intanto: se vuole 'aiutare' gli altri, in questi casi, spesso peggiora le cose: nessuno è profeta in patria. Bisogna prendere atto dei propri limiti e "sperare che tutti se la cavino"..

Bisognerebbe che lei cercasse di trovare la via d'uscita da quella trappola, con un aiuto, sicuramente, una guida a ritrovare la strada. Ma intanto cercando di smettere di continuare a fare la rappresentazione, smettendo un po' i panni che ha indossato e la parte che si è trovata cucita addosso. E guardandosi un po' intorno dopo che si è abbassato il polverone che in questi momenti non lascia vedere nulla ( e quindi nenche se stessa)

Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#65] dopo  
Utente 171XXX

potrei anche non ritrovarmi nella "teatralità"...mper me è una cosa molto seria,e ieri sono stata così perchè non ne poevo più e ho provato a esprimere quel he avevo dentro.... non è questione di parti,ma di situazioni.... e se bastasse un guardarmi intorno...per risolvere tutto,credo che non avrei questo problema... voglio chiarire che non sgto contestando ma chiarendo..... non mi ritrovo moltissimo in ciò.....

[#66] dopo  
Utente 171XXX

questa è la percezione che ho di quel che avviene,in base a me e a loro,ma non parlo di trappola o altro per quanto riguarda "loro"..... nessuno recita una parte.... è la situazione che ha scombussolato tutto.....era per queso to che tenevo a ribadire che tipo di persoe fossero i miei...il problema non è la mia famiglia....è l'atteggiamento della mia famiglia nei confronti della situazione mia che i è creeata..... è nella situazione limite che c'è il problema..... probabilmente le cose le complico anche io,ho ammesso di essere in lotta con me stessa,c'è quel che vorrei e quel che posso fare attualmente in questa condizione..... io non voglio prescindere da me....dalla mia volontà... non credo che l'incomprensione familiare sia necesariamente segno di una cosa del genere ,è la piega che ha preso la situazione...... il fatto che si sia estesa andando a coingolgere anche loro ,tutto quanto...ma prima,prima di questo,non vigeva nessuna trappola per quanto abbia accennato alle incomprensioni ecc.......speravo di non aver dato l'idea di un calderone privo di senso,ma forse è risultato ciò..

[#67] dopo  
Utente 171XXX

aggiungo che se io pensassi esclusivamente al bene altrui,al lro,escludendo me,questo conflitto nemmeno esisterebbe..... non voglio far soffrire loro,ma non ho detto che per quest ragione mi annullo..... e se lo faccio momentaneamente per pon o esploere o altro,non significa che lo accetti di buon grado....infatti sono qui a scrivere,a denunciare una situazione...ci penso,pur non volendo negare la mia identità.... ma in questo caso...non so più se parlare di identità o stato mentale.... non mi hanno mai impedito di esser quel ce sentivo.... è per questo che alludevo alla non trappola.... ma evidentemente non erano corazzati o pronti a rtitrovarsi di fronte ad una situazione del genere,aldilà delle aspettative o delle incomprensioni "più ordinarie"... di quelle,a vent'ano,me ne sarei crata poco..... avrei concentrato tutto sulla "mia" di strada.... se la cosa è diventata così estesa però....l'nica traoopola può essere quella che percepisco io quella in cui son dentr o io...... e come ho detto,il contesto familiare,in questa specifica situazione mi ha disrutto molto di più..... ma cosa devo fare,io ci ho provato e riprovato per conto mio..se da sola nn son riuscita e se ci sto male...non mi serve sentirmi continuamente in cola per quel che "faccio a loro"...io non faccio nulla a loro,semmai a me stessa,ma.,seppur di trappola si tratta è stata creeata da una situazione ,mia,mentale,percettiva.....non so come definirla. ma non è così facile da estirpare come problema.... altrimenti avrebbero ragione loro. sarei solo una ragazza viziata che non si rende conto. ma se son qui è perchè davvero la cosa mi ha fatto soffrire... ho sprecato così tanto tempo...

[#68] dopo  
Utente 171XXX

e mi chiedo anche...come ci sia finia in questo stato..... cos' successo...ieri misentivo quasi meglio per aver scritto tutto questo,anche semplicemente perchè finalmente avevo messo per iscritto qualcosa,non era più tutto nella mia testa,non era più un male invisibile,non era più un qualcosa di malinterpretato,c'era tangibile e messo per iscritto... però se ho reso l'idea di un calderone mescolato in cui nn si è capito niente.... mi spiace.. a ggiungo che quando mi autodefinisco pazza,non è per recitare una parte.... che me ne verrebbe int asca.... la situazione si porta avanti da un po' ed è anche l'esasperazione e la voglia di chiudere quest'inutile spreco di vita che mi porta a descrivere il tutto,di trarre considerazioni per conto mio...faccio uno stupido esempio,mentre io scrivo ciò mia madre potrebbe essere nella mia stessa stanza ,tranquilla,pensando che io stia "bene" e tranquilla perchè sto qui seduta a scrivere ignorando tutto quel che si agita dentro di me,lasciandomi fare...... lasciando alla mia mente "fare".... come se "andasse bene tutto..." .... vorrei chiedere cos'è che non ho scritto in modo chiaro.magari più chiaramente posso spiegare dei punti. perchè ce n'erano tanti,magari li in mezzo c'è la chiave per far capire meglio qualcosa..

[#69] dopo  
Utente 171XXX

... volevo dir che son disposta a fare il possibile per chiarire dei punti poco chiari... per essere più specifica,fare esempi....ecc.....

[#70]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza:
quello che scrive è scritto in modo chiaro, solo che sembra un flusso ininterrotto di cui lei può regolare l'apertura e la chiusura, ma non il flusso, appunto...
il suo testo appare come una cosa continua, senza inizio nè fine, anche nella punteggiatura, nella mancanza di maiuscole, di divisione fra le frasi..
Usa molto i puntini (...) come separazione e collegamento insieme. Quasi una cosa circolare, appunto infinita, ciò senza fine. Tranne quando 'esce' dal consulto

Mi sembra una trappola circolare in cui lei si sente coinvolta con la sua famiglia.
Eppure Lei ha un'età in cui di solito si comincia ad uscire, anche se non è sempre facile.
Lei invece sembra non riuscire neanche a concepirlo, di uscire - senza rompere i rapporti, forse.

Forse è questa la trappola in cui è caduta. Perchè è una trappola, e se ne accorge anche lei, mi sembra. L'esasperazione può farle rischiare di uscire dalla finestra, invece che dalla porta. Ma se guarda bene probabilmente una porta aperta c'è, attraverso cui può uscire da quella situazione.

Io credo che accorgersi di essere finiti in una trappola è il primo passo per cercare di uscirne.
Mi domando se a un certo punto è in grado - così come lo era di esprimersi e difendersi nella discussione - di frenare quel flusso che crea quasi una cortina di nebbia in cui non si vede più nulla - forse anche nella sua mente- e guardare invece le cose che emergono, per descriverle.
Ma direi non tanto le cose 'dentro' di lei , che in questo momento escono a valanga e il polverono accieca tutti: si ricorda che lamenta di 'non essere vista'? ma le cose 'fuori', pur con attenzione alla sua privacy....

A volte, quando c'è un ingorgo di traffico, non si capisce niente, da dentro l'ingorgo: da un elicottero che vede più ampiamente, invece, si può vedere l'ostacolo e indirizzare lì l'intervento.
Lei si trova 'dento l'ingorgo', al momento, e non ne vede nè l'inizio nè la fine. Serve a poco agitarsi e fare polveroni, appunto. Occorre fare un'osservazione della strada da un punto di vista da cui si possa vedere di più...
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#71] dopo  
Utente 171XXX

sto ripetutamente violentando il mio cervello per scrivere queste cose.....non ce la faccio a fa rdi più,sono satura,ho esaurito le risosrse che avevo a disposizine..... non so che dire di più,posso chiarire,come ho detto,ma a forzare ulteriormente la mia mente nn riesco..... sono io che ho il problema dopo tutto.... comunque no,non dipendo dalla mia famiglia,non son una bambina,tutto è collegato alla itazione,e basta....vivo anora inf miglia,così è chiaro cercare un minimo di dialogo,di riscontro esterno con chi convive con me.... on ogni caso,nn so che dirle,la mia mente si sarà ammalata non so in quale omento non so per quale scherzo, e son finita in una "oercezione circolare di me stessa" non so che dire,davvero,mi sembra di violentare contimnuamente a mia testa,non ne uscirò mai,non so nemmeno da cosa dovrei uscirne... è talmente ingiusto,sono solo arrabbiata,perchè non ho mai fatto male a nessuno e mi chiedo perchè debba essere io a lottare con una cosa che nemmeno so cosa sia,rivorrei la mia vita,rivorrei il tempo perso,ma....del resto non importa a nessuno se io ritorni a vivere o meno.

[#72] dopo  
Utente 171XXX

forse,in precedenza,a mente fresca lucida,quado la cosa era più fresca,quand o ancora potevo vede r meglio le cose....ormai si è tutto così..... non vorrei dire radicato ma è passato troppo tempo......troppo......davvero troppo,non c'è da meravigliarsi se sia così male,non merito mica più nemmeno di guarire...ho involontriamente commesso un delitto ,tutto questo tempo sprecato...non che nn abbia cercato di far qualosa...... anzi...ma dovevo rendermic onto prima,prima,che inf amiglia sarebbe sempre stato così,che dovevo ..non so più nemmeno cosa.....credo non ci sia niente da fare con me,

[#73] dopo  
Utente 171XXX

non so come son finita in questa percezione........... sfocia fuori dall'argine,mi fa passare per maleducata ......io davvero....non so che fare..... è come se stessi condannando un qualcosa che ormai è parte di me..... non credo andrò avanti più....ho problemi a capirci qualcosa di me,del mio corpo.... non servo.

[#74] dopo  
Utente 171XXX

... e bob mi permette,questa cosa,di relazionarmi bene alle persone...come dicevo prima.... nel momento in cui ha cominciato a coinvolgere gli altri cesando di essere solo un mio problema ,ma sentendo la necessità di far capire,di coinvolgere gli altri,è diventata una cosa seria e psichiatrica..... faccio un esempio concreto,,, cosa mi spinge ad arrabbiarmi con uno dei "miei",in famiglia ,per esempio mia madre,quando ,non so mi da un abbraccio o si relaziona a me in un modo che mi fa capire che "non mi ha capito,non sa chi ha davanti",ma non di prenderne atto e di far la mia vita,ma di considerarla una cosa vitale,quindi magari respingere il gesto ,seppur l'intenzione non sia "aggredire lei o colpevolizzare lei" (davvero,con coscienza non c'è niente del genere",ma ho una reazione negativa ,respingente come se il messaggio implicito e per me "consecutivo",cioè della serie ,non è carne,è quindi di conseguenza pesce,ma evidentemente nn così "ovvio" per gli altri è "no,non è questo,non sono questo,nn trattarmi bene o da bimba,io sono un'altra cosa,dentro mi sento in un altro modo".... eppure in una situzione normale magari nn dico che il rapporto genitori figli debba essere semplice etc o di totale comprensione..ma in questo caso è come se il mio "raggiungere l''obiettivo,comprensione etc" prevaricasse il resto,come se fosse di vitale importanza,fondamentale,e finchè nn riuscirò,per "amore di verità" a ffr capire come davvero stanno le cose nn mi sentirò "a posto" ... ho sempre detto di esser finita in uno "stato mentale"... volevo allarmare i miei,perchè ero allarmata io....è come se con un piede stesi dalla parte sana,perchè mi rendo conto del macelloc he questo ha creeato... e con un piede dall'altra.... sapevo che nn avrei dovuta usare questi termini il fatto è che certe cose davvero nn riesco a descriverle e ogni termineusato potrebbe farmi passare per qualunque cosa.... ora per esempio son convinta di esser passata da schizofrenica.... non so se quel che ho cercato di esprimere con l'esempioè una cosa frequente in ambito psicologico o psichiatrico,se è una cosa "possibile" o che si è verificata in altri casi....

[#75]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Non avevo letto i messaggi successivi.
Commentavo che sembra ci sia qualcosa di molto faticoso da sopportare.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#76] dopo  
Utente 171XXX

esatto,ed è quel che ho specificato nel messaggio lungo,l'ultimo..oltre che tutta la situazione,chiaramente.

[#77]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Mi sembra alle prese con qualcosa che non capisce bene che cos'è e sta cercando di esporre qui, per vedere se la possiamo aiutare a capire.
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[#78] dopo  
Utente 171XXX

e nonson stata chiara nell'esempio?

[#79]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Leggendo e rileggendo quanto scrive, effettivamente non ho capito molto.

Probabilmente le mie capacità di comprensione sono limitate e quindi il suo scritto mi appare sibillino.

Oltretutto non vi è chiaramente una consecuzione di sintomi, di esempi, di descrizioni che possano far capire qualcosa a chi legge, rendendo il tutto più complicato di quanto può apparire a lei stessa.
Eppure, non vengono riferiti dettagli anamnestici utili per qualsiasi considerazione.

E' evidente che se ciò che descrive non è chiaro a lei lo è ancor di meno a chi legge.

Si è per esempio chiesta cosa soddisfa il suo bisogno di scrivere? Quando rilegge il testo per lei è chiaro? Ciò che scrive è per lei comprensibile?
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[#80] dopo  
Utente 171XXX

mi dispiiace,l'esempio c'era..... più di così...

[#81] dopo  
Utente 171XXX

davvero non riesco.comunque,che significa il mio bisogno di scrivere...? scrivo per chiarire e spiegare,no? scrivo perchè vivo una situazione di disagio... scrivo ciò che vivo dentro.... ho cercato di esser quanto più chiara possibile.... e ho già detto che pur non volendo assolutamente avere la cosa citata da me per fare uno sciocco esempio,se la mia "cosa",si chimasse anoressia ,attacco di panico etc,sarebbe più facile probabilmente,ho detto precedentemente che l'assenza di un nome probabilente la rende più difficile ... ma hos critto tutto... se ci sono dei punti in ciò che ho scritto non chiari come ho già detto posso spiegare,posso affinare,fare ulteriori esempi... ma per me è già tantissimo quel che ho scritto..che significa un elenco di sintomi..... ho scritto quel che avevo,nel modo più fedela all realtà possibile,non posso modificare il mio "mondo interiore" per renderlo di facile comprensibilità medica o quant'altro ,devo attenermi a quel che sento no? sono io ,difatti la persona con il problema... non so come,ma mi avvilisco quando leggo queste risposte...mi sembra che tutti i miei sforzi siano vani

[#82]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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"mi sento triste"
"mi sento felice"
"sento un dolore dentro"
"ho una voce dentro che mi parla"
"sento che qualcuno mi vuole fare del male"

Sono solo alcuni degli esempi per esprimere ciò che sente mentre lei in questo momento sente di essere incompresa mentre scrive (di fatto lo è), ma allo stesso tempo si sente incompresa da sua madre quando l'abbraccia con amore anche se non ha capito quale è il suo malessere, ma lo fa perchè vorrebbe comprenderlo ma non ci riesce.
Non ci riesce perchè è come me o per la comunicazione che non riesce a dare?

Se è ermetica nell'esprimere il proprio sentimento, forse perchè è anche difficile, allo stesso modo nessun altro riesce a capirla.
Se il problema è un nome lo chiami pure "fragola" e parta da qui.

Provi a fare un diario dei suoi sentimenti della giornata e provi a mettere ordine in questa confusione.
Diversamente è difficile esserle di aiuto.

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[#83]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Lei sta cercando di descrivere qualche cosa, fa esempi, ma poi sente di 'non riuscire' a dire quello che vuole.
Non è una cosa particolarmente strana: capita spesso di non trovare parole o esempi per far capire a un altro quello che si sente.
Forse c'è una difficoltà di comunicare un certo tipo di cose. (non altre, perchè in quelle ci riesce benissimo). Si tratta di aspetti abbastanza comuni, le parole spesso non rendono bene le cose che si pensano.

Forse le cose che sente confusamente non sono ancora 'mature', hanno bisogno di altro tempo per essere più facilmente comprensibili e comunicabili. Le direi di avere pazienza ed aspettare, le cose vengono da sole, non occorre sforzarsi, nè fare sforzi particolari per renderle più facili da spiegare. Quando le saranno chiare riuscirà a esprimerle.

Dr. Gianmaria Benedetti

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[#84] dopo  
Utente 171XXX

io davvero credo di aver espresso tutto,se le parole da utilzzare fossero state altre,avrei avuto qualcos altro...non ho fatto sconti,non ho omesso dettagli,ho scritto tutto di "pancia" e per me è stato un lavoro faticoso....sono realmente satura,più che chiarire laddove me lo si chieda,se vi è la necessità di spegare meglio dei punti....non so he fare.... pensare che mi sentivo anche meglio dopo aver scritto tutto.....credevo di aver fatto molto.... mi sento cos avvilita,e son riaffiorate un sacco di altre cose,mie passate che tra l'altro nemmeno hanno attinenza con ciò di cui parlavo,ma per dire,si somma tutto,mi sembra che qualunque cosa faccia alla fin fine risulti inutile... che devo dire,si vede che ho avuto "un'esperienza ai limiti del normale che non si è veriicata quasi mai in psichiatria",sono l'eccezione. sto ironizzando per non piangere,che cosa devo fare,del resto se tutto quel che hos critto non ha un minimo di riconoscimento o un minimo di reazione,della serie "ah,si,capisco,ah è una cosa che si verifica,ah si la riconosco" (per esempio),al contrario suscita erplessità,mi vien solo da pensare che daccghè non si conoscno tutti i meccanismi del cervello umano evidentemente mi è successa una cosa "inedita"...altro non mi vien da aggiungere,anche perchè sto solo soffrendo inutilmente questi giorni.

[#85] dopo  
Utente 171XXX

credo di esser non so quando,forse circa due anni fa,o poco meno,esser stata catapultata inconsapevolmente in ono stato mentale percettivo alterato,accellerato,indiretto.... mi spiegherò ancora meglio ma ,la mia speranza,era che attraverso le scritte,dato che davvero bo cercsto diesserw quanto più chiara fedele a me stessa possibile, uno specialista,per l'appunto "leggesse oltre"... come dire.... una persona anoressica magari in un primo momento è inconsapevole non si rende conto di cosa fa,perchè lo fa etc.... è convinta di esser sana magari ma l'ohcchio attento di uno specialista sa,se ne accorge,va oltre..... speravo succedesse lo stesso per me...quando miostino a dire "del resto il problema ce l'ho io"...cerco di risparmiarmi un pelo di auto analisi che mi sto facendo fino a scoppiare perchè spero che in base ,in questo caso al "sintomo" (il modo in cui scrivo,le cose che scrivo,la percezione che ho e tutti i dettagli che hoa ggiunto e posso ancora aggiungere,magari...) ad "uno di voi" sattasse un segnale un campanellino,qualcosa...... qualcosa che vi facesse capire dov'e risiedeva il problema,certo che poi avrei collaborato iolo so,voglio farlo.... ma vi descrivo lo stato mio attuale,mis ento sola ho la mente a ppezzi,mi sento in balia di me stessa e la mia vita mi urla quanto io la stia ... la stia quasi sprecando senza volere perchè il tempo è inesorabile e maledetto,e non c'è il tempo per gestire questa cosa,non alla mia età,non adesso.... eppure,devo..... ci sono troppi dettagli,troppi fattori che mi "ostacolano" nel cercare di far fronte a questa cosa.... a volte credo che il favore più grande da fare alla vita sarebbe andarmene,se la mia fatica implide e nn realizzo niente di concreto a fatti perchè il tempo spazza via tutto e io non vivo nomalmente,e una cosa ch per tutti i miei coetanei è scontata a me costa una fatica estrema.... ma come devo fare...

[#86] dopo  
Utente 171XXX

tutto da sol...ho sempre fatto tutto da sola.... è troppo per me...è davvero troppo.un giorno la mie mente escploderà,se continuo così. e la cosa peggiore è che non importa niente a nessuno. la vita va avanti ,mi lascia indietro e nessuno,giuro,nessuno se ne cura. la famiglia non fa testo. del resto,non mi han mai capita. magari è normale,è così nessuno è nella testa altrui alcune cose vengono malinterpretate capite male amplificate quando no n serve,sminuite quando serbirebbe... ed èancora peggio!!! ancora peggio realizzare che sono normali meccanism della mente umana,perchè i miei sono così perfetti,e non voglio che si cruccino,o per lo eno che si cruccino per la cosa giusta,o non lo so,se nn mi capiscono non voglio essere vista da loro come "la figlia che sta così",dannazione,e ripeto,se fossero un pelo meno "perfetti" ,nel senso,non so disponibili comprensivi ecc mi sentirei probabilmente meno in colpa..... della serie,hai due genitori così e coli,stupendi e tutto ti vengono incontro altro non possono fare...
comunque...sto scrivendo troppe cose personali.. sto pensando seriamente di farla finita. mi sto logorando e mai una volta che arrivi una prcezione esatta all'esterno. giuro,sono stufa di mia madre che nn capisce,nn vuole capire e fa cose che io non le chiedo per poi rinfacciarmele.... io non le facico una colpa della nn comprensione ormi ma che l smetta di farmis entire in colpa.... io non ne posso piu...giuro,sto pensando di farla finita

[#87] dopo  
Utente 171XXX

mia madre ha stufato,continua a pensare che la sua esperienza basti per capire cos'ho ,siamo tutti limitati,anche lei quindi la smetta di rinunciare a fare le sue belle cose,andare alle feste ecc perchè le dispiace "che sto male",dio mio,io NON STO "MALW! non è quel che pensa lei,crede di avere la figlia depressa che soffre delle cose che crede lei,io sono confusa,sto inlotta con me stessa tutto quel che vuole ma nn è uno star male della serie "povera piccola,nn esco le faccio compagnia" sani numi,non voglio questo,non lo capisce e non posso arrabbiarmi piu di tanto sennòmi sento anche in colpa,ma dop o averci sbattuta la testa così tante volte,ma perchè non ammette a sè sessa di avere un normale limito umano che nn le fa capire cos'ho,non una spcialista,è mia madre,dannazione,perchè continua a "darmi medicine" (a suo parere) metaforicamente,per cose che NON HO!!!! si depista da sola e mi fa perdere un sacco di energie.... sto male fisicamente e credo che me ne andrò non so cosa mi trattiene,l'incomprensione è troppo,troppo grande,mi logora,non ho pià le forze per difendermi!!!! non ci riesco più!! questo è il tentativo estremo di chiedere aiuto....

[#88]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza.
Lei si meraviglia e si dispera di non essere capita come vorrebbe anche qui e vede delle reazioni perplesse da parte mia o di altri, e questo la fa disperare ancor più. Mi sembra che Lei si aspettava di poter avere delle indicazioni precise su cosa le sta succedendo, a partire dal 'materiale' che lei riversava qui.
Capisco la rabbia e la disperazione che la sua aspettativa non venga esaudita. Però, invece che reagire in qualche modo, le proporrei di cercare di capire cosa sta succedendo: Lei è una persona che sa esprimersi bene, ecc ecc, noi siamo persone che dovremmo poter capire, ma qualcosa rende questa comunicazione difficile. Non so se è stata dallo psichiatra o psicolgo, come diceva, magari potrebbe succedere qualcosa di simile anche nel contatto diretto.
Ci siamo capiti senza difficoltà quando si trattava di questioni diverse, anche polemiche, invece c'è qualcosa che rende difficile il dialogo nella questione che più le interessa.

Le raccomanderei di 'resistere alla frustrazione' e cercare di vedere se riusciamo a capirci un po' di più. Più che essere qualche forma strana di patologia rarissima, come sembra desumere e disperarsi, le proporrei di pensare che è come se parlassimo due lingue diverse, o se ci fosse qualcosa che interferisce nelle comunicazione e le fa arrivare tutte deformate. Le sue a noi e le nostre a lei....
Tranne quando si tratta di questioni pratiche, procedurali, ecc.

Questo forse è un punto acquisito: c'è un problema di comunicazione. Non è una cosa rara, anzi. Direi che progressivamente nel mio lavoro, anche con famiglie insieme, mi sono trovato a vedere che le difficoltà principali sono di comunicazione. Il mito di Babele non è una scoperta recente, e probabilmente succede molto più spesso di quanto pensiamo.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#89] dopo  
Utente 171XXX

sono stanca di tentare. non c'è niente da fare. non sono più degna. son stuf di violentarmi il cervello e stufa di sentirmi così a pezza. la percezione di me nn è più stabile ormai. ho lavoratè tardi....o troppo di testa,distruggendomela. non serve al mondo una così....sono un entativo vivente,sono continui tentativi,e tentativi,non ci riesco più,non ha senso....la mente si stanca di ripercorrere le stesse strade,di riprovare,riprovare... non ce la faccio più...mentalmente,in nessun modo...sono un tentativo e basta,il tempo asa, e quando ritendo mis ento ridicola e stupida...come se il mio corpo la mia mente e la vita mi urlasse "ma falla finita,non fare la stupida,ma smettila,sei ridicola"... non posso più tentare,ho esaurito le mie risorse. sono disillusa,ero partita con l'energia a 1000....e tutto mi ha spento,tutto. ho 20 anni ,sono sola e nn riesco più. fisicamente mentalmente.... non ho risorse per continuare questi tentativi senza fine..... è tutto invisibile,tutto dentro di me.... e la vita..la vita scorre,va avanti...tutti vivono e si dimenticano di me.... non ci riesco più....non cosìì non da sola,no...

[#90] dopo  
Utente 171XXX

la percezione di me...è li il punto...è li la chiave...tutto gira intorno a quello.....mi dispiace...davvero credevo quasi di aver scritto cose rivelatorie....più che delusa sono disillusa....pensavo che con la mia forza ce l'avrei fatta....invece no....non è giusto....la vita,il resto mi sta spegnendo....

[#91]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza,
ho l'impressione che continui un dialogo fra sordi, in questo scambio dopo la fase 'polemica', in cui invece ci si capiva tutti benissimo...

Un aspetto dell'incomprensione deriva forse dal fatto che 'guardiamo' cose diverse.

Io l'avevo invitata, sia tempo fa, mi pare, che ora, a descrivere un po' se stessa e a sua situazione 'reale'. Molti lo fanno senza violare la propia privacy. In questo modo emergono di solitoelementi utili a farsi un'idea con cui risponderle e darle un parere.
Ma Lei finora non o ha fatto, ha dato pochissimi cenni come di cose senza importanza.
Invece ci tiene fermi sui contenuti che Lei riversa sui post: probabilmente ritiene quelli importanti.
Bene, non voglio farla arrabbiare,ma a me tutto quello che ha riversato qui non mi sembrano per niente cose importanti e utili , mentre vorrei avere quelle informazioni che Le ho chiesto ma Lei non dà. Anzi mi sembrano un modo per autofrustrarsi e basta.
Non mi sembra quindi utile il modo che Lei sta usando. Sicuramente continuare così non serve, non ci dà alcun elemento di comprensione.
La invito a seguire le modalità che Le ho indicato.

Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#92] dopo  
Utente 171XXX

.......................grazie in ogni caso.

[#93] dopo  
Utente 171XXX

non son stata capita,dovevo postare la cosa in psicologia e se mi vedeste probabilmente capireste. non c'era nessuna auto frustrazione. ho descritto me. nessuna confusione,marasma,auto frustrazione. se traspare questo,mi spiace. forse ho sbagliato categoria, se tuttosi deve ridurre ad una cosa prettamente scientifica,della serie,ho questi sintomi,questo e quest'altro,risolviamo con un farmaco,ho decisamente sbagliato posto.
ho scritto quel che avevo. non c'era altro. più che ripetere di dire che potevo chiarire laddove fossi stata poco chiara (ma nessuno di Voi mi ah detto di farlo )
non so che fare.
non so cosa intendeva lei per realtà. pensavo realtà della mia situazione ,descrivere cil che avevo etc.
diario dei sentimenti.... ho scritto tutto. tutta la mia situazione,come mi sento cosa provo,il rapporto con la famiglia. magari avremmo potuto approfondire la cosa,ma se ora esce fuori che ho scritto cose addirittura "per niente" importanti... mi senbra inutile proseguire.
se nn sono importanti,non sono importante io. se è quel che provo ,se è il motivo ch emi ha spinto a scrivere,di cosa stiamo parlando,se non di questo? devo invntarmi un'altra patologia perchè meglio inquadrabile? devo dire che non dormo lla notte,che soffro di insonnia,che mangio e rimetto,oppure che sono bipolare,borderline,cosa devo fare? io QUELLO ho. non altro. se l'incomprensione è dovuta a cose come il virtuale il non "vedermi",e quel che credo sia una cosa peculiare evidentemente (e non me n vanto certo!) ...ognuno giudica in base alla propria esperienza e nel vostro caso anche competenza..... ma non èdetto che io sia la "paziente giusta" .
mi sento un po' offesa perchè credevo di aver fatto un certo lavoro. dire che nn è importante addirittura.... devo sopprimere il mio mondo interiore perchè non è catalogabile o perchè nn esiste la medicina risolutrice? io son quella li. qu ella che ho descritto. della serie,prendere o lasciare... e immagino lascerete.

[#94]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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No. Forse non le piace sentirsi dire dei no. Ovviamente, a nessuno piace.

Lei ha descritto quello che crede di sapere di Lei stessa. Ebbene, di solito è un autoinganno, no solo suo, di tutti. Per conoscersi veramente bisogna partire dall'idea di non sapere niente, perchè tutto qello che si sa, o meglio si crede di sapere è una copertura, una 'versione ufficiale'. Bisogna rinunciare a quello che si sa e partire da quello che si 'vede'... Come esplorando un giardino o un bosco o una citta... Non serve dire quello che uno crede , non si conoscerà quel posto: bisogna guardare e descrivere e orientarsi un po' alla volta. Non c'è un 'navigatore' bell'e pronto che dà la strada...

Lei non sa dove è ingarbugliata, e non sa per dove c'è entrata e per dove uscirne. L'unica è guardarsi intorno e descrivere la situazione:
non serva aprire le porte a tutto quello che uno a dentro: ne viene una valanga di cose indistinte e incomprensibili.
Mi dia retta: descriva se stessa, in che situazione è, concretamente, studia, lavora, sta in casa, esce, vede qualcuno,. Parta dalla situazione reale concreta, e un po' alla volta vediamo cosa si trova. La posizione più utile è di rinunciare a quello che uno crede di sapere. Allora forse si scoprono cose che magari la sorprenderanno...
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#95] dopo  
Utente 171XXX

....forse lei non a molta fiducia in quel che scrivo.... o sbaglio?
guardi potrei anche descriverle come vivo cosa faccio di pratico etc...
ma la mia vita interiore condiziona quella esteriore. o meglio la mia vita esteriore,le scelte che compio,lo scegliere di uscire o frequentare lezioni piuttosto che non farlo,dipende dal mio stato interiore. sono io del resto che "costruisco" la mia vita in un certo senso....
forse lei crede che io stia talmente ingarbugliata come dice lei per poter veramente capirci qualcosa.... però la mia disillusione deriva proprio dal fatto che avevo fatto un lavoro mio di consapevolezza per scrivere certe cose...se veramente fossi stata così ingarbugliata non sarei stata così restìa probabilmente ad "eseguire"... se l'ho fatto,c'è un motivo,c'è.... non ho nessuna ragione di far "polemica" (come lei stesso ha scritto ,a volte,citando i miei post precedenti)
volevo farle capire che in tutto quel che ho scritto c'era già un uscire da me stessa un guardarmi dall'esterno un dire la mia situazione anche in rapporto all'esterno....
forse è più grave di quel che crede o più strano di quel che si poss immaginare,io ci tengo a dir così non per testardaggine fine a se stessa,ma per far veramente capire. a me viene continuamente da aggiungere le mie scoperte su di me ....per chiarire ,sempre di piu... nn sto girando intorno a me stessa...sto capendo delle cose,ecco perchè ho scritto tanto... ma se potessi fare tutto tutto sola nn sarei qui... deto scriverle come passo le giornate se ho amici fidanzato,fidanzata o quant'altro...di cosa mi occupo etc..?

[#96] dopo  
Utente 171XXX

credo di esser entrata in uno stato percettivo che mi vien da definire "ansioso,accellerato,"su di giri",che rislta antipatico perchè sfora,esce fuori dall'argine,implica quasi un "è così e basta" ,,che mi ha portato ad avere conflitti con l'esterno 8famiglia in primissimo luogo) ,malgrado con dolore e malgrado fosse l'ultima cosa che avrei voluto, ed anche,con uno psicologo fuori, o meglio,problema mio,non che sia sorto con lui,l'ho vissuto io chiaramente come un problema,questo parlare due lingue diverse ,come dice lei,deriva da questo stato,io lo definisco accellerato e su di giri,sono le parole che mi vengono in mente più facilmente,stato non omologabile al "normale flusso della vita".
e forse lei mi dirà che poco importa,ma per me arrivare a scrivere questo,addirittura questo,senza l'aiuto di nessuno ,è un apsso da leone..
e mi costa non poca fatica. mis ento la testa a pezzi.... mi sento come smembrata,non so come dire. una ifficile e forzata autoanalisi ch e mi fa un male tremendo.
"sembra che ci sia qualcosa di molto doloroso da sopportare" aveva detto Lei.
mi auguro che possa essere servito a qualcosa.

[#97] dopo  
Utente 171XXX

per me è tutta una questione di tempo,mi sento in continua lotta con questo... la vita,che vita faccio... beh.... ho abbandonato molte attività vitali per un tot,sbagliando ,anche se l'idea nn era di farlo a tempoindeterminato,volevo avere un po' di spazio per riordinare tutto,ma la cosa si è dilungata e da fuori è sembrato un miscuglio di pianti ,litigi fini a se stessi in cui a me "andava bene così" (il non procedere con le cose quotidiane e normali della vita" ,invece sn stata quasi risucchiata da questa schifeza,non è che nn ne ho parlato perchè nn è importante,ma perchè so fin troppo bene di aver perso tempo,lo so e mi fa un male pazzesco.....diciamo che il contesto di incomprensioni che si è creeato nel tempo in cui avevo deciso di dedicarmi a me ,a capire me a cercare un aiuto esterno ecc ,cosa mal naufragtasi è ritorto contro di me,nn avrei mai dovuto fermarmi.... cercavo di trasmettere alla mia famiglia il mio sentire interiore,il mio "è questione di tempo,lo giuro,lo giuro,sto male così,non dovete pensare che sia una celta ferma e stabile,è solo questione di tempo..." ma nn è stato colto,è stata più interpretata come una situazione di dolore che mi costringeva a nn fare certe cose perchè soffrivo chissà per cosa,troppo. comunque sia,vorrei evitare di scrivere cose troppo personali...

[#98]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza,
quello che Lei descrive "....uno stato percettivo che mi vien da definire "ansioso,accellerato,"su di giri"", in psichiatria ha un nome, e può costituire, se si accentua ancora di più, un'alterazione che può giovarsi o addirittura necessitare di una cura farmacologica, per recuperare uno stato più equilibrato. Ma tutto ciò deve essere valutato in una visita diretta. Questo stato - ipotizzando che sia così, a distanza non è possibile essere sicuri - può portarla anche a decisioni avventate e di cui magari può pentirsi una volta recuperata una maggiore stabilità.

Noto che gli ultimi suoi scritti sono molto più organizzati logicamente, mentre i precedenti, quasi un flusso di pensieri senza limiti e a volte senza collegamenti logici risultavano molto meno conprensibili.
Capisco che lei vorrebbe una sorta di revisione a distanza delle sue 'produzioni', frutto delle sue 'immersioni esplorative' in sè stessa, quasi come un sub che descrive a un 'esperto' lontano le sue scoperte. Ma non credo che nessun istruttore di sub accetterebbe mai un simile lavoro: troppo pericoloso mandare l''allievo' da solo e limitarsi a una supervisione a distanza. Anche nel suo caso non è possibile fare così, o almeno io non accetto un simile incarico: la discesa deve essere 'a due' e "l'allievo" deve accettare la guida dell'istruttore, chiamiamolo pure così, che altrimenti non si può assumere alcuna responsabilità dei rischi che si possono correre.

Per cui, da tutto quanto finora emerso, lei sembra essersi messa in una specie di esplorazione di se stessa a cui ha sacrificato molto degli altri interessi e attività. Si rende conto d'altronde di essere spesso in uno stato psichico un po' alterato, "accellerato, su di giri" e anche "ansioso", che forse un po' la preoccupa, oltre che facilitare probabilmente screzi se non scontri con i familiari.

Direi che le conclusioni possono essere che
- per l'esplorazione di se stessa è fortemente consigliabile di avere una guida, pena il rischio di perdersi o di restare ingarbugliata e non riuscire a "riemergere"
-lo stato psichico che avverte può costituire per lei un pericolo abbastanza grave, e può anche perderne il controllo, mentre finora bene o male lo ha mantenuto.
(NB: potrà sembrare banale, ma nello scritto, gli errori di stampa, l'omissione di collegamenti logici, la disattenzione per l'interpunzione, i nessi grammatcali e sintattici, ecc, che hanno come effetto la difficoltà di capire il contenuto, costituiscono forse segni di una certa perdita di controllo delle proprie produzioni...)
Le consiglio fortemente di fare una visita psichiatrica per valutare questo stato e l'utilità di una terapia specifica per raggiungere una maggiore stabilità. Questo non impedisce di continuare la sua ricerca su se stessa, per cui però le consiglio fortemente una guida. Questa può trovarla nella realà, sotto forma di uno psicoterapeuta (che per il suo modo di pensare mi sembra debba essere di orientamente interpersonale, psicodinamico - ci sono tante scuole, non è facile orientarsi). Anche online si possono trovare iniziative, ancora in fase esplorativa, che non possono costituire una vera e propria psicoterapia, per vari motivi ma che , sotto forma di conversazioni esplorative orientative possono aiutare a fare qualche passo avanti.
Su Medicitalia questa modalità non è per ora utilizzata.
Cordialmente.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#99] dopo  
Utente 171XXX

io mi auguro vivamente che non sia così grave,per il resto sono d'acordo di aver bisogno di una guida e per quanto riguarda punteggiatura etc.... quello io lo attribuisco al mio scrivere di getto,mi conosco,per evitare di perdermi in ciance scrivo di getto tutto per non distrarmi, e magari ho commesso errori qua e là,mi scuso per questo...volevo "arrivare al sodo."
in ogni caso,va bene tutto di quel che ha detto....
ma solo una cosa... giacchè lei lo ha citato,mi vien da chiederle... posso chiederle qual è questo nome?

[#100] dopo  
Utente 171XXX

e aggiungo che quando descrivo certe cose di me....succede sempre questa cosa,uso termini che magari normalmente userei per altre cose,e certe cose passano per più gravi... le parole a volte più che chiarire,confondono.se mi definisco "instabile" passo per più grave di quel che sono,ma può darsi che a volte sia stato il termine che mi è venuto in mente per certe cose... anche se,probabilmente io stessa,nel gergo mio avrei attribuito una parola del genere per un qualcosa di molto,molto grave... quindi io "spero" sia meno grave..:!
ma ovviamente non lo posso sapere e non mi posso"esprimere".... visto che un'idea comunque mi sembra se la sia fatta ,con tutte le limitazioni dovute alla cosa etc etc.... come ho già scritto chiedevo se poteva dirmi qual è il nome di questa "cosa".

[#101]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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No, preferisco non dirglielo. Le dico solo che lo 'stato mentale' che lei descrive (così bene che può averlo anche letto da qualche parte), ma che deve essere verificato 'obiettivamente', per vedere se è tale, può essere rischioso per lei, che può non rendersi conto pienamente delle cose che fa e che dice.
Anche se in questi ultimi scambi è molto più controllata, per cui può anche darsi che Lei abbia fatto una specie di gioco di ruolo...
In realtà questo scambio, da come l'ha impostato, senza accettare di dare informazioni diverse, pretendendo di 'guidarlo' lei, a modo suo, non mi permette di avere un'idea di quale sia la sua situazione e le sue difficoltà ( se ci sono), ma solo, al limite, di vedere un po' quali sono i modi con cui lei cerca di mascherarle, facendo "fuochi d'artificio" che fanno fumo e confusione e non lasciano vedere bene, e magari fanno anche preoccupare di cosa ci può essere sotto.
Credo che abbia avuto abbastanza spazio e che debba accontentarsi.
Cordialmente

Dr. Gianmaria Benedetti

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[#102] dopo  
Utente 171XXX

io le ho detto quel che voleva sapere. le ho detto quel che faccio o non faccio e se voleva di più poteva chiederlo.... non ho letto niente da nessuna parte ( mi offende). immaginavo non volesse dirmelo perchè sicuramente teme che io vada a informarmi per conto mio leggere documentarmi ecc ecc. ma poichè in molte cose che ha detto io NON MI RICNOSCO potrebbe anche darsi che Lei si sbagli,e la mia domanda,dato che lei stesso ha menzionato una cosa con un nome,o meglio,ne ha "parlato",credo che fosse lecito chiederle quale fosse questo nome. non ho mascherato nulla... ora mi dice che devo accontentarmi come se avessi commesso un reato a cfare una domanda del genere o ad avere così tanto spazio... non credo che nessuno abbia imposto di rispondereLei mi lascia solo con paura ,.. io questi fiochi d'artificio che fanno fumo e confusione non li vedo,sarà perchè,ppunto,non ho letto niente da nessuna parte,son parole che vengono da me,da dentro di me,e mi sono sforzata Dio soltanto sa come per essere più chiara collaborativa e lucida possibile. non c'è niente sotto perchè non c'è nessun "fuoco",quella sono io e basta....e poi è vero ho avuto molto spaio ma ancora mi dice che ho scritto poco? cos'altro dovevo scrivere sulle mie difficoltà? a me pare che gioco di ruolo? no,mi dispiace,ma veramente...non ci siamo proprio..pretendendo di guidare io...scusi,ma se non da me da ch deve partire l'informazione...? cioè.... io l ehod etto a cosa ho rinunciato ,che ho abbandonato per un periodo delle attività...non so davvero che dirle,credo di essere stata collaborativa al massimo,e adesso non posso nemmeno avere un'idea di quello di cui parla,scusi ma mi fa stare male,molto mi sta dicendo che potrei fare cose folli o chissà cose,ha parlato di perdita di controllo.... io non mi riconosco in molte cose,e se fosse stato così semplice scrivere questo stato forse non ci sarei arrivata dopo così tante risposte...
mi lascia male,dicendo una cosa del genere,mi auguro soltanto che la sua diagnosi" nei miei confronti sia solo sbagliata.
Ma sono veramente arrabbiata,perchè lo sapevo,lo sapevo che scrivendo parole del genere avrei suscitato una simile reazione.... sono solo una ragazza troppo stupida e fiduciosa per capire che deve stare bene attenta a come parla altrimenti è facile che le cose vengano scambiate per altre. Mi ha messo una pulce nell'orecchio e nemmeno posso avere un nome. io non so cosa teme,che io vada a fare del male a me stessa,alla gente? Mi sento un po' umiliata,spaventata e non posso fare altro che starci male di fronte a tutto questo. mi sforzo di pensare,visto che sono l'unica a credere in me stessa,che sia un qui pro quo ,che il virtuale non faccia capire e vedere,che le cose in cui non mi identifico (che lei ha citato ) non siano che un segnale per dirmi che "no,non ci ha preso". non capisco,se non quel che hos critto sopra,quale altro possa essere il motivo per cui io non possa nemmeno avere un nome. qul che pensa Lei,chiaramente.se sono più controllata è perchè beh la vita va avanti sto cercando di reagire. e poi non si tratta di controllo. l'ho sempre avuto..

[#103] dopo  
Utente 171XXX

ah,rettifico,gli errori di battitura più recenti son dovuti ad un problema che sto riscontrando con la tastiera del pc nuovo, non è per fare ironia,ma mis embra di dovermi tutelare,con la verità chiaramente,per qualunque cosa,altrimenti può darsi che scatti una molla per diagnosticare qualunque cosa,sia la più spaventosa,e soprattutto non possa nemmeno sapero. io non andrei in giro a dire che mi è stata diagnosticata questa o quest'altra cosa,non so che pensare,non so se mi ha preso per questo tipo di persona,ma lasciarmi così in sospeso.... non lo so,non riesco proprio a capire. chiamo lo psicologo adesso d'accordo? così non sarò "pericolosa".mi sento solo male.

[#104]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Quando le è stato ipotizzato qualcosa, ha obiettato che "la diagnosi on line" non si poteva fare, senza che le fosse stata fatta.

Ora invece vuole avere una diagnosi?

Ma non le pare di essere contraddittoria?

Oltretutto ha iniziato a scrivere il 28 novembre 2011 e siamo al 2 aprile 2012.

Per come la penso io, non mi sembra normale che continui a scrivere piuttosto che recarsi da uno psichiatra.
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[#105] dopo  
Utente 171XXX

ha detto LEI che non è possibile fare diagnosi. non mi cambi le carte in tavola. secondo,per la 4545 volta ,le ribadisco che sto già andando da uno psicologo. terzo,trovo più contraddittorio farsi vivo di proposito per scrivere deterinate cose. credevo avesse "abbandonato la causa" o sbaglio?
sono in una posizione di rispetto... e mi sembra facile ,troppo facile essere schiacciati quando si è una ragazza si hanno vent'anno,si è dietro ad un monitor e peraltro in una sezione in cui è presunta una condizione di difetto da parte mia....
non vado oltre,anche perchè,potrei andare avanti per ore,so difendermi bene,e mi creda,con molta,molta onestà,non certo avvalendomi di argomentazioni false o servendomi di giochi di parole pur di pavere ragione...non lo trovo utile e soprattutto lo trovo fortemente fuori luogo con il motivo che mi ha spinto a scrivere qui,oltre che privo di rispetto ne i confronti di una situazione delicata.
Io avevo detto "lo psicologo giusto" ,e lei ha voluto saperne di più.
Unmedico mi ha detto che la determinata cosa,con tutte le limitazioni dovute alla cosa,poteva avere un nome preciso,e io ho chiesto se potessi sapere quale fosse questo nome.credo sia lo stesso. traspare una certa rabbia,immagino,perchè effettivamente lo sono. non credo di aver fatto nulla di male. Non ci sto a farmi "far fessa",come si suol dire...

[#106] dopo  
Utente 171XXX

probabilmente anche lei fraintende le mie parole.
e ripeto,non ho chiesto nessuna diagnosi,mi sono attenuta a quello che è stato iferito,difatti ho affermato i comprendere perfettamente le argomentazioni del Dottor Benedetti ed il fatto di dover ricorrere ad uno specialista esterno (sin dall'inizio!)

[#107]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#108] dopo  
Utente 171XXX

oh,la ringrazio.
mi comando come mai ora lei ne è così certo,mentre prima sembrava non aver capito molto di tutta la situazione. in ogni caso ,non avevo capito si trattasse di un problema formale,dovuto alla professione,etc etc...
cioè,non lo prenderei per olo colato (ovviamente) e ovviamente,sarebbe un'indicazione,giusto? per questo avevo escluso potesse rientrare nella "diagnosi".
però,a questo punto,cosa si è ricavato? che indicazione ho rispetto al punto di partenza? nessuna... un "si rivolga guori"...non ho avuto nessun cenno.

[#109] dopo  
Utente 171XXX

ok,guardi,lasciamo perdere. poca fiducia avevo,ancora meno ne ho adesso. e poi,riguardo al rivolgersi fuori,si renderà ben conto che i tempi sono sempre dovuti allo specialista,non ai miei...non è che bon sto facendo nulla,ma devo sottostare ai tempi che mi vengono detti. conta anche questo con la quantità di tempo che trascorre. così non è meglio (per me),glielo assicuro. devo stare attenta,altrimenti corro il rischio del suggestionarmi e trovarmi disturbi dappertutto.... succede a tutti,anche per patologie mediche non legate alla mente,la suggestione fa. e non credo sia quello che mi serva.

[#110] dopo  
Utente 171XXX

ok,chiederò un'ultima ccosa allora...
uno psicologo se ha coscienza che il paziente necessiti un aiuto di tipo psichiatrico può consigliarlo o indizzarlo presso un "collega?" ..nel caso ce ne fosse bisogno..
in secondo luogo,sono molto preoccupata. spero almno ci sia un po' di comprensione per il voler sapere,credo sia normale,anche se solo a livello indicativo,così è davvero brutto....veramente io sono partita con tutta la buona volontà del mondo poche persone all'età mia oggi farebbero tutto questo da soli nn mi sono mai elogiata o che,però mi sembra di cozzare contro il muro dopo tutti questi messaggi ,dato che nonostante tutto sembra addirittura abbia una cosa grave e brutte e pericolosa..... cioè io spero sempre che il virtuale faccia sbagliare,con tutta me stessa,però così mi ha lanciato una cosa brutta addosso......devo vivere con la paura? non so che pensare.

[#111]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Come le è stato detto più volte, ha fatto un uso errato del Servizio.

Rivolgersi di persona ad uno specialista non è peggiore di farlo on line, è solo la strada evolutiva naturale per concludere la richiesta che fa on line.

Non è che chi va da uno specialista direttamente sta peggio di chi non lo fa, o viceversa.

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[#112] dopo  
Utente 171XXX

e questo cosa c'enta con l'ultimo post che ho scritto? ho mai insinuato nulla del genere?
no,non credo di aver fatto un uso errato. se le fa piacere veder questo si accomodi,io sono stufa di dover spiegare,spiegare...se lei non comprende detrminte cose che ho detto on è un mio problema a questo punto. ho scritto cose specifiche,risponde con altre,per di più cose che nn mi sono mai passate per la testa,nn ho mai pensato nulla del genere.. mi riferisco all'ultimo post.... non ha risposto alle ultime domande. se magari avesse prestato più attenzione si sarebbe reso conto che ho fatto una tranquillissima domanda nell'ultimo post parlando proprio di specialisti fuori. è evidente che preferisce darmi contro senza motivo. io,a spiegarmi,non ci sto più.

[#113] dopo  
Utente 171XXX

partiamo dal presuppossto che con il virtuale le arrivino cose sbagliate e non ci pensiamo più. io ho esposto il problema ne abbiamo parlato,con altri specialisti se a lei nn stavo bene io poteva lasciar perdere come ero sicura avesse fatto ,siamo arrivati ad una specie di semi coclusione,ho voluto saperne di più soltanto dacchè è stata menzionata una determinata cosa per il resto ho detto di esser d'arccordo,mi riferisco all'altro Medico ,lei si è rifatto vivo per ribadire che ho sbagiato,ma cosa poi? quando mi son fatta una ragione sul fatto che non avrei potuto avere un'indicazione o meglio anche solo per non lasciarmi i quello stato spspeso capire per lo meno un minimo della cosa alla quale il Medico si stesse riferendo,ho fatto una domanda circa il comportamento eventuale di uno psicologo,parlando di specialisti ESTERNI..... Lei si fa vivo solo per criticare ciò che faccio omettendo cose che ho scritto,in modo più che chiaro,sembra che le faccia comodo... no,non credo di averne fatto un uso errato,non ho mica chiesto di essser "curata" cos',ci mancherebbe,so per certo che qui è tutta un'incomprensione peraltro.... poi s e le fa piacere ignorare palesemente il fatto che le abbia ribadito per mille e mille volte che già ci vado presso uno psicologo... e va bè.... ometta pure ciò che nn le permette di criticarmi,mi scusi ma io vedo questo oramai. ormai mi viene solo da evitare di leggere certe risposte perchè magari mi sveglio di buon umore,iù SANA ,poi leggo certe cose e mi vien da pensare di tutto e di più....mi fido poco ormai.sono una perona ,ho le mie idee circa determinati comportamenti.
Ringrazio in ogni caso,tutti.

[#114]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non le sto mica dando contro, faccio una constatazione.

Se lei non condivide va benissimo.
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[#115] dopo  
Utente 171XXX

anche le mie son constatazioni. cerco di passare oltre solo basandomi sulla più che probabile eventualità che per via di questo mezo,lei non abbia capito.

[#116]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile ragazza, anche dallo psichiatra o psicologo in carne e ossa può succedere , come qui, che lei non sia soddisfatta dell'atteggiamento e delle risposte, che non le vada bene lo stile o i modi o il metodo, ecc, ecc. E può capitare che il professionista si rifiuti di aderire a qualche sua richiesta. Deve capire che è lo specialista a 'dirigere l'orchestra', per così dire, non può essere Lei. Non è l'unica certo che si a volte intestardisce - anche nealla realtà -a voler cambiare le regole, anzi direi che spesso è la regola, ed è compito e fatica dello specialista 'arginare' questi aspetti per non 'buttar via il bambino con l'acqua sporca'...

Io credo che a questo punto questo consulto sia esaurito. Questo però non le impedisce, se crede, magari fra un po' di tempo e se è disposta ad accettare le regole, di chiederne un altro, come molti fanno. Se lo staff è d'accordo, perchè può anche respingere certi consulti, per regolamento.
Per quanto mi riguarda, se vede i consulti a cui rispondo, il mio metodo è di chiedere informazioni sulla situazione di vita e sulla storia evolutiva, per sommi capi e senza violare la riservatezza. Sulla base delle informazioni, a volte - non sempre - e su quello che emerge in questa specie di esplorazione, possono venirne fuori spunti che permettono all'utente di orientarsi un po' di più e di avere più elementi per scegliere cosa fare. Ovviamente lo spazio del consulto è aperto e non è consentito rivolgersi solo a un medico.
Cerchi di far tesoro di questa esperienza, anche se può essere stata frustrante per lei.
cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#117] dopo  
Utente 171XXX

quali regole.... io non so cosa devo fare,davvero,non lo so! non so cosa non ho fatto ... non so in cosa non ho rispettato le regole.... non so come orientarm.... ho paura,le giuro che sono in lacrime enon so che fare... perchè dovrei richeidere un consulto dopo? io non voglio star male così a lungo perchè quasi mi auspica di averne bisogno nuovamente..?
io non sapevo cosa volesse di preciso sapere pensavo di aver risposto a ciò che mi aveva chiesto... io sono solo spaventata,per quello che mi ha detto,i miei non vapiscono e non voglio più che la mia famiglia stia male per me inutilmente perchè non capisce,non so a chi rivolgermi,io vado da uno psicologo per questo avevo chuesto se era possibile che uno psicologo si comportasse in un determinato modo,se fosse stato il caso,non ho avuto risposta... non so come muovermi perchè devo aspettare i tempi del terapeuta,m non mi ha voluto dire un nome,non ho un'indicazione,che consulto dovrei richiedere in futuro,perchè...? cosa devo fare per "rispettare le regole"? io non riesco a far tesoro di nulla..... mi ha detto che è una cosa pericolosa,io cosa devo fare? aspettare in silenzio ogni appuntamento con il terapeuta vivere in funzione di quello perchè sono pericolosa e nemmeno lo so? come si fa a vivere così! io non so nulla,avevo chiesto se secondo voi uno psicologo e si rende conto che la cosa non è di sua competenza può consigliarmi ad uno psichiatra,se ha coscienza.... mi sento accusata di un qualcosa che non so di aver commesso.... apparte le discussioni (principalmente con l'altro Medico alla fin fine) non riesco a capire cosa possa aver fatto.... mi scusi ma lei considera poco anche il virtuale,e inon può sapere se io ia o meno consapevole dl fatto che questo possa avvenire dal vivo ecc ecc...anzi è ovvio che è così... mi sento trattata un po' poco umanamente in questo momento. che indicazione ho ricavato? devo stare segreegata tra quattro mura perchè potrei essere "pericolosa"? io ho paura,seriamente,non so che fare,mi sento impotentedevo aspettare i tempi dello picologo,cosa posso fare di mio? ogni cosa che ho fatto è stata criticata,non posso nemmeno sapere cosa potrei avere anche solo per orientarmi come dice Lei... dove lo cerco il supporto in questo momento,adesso....che faccio.

[#118] dopo  
Utente 171XXX

io per sommi capi le ho detto qualcosa,non so cosa voleva sapere nello specifico,no,non ho letto altri suoi consultimnon potevo sapere..... io devo passare le mie giornata a piangere aspettando di saperne qualcosa?cosa potrebbe succedere,cosa potrei avere,cosa devo fare.... cosa voleva sapere che non le ho detto....non lo so,io non posso andare dai miei e dire che forse ho una patologia psichiatrica peraltro pericolosa allarmarli io non voglio più far soffrire gli altri per me inutilmente,visto che c'p queesta incomprensione! sono terrorizzata e non ho,NESSUNO. le giuro umanamente non è possibile vivere così.

[#119]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Cos'è che non le è chiaro delle mie parole?:
"Io credo che a questo punto questo consulto sia esaurito. Questo però non le impedisce, se crede, magari fra un po' di tempo e se è disposta ad accettare le regole, di chiederne un altro, come molti fanno. Se lo staff è d'accordo, perchè può anche respingere certi consulti, per regolamento.
Per quanto mi riguarda, se vede i consulti a cui rispondo, il mio metodo è di chiedere informazioni sulla situazione di vita e sulla storia evolutiva, per sommi capi e senza violare la riservatezza...."

Mi sembra che Lei sia in grado di capire. Io posso darle un parere sulla sua situazione se Lei me la descrive, come ho detto: com'è organizzata la sua vita in questo periodo, come era in passato, come passa le giornata, cosa fa, che ritmi e orari ha, ecc.
Ma non posso correre in suo soccorso se lei ha crisi di ansia o disperazione o altro,nè online nè nella realtà. In quel caso, se non ce la fa e non ha altri cui rivolgersi, deve telefonare al 118 per farsi aiutare.
Invece , se è in grado di descrivere la sua situazione (quella reale, esterna, per ora, visto che quella interna l'ha ampiamente descritta), può farlo e le darò un parere, se arriverò a farmi un'idea, nei limiti di internet. Così faranno i colleghi, immagino, a loro piacimento.
Però apra un'altro consulto e vediamo se si ricomincia meglio, da capo. In fondo ne aveva già scritto un altro.
Ma non adesso, i prossimi giorni. Prima io non le risponderò.
Su questo consulto comunque non le risponderò più.
PS non c'è nessun rimprovero nelle mie parole, ma solo constatazione. Per così dire, se il paziente non si mette sul lettino, il medico non può visitarlo. 'Mettersi sul lettino' vuol dire in questo caso seguire le istruzioni che le vengono date.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#120] dopo  
Utente 171XXX

non ne sono capace,.

[#121] dopo  
Utente 171XXX

non ho nessun attacco di niente,in ogni caso.
è lei lo psichiatra no? cosa le fa credere che io sia testarda e mi impunti senza motivo quando piuttosto hof atto tutto quel che potevo fare? non dovrebbe stare a lei cogliere il segnale? il senso di aprire un altro consulto..... mah. io non lo vedo,vuole stendere un velo piettoso su questo? è offensivo nei miei confronti. sembra che io debba redimermi per la mia cattiva condotta e "stare alle regole".................. a mio parere di elementi,virtuale a parte,ne aveva moltissimi,non solo lei,in generale. non sono capace di far questo!
la differenza è che se vai da uno psicologo,ti fa parlare. ti ascolta in primis. poi si dialoga e quel che gli pare,ma ti ascolta. se vai da uno psichiatra ti sottopongono a domande tipo terzo grado ti fanno fare test,e stanno attenti ad ogni tuo minimo movimento o possibile sintomo,trattandoti come animale da laboratorio, parla troppo o troppo poco i muove così è vestito così,ecc ecc...... sembra una caccia al sintomo.....devi stare molto molto attento altrimenti è capace eche ti si diagnostichi il mondo ..vabè questo è pensare ad alta voce,ma del resto,nessuno mi ha detto di scrivere qui nessuno mi ci ha costretto,la cosa è partita da me,quindi da chi se non da me è partita una presa di coscienza? potete rimuovere il consulto per quanto mi riguarda, ma veramente.anzi se fosse possibile ne sarei grata per una questione per quanto remota possa essere,di privacy.

[#122] dopo  
Utente 171XXX

non ne sono capace. non n questa situazione.come devo spiegarlo.