Utente 231XXX
Egr. Dottori,
Sono una ragazza di 24 anni a cui è stato diagnosticato da qualche anno il famigerato disturbo di personalità borderline (soddisfo tutti i sintomi). Possibile che insieme a questo disturbo ci sia anche la presenza di periodi di ipomania e forti crisi depressive? Avranno sbagliato diagnosi?
Sono solità avere queste fasi ipomaniacali e sospendo i farmaci volontariamente ma mai mi è successo quello che sto per raccontare: dopo un mese di sospensione senza sintomi da sospensione e con la pseudo speranza di essere incinta scopro di non esserlo e di colpo mi vengono fortissimi dolori fisici (crampi al braccio, allo stomaco, alla gamba e alle ovaie non continui) nausea e sonno e poi sbalzi di umore fortissimi, amnesia, e una strana sensazione che conosco bene ( sentirmi fuori dal corpo). Una mia amica mi dice seriamente che sono isterica... Ho paura! Alla guardia medica non hanno trovato nulla che non andava...
La mia terapia comprende abilify 30 mg, welbutrin 150 mg e all'occorrenza lo xanax a 0.50
Visto che questo problema si è presentato qualche giorno fa ho deciso di riprendere i farmaci ( è finita dopo un mese la mia euforia). Quanti giorni occorrono perchè faccia effetto? ho preso solo l'abilify a 15 mg, basta? e infine, domanda delle domande: cosa mi sta succedendo? Chi sono? Qual è il mio problema?
Grazie mille!!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Il disturbo borderline per così come è definito sul DSM è una diagnosi che corrisponde di fatto ad un tipo di disturbo bipolare II. L'instabilità è tipicamente non a fasi, ma a momenti, quindi spesso sfuggono le variaizoni d'umore e spiccato i comportamenti impulsivi e improvvisi, con variaizoni anche nell'arco di una sera, ripensamenti sulle decisioni e sulle persone, sentimenti contrastanti o turbolenti.

"isterico" nel linguaggio comune è un termine che indica un modo di reagire spropositato e ostile o rivendicativo di solito per eccessiva permalositù o attribuzione agli altri di colpi o intenti negativi o per la frustrazione che non abbiano agevolato i nostri obiettivi. In psichiatria indica una struttura di personalità che anch'essa è tipicamente associata ai disturbi dell'umore.

Abilify e wellbutrin insieme è una terapia francamente strana, perché hanno in parte azioni opposte.

In ogni caso sarebbe utile che la cura la rivedesse il medico.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 231XXX

Grazie mille per la risposta Dr. Pacini,
In fin dei conti per quanto riguarda la terapia mi ha detto la dott.ssa di prendere solo l'abilify a 15 mg fino a giorno 6 (giorno della visita) ma non mi a detto nulla del wellbutrin...
Mi sorge però una domanda: è possibile che questo tipo di terapia mi abbia portato a questo stato di malessere?
In teoria, se ho capito bene, Lei dice che possono in qualche modo coesistere i tre problemi citati?
Grazie mille

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Più che coesistere, concindere. Descrizioni diverse dello stesso fenomeno, che evidenziano aspetti diversi o lo descrivono da angolazioni diverse.
Peraltro nel disturbo borderline le linee di terapia farmacologica ricalcano quelle del disturbo bipolare.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
"domanda delle domande: cosa mi sta succedendo? Chi sono? Qual è il mio problema?"
Vorrei provare a prendere in considerazione questa ultima riga della sua richiesta, se crede, che mi sembra importante: last but not least, come dicono gli inglesi....
Per farlo e se le interessa avere un parere dovrebbe però dare qualche elemento in più di conoscenza di se stessa, della sua situazione di vita e della sua evoluzione finora. Ha accennato solo a una "pseudo.speranza di essere incinta": che intendeva dire?
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#5] dopo  
Utente 231XXX

Ok proverò ad essere il più chiara possibile (non mi risulta molto facile)
In breve ho subito dai miei 6 ai miei 12 anni una serie di violenze, ho sempre dato la colpa a mia madre per non aver fatto nulla o meglio per aver dato la colpa a me...
Dopo 7 anni di psicoterapia ( non con lo stesso terapeuta) finalmente ne stiamo parlando anche se io ho la tendenza a evitare queste sedute e dopo l'ultima mi sono fatta venire una bella fase di ipomania... risultato sono andata dal mio attuale ragazzo senza dire nulla a nessuno e senza nemmeno conoscerlo ( abbiamo sempre e solo parlato al cell e per giunta solo da un mese)... e ho rischiato di rimanere incinta... non so per quale motivo assurdo!! in quel momento lo volevo e lo vedevo come una cosa giusta...
Ora, studio infermieristica sono al secondo anno dopo che ho fatto per 3 anni il primo... non è che non mi piace (soprattutto le materie del 2 sono stupende) ma lo sento sbagliato come... un hobby?? un passatempo?? un contentino per i miei genitori?
In 7 anni ho fatto ben pochi progressi... all'inizio ero un vulcano di emozioni e le esprimevo in tutti i modi possibili.... la mia prima psichiatra aveva la brutta tendenza di ricoverarmi appena mostravo questi sentimenti e il mio pensiero fisso ( voglio morire) e dopo il secondo ricovero ( ricovero che era un po' obbligato: anche se volontario ero ricattata, mi diceva o ti ricoveri o ti facciamo il TSO) ho iniziato a chiudermi sempre di più... fino all'ultimo avvenuto circa un anno fa ( forse due) con le stesse modalità di quello descritto(in un altro ospedale, in un'altra città).. insomma faccio spaventare gli psichiatri! comunque quest'ultimo ricovero è durato solo 2 giorni ma da quel giorno ( forse lo facevo anche prima ma non me ne accorgevo) non esprimo più nulla... ne rabbia, nè tristezza ( miei sentimenti predominanti) però esprimo euforia... quando sono su non riesco proprio a bloccarmi...
Piccolo particolare è che prima di tutta questa situazione ( quella attuale) mi venivano dei tic nervosi alla mano ( che ora comunque sono passati ma devo sopportarmi i dolori fisici e le nausee) e il mio terapeuta mi diceva che erano dovuti più al nervosismo che ad altro...
Un obiettivo raggiunto sicuramente (non so quanto durerà) è l'aver smesso di tagliarmi e bruciarmi ma è come aver smesso di fumare: mi torna la voglia ogni tanto ma evito di tenere cutter a casa per evitare di andare incontro a queste azioni... Altro obiettivo raggiunto è l'aver smesso di attentare alla mia vita in quanto ho capito che non sono capace neanche di farla finita... insomma, sono inutile e inetta!!
C'è una cosa che non reggo:il mio terapeuta attuale non mi segue come i precedenti ma tende punto primo a darmi il Lei, e poi non lo sento vicino....non sento nessun transfert niente!!! non empatizziamo e io non riesco ad aprirmi con una persona così... cioè mi libero di + davanti alla mia psichiatra che davanti a lui!!
Gli ultimi cambiamenti comunque includono due terapie familiari, una con mia madre e una con mio padre ( i miei sono separati) dopo queste due sedute quel ppoco di fiducia che avevo (acquistata con difficoltà per la mia continua idea che tutto il mondo mi è ostile) l'ho persa e provo soprattutto un fortissimo imbarazzo in seduta ( è uscito che mio padre e mia sorella sapevano che il mio vicino di casa mi violentava)

Andando alla gravidanza... ho detto ( forse no) che ho smesso i farmaci un po' prima di aver rischiato la gravidanza... non so perchè ma questa volta non ho sentito nessun sintomo da sospensione, non è la prima volta che succede questo: ho smesso la terapia da sola per (sono buona con me) una 15ina di volte ma sempre ho avertito l'astinenza...stavolta nop ( scusi se mi ripeto) forse ero troppo su e troppo speranzosa... ma sentivo già da 15 giorni dopo circa dei sintomi fisici che ho voluto sottovalutare, nessuno sbalzo, nessuna sensazione di estraneità, e nessuna amnesia, fino al giorno delle mestruazioni: sono scoppiata i dolori fisici sono stati fortissimi e continuano ancora (ieri sono stata al PS per i troppi dolori non hanno trovato nulla e l'antidolorifico ha avuto un effetto blando) ho tachicardia e pressione alta e nausea e per qlcuni giorni vomito (mai avuti) insomma mi sento male! fisicamente male! e fa paura. Inoltre, da quando ho saputo della non gravidanza ho fortissimi sbalzi di umore ( anche se tendenzialmente sto su) e spesso mi estraneo (condizione che mi spaventa!chiamasi panico ciòò che provo)...Però oggi mi sono accorta che prima che mi vengono i vari dolori penso... penso a cose brutte e oggi le ho dette al mio ragazzo, dicendole il dolore si è attenuato
Non è la prima volta che rischio sia volontariamente che non, non so perchè ma ho questo desiderio da quando ho ricordato le violenze ( amnesia totale fino ai miei 17 anni) vorrei tanto crescere una figlia e non farle provare quello che mia madre ha fatto provare a me... vorrei tanto incastrare il mio ragazzo perchè non mi lasci più (ed ora mi sento sola sola sola e abbandonata da lui)... vorrei ( è brutto da dire) rivivere un po' la mia infanzia in lei... ma poi ho paura! non voglio nessun figlio! non voglio responsabilità, non vogblio far star male ( perchè non posso garantire stabilità) una terza persona...
Scusate per la grande confusione: 24 anni sono difficili da riassumere e poi non sono brava a dire cosa provo, lo trovo ostico (come dice una cantante:ho cose da dire che nemmeno la graffite riesce a incidere)

[#6]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
Credo che è riuscita a dare un'idea molto viva della sua situazione, di caos, disperazione e panico e ricerca talvolta di soluzioni miracolose, come forse pensava essere una gravidanza...
E' evidente la sua ricerca di una boa cui aggrapparsi, però sembra cercarla altrove invece che dove potrebbe esserci. Mi riferisco a quello che dice del suo attuale psicoterapeuta, cui rimprovera di darle del Lei e che non sente vicino "come i terapeuti precedenti" ... che però non ci sono più.
C'è il rischio, penso, che lei rifiuti la 'boa' di salvataggio che ha a disposizione e che ne cerchi altre lontane e magari poco sicure. L'atteggiamento del suo attuale terapeuta probabilmente non esprime 'lontananza', anche se lei lo sente tale, ma è necessario per una vicinanza sicura, che resista ai probabili suoi tentativi , più o meno consapevoli, di confondere le cose trascinandole inevitabilmente all'insuccesso, - perchè forse ci è talmente abituata che non può farne a meno, senza accorgersi.
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#7] dopo  
Utente 231XXX

...Ok ho riletto in diversi momenti della giornata la Sua risposta... ma non ci arrivo! Scusi sarò troppo... stupida.... o forse non voglio accettare...
Sono impaziente, l'abilify non fa ancora nessun effetto...
Comunque ringrazio entrambi per le risposte che mi avete dato grazie davvero

[#8]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
Lei è impaziente, invece mi sa che è proprio la pazienza che deve imparare. Sembra che lei non voglia far fatica, di capire, di pensare, di aspettare, mi sa che ha perso l'abitudine di farlo. Vorrebbe che facesse tutto il farmaco, questo o quello che sia. Ma temo che non funzioni così...Mi spieghi cos'è che non capisce, forse potrò spiegarmi meglio.
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#9] dopo  
Utente 231XXX

Gentilissimo Dr,
la pazienza mi è tornata forse non se n'era mai andata e a parlare era la paura, perchè avevo paura che sta situazione in cui sto ora non finisse più (cerco di non pensare a queste cose che forse è la soluzione migliore)
Per quando riguarda il mio problema di comprensione riguarda non è tanto la mia boa di salvataggio che se ho ben capito potrebbe essere questa psicoterapia che sto seguendo dove non riesco a coinvolgere e manipolare totalmente il mio terapeuta ma l'idea di "volere" l'insuccesso
Cito: perchè forse ci è talmente abituata che non può farne a meno, senza accorgersi.
Come si può volere qualcosa che non si vuole? Io voglio stare bene ma se ho ven capito sono "abituata" a stare male e per questo non voglio abbandonare questa situazione... giusto?
Mi scuso ancora una volta per non essere chiara

[#10]  
Dr. Massimo Lai

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
16% attualità
20% socialità
FRANCIA (FR)

Rank MI+ 84
Iscritto dal 2007
Gentile utente,

pensoa che lei sia stata abbastanza chiara e dai post che ho letto mi è parso di capire che lei NON voglia stare male, perché ha parlato di diverse terapie seguite con diversi terapeuti, sia psicoterapie che farmacoterapie.

Probabilmente non ha ancora un'idea chiara di cosa le succeda e delle sue modalità di funzionamento.

Disturbo borderline di personalità e bipolare II coincidono come le ha detto il collega e le terapie infatti sono le stesse.
Gli aspetti isterici, che in realtà sembrano panico, possono ugualmente essere dei tratti della personalità che si associano al disturbo dell'umore.

Forse, ma è solo un'ipotesi, vista la situazione familiare e la sua storia passata, lei è si abituata a diffidare e controllare le relazioni. Anche questo aspetto può far parte del suo disturbo.

Il consiglio che le posso dare qui è di non sospendere e riprendere a suo piacimento i farmaci perché non ci sono solo i sintomi da sospensione, ma il futuro dell'efficacia delle terapie che le vengono date e il possibile peggioramneto della sua malattia se continua a fare di testa sua.

Continui le sue psicoterapie e cerchi uno psichiatra esperto in disturbi dell'umore.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#11]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008

Non so cosa pensa e cosa vuole, ovviamente: mi riferivo solo al rapporto con l'attuale psicoterapeuta, di cui lamentava l'atteggiamento più 'lontano' rispetto ai precedenti terapeuti. Non so se lei tende a "coinvolgere e manipolare" è un'espressione piuttosto dura, mi sembra. Vorrei chiederle perchè ha cambiato diversi terapeuti, nel tempo. Non so se ha cambiato anche psichiatri e per quali motivi.
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#12]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
La sua risposta merita ulteriori commenti, mi sembra, a proposito di "il mio problema di comprensione "

"la pazienza mi è tornata forse non se n'era mai andata e a parlare era la paura...:
Mi sembra un'affermazione importante: a volte parla "la paura", a volte parla qualcun altro, quando "la pazienza è tornata"
A volte invece non "parla" nessuno: quando "cerco di non pensare a queste cose che forse è la soluzione migliore".

" non riesco a coinvolgere e manipolare totalmente il mio terapeuta" non so se è solo una citazione o se a volte sente di comportarsi così..

" ma l'idea di "volere" l'insuccesso"
.... Come si può volere qualcosa che non si vuole?"

E qui sta 'pensando' e interrogandosi su cose importanti, anche se possono risultarle sconcertanti...
Le sembra impossibile che possa succedere?

Quindi, rispetto a "Scusi sarò troppo... stupida.... o forse non voglio accettare" mi sa che non è questione di essere stupidi, ma di essere sotto l'effetto della "paura" o del "cercare di non pensarci ", perchè pensare può essere faticoso e anche doloroso, a volte.
E allora si rischia di lasciar pensare altri e ci si limita ad aspettare quasi dei miracoli o l'effetto di moderne magie...
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#13] dopo  
Utente 231XXX

Scusate se non ho risposto prima
Grazie Dr Lai per il chiarimento è stato molto utile.

Dr Benedetti rispondo al suo primo post:
Ho cambiato diversi teapeuti per diversi motivi: il primo mi ha abbandonata per la mia migliore amica (ha preso anche lei come paziente e io mi sono sentita sola per il doppio abbandono prima che ciò avvenisse realmente li ho mollati entrambi). La seconda invece in un periodo di crisi non mi ha risposto più al cell e l'ho lasciata.
Ora sono al terzo terapeuta... minaccio spesso di lasciarlo ma non lo faccio mai
La prima psichiatra l'ho lasciata ora non ricordo per quale motivo, forse perchè non mi sentivo capita (ma ragiono col senno del poi).
Il manipolare gli altri non è una mia espressione ma è espressione di due terapeuti che mi hanno conosciuta e di due psichiatre ( compreso la mia attuale dott.ssa) ergo quando ti dicono più persone "tu fai questo" ci si convince che è realtà.
Per tutto il resto (il pensarci o meno) ha pienamente ragione: ho avuto una seduta dal terapeuta lunedì e evitavo di riflettere ma mi ha costretto e siamo arrivati a grandi conclusioni: io e l'altra mia parte in realtà siamo una sola persona (perchè quest'alibi? prossimo lavoro) ho finalmente fatto qualcosa per me (anche se una pazzia) non ho sensi di colpa verso nessuno e per un periodo, anche se dopo sono stata così male, sono stata bene solo deviando i pensieri su altro (ho però i miei dubbi).
PS: la dott.ssa (intendo la psichiatra) ha cambiato la terapia con risperdal 25mg(per ora) i.m. e solo per ora abilify 30mg fino alla prossima i.m dice che così non scappo alla terapia
Grazie ancora

[#14]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
Beh, a questo punto la "domanda delle domande: cosa mi sta succedendo? Chi sono? Qual è il mio problema?" forse ha delle risposte un po' più chiare anche a se stessa.
Innanzitutto è una che tende a scappare, a lasciare (forse per paura di essere lasciata, ma anche per rabbia e autodistruttività), ma entrambi gli specialisti, psichiatra e psicoterapeuta sembrano conoscerla abbastanza bene per 'tenerla' con una certa energia, e "costringerla a riflettere " e collaborare.
Speriamo che non riesca a 'rompere' anche questi legami, così magari potrà cercare di ricostruire un po' anche se stessa e le altre cose.
Prima di ricostruire è utile almeno smettere di distruggere
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#15] dopo  
Utente 231XXX

Dottore Benedetti,
Sfortunatamente ho "mandato a quel paese" anche il mio terapeuta perchè mi ha messo l'appuntamento dopo un mese... I miei conoscenti mi hanno detto di chiamargli e di chiedere prima spiegazioni, ma non trovo un perchè valido. Sono arrabbiata! Stranamente ho anche mandato un messaggio al mio primo terapeuta: voglio dirgli perchè lo odio.
Comunque dopo questa piccola informazione Le scrivo soprattutto per ringraziarla ha perfettamente risposto alle mie domande con chiarezza.
Prima di smettere di distruggere bisogna capire che si sta distruggendo e perchè.

[#16]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
No, guardi: è il contrario. Prima si smette di distruggere e poi si cerca di raccogliere i cocci e riparare la situazione.
'Capire' (ammesso e non concesso che questo verbo abbia un senso) quando le cose sono già distrutte serve a poco, se non a procurare un po' di "lacrime di coccodrillo".
Cerchi di 'contare fino a 10', o a 100, prima di certe decisioni...
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#17] dopo  
Utente 231XXX

Ho contato fino a 10000 e ancora sono certa di aver fatto la cosa migliore... tutti vogliono il mio male. Ieri ho quasi tentato il suicidio ma non avevo cutter decenti e so che una dose eccessiva di abilify non porta a morte: risultato? ho le braccia e i polsi inguardabili dopo 5 mesi che non mi tagliavo e l'umore a pezzi... Menomale che ci sono due miei amici che Amo! mi aiutano nel possibile e mi hanno calmata un po'... e poi ho paura! ho paura perchè io non voglio farla finita (ora) ed è questo ora che mi spaventa... ero certa ieri
I dolori generalizzati contiuano e mi fanno paura!
Ho sempre sonno ma mai una volta che riesca ad addormentarmi subito sono nervosa irascibile irrequieta...Se il mio terapeuta mi avesse risposto anche un semplice ok... se mia madre non mi avesse detto che "non può farci niente" se tanti altri non mi avessero rifiutato io a quest'ora non staei così!
Scusatemi per sto sfogo schifoso come me ma sono davvero al limite... mi sento al limite della sopportazione.

Capire non perchè si distrugge ma che si sta distruggendo... A volte io non capisco che sono io a distruggere ma è colpa di chi mi circonda...fa male essere coscienti di essere la causa del nostro malessere

[#18]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
"...sto sfogo schifoso come me ..."

Il circolo vizioso forse è "rendersi schifosi" e così farsi respingere dagli altri, e poi dare la colpa a loro e quasi 'ricattarli': se non fai come voglio io mi taglio....

"fa male essere coscienti di essere la causa del nostro malessere "
Qui diventa più umana, però può essere anche questa una trappola di ingresso nel circolo vizioso:
bisognerebbe essere onniscienti per conoscere le 'cause' degli eventi. E nessuno lo è, neanche Lei...

Invece che badare alle cause meglio pensare: "io speriamo che me la cavo", come quel vecchio film con Paolo Villaggio.

E contare fino a 10 o 100 o 1000 prima di fare le cose, e non dopo...



Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#19] dopo  
Utente 231XXX

Allora... ho contato fino a 10 e non passa.. ergo mi esprimo...
La ringrazio per le risposte datemi fino ad ora ma La sento molto... troppo ostile!
Io non mi taglio per ricattare! Io mi taglio per:
1 sentirmi viva
2 capire che non è un sogno
3 chiedere aiuto
4 punirmi
"fa male essere coscienti di essere la causa del nostro malessere "
è riferito al fatto che ho sempre dato la colpa agli altri o a una parte distaccata di me, a se stante e alla "scoperta" che questa separazione non esiste... ergo se non esiste la divisione in buona e cattiva in me vuol dire che io stessa sono cattiva! e che me la sono cercata! e se me la sono cercata allora voglio il mio male e se voglio il mio male allora sono cattiva! io rivoglio il mio alibi! il mio alterego!

Io speriamo che me la cavo... mai visto ma penso di vederlo quando starò un po' meglio. ora non ho le forze...Forse sbaglio a cercare sempre i perchè ma lo faccio da quando ero piccola... diciamo che potrei andare molto bene nell'esame di patologia generale quando l'esaminando è costretto a chiedersi della etiologia e della patogenesi se non fosse per questo stato. Potrei concentrare i miei perchè sulle materie che sto studiando invece che su me stessa in un egocentrismo patologico ma per ora non ce la faccio... bhè... io speriamo che me la cavo!!

[#20]  
Dr. Gianmaria Benedetti

28% attività
8% attualità
16% socialità
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
No, non le sono ostile, così come non lo è - mi perdoni il paragone - dire di no ad un bambino anche se si fa venire una crisi 'isterica' (come se ne vedono tanti...). 'I no aiutano a crescere' è il titolo di un libro ....

I sillogismi e l'anatomia patologica non le servono, quindi 'metta via il bisturi'... E cerchi di contare fino a dieci, magari in diverse lingue... :-)

E non si racconti bugie (senza ostilità...) Meglio: "io speriamo che me la cavo" (anche se è un po' cattivella...)
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#21]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Nel disturbo borderline ma anche in quello bipolare spesso i comportamenti autolesivi come quelli a rischio o semplicemente quelli impulsivi viaggiano sulla linea di una tendenza alla produzione del comportamento, senza che vi sia in partenza un ragionamento preciso, in generale per "star meglio" rifuggendo da ciò che è vissuto come insopportabile o opprimente o ammorbante. Questi sentimenti sono estremamente salienti (cioè sembra che non ci sia alternativa e non debba mai cambiare), per cui anche dopo brevi reazioni ci possono essere comportamenti apparentemente sproporzionati.
Una delle trappole di questo disturbo è quello di voler cercare spiegazioni, specialmente nei rapporti con gli altri o nella propria storia, perché a questo porta già il disturbo per sua natura. La stabilizzazione comportamentale spesso consente di essere liberi di decidere e non di dover fare i conti con ciò che ormai si è fatto e ha prodotto conseguenze, anziché dover per forza parlare con "fatti" e comportamenti che poi non sempre hanno una logica o una direzione.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it