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Inefficacia di vari farmaci ssri. E' il caso di ritentare ancora?

Salve. E’ da parecchi anni che soffro di un disturbo ansioso-ossessivo diagnosticato da uno psichiatra che non presenta manifestazioni di tipo maniacale, ripetitivo o fobici, ma solo pensieri di tipo intrusivo nel senso che rimuggino spesso, in maniera ossessiva, quando devo affrontare dei problemi o quando devo effettuare delle scelte importanti. In particolare tali disturbi si sono accentuati da circa 9 mesi in occasione di un evento scatenante particolarmente traumatico relativo ad una problematica di salute di cui è stato vittima mio figlio che ha elevato notevolmente i miei livelli di ansia e soprattutto i pensieri ossessivi in merito a tale problema facendomi cadere in un vero e proprio stato depressivo. Oggi la fase acuta è passata. Ciò nonostante è rimasto un consistente stato di ansia ed agitazione nonché una marcata insonnia (dormo non più di 4 ore per notte con risvegli frequenti). Inoltre, da circa 4 mesi a questa parte, durante la giornata avverto un bruciore ed una cappa alla testa che mi determina un consistente stato di disagio che alcune volte arriva anche a condizionare la mia vita lavorativa e sociale. Su indicazione dello psichiatra ho tentato di assumere degli antidepressivi (Zarelis e Fevarin) ma senza successo nel senso che, a seguito di vari effetti collaterali che ho accusato (notevolissima accentuazione della cappa e del bruciore alla testa, incremento dell’agitazione e della quota ansiosa, marcato stato confusionale e sensazione di stare fuori dalla realtà) dopo circa 3 settimane di assunzione ho dovuto sospenderli entrambi nonostante siano stati assunti con molta gradualità cominciando da dosaggi molto bassi fino a passare alla dose terapeutica (per Zarelis da ½ cps da 37,5 mg a 1 cps da 75 mg mentre per Fevarin da ½ cps da 50 mg a 1 cps da 50 mg). Analoghi sintomi ho avvertito con un integratore alimentare “Neoexerogen” (viatam. B3, magnesio ed L-Triptofano) che ho assunto sempre su suggerimento dello psichiatra. Pertanto, ad eccezione di un breve periodo di assunzione di ansiolitici (1 e ½ circa) in cui mi sono sentito un po’ meglio oggi mi trovo totalmente scoperto da qualsiasi farmaco e continuo ad accusare un considerevole stato di ansia ed agitazione durante la giornata (che si abbassa la sera) e il solito bruciore e cappa alla testa che non mi lascia mai. Lo psichiatra sostiene (cosa che non condivido) che gli effetti collaterali che ho accusato dipendono da una sorta di farmaco-fobia individuale e pertanto mi ha suggerito di ritentare con un altro farmaco, il Daparox, che a suo parere è particolarmente indicato per le sindromi ossessive oltre che per lo stato d’ansia e le problematiche che riguardano la sfera del panico. Secondo il vs parere è il casi di ritentare con questo altro farmaco della classe SSRI ed attendere un periodo più lungo di 1 mese prima di definire inefficace l’azione dello stesso o no? Grazie in ogni caso per le competenti risposte e suggerimenti che mi potrete fornire.
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Dr. Roberto Di Rubbo Psichiatra, Psicoterapeuta 1,1k 24 4
Gentile Utente,
data la storia che racconta ed il dosaggio dei farmaci che ha provato e quelli che definisce effetti collaterali mi trovo in accordo con il suo curante nel pensare che questi ultimi fossero sintomi ansiosi fobici accentuatisi in concomitanza con l'assunzione dei farmaci. E' evidente che lei necessita di una cura, per cui dovrà iniziarne una. Nella mia esperienza, in casi come il suo, è molto utile utilizzare prima o in concomitanza con l'Ad/ANTIocd Stabilizzatori dell'Umore, perchè, di fatto, concorrono ad abbassare l'elevato livello di ansia iniziale e permettono di tollerare l'AD senza tutto quell'allarme fobico.
Cordialità,

Dr. Roberto Di Rubbo

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore. La ringrazio per la sua celere risposta. Continuo a non condividere assolutamente la tesi della farmaco-fobia in quanto all'atto dell'assunzione di tali farmaci ero mosso da una grande volontà di risolvere lo stato di disagio che stavo patendo ed ero assolutamente convinto di farlo. Tuttavia sono ancora tutt'oggi disposto ad effettuare un nuovo tentativo sperando che questa volta sia quella buona. A tal fine Le chiedo cortesemente se è possibile avere qualche informazione supplementare sul questo farmaco daparox che mi è stato consigliato:
1) Nella fattispecie Il “Daparox” è un farmaco particolarmente attivante o no? Chiedo questo in quanto avendo avuto tutti quegli effetti collaterali (reali e non fobici) mi premeva sapere se, dalle esperienze medico-statistiche, tale farmaco è indicato. In tal senso il citalopram o l’escitalopram sarebbero più indicati in quanto forse meno attivanti?
2) Il Daparox è un farmaco specificatamente indicato per il trattamento del DOC? Chiedo questo in quanto, pur rendendomi conto che la risposta ad un farmaco è assolutamente soggettiva, tuttavia credo anche che esistano dei rilievi di natura statistica dai quali emerge la migliore efficacia di un farmaco piuttosto che un altro per trattare specifici disturbi.
In tal senso il citalopram o l’escitalopram sarebbero più indicato?
3) Dopo il necessario periodo terapeutico di assunzione e con le opportune modalità di riduzione graduale, il Daparox può essere sospeso senza particolari effetti collaterali o no? Chiedo questo in quanto ho avuto modo di apprendere che da precisi studi anch’essi di natura statistica è emerso che tale farmaco crea molti più sintomi da sospensione rispetto ad altri farmaci come il citalopram o l’escitalopram.
Grazie sempre per la sua disponibilità.
Saluti
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Dr. Roberto Di Rubbo Psichiatra, Psicoterapeuta 1,1k 24 4
Gentile utente,
lei scrive:
1)"Continuo a non condividere assolutamente la tesi della farmaco-fobia in quanto all'atto dell'assunzione di tali farmaci ero mosso da una grande volontà di risolvere"----Va benissimo, basta tener presente che le paure fobiche sono inconsce alla radice, per cui uno può avere tutta la buona volontà del mondo, ma quando la paura fobica sorge, fa il suo corso.
2) "Nella fattispecie Il “Daparox” è un farmaco particolarmente attivante o no? "---non certamente quanto gli antidepressivi noradrenergici.
3) "Il Daparox è un farmaco specificatamente indicato per il trattamento del DOC? "---si, è fra le indicazioni del farmaco la terapia del DOC
4) "Dopo il necessario periodo terapeutico di assunzione e con le opportune modalità di riduzione graduale, il Daparox può essere sospeso senza particolari effetti collaterali o no? "----Certamente.
Cordialità

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