Utente 346XXX
Gentilissimi,
da qualche mese ho avuto il seguente problema: attacco di panico, mi viene prescritto cipralex. Lo assumo la mattina la notte inizio a tremare a essere nervosa, voglia di morire e paura.
Lo continuo a prendere per un mese, lo scalo (due settimane 1 com. a giorni alterni, e 4 giorni mezza compressa).
Premetto che nel mese di trattamento su internet ho consultato tutti i disturbi.
Dopo tre giorni, ansia panico, tremori, giramenti di testa, ora a distanza di tre mesi nervoso, stanchezza, non riesco a concentrarmi, paura di fare cose strane di impazzire far del male alle persone.
Ho una vita frenetica, lavoro di responsabilità manager in azienda, figli, lavoro, e una vita sociale intensa.
non so come uscirne.
Psicoterapia da 5 mesi, ma i sintomi peggiorano, la psicologa la mette sul piano del perdono, senso di colpa.
Dimenticavo dopo la dismissione avevo forti mal di tesa e continuavo a ripetermi che senso avesse la vita.
La mia grande paura è quella di incontrare una malattia come mio padre (depresso, schizzofrenico ecc)

[#1]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile utente,
non si capisce bene qual è il dosaggio del cipralex che le è stato prescritto (10 mg? 20?). L'impressione è che lei abbia fatto una cura per un tempo assolutamente breve (nel disturbo da attacco di panico la risposta all'antidepressivo può aversi anche dopo 4/5 settimane); sembra inoltre che durante l'assunzione del farmaco siano stati attribuiti a questo effetti considerati come collaterali e che verosimilmente erano sintomi ansiosi. Al momento attuale, avendo lei sospeso il farmaco, ovviamente ha una serie di sintomi della serie ansiosa sia psichica che somatizzata con qualche sfumatura depressiva. La cosa migliore che potrebbe fare sarebbe farsi vedere dal suo psichiatra, decidere quale molecola usare, e prenderla per un tempo congruo allo scopo di ottenere la remissione dei sintomi.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo

[#2] dopo  
Utente 346XXX

La dose è stata di 10 mg, i primi 5 g 0.5.
Mi segue un medico, psicologa e psicoterapeuta.
Lei dice che non ho bisogno di farmaci passerà, sono io ferma sul pensiero, ma sinceramente non riesco a sopportare più questa situazione.
Cerco di evitare perfino i miei figli con la paura di poter fargli del male.
Avevo una vita brillante con carriera brillante, la mattina quando mi alzo per andare a lavoro inizia l'ansia. Lei lo associa anche al posto di lavoro.
Sinceramente sono confusa

[#3]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
nel caso la seguisse uno psichiatra, le consiglierei di fare una visita di controllo. Non c'è alcun bisogno di tenersi sintomi, soprattutto quando cominciano a diventare troppo disturbanti, per fare una buona psicoterapia.

Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#4] dopo  
Utente 346XXX

Mi scusi ancora.
La psicologa dice che sono una persona che rifiuta i farmaci, ecco perché gli effetti collaterali del mese di assunzione del cipralex.
La paura instaurata mi da sintomi di paura di fili, coltelli ecc, di dire cose sbagliate. Avvolte ho pensato anche di essere diventata psicotica.
Lei dice che questi sintomi durano all'incirca 6 mesi, ( io sono arrabbiata cn me stessa dice).
Una cura farmacologica aiuterebbe sinceramente, oppure annebbierebbe solo la mente (forse più di quanto lo sia in questo momento)
Ci sono momenti che dico basta non mi alzo dal letto vada cm vada, ma poi mi alzo perché non voglio perdere quello che ho costruito cn tanta fatica.

In attesa di riscontro inoltro cordiali saluti.

[#5] dopo  
Utente 346XXX

Dimenticavo,
il parere di uno psichiatra l'ho sentito, lui mi ha riferito che era il mio stato di ansia che mi portava a questo, sue parole: - Basta una psicoterapia breve e dinamica e le assicuro che nel giro di 1 mese lei starà benissimo, a quelle sue parole mi sono detta, a questo punto resto dove sto.
Il neurologo mi ha consigliato di prendere il valpinax 5 gocce mattina, e 5 sera.
Ho fatto un'insalata di medici.
Forse mi sono fissata troppo anche leggendo le varie storie di internet.
E ora sono nel pallone.

[#6]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
quello che si evince da ciò che lei scrive è che il suo atteggiamento nei confronti dei farmaci sembra essere di tipo fobico. L'assunzione di farmaci per il suo disturbo non "annebbierebbe" niente, farebbe solo diminuire l'intensità dei sintomi. Sta a lei decidere se intraprendere anche una cura farmacologica o gestire la sintomatologia soltanto con la psicoterapia.

Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#7]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
in risposta al suo ultimo messaggio quello che possiamo consigliarle è di scegliere una strada e percorrerla fino in fondo piuttosto che rimanere ad un crocevia senza andare decisamente da nessuna parte.

Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#8] dopo  
Utente 346XXX

Ultima domanda,
determinati farmaci, solo per breve periodo o si prendono a vita?

[#9]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
la durata di una terapia è direttamente connessa con la gravità del disturbo. Dire che determinati farmaci si prendono a vita a prescindere dalla diagnosi non ha senso. è evidente che determinate patologie, veda per esempio le psicosi, possono essere molto gravi e croniche e richiedere terapie che si prolungano per anni. Al di fuori di patologie di tale importanza non ha senso parlare di terapie a vita.

Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#10] dopo  
Utente 346XXX

Effettivamente lei ha ragione,
provo a contattare un altro psichiatra, dato i due pareri andati sulla via della psicoterapia. Anche se a casa tutti mi dicono che è solo stress e stanchezza.
Comunque, grazie per la disponibilità.
Cordialità.

[#11] dopo  
Utente 346XXX

Scusate ancora il disturbo, ho rivisto lo psichiatra il quale mi ha prescritto : 3 gocce di daparox al mattino e 3 la sera, xnax al bisogno.
Per il mio disturbo va bene ho solo paura degli effetti collaterali, e di volermi fare del male, e' un dosaggio troppo alto x iniziare?

[#12]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
non direi che è un dosaggio alto, non so per quanto il suo curante le abbia detto di mantenerlo; certamente le avrà fatto una prescrizione basata sulla situazione che ha constatato alla visita. Il dosaggio attivo di mantenimento dovrebbe essere di almeno 10 gtt/die.
Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#13] dopo  
Utente 346XXX

Mi ha prescritto il farmaco, per un periodo breve, affinché possa iniziare la psicoterapia in santa pace ( ecco le sue parole).
La mia paura è questa, 5 mg di cipralex mi hanno provocato uno stato infernale, ora 6 mg di paroxetina (1 mg in più come prima dose), cosa mi aspetta?
Mi rendo conto di essere ormai ossessionata con queste mille rihieste, ma se potete ancora rispondermi sarei grata.

[#14]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
credo si possa ipotizzare con una certa sicurezza che lei abbia un'attitudine fobica verso questi farmaci. Gli effetti imponenti che registra sono, verosimilmente, derivanti dalla sua ansia nei confronti del farmaco, e non dal farmaco. Da 6 mg di paroxetina non deve aspettarsi nulla. Nessun effetto collaterale e, verosimilmente, nessun grande beneficio, essendo 6 mg un dosaggio di gran lunga inferiore al dosaggio minimo efficace (20 mg).
Cordialità,
Dr. Roberto Di Rubbo

[#15] dopo  
Utente 346XXX

Grazie mille del consulto, voglio solo precisare una cosa, la fobia x questa categoria di farmaci è subentrata dopo la prima assunzione del cipralex, il medico non mi ha detto ci potrebbero essere effetti indesiderati, un aumento dell'ansia ecc eccc.
un minimo d'informazione non mi avrebbe causato tutto questo.
dopo tali effetti continuava a ripetermi sono le tue emozioni, che ti hanno portato a questi effetti.

[#16]  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
capisco la sua preoccupazione, la gestione della paura fobica dei farmaci è molto importante con certe categorie di pazienti e andrebbe tenuta in considerazione soprattutto alla prima prescrizione (ma anche alle successive). Spesso le persone non distinguono, assumendo un nuovo farmaco, il disturbo attribuibile al reale effetto del farmaco da quello generato dall'ansia di prenderlo.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo