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Disturbo bipolare?

Salve, scrivo qui in quanto sarei interessata ad un'opinione esperta riguardo lo stato mentale che mi sono trovata ad affrontare nell'ultimo anno, con particolare aggravamento negli ultimi mesi.
Sinceramente parlando non so se ciò che vi esporrò sia di pertinenza psichiatrica, ciò nonostante spero che voi possiate portare luce sulla situazione.
Ciò che mi preoccupa è che negli ultimi mesi sto alternando periodi di tranquillità, talvolta associati ad una gran voglia di affrontare ciò che mi aspetta nel futuro e alla progettazioni di grandi piani, a sempre più frequenti e pesanti periodi durante i quali mi sento completamente bloccata in quello che sto facendo nella mia vita al momento.
Inizio col dire che ho iniziato a sperimentare dei crolli emotivi piuttosto forti a partire dall'adolescenza, a causa di un rapporto molto altalenante ed estremamente provante con mio padre, poi con l'andare avanti alle mie preoccupazioni si sono aggiunte principalmente quelle degli studi.
Mentre prima tendevo ad affrontare il tutto con forti crisi di pianto, queste sono sfociate col tempo in forti attacchi di panico ed adesso spesso mi trovo a passare le giornate in completa apatia. Non faccio nulla: mi rendo conto che dovrei studiare per i miei esami universitari, tuttavia sono bloccata alla scrivania e sono in grado di passare l'intera giornata senza fare nulla, a fissare il vuoto, per poi essere assalita alla sera da una forte scarica di adrenalina e dalla consapevolezza di non aver fatto niente per tutta la giornata. Questo si riflette in un'incapacità nel prendere sonno almeno fino alle 2 o 3 del mattino.
Ciò che più mi spaventa, nei momenti di lucidità durante queste giornate buie, è che se non sto a fissare il vuoto parlo da sola. E' estremamente difficile da ammettere perché una volta che ho passato anche 30 minuti buoni a fare conversazioni con persone inesistenti mi fermo a pensare e mi rendo conto della pazzia della cosa. Tuttavia ciò dura solitamente poco perché poi riprendo col mio far nulla o con nuove "conversazioni" oppure riparto a fare grandi e improbabili progetti per il futuro.
Questa situazione sta iniziando a dominare la mia vita in quanto credo fortemente che ci sia qualcosa che non va con me e spesso il modo in cui affronto tale consapevolezza è chiudendomi in me stessa, aggravando anche la situazione.
Ovviamente non sono un'esperta ma ho letto qualcosa riguardo il disturbo bipolare e mi chiedevo se io non rientrassi nella categoria. Un occhio esterno è sicuramente in grado di giudicare con maggiore lucidità e distacco.
A prescindere dalla diagnosi penso che sia necessario cheti rivolga a qualcuno: mi consigliereste una figura professionale come lo psichiatra o pensate che delle "semplici" sedute psicologiche possano essere d'aiuto?
Ringrazio in anticipo chiunque si prenda la briga di leggere la mia esperienza.
Giulia
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

La descrizione non dà elementi chiari, contiene alcuni elementi "umorali", però sarebbero necessarie anche altre informazioni. Il soliloquio, per quanto possa sembrare bizzarro, non è un aspetto strano in chi sente la spinta di sfogarsi o pensare ad alta voce. "Sedute" di soliloquio molto drammatiche o in uno stato di agitazione o sognante possono essere più indicative di un fenomeno di tipo eccitatorio.

Uno psichiatra è lo specialista di riferimento. In famiglia qualcuno ha sofferto di disturbi dell'umore ? Lei è utilizzatrice di sostanze, ad esempio cannabis ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio della celere risposta.
No, non faccio utilizzo di sostanze e non ne ho fatto in passato.
E sì, mio padre è sicuramente affetto da disturbi dell'umore. Sin da quando avevo 13 anni (o per lo meno è da questa età che ne ho ricordo) ha iniziato ad avere forti sbalzi d'umore fino a diventare una persona completamente diversa da un giorno all'altro. Su 7 giorni 1 poteva essere considerato "buono", mentre gli altri erano terribili. Solo di recente ha convenuto con mia madre nel rivolgersi ad uno specialista.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Potrebbe essere quindi un quadro analogo, ma si tratta di un'ipotesi. Può chiedere un consulto allo specialista, di cure ne esistono e il periodo è cruciale per Lei, visto che è impegnato nel raggiungimento di un obiettivo (lo studio).
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Dr. Francesco Pietrini Psichiatra, Psicoterapeuta 59 4
Non è possibile una diagnosi accurata sulla base delle sole informazioni da lei descritte. Molti dei sintomi da lei riferiti possono manifestarsi in vari quadri (patologici o meno).
Proprio in considerazione del suo disagio, della sua comprensibile preoccupazione e dell'impatto della sua situazione sul suo percorso universitario, le consiglio una visita specialistica psichiatrica per approfondire la situazione e per farsi un'idea chiara su come sia meglio affrontarla.

Dr. Francesco Pietrini - medico psichiatra

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