Utente 409XXX
Buon giorno a tutti i medici del forum e grazie anticipatamente per il supporto.
La mia storia é un po' complitata e spero abbiate voglia di leggerla.
Tunno si innesca circa sei anni fa quando da un giorno all'altro ho iniziato ad avere l'ossessione di non provare piu' nulla nei confronti della mia ragazza. Da li pensieri ossessivi e messe all aprova per vedere se provassi attrazione o affetto, tutte situazioni che mi provocavano una fortissima ANSIA. Un gioro un ragazzo mi disse....magari non provi piu' nulla perché sei Gay.....
Da li é peggiorato il calvario dell'apatia e del malessere. Premetto che sono sempre stato gelosissimo, una volta mi chiamo come un suo ex,una volta scrisse ad un suo ex senza dirmelo....... fino a un anno prima ero 100 kg poi dopo un rifiuto da parte di una ragazza sono andato in palestra 3 ore al giorno fino ad avere un fisico che piacesse alle ragazze.
Sono andato subito da uno psichiatra che mi ha fatto fare rorscharc (non so se sia giusto scritto cos') ed mmpi2.
Sono tornato con la relazione dallo psichiatra che mi prescrisse sertralina e psicologa.
Andai dalla psicologa (credo di orientamento analitico) per circa tre anni senza grossi risultati.... continuavo a compulsare e a mettermi alla prova cercando un qualsiasi impunso o vericica di una mia possibile omosessualità.
La cosa mi terrorizzava. Qualche volta gli impulsi venivano ma credo fossero ossessioni stesse anche loro.
Poi sono andato da un altro terapeuta che con ipnosi ed EMDR ha provato a darmi una mano ma non riuscivo a lasciarmi andare visto che credo di avere anche ossessioni di controllo (il dubbio che credo sia alla base del dockers ha bisogno di frequenti "controllo" , o per lo meno, li richiede. dovremmo cercare di non ascoltarlo).
Adesso é circa da un anno e mezzo che vado da una psicoterapeuta cognitivo comportamentale e il nuovo psichiatra mi ha prescritto Fluvoxamina..... i "possibili" effetti collaterali legati alla sfera sessuale mi portano a compulsare.... ora non sull'omosessualita, ma sugli effetti del farmaco.
Ho iniziato gia due volte la terapia a 25 mg mattino e sera per 5 giorni per poi arrivare a 50 mg mattino e sera.
sempre interrotta a questo punto per timore degli effetti collaterali.
So che i pensieri egodistonici nascono quando si é in ansia..... ma é possibile che ci sia un ansia inconscia e quindi ragionando sulle cose che metto ansia oggettive non sia sufficiente per tenere a bada ansia e DOC?
Adesso ho iniziato di nuovo da una settimana abbondante e sono a 50 mg mattina e 50 mg sera. Ho un po di mal di stomaco ma credo sia dovuto all'assunzione di meta' pastiglia.
Sto anche molto peggio....pensieri anticonservativi che mi spaventano da morire, ansia aumentata, cefalea.
Mi ha detto di arrivare a 100 mg mattina e 100 mg sera. secondo voi si attenueranno i sintomi da inizio terapia? Si tratta di effetto paradosso?
P.S. La mia psicologa si sta dando tanto da fare ma io ammetto di non mettere in pratica le cose che mi dice di fare in terapia causa pigrizia ma soprattutto depressione.
Come posso fare?

Grazie di cuore.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"dovremmo cercare di non ascoltarlo". Ascoltarlo è il cuore del disturbo, altrimenti che disturbo sarebbe se uno avesse ossessioni che però riesce a non far pesare ?

Ha un DOC, adesso ha una cura. La sertralina che fine aveva fatto ? Non aveva funzionato ?

Non si capisce bene in cosa consista la psicoterapia: cercare prove delle ossessioni e verificarle non sembra una cura analitica, potrebbe essere un trattamento paradossale di tipo comportamentale, ma non è chiaro da come lo descrive.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 409XXX

La psicoterapia che sto seguendo adesso credo abbia le basi nell'esposizione e prevenzione della risposta. Solo che le mie ossessioni mi portano all'evitamento.
No ho mai avuto voglia causa depressione di fare abc, esposizione, leggere libro di swhartz....ecc.
La sertralina mi dava dolore al torace e altri effetti collaterali.
Spero di stare meglio.
Più che altro spero che sparisca questa ansia devastante che mi porta ad avere l'ossessione anche di controllare il respiro.
La mia psicologa mi ha detto che se non mi metto in moto lei non può far nulla perché mi ha già dato gli strumenti. Mi ha proposto però di iniziare anche una terapia analitica per vedere se possa avere radicato nel mio subconscio qualche fonte di ansia.


[#3] dopo  
Utente 409XXX

Grazie per la risposta di prima!

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Nel DOC non è indicata l'analisi. Le tecniche utili sono di tipo comportamentale, ce ne sono diverse.
Da sole o insieme alla cura farmacologica, o solo la cura farmacologica, che è la più diretta e si adatta anche a casi in cui l'esposizione è bloccata in assoluto e l'umore non è tale da consentire che la persona si attivi a esercitarsi.
Chiaramente quando invece si è nelle condizioni di esporsi, farlo migliora i risultati, li completa e li accelera.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 409XXX

La ringrazio di cuore per la risposta, dunque mi conviene cercare di aspettare che il farmaco faccia effetto per permettermi di espormi e cercare comunque di farlo anche in questa fase depressiva per rendere più forte il risultato?

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Le conviene curarsi, cosa che sta facendo. Non è che quel che conviene fare è altro rispetto a quel che uno può fare per effetto del suo disturbo.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 409XXX

La ringrazio per la celere risposta.
Non metto in dubbio che possa fare di più ma che la pigrizia mi porti a dormire piuttosto che ad essere attivo.
Forse quando deciderò di darmi da fare vorrà dire che corro davvero aiutarmi.
Credo di avere una parti inconscia di me rimasta bambino che non ha voglia di fare e dunque le responsabilità gli mettono ansia che manifesta nel DOC.
Beh, per adesso grazie davvero,ora faccio un po di training autogeno e poi iniziò la lettura del libro.
Se a qualcuno potesse servire ho il file in pdf.
"Il cervello bloccato"
Saluti!

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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No, ha capito il contrario.

Le dicevo che non esiste la persona che sta male e non vuole guarire . Non c'è differenza tra quello che uno fa e quello che uno può fare. Chi ha la polmonite non può respirare bene, chi ha il doc non può gestire le ossessioni come se non fossero ossessioni.

Nello spazio lasciato libero (perché a volte c'è uno spazio, non sempre) è consigliabile condizionare attivamente il comportamento con le tecniche della psicoterapia.
Se invece non c'è spazio per farlo, si libera con terapie che non richiedano la partecipazione attiva della persona.

A volte sono gli eventi della vita (che l'individuo subisce e se potesse eviterebbe) che producono un effetto sbloccante.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 409XXX

La ringrazio,
a volte però sono consapevole del fatto che potrei ma non ho voglia.....

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Il risultato è che non lo fa
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 409XXX

E questo non va bene!

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Non va né bene né male, è un dato di fatto su cui bisogna calcolare l'intervento.
Dr.Matteo Pacini
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