Utente 459XXX
Buongiorno gentilissimi dottori.

Ho 23 anni, e da circa due soffro di ansia.
Inizialmente erano attacchi di panico che mi hanno molto spaventata, fino a rendermi molto ipocondriaca in quanto pensavo che questi attacchi dipendessero da qualcosa che non andasse in me fisicamente. Ho poi iniziato una terapia con zoloft 50 mg/die, accompagnato inizialmente da xanax poi ridotto fino ad eliminarlo. Gli effetti si videro dopo circa un mesetto dall'assunzione dei 50 mg: ero più tranquilla, i pensieri ossessivi ipocondriaci migliorati. Dopo sei mesi ho smesso la terapia per diversi motivi, e dopo altrettanti cinque o sei ho avuto una pesante ricaduta, questa volta non caratteristizzata da attacchi di panico, bensì da una forte ansia quotidiana, che si calmava in situazioni che io ritenevo "sicure" (casa etc) e si innalzava quando dovevo fare qualcosa in particolare. Questo sempre che i pensieri ipocondriaci non fossero assillanti nei momenti di tranquillità, perché in quei casi continuavo a pensarci e ripensarci (qualcosa al cuore, alla testa, mi sentivo i battiti ogni secondo...)
Ora sono tornata dalla psichiatra, riprendendo la stessa terapia precedente. Questa volta aggiungo sedute psicologiche atte proprio a risolvere questo problema. La mia domanda è questa : sono sempre stata abbastanza ansiosa di base, ma mai così da condizionare scelte e la vita stessa quotidiana. Si guarisce da questa malattia? Porterò degli strascichi che magari imparerò comunque a gestire? Sono tanto stufa di vivere così, vorrei solo vivere spensierata come i miei coetanei senza chiedermi quanti battiti o che pressione ho in quel momento.

Vi ringrazio anticipatamente, augurandovi buon lavoro

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Dr. Matteo Pacini

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Queste domande sono sintomatiche del disturbo in atto, non vanno gestite come fossero richieste di informazioni.
La terapia era a dose minima, 50 mg in genere non sono sufficienti a coprire specialmente gli aspetti ipocondriaci. Gli aspetti che riferiva ultimamente mi paiono però analoghi a quelli della prima fase, anziché sulle malattie la fissazione è su altro, ma formalmente il meccanismo è quello.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it