Utente 493XXX
Buonasera, sono una ragazza di 22 anni e frequento il terzo anno di medicina. Premetto di essere una persona molto ansiosa.
Lo scorso anno ho fatto un tirocinio di un paio di settimane in reparto. Durante il primo giorno mi è successo di percepire un senso di svenimento durante il giro visite, non correlato alla vista di sangue o altro. I successivi giorni non ho avuto problemi, se non un fastidio alla vista di un piede necrotico e di abbondante sangue che fuoriusciva da una vena dopo l'estrazione di un ago, problema che ho aggirato togliendo lo sguardo dal paziente.
Dopo la fine del tirocinio ho iniziato a crearmi delle paranoie sul fatto di essere sensibile alla vista di sangue o di altre immagini "forti". È cresciuta in me l'ansia di svenire in ospedale, ansia che ha iniziato a presentarsi anche quando mi è capitato di andare in ospedale semplicemente a trovare parenti ricoverati (cosa che perfino mi piaceva prima del presentarsi di questo mio problema).
Recentemente sono andata in reparto per esercitarmi sull'esame obiettivo, già carica di una grande ansia. Nei momenti in cui non ero impegnata a eseguire le varie procedure e non ero attenta a ciò che gli altri facevano, mi si presentava una forte ansia e la sensazione di stare per svenire, che ha raggiunto il picco mentre mi trovavo semplicemente in corridoio ad aspettare il ritorno del professore.
Sono davvero preoccupata per il mio futuro perché adoro il mio corso e non posso pensare di indirizzare le mie aspirazioni altrove. Sto malissimo e non ho coraggio di confidarmi con nessuno perché trovo patetico che uno studente di medicina abbia paura di andare in ospedale. Chiedo questo consulto per capire se ha senso che mi rivolga ad uno psicoterapeuta per cercare di alleviare la mia ansia generica e, di conseguenza, la mia ansia da ospedale o se e invece è meglio che non mi forzi a frequentare un corso che forse non fa per me.
Mi scuso per la lunghezza del consulto e ringrazio per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Certo che ha senso rivolgersi a qualcuno, anche per evitare di scambiare poi quello che può essere un disturbo di panico con una incompatibilità con l'ambiente, o con la paura degli elementi medici (non che ci sia comunque qualcosa di male nell'avere paure del genere, ma potrebbe essere proprio un'altro tipo di disagio, riferito più al timore di star male che non ad un tipo di stimolo specifico.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 493XXX

Gentile dottore, La ringrazio per la risposta.
Vorrei, inoltre, chiedere a quale tipo di figura professionale (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta?) sarebbe più opportuno che io mi rivolgessi.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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