Utente 432XXX
Salve,
In seguito a parestesie diffuse ho fatto visita neurologica (come dicevo in altro consulto).
Lo specialista ha associato i miei disturbi ad ansia da malattia, avendo io dei trascorsi da me raccontati di preoccupazione eccessiva per la mia salute.
Mi consiglia una psicoterapia ed intanto terapia farmacologica a base di xaNax 0.50 rp, 1 CP al mattino e eutimil 20 mg, mezza compressa al mattino e mezza dopo pranzo.
Ho già contattato mio psicoterapeuta per riprendere dalla prossima settimana (c ero stato autunno scorso fino all estate per affrontare delle cose che mi stavano a cuore, devo dire con successo).
Prendo lo xanax da dodici gg, l eutimil no perché francamente mi spaventa pur avendone fatto uso in passato a bassissimo dosaggio per il Primo episodio da attacchi di panico anni fa . Diciamo che non amo gli psicofarmaci, anche se allora mi hanno aiutato. (penso che all epoca però fosse la psicoterapia ad essere inadeguata e per questo oggi si ripresenta questa situazione).
La mia domanda è questa: vorrei sospendere xanax e provare ad affrontare le cose solo con la psicoterapia, ma ho paura di problemi da sospensione rapida pure se la dose è bassa e presa da poco tempo.
A vostro avviso sarebbe rischioso interrompere?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sta autogestendo la terapia e ovviamente lo fa compiendo la scelta che prelidige i farmaci meno specifici, oltre all'incomprensibile posizione su "gli psicofarmaci" (che sarebbero ? ): lei ha preso un farmaco per un disturbo, e questo discorso su "gli psicofarmaci" significa fondamentalmente che non ha capito in cosa consiste il disturbo, e che riguarda il cervello.
Che possa anche esser gestito con una psicoterapia è possibile, ma non con questi presupposti di escludere le cure che hanno funzionato, autogestirne altre che in realtà non sono quelle centrali, per poi porsi problemi tecnici da solo, col risultato di complicare cose semplici.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Qualsiasi tipo di terapia va interrotta sotto controllo medico. Lo specialista che ha prescritto la cura non avrà difficoltà a dirle come fare se questa è la sua volontà. A distanza non è possibile fornire indicazioni di questo tipo.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente 432XXX

Buonasera e grazie per le risposte tempestive.
Dottor Pacini, credo fermamente che ogni paziente possa scegliere se sottoporsi o meno ad una determinata terapia (ciò non lede il valore di chi l ha prescritta).Io non ho affermato in assoluto di rifiutare benzodiazepine e ssri, (cosa da lei dedotta);ho detto che in questo caso preferirei passare prima per una psicoterapia ed in caso associare i farmaci in un secondo momento. Nè ho affermato che l alprazolam sia più specifico della paroxetina, avendone già fatto uso quattro anni fa (esordio del disturbo) e avendomene spiegato i meccanismi un suo collega che mi ha seguito.
Non capisco onestamente tanta acredine.
Ringrazio il dottor Martiadis, comprendo la sua posizione. Sottolineo però che la prima persona che ho provato a contattare è proprio il neurologo che m ha prescritto la cura ma al momento non ho ancora ottenuto risposta, per cui avevo deciso di scrivere qui per chiedere un parere.

Cordiali saluti

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Nessuna acredine. Quando si valutano opzioni, escluderne una e poi considerare le altre è un tipo di atteggiamento sbagliato, dico tecnicamente. ovvero nell'ottica di chi vuole la terapia migliore è sbagliato.
Un conto è se le dicono che ha tot opzioni, tra loro uguali. Altro è se Lei stabilisce che ne vuole escludere una, e poi ragiona sulle altre.
Chi le toglie questa libertà ? Nessuno. Né al professionista di commentare che non è una posizione che porta a risultati costruttivi di solito.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 432XXX

Capisco quello che vuole dire. Il neurologo però ha insistito molto con la psicoterapia, dicendomi che i farmaci comunque avrebbero fatto rientrare i sintomi senza andare alla radice del problema.
Aggiungo che lo specialista mi ha risposto giusto ieri dicendomi che potevo sospendere lo xanax in qualsiasi istante essendo la dose molto bassa.
Ovviamente se mi renderò conto che da sola la psicoterapia non basterà sarò il primo a rivolgermi ad uno psichiatra o a tornare dal neurologo che mi ha visitato per integrarla.

Cordiali saluti

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"i farmaci comunque avrebbero fatto rientrare i sintomi senza andare alla radice del problema. "

Che invece è un discorso privo di senso, perché un conto è stabilire cosa funziona e su quali diagnosi, altro è parlare astrattamente di "radici" collocate non si sa dove su cui agirebbe un metodo solamente perché non consistente in medicinali.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 432XXX

Mi perdoni, quelle parole non le ho scritte mica io di mia iniziativa, ma le ha dette a me un suo collega, sebbene con specializzazione diversa.
Mi sembrava d'esser stato chiaro a riguardo. Se poi lei non è d'accordo, trovandolo un discorso privo di senso, è pure legittimo, ma non è qualcosa di cui dovrebbe discutere con me quanto col neurologo. Io ho solo riportato quanto mi è stato detto a visita.
Come ho già scritto, mi sembra ostile in maniera gratuita. Io non ho problema ad ammettere che due professionisti possano avere idee diverse, capita molto spesso.
Mi pare di capire che lei sia molto orientato all'uso dei farmaci che non possono essere sostituiti da una psicoterapia, ma semmai affiancati. Va bene. Io ho scritto solo che vorrei aspettare prima di assumerli. Non mi sembra reato. Che lei possa essere in disaccordo è plausibile, ma non faccia passare il messaggio per cui io demonizzerei l'uso di antidepressivi e benzodiazepine: che uno aspetti prima di risolversi a farlo non significa che in caso di insuccesso con la psicoterapia non li prenderebbe.

[#8] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sono semplicemente orientato ad evitare luoghi comuni che non hanno alcun fondamento. In questi luoghi comuni è compresa la contrapposizione o differenziazione tra farmaci e non farmaci.

Io commento quel che mi riporta, non è che sto criticando il suo pensiero.
Dr.Matteo Pacini
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