Utente cancellato
Buongiorno a tutti.
Scrivo perchè ho paura ad assumere il farmaco in questione: abilify a 2,5 mg al giorno.
Ho provato a prenderlo per un periodo la scorsa estate, ma poi l'ho interrotto su parere dello stesso medico che ora me lo ripropone.

Soffro di disturbi alimentari da 20 anni, trasformatisi nel corso del tempo.
Nell'ultimo periodo essenzialmente mangio tanto senza alcuna forma di compensazione. A volte bevo anche un po' troppo. Inoltre, nel corso degli utlimi anni mi sono state fatte una serie di diagnosi su un non ben specificato disturbo dell'umore: bipolarismo, disturbo ossessivo-compulsivo, ciclotimia.
Il mio attuale psichiatra propende per la diagnosi di ciclotimia.

Ciò che lamento ormai da tempo, non sono sintomi specifici, quanto una più generale mancanza di direzione nella mia vita. Non mi spaventa e non mi preoccupa il disturbo alimentare che ormai so solo essere uno sfogo per le sensazioni più angoscianti che provo quotidianamente,
Non sono particolarmente triste o abulica, ma raggiungo picchi di umore molto bassi quando mi ritrovo sola a pensare alla mia personale situazione.

Essenzialmente mi sento fallita perchè non sono riuscita a raggiungere nulla nella mia vita professionale, Ma se mi si chiede cosa di preciso volessi raggiungere non so rispondere. So solo che avrei voluto sentirmi capace e realizzata.
Ogni decisione che riguarda il mio personale percorso mi causa un'ansia incommensurabile e mi ritrovo ore, giorni, mesi a rimuginare su quale sia la strada più giusta da prendere. Quando questo loop di pensieri diventa ingestibile, quando non vedo una via d'usicta da questo mio personalissimo inferno, inizio a piangere disperatamente, a urlare, ad agitarmi Questi episodi possono durare per ore senza che io trovi la voglia o la forza di fermarmi. C'è da dire che non sono episodi frequentissimi e che sto comunque cercando di risolvere i miei dubbi in maniera "normale", con l'aiuto di altre persone.

Non riesco a capire cosa voglio perchè non riesco assolutamente ad entrare in contatto con me stessa. e mi chiedo allora, a cosa potrà mai servire il farmaco per questa condizione?
Secondo Voi, a seguito di quel che sono riuscita a raccontare qui, è necessario che io lo assuma o esistono strade alternative?

Vi ringazio.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La terapia è stabilita dal curante sulla base della valutazione diretta.

Il dosaggio è certamente basso per cui potrà essere oggetto di rimodulazione.

L'indicazione al trattamento è quella prevista per l'uso del farmaco che viene prescritto.

Dr. F. S. Ruggiero

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