Utente 455XXX
Buongiorno, gentili medici. Ringrazio in anticipo chi, eventualmente, risponderà. Sono in cura da uno psichiatra per un d. bipolare "di spettro", con Abilify 10 mg, al giorno, e Rivotril in gocce per dormire, al bisogno.

La precedente psichiatra, che mi seguiva al Csm, ora in pensione, mi disse, durante una visita, d'avermi trovata in "stato stuporoso": ricordo che non parlavo e non rispondevo alle domande, durante la visita, ed era come se fossi "persa nei sogni"; ogni tanto mi riconcentravo sulla realtà "materiale" ed era come se avessi la tendenza a perdere l'attenzione; ascoltavo le domande, ma non trovavo nella mente le parole giuste per rispondere, quindi prendevo tempo, ma ciò sembrava aumentare le mia difficoltà a rispondere.

Non chiesi spiegazioni su che fosse uno "stato stuporoso" a lei, ma al suo successore, molto tempo dopo, il mio attuale psichiatra, che però non mi fornì mai una spiegazione chiara. Inoltre, le ricerche su internet non aiutano, ma confondono ancora di più.

Qualcuno sarebbe, per favore, così gentile da spiegarmi in che consista uno "stato stuporoso" in un disturbo psichico? Sono un po' preoccupata perché ultimamente tendo a "estraniarmi", a perdermi in fantasie, e non so se sia la stessa cosa, o qualcosa di simile. La mia visita di controllo è ancora da fissare, ma penso che la avrò tra un mese circa (ho già telefonato).

Grazie, ovviamente!

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Si tratta di una situazione in cui la persona risponde agli stimoli sensoriali di base tipo il dolore etc ma spontaneamente non si muove (muove gli occhi magari) e non parla, non risponde alle domande etc.
Sa dove si trova ma non agisce né interagisce, se non ad un livello di base, come ritrarsi da uno stimolo doloroso.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 455XXX

In quella visita, non rispondevo alle domande e non mi muovevo, ma con gli occhi sì - li spostavo. Avevo la mente "semivuota" e difficoltà nel tradurre i miei pensieri lenti per via verbale. Ripensandoci, il non rispondere, ora, mi pare essere stato una sorta di "eccentricità", o bizzarria: era come se stessi giocando, non so nemmeno dire perché.

Il fatto che mi perda in fantasie spesso, estraniandomi, potrebbe essere, quindi, uno stato stuporoso? Quando mi "allontano" dalla realtà, non ne sono consapevole: è quando "torno in me" che mi preoccupo.

Una domanda: la mia diagnosi è bipolare, di spettro. Il fatto di avere e avere avuto (forse) stati stuporosi, potrebbe orientare verso una diagnosi più precisa o addirittura di diverso tipo?

Ultima domanda - una curiosità, in realtà: come fa lo psichiatra, durante la visita, a verificare che si tratti proprio di stato stuporoso? Provoca stimoli sensoriali di base, come quelli dolorosi, se necessario? Non mi sembra proprio la mia psichiatra l'abbia fatto, ma forse ha osservato comunque la mia risposta a stimoli di base.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Il fenomeno può avvenire in diversi disturbi, in maniera così estemporanea, cioè dopo aver iniziato una visita in maniera anche normale, è difficile da dire. Persone che vengono già in quello stato, possono avere in corso una psicosi, un disturbo dissociativo in fase però acuta, una depressione particolarmente marcata, un disturbo da stress post-traumatico quando si invita la persona a rievocare le situazioni del trauma etc.

Lo psichiatra la vede che che non si muove, sta magari una posa fissa, come se lo facesse apposta tipo statua di cera, poi un po' muove gli occhi, magari ha un'espressione fissa tipo maschera, e però per dire se uno schiocca le dita sbatte le palpebre e ha una scossa.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 455XXX

Grazie. Lei è davvero gentile, a fornire lumi in materia alla sottoscritta.

È probabile io abbia avuto una depressione, in quel periodo, con psicosi: giunsi alla visita già in stato stuporoso (credo) perché passavo le mie intere giornate in quel modo.

Resta da vedere se la diagnosi di "d. bipolare di spettro", l'attuale, sia esatta, e non sia invece altra psicosi (avevo aperto un consulto precedente, infatti, su questo tema).

Chiederò al mio psichiatra d'adesso, appena lo vedrò, a che punto sia la definizione della mia diagnosi: a volte ho l'impressione che lo sappia, ma non voglia spiegarsi. Mi fido di lui, tuttavia, perché il compenso psichico raggiunto è diventato, da quando mi segue, davvero molto buono.

A presto... e al prossimo consulto, in caso. Non ho altre domande, per ora. Ad maiora, dottor Pacini.