Utente 459XXX
Buonasera gent.mi dottori,
sono un ragazzo di 27 anni e ormai da troppi anni ho disturbi ansia portati da particolari ossessioni, inizialmente vi era quella dell'omosessualità (per fortuna superata) che poi negli anni si è trasformata in paura di non riuscire a gestire lutti ed infine quella di morire a causa di una malattia grave. Ho seguito per 5 anni una terapia con sertralina per poi passare alla fluvoxamina 100 mg/die ed infine Anafranil 75 mg/die. Durante il periodo di assunzione della fluvoxamina ho avuto forse la peggiore ricaduta depressiva che potessi avere e questo ha spinto il medico a farmi cambiare il farmaco nei primi giorni di giugno 2018. Da quando ho iniziato ad assumere l'anafranil le cose sono leggermente cambiate, ho cominciato anche un percorso di psicoterapia che però fondamentalmente non trovo utile (durante le sedute parlo solo io), tuttavia ho cominciato ad avere numerosi sbandamenti, vertigini e sensazione di vuoto mentale a volte accompagnate da una forte tensione nervosa il tutto condito dallo svilupparsi di una forte miodesopsia ad entrambi gli occhi che mi hanno spinto a chiedere l'intervento del medico il quale ha ipotizzato che le cause di queste sensazioni sgradevoli potessero essere dei "refusi" di panico e quindi mi ha fatto aggiungere 10 gtt di Escitalopram al giorno. Le cose non sono per nulla cambiate, anzi la tensione nervosa è ulteriormente aumentata. Dopo circa un mese sono tornato dal medico che mi ha consigliato di dimezzare la dose di entrambi i farmaci e valutare quali fossero i cambiamenti nel raggio di 48 ore e poi di aggiugere il Depakin. Ho seguito il suo consiglio di dimezzare i farmaci e dopo le 48 ore dal dimezzamento non ho sentito nessuna variazione e questo mi ha portato a non assumere il depakin (non so a cosa serva e neanche il perché me l'abbia prescritto). Dopo due settimane dal dimezzamento ho deciso mea sponte di sospendere l'anafranil e di ridurre a 4 gtt l'escitalopram per poi sospendere anche quest'ultimo dopo ulteriori 2 settimane. Oggi è una settimana che non assumo più alcun tipo di psicofarmaco. Purtroppo mi sono sempre vergognato di dover essere costretto ad assumere degli psicofarmaci (odio vergognarmene) tanto da arrivare a pensare che l'assunzione di questo tipo di farmaci potesse in qualche modo danneggiare il cervello, inoltre ho deciso di non assumere il depakin poiché mi è stato sconsigliato da molte persone, secondo loro può provocare danni al fegato.
In queste settimane sto combattendo contro i sintomi da sospensione che però, insieme al problema agli occhi, mi stanno facendo vivere davvero male. Mi sveglio al mattino con un angoscia tremenda e un'agitazione fortissima (tremori e brividi come se avessi sempre freddo) che mi porto dietro tutto il giorno, faccio anche fatica a parlare. Ho sbagliato a sospendere la terapia? Come posso accettare l'idea di dover assumere nuovamente degli psicofarmaci? A volte penso di aver perso capacità intellettuali e questo mi distrugge

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
ISCHIA (NA)
TARANTO (TA)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Prenota una visita specialistica
Ha sbagliato a non seguire le indicazione e ciò la espone a ricadute nel breve termine.


Dr. F. S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
http://www.francescoruggiero.it
http://www.psichiatra-psicoterapeuta.it

[#2] dopo  
Utente 459XXX

Buonasera, la ringrazio per la risposta. E' quello che temevo, tuttavia il fatto che mi sia stato prescritto un ulteriore farmaco senza spiegarne il motivo e soprattutto gli effetti che questo può avere sull'organismo e soprattutto in due minuti di coloquio (non esagero) non è "eticamente" e "professionalmente" sbagliato? Premetto che le consulenze mediche che ho avuto sono state svolte completamente a titolo gratuito. Sinceramente non mi è mai stata fornita una diagnosi sul disturbo, ma semplicemente mi è stato detto che sono propenso a farmi delle gran "seghe mentali" (mi scuso per il termine, ma è proprio la diagnosi che mi è stata fatta) e questo non ha assolutamente aiutato ad accettare l'idea di assumere dei farmaci, si voglia anche per ignoranza, scetticismo e soprattutto vergogna personali. Comunque ho intenzione di rivolgermi ad un altro medico.