Utente 481XXX
Salve gentili Dottori,
sono qui per esporvi un mio dubbio sull'azione di un farmaco che assumo da due mesi.

Il famaco in questione è Haldol (aloperidolo) 2%, che ho assunto con regolarità dal 7 febbraio con dosaggio di 2+2+3 gocce al giorno per un totale di 0,7mg al giorno.
Il farmaco in questione mi era stato prescritto per una forte derealizzazione/depersonalizzazione causata, secondo i medici psichiatri che mi hanno visitato, dall'ansia.
Ho assunto ed assumo inoltre EN (delorazepam) in 10 + 20 gocce (mattino e sera).

Devo dire che, ad oggi, seppur assunto a basso dosaggio (ironicamente è stato definito omeopatico) ha fatto il suo lavoro ed i sintomi dissociativi si sono attenuati di molto.

In questo periodo sono inoltre stato in cura (e continuerò ad esserlo) da una psicoterapeuta, ed ho inoltre effettuato un test MMPI (su richiesta del medico psichiatra) per l'esecuzione di una diagnosi differenziale ed escludere patologie psicotiche (in quanto non ho mai presentato sintomi prettamente psicotici, quali allucinazioni o simili).

Va precisato che la psicoterapeuta e la psichiatra che mi seguono attualmente concordano su una mia presunta caratteristica quale è la plusdotazione, infatti questo disturbo di derealizzazione mi ha portato ad analizzare così tanto i signiicati dell'esistenza (con studi, libri, riflessioni...), finchè lo vivevo, da aver accentuato i miei dubbi sulla realtà che già preesistevano ed aver sviluppato una vera e propria ossessione (chi siamo? cosa facciamo qui? da dove veniamo? siamo certi che tutto non sia un illusione?)...nonostante ora non presenti veri e propri sintomi dissociativi. Per questo ho parlato di attenuazione e non di guarigione.

Nelle ultime due settimane ho notato un forte calo dell'umore, ma veramente molto forte, come una depressione, un appiattimento ed indifferenza agli stimoli che sorgeva in maniera casuale (ma veramente casuale, in situazioni del tutto insignificanti) ma sempre in concomitanza della vicina assunzione di aloperidolo (al mattino mi svegliavo abbastanza tranquillo, la sera andavo a letto totalmente depresso). Ho quindi subito pensato che potesse essere un effetto collaterale: si legge che i neurolettici, su soggetti non psicotici (quindi con una chimica 'stabile'), generano questo effetto di estremo appiattimento.

Da un paio di giorni ho quindi ridotto il farmaco passando da 0,7mg a 0,4mg (1 + 2 + 1), dopo consulto con psichiatra.
Questa 'depressione immotivata' è sparita, e devo dire che mi sento meglio anche su molti altri fronti, sono meno 'ottundito', mi sento più presente, con un umore migliorato, ma progressivamente durante il giorno mi sento estremamente energico, quasi come se stessi sviluppando delle manie.

Possono questi sintomi di depressione prima, ed energia estrema dopo, essere correlati, rispettivamente, ad una dose errata di aloperidolo (troppo alta) seguita da una lieve riduzione (di 0,3mg)? Oppure trattasi di aspetti correlati ad ulteriori patologie?

Grazie.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La dose è bassa, coerentemente con il fatto che la sua diagnosi non era di psicosi maggiore, se si fa riferimento alla diagnosi di derealizzazione (che spesso ha a che fare con il disturbo ossessivo). L'MMPI non serve per far diagnosi, se mai per orientarsi sul tipo di problemi riferiti.
L'effetto che riferisce è possibile anche a basse dosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 481XXX

Gent.mo Dr. Pacini,
grazie per la tempestiva risposta.

Tuttavia mi appare un po' 'vaga'...
vorrei capire se Lei pertanto non ritiene che questo susseguirsi di:
- depressione improvvisa dopo due mesi con Haldol 0,7mg
- riduzione farmaco a 0,4mg
- momenti di elevata energia (quasi manie) con 0,4mg
sia riferibile ad ulteriori patologie come il disturbo bipolare.

Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Non posso che partire dal presupposto della diagnosi che ha riportato, che è di derealizzazione etc, non di bipolarismo.

La dose è comunque bassa, che sia 0,7 o 0,4 mg.

Gli effetti si possono avere anche a dosi basse, così come gli ha descritti Lei.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 481XXX

Buongiorno gentili Dottori e gentile Dott. Pacini,
ho appena terminato la mia visita di controllo in cui la mia psichiatra ha confermato la volontà di scalare e sospendere Haldol (in due settimane, visto il dosaggio già basso) ed inserire invece un nuovo farmaco, ovvero Invega da 3mg una volta al giorno.

Haldol stava cominciando, oltre agli effetti riportati in precedenza su questo consulto, a darmene di nuovi come ad esempio uno strano movimento oculare (tipo vibrazioni).

Nonostante io sia ora fiducioso in questo farmaco Invega, sicuramente di altra generazione rispetto ad aloperidolo, vorrei un vostro gentile parere sul suo inserimento.

Il timore della psichiatra è un ritorno dei sintomi dissociativi ed un aggravarsi del rimuginio esistenziale che già ho: ritengo che con la psicoterapia, la mindfulness ecc. tutto stesse procedendo per il verso giusto: era proprio il caso di inserire un farmaco simile, con tutto ciò che comporta?

Ricordo che la diagnosi nulla ha a che fare con episodi psicotici, deliranti o altro ma soltanto di ansia aggravata da pesante derealizzazione e depersonalizzazione (ormai attenuatesi di molto).

Grazie.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Si tratta comunque di un farmaco similare
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 481XXX

Gentile Dott. Pacini,
Come sempre la ringrazio per la tempestiva risposta.

Si tratta certo di un farmaco similare, sebbene atipico, ma rispetto alla dose precedente di Haldol che ero certo essere molto bassa e praticamente priva di effetti collaterali pesanti, come vanno inquadrati 3mg di Invega?

Rappresentano un maggior pericolo di incidenza di effetti collaterali sull'umore, sulla sfera sessuale, ecc. oppure sono relativamente 'sicuri' quanto la bassa dose di Haldol che già assumevo?

La prego di capire la mia preoccupazione.
Grazie.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Nel paragone con la dose di haldol, direi un'azione più potente.
Dr.Matteo Pacini
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