Utente 530XXX
Buonasera,

ho 33 anni e premetto che non ho mai sofferto di particolari disturbi, anche se sono da sempre ansiosa e ipocondriaca.

Un paio di mesi fa (in concomitanza con cambio di lavoro imminente e a distanza di pochi mesi da una interruzione di gravidanza) ho cominciato ad avvertire tremori e debolezza agli arti, al punto da essermi convinta di avere sclerosi multipla o morbo di parkinson (da poco diagnosticato a un mio caro familiare). Dopo qualche settimana, tali sintomi hanno lasciato il posto a: episodi di derealizzazione e depersonalizzazione, sensazione di non provare più emozioni e di distacco da tutto (sento le parole uscire da sole dalla mia bocca senza accorgermi di averle pensate), testa confusa, mancata percezione del tempo, ricordi annebbiati e altre sensazioni strane che io stessa faccio fatica a descrivere; continui flash back del passato (ricordi belli della mia infanzia/adolescenza), pianto incontrollato, nostalgia, perdita di senso e interesse verso le cose che prima mi piacevano (l'unica cosa che riesce a catturare la mia attenzione è la lettura su internet di forum e pagine dedicati alle malattie psichiatriche), insonnia e inappetenza nelle giornate peggiori; a questo si aggiunge una paura costante di impazzire, di non essere più in grado di amare le persone della mia famiglia e una continua ruminazione su ogni cosa (sono davvero io che parlo? perché esisto? perché voglio bene ai miei genitori?) .

Nella disperazione più totale, sono stata visitata da uno psichiatra a Milano che mi ha diagnosticato un disturbo di ansia dello spettro panico fobico associato a una lievissima forma di depressione reattiva, escludendo in maniera decisa che possa trattarsi di una malattia psichiatria di altro tipo e consigliandomi un percorso di psicoterapia, che sto già portando avanti da un mese (4 sedute). Diagnosi condivisa dalla psicoterapeuta (lei dice che in questo momento i miei pensieri e le mie emozioni sono malati, non la mia mente).

Ho estrema fiducia nelle persone che mi stanno seguendo ma sono tuttora terrorizzata di non tornare come prima, dai pensieri e dalle sensazioni che provo, dalla paura di impazzire e non riuscire più ad avere una vita normale, dando per altro enorme dispiacere alla mia famiglia che amo.

In alcuni giorni mi sembra di stare meglio, in altri mi faccio prendere dal panico e assecondo tutte i pensieri assurdi che mi balenano nella testa e ripiombo nella paura. Da ieri per esempio sono convinta che il mio distacco dalla realtà, unito alla mancanza di emozioni, sia prodromico di una forma schizofrenica e ho il terrore di sentire le voci (mai successo prima, a prima una vocina interna che a volte mi provoca).

Come faccio a essere sicura che guarirò, che non impazzirò e di non essere/poter diventare schizofrenica? La mia terapeuta è in ferie e la rivedrò a settembre, non riesco ad aspettare così tanto per rifarle (ancora una volta) questa domanda.

Grazie in anticipo a coloro che volessero darmi una riposta.
A.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sarebbe opportuna l’introduzione di una terapia farmacologica per una riduzione dei sintomi in modo più deciso anche per evitare che i sintomi possano peggiorare nel tempo.


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[#2] dopo  
Utente 530XXX

La ringrazio per la tempestiva risposta.

Cosa vuol dire che i sintomi possono peggiorare nel tempo? Che avrò episodi psicotici con perdita totale del senso della realtà? Posso diventare pericolosa per me stessa e per gli altri?