Utente
buonasera,
abbiamo sostituito lo zoloft 50mg compresse con quello in gocce 20mg/ml a mia nonna per una depressione post traumatica, perchè riusciva a sputare la pasticca (ne deve prendere una al giorno), ma non ci è stata indicata la quantità di gocce da somministrarle.
la pipetta è numerata e c'è scritto 50mg (in pratica è una pipetta piena).
questa mattina le abbiamo dato la prima dose in gocce seguendo le indicazioni della pipetta, ma ho paura di sbagliare, qualcuno sa dirmi se l'equivalenza è giusta?
inoltre ho notato che da quando assume il farmaco (fino ad ora saltuariamente perchè spesso ha sputato e nascosto la pasticca) le sono spuntate delle aree rosse sulle gambe, tipo petecchie, degli accumuli di sangue che spesso si sono anche rotti da soli causando lievi sanguinamenti.
ho inoltre notato che le vengono spesso ematomi idiopatici, sulle braccia, sui polsi, il medico di base ci ha detto che non c'entra il farmaco e che è un normale segno dell'età avanzata (88 anni).
devo preoccuparmi?
inoltre spesso le vengono ulcere ai lati della bocca, e lamenta bruciore di stomaco (di cui ha sempre sofferto).
non assume gastroprotettori, sarebbe indicato?
oltre allo zoloft 50mg 1cp al gg al mattino, la terapia prevede 3 gocce di rivotril la sera prima di andare a letto.
grazie per l'attenzione

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Dr.ssa Franca Scapellato

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Da quanto dice la sua nonna (di quanti anni?) se sputa la compressa, non è collaborante. Perché? Non è d'accordo sulla terapia, è confusa, ha un deterioramento?
La diagnosi di disturbo post traumatico, o di depressione (non esiste la depressione post traumatica) è stata fatta da uno specialista?
Petecchie ed ematomi sono un effetto collaterale possibile con sertralina e neanche molto raro. E' possibile anche un sanguinamento a livello gastrico.
La sua nonna assume farmaci per altre patologie?
Il consiglio che posso dare è di rivolgersi prima di tutto a un geriatra per valutare la situazione organica complessiva, e successivamente a uno psichiatra.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente
Gentilissima dottoressa,
Innanzitutto la ringrazio per la pronta risposta, mia nonna ha 88 anni, e ha intrapreso questa terapia dopo la morte di uno dei suoi figli, lei dice di non voler prendere la compressa perché crede che questa compressa la fará vivere più a lungo, ma lei dopo l'accaduto vorrebbe solo raggiungere il figlio, oltretutto lei, che ha sempre goduto di ottima salute, ora ha grossi problemi di memoria, dimentica il quotidiano, sebbene ancora riconosca i suoi figli e sia in grado di cucinarsi e svolgere da sola le cose domestiche (per quel che riesce). Le confermo che la diagnosi è stata fatta da uno specialista (psichiatra) che dice che ha una depressione causata dal trauma della morte del figlio. Oltre allo zoloft e al rivotril , assume vitamina D 50000 ogni 15 giorni ,ketoprofene sale di Lisina al bisogno, poiché a volte ha dolori alla cervicale, mal di testa e dolore alle ossa,(ha subito operazione al femore per rottura e si è operata entrambe le spalle con inserimento di protesi) e riferendo spesso questi bruciori gastrici nel corso della scorsa settimana le abbiamo dato due volte una bustina di biochetasi.

[#3]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ora è più chiaro, grazie.
Il lutto diciamo "normale" per una perdita così grave ha una durata di mesi, durante i quali la persona in lutto spesso si lamenta, piange e può anche esprimere la speranza di morire per ricongiungersi a chi non c'è più. Occorre distinguere una ideazione suicidaria dall'espressione naturale di un forte dolore.
Se la nonna riesce a svolgere le attività quotidiane, pur piangendo spesso o lamentandosi, è importante non farla sentire sola, permetterle di parlare della sua perdita, aiutarla a riordinare le foto o accompagnarla al cimitero se questo la conforta.
L'antidepressivo nelle prime 2-3 settimane non è efficace, inizia a fare effetto più avanti. Per il rivotril, che è a un dosaggio bassissimo, bisogna vedere se riesce a farla dormire, perché se il sonno è disturbato anche la capacità di concentrazione (che nel depresso è già scarsa) peggiora.
Occorre segnalare allo psichiatra il problema degli ematomi e petecchie, e il bruciore gastrico. La pipetta è predosata, quindi la dose è adeguata, ma, ripeto, occorre valutare gli effetti collaterali.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente
La ringrazio dottoressa, sentiremo subito lo psichiatra, le assicuro che non è facile gestirla poiché sebbene lei riesca a fare ancora le sue cose, avrebbe a mio parere bisogno di qualcuno in casa, che le faccia compagnia, che l'aiuti soprattutto a fare la doccia e che possa farla svagare un po', noi per quello che possiamo cerchiamo sempre di trascorrere del tempo con lei, di portarla al cimitero ma credo che ciò non sia sufficiente. Per quanto concerne la sua volontà di morire credo che sia solo frutto del dolore, la perdita è avvenuta circa 7 mesi fa e lei ha iniziato la terapia qualche settimana dopo. Ci siamo accorti del fatto che lei sputasse la pasticca proprio perché nei giorni in cui la prendeva era euforica, rideva, spesso anche per cose semplici, mentre quando non l'assumeva riprendeva con i pianti e le lamentele. Vedremo cosa dirà lo psichiatra, nel frattempo la ringrazio infinitamente per la consulenza e le auguro una buona serata