Possibile esordio schizofrenia?

Premessa:Ho già avuto un consulto ma i miei sintomi peggiorano e non so veramente dove sbattere la testa) Salve a tutti, sono un ragazzo di 18 anni.
Vi spiego più nel dettaglio cosa mi sta succedendo.
Da 2 mesi a questa parte la mia vita è stata totalmente stravolta.
Il tutto è partito da una sensazione opprimente di ansia e nodo allo stomaco/gola e uno stato continuo di malessere, disorientamento, anedonia, agitazione notturna e insonnia.
Ho avvertito tali sensazioni precisamente 1 settimana dopo aver fumato l'ultima canna della mia vita (la quale mi ha provocato depersonalizzazione/deralizzazione a livelli estremi e panico assoluto, anche se non sono andato in pronto soccorso e non ho detto nulla ai miei, avevo troppa paura di dire che avevo fumato anche se un po si notava.
L'ho gestita da solo anche se il tempo sembrava non passare e non so nemmeno io come abbia fatto a non MORIRE) Giorno dopo giorno la sensazione di ansia e malessere generale si è trasformata in una serie di sintomi che pian piano si sono presi la mia vita e che sono presenti ormai da circa 2 mesetti.
Sono tutti i sintomi negativi, cognitivi e sintomi di base della schizofrenia (dico così proprio perché informandomi sulle fasi della schizofrenia e dell'ingresso nella psicosi descritte da Konrad e da altri illustri psichiatri mi ci rivedo in pieno, poiché all'inizio la persona possiede ancora la consapevolezza (l'insight) che qualcosa stia cambiando drasticamente) I sintomi sono i seguenti:senso di estraniamento dalla realtà con disorientamento, percezioni del tempo e dello spazio alterate (le giornate sembrano durare niente e sembrano tutte uguali) e quando esco mi sembra di essere sperduto (es:come se fossi un bambino in un bosco e avessi paura), mancanza di scopi, anedonia, apatia, terribile appiattimento affettivo dove il significato affettivo delle cose sembra essere scomparso e non riesco più a provare affetto e amore con gli altri, facile distraibilita', lentezza e fatica nel pensare, ragionare e riflettere soprattutto su concetti astratti e complessi ma anche su cose semplici (sento proprio di essere meno brillante, creativo e spigliato di prima) memoria a breve termine e memoria di lavoro molto compromessa quando prima mi bastava leggere e ricordavo tutto perfettamente, difficoltà a trovare le parole giuste molte volte, blocchi emotivi, senso di vergogna e imbarazzo a stare con gli altri come se non fossi spontaneo, comportamenti non finalizzati e molte volte mi sento disorganizzato nel fare le cose (come se avessi perso la coordinazione) e la cosa che più mi rende impossibile vivere è l'insepressivita' mi sento come se la mia personalità si fosse spenta e le mie reazioni davanti alle cose mi risultino mooolto dissonanti e innaturali.
Quando sono in posti dove ci sono persone è come se mi dessero quasi fastidio ma non capisco il perché.
Mi sento come bloccato in un mondo tutto mio dove gli altri vanno avanti e io sto regredendo.
CONTINUA
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Dr. Giovanni Portuesi Psichiatra, Psicoterapeuta 504 30 1
In linea teorica l' assunzione di cannabinoidi può scatenare un disturbo psicotico prolungato. Tuttavia lei descrive le modalità delle fasi prodromiche della schizofrenia, mentre appare verosimile che i disturbi psicotici che esordiscono con l' assunzione di cannabinoidi abbiano da subito una componente dispercettiva più pronunciata di quello che lei descrive.
Quello che è certo che con la teoria non si va lontano. Lei riferisce dei sintomi che comprensibilmente la preoccupano, una serie di disturbi ansiosi e dei fenomeni forse di depersonalizzazione che di per se non sono segni di una psicosi. Mi sembra che un colloquio con uno psichiatra, pubblico o privato sia certamente utile, con la garanzia di un assoluta riservatezza.

Dr Giovanni Portuesi

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dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta dottore. Volevo però continuare con la descrizione della situazione giusto per avere un'ultima delucidazione. Prima di fare uso di cannabis la mia storia di amore si era bruscamente interrotta e ne ho sofferto si, a volte ci pensavo e piangevo o mi innervosivo(ma la mia vita andava avanti benissimo, mi allenavo, mangiavo bene, adoravo stare in compagnia, parlavo ridevo e scherzavo normalmente ed ero carismatico, la mia presenza si notava sempre insomma una vita normale e mai avrei immaginato di ritrovarmi così). Ho perso il senso dell'io, il senso di continuità della vita e non riesco più a metabolizzare le giornate perché sono troppo veloci e non mi sento partecipe di ciò che sto facendo. Ho perso la mia personalità e sono emotivamente impacciato e distaccato, e questo ovviamente si vede tanto ormai dall'esterno, sento i rumori e sobbalzo li sento come amplificati, ho la vista appannata ed è come se non vedessi come prima(cioè il campo visivo è meno ampio e sembra che le cose mi vengano addosso) le mie reazioni emotive sono attuite e questo intacca ogni aspetto della mia vita, a tal punto che non posso più fare amicizie(già con le vecchie amicizie mi sento in imbarazzo), corsi o stage lavorativi perché sono ridotto in questo modo anormale e ho solo 18 anni,il momento migliore della vita dove in teoria si dovrebbe essere al top della prestazione mentale. Mi sento già malato e demente,senza iniziativa, scopi e incapacità di portare a termine le cose, di parlare a modo e di farsi valere, come se stessi sopravvivendo e non vivendo, come se fossi uno spettatore passivo della mia "vita" e come se avessi perso la mia indipendenza, il senso critico verso il mondo e la capacità di adattarsi alle situazioni sociali. non sento più la pelle d'oca, e non avverto nemmeno più il timore di morire. non mi sento più umano. E soprattutto sto riscontrando deficit e ritardi cognitivi non da poco,io che fino a due mesi fa ero pronto a ricominciare con la scuola per prendermi il diploma, poi la patente ecc... Perdoni la prolissità ma è inumano continuare così, sono un giovane che fino a due mesi fa stava vivendo normalmente e che aveva per la testa sogni e obiettivi e che ora è ridotto così senza un motivo,in una condizione familiare che è già stressata per il lavoro e mio fratello piccolo e adesso ci manca pure un malato in casa(perché ormai è questo che sono e non capisco il perché).
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 35,4k 847 56
La perseverazione sulla descrizione si costituisce come un sintomo che richiede l'attenzione di uno specialista che possa valutarla direttamente e trattare il suo disturbo in modo specifico e continuativo.


Dr. F. S. Ruggiero


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Dr. Giovanni Portuesi Psichiatra, Psicoterapeuta 504 30 1
Rilevo che lei ha voglia di parlare. Questo fatto, unito al suo profondo disagio per qualcosa che sta avvenendo in lei mi sembra un indicazione per dei colloqui con uno specialista psichiatra . Se non altro sarà lui a preoccuparsi eventualmente al posto suo, lasciando libero lei di vivere le cose che la disturbano e di condividerle con più spontaneità.

Dr Giovanni Portuesi

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 36,7k 888 269
La sua autodiagnosi può tranquillamente lasciarla perdere, è esattamente ciò che non va fatto. Ha già esposto la questione, ed è bene che vada da uno psichiatra per farsi consigliare come curare questo stato di preoccupazione che la guida.
Anziché andarci sta finendo a occupare il tempo a ripetere le descrizioni con inutili dettagli dell'oggetto delle sue paure, che crescono quanto più ci pensa e ne scrive. E nel tempo magari si convince che la soluzione sia che gli altri le dicano se la sua autodiagnosi è vera o no, anziché farsi curare.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Visite e Consulti Skype : "Studio Psichiatrico Pacini"

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