Tristezza serale e dipendenze

Buongiorno, e grazie per il servizio che mettete a disposizione.

Ho 34 anni, un bel lavoro che complice la pandemia svolgo e svolgerò da casa.

Sono da sempre una persona introversa, sensibile e incline alla tristezza.
Ho vissuto dai 14 anni fino ai 22 praticamente senza amici e interazioni sociali se non quelle a scuola.

Passavo il tempo chiuso in casa su internet.

All'età di 22 anni ho avuto la fortuna di conosce durante un corso di formazione delle persone meravigliose che mi hanno praticamente costretto ad uscire di casa, a frequentarli e vivere come un ragazzo di, appunto, 22 anni.

Ero felicissimo ma la mia "fobia sociale" iniziò in quel momento a farmi bere.
Ogni volta che uscivo bevevo per acquisire sicurezza.

Fin da piccolo ho sempre avuto problemi di autostima, sono sempre stato "cicciotto" e ho avuto un fratello maggiore che tutt'ora non ha mai espresso una parola carina nei miei confronti, anzi.
Mi ha sempre apostrofato con nomignoli tipo: grasso, pirla, merda, etc.

Da fuori qualcuno potrebbe dire che lo fa scherzando, ma sentirsi ripetere determinate parole fin da quando si è dei bambini, almeno nel mio caso, cambia.


A 27 anni ho conosciuto una ragazza, me ne sono innamorato follemente e grazie a lei non ho più avuto bisogno di nulla.
Alcol, uscite sconsiderate.
Nulla.

Quell'amore mi ha dato la forza di essere me stesso, di viaggiare, ha allontanato quella pigrizia umorale che mi ha tenuto incollato alla sedia davanti al computer per anni.

Poi la batosta, dopo 3 anni ho scoperto un tradimento.
L'ho perdonata, però da quel momento ho iniziato a fare uso di cannabis.
Prima una volta ogni tanto, poi una volta al giorno.
Alla fine ogni giorno, più volte al giorno.
Mi aiutava a superare la sera, momento in cui da diversi anni arriva una tristezza infinita che non riesco a spiegarmi, che non riesco a ricondurre a nulla.
Sono triste e basta.

E siccome convivo con la mia ragazza, siccome lei crolla emotivamente se mi vede silenzioso, che non riesco a parlare e sorridere come al solito, mi tiro su fumando.

Sono andato avanti così fino a prima della pandemia, poi non potendo "comprare" più nulla ho preso le prime lattine di birra al supermercato.

Risultato: dal'inizio della panedmia fino ad adesso, bevo praticamente tutti i giorni 1/1, 5 litri di birra ad altra gradazione.
In più, nelle poche volte in cui uscitamo ultimamente, esagero ancor di più.
Giusto una settimana fa sono "crollato" a letto bevendo una quantità enorme di alcol nel giro di 30 minuti, a pranzo, durante una festa.
Caduto, lividi ovunque.

Sono cascato da una dipendenza a un'altra, senza rendermene conto.
Solo che la prima mi faceva dormire e svegliare felice, l'alcol invece mi abbatte, mi rende nervoso.
So che il problema non è il tipo di dipendenza quanto la causa di queste dipendenze.

Non so come uscirne, non so proprio come uscirne.

Vorrei tornare a sorridere tantissimo, a far stare bene le persone intorno a me e a godermi un bel film senza il bisogno di dover essere ubriaco.
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 35,4k 847 56
Può rivolgersi al ser.d. Della sua zona per la presa in carico ed il trattamento.



Dr. F. S. Ruggiero


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