Fine di un’amicizia
È purtroppo finita un’amicizia tra me e la mia amica durata ben 8 anni.
Avevamo sviluppato un rapporto come tra due sorelle, non morboso, durante il quale abbiamo condiviso gioie, dolori, crescita personale
Io 47 anni, lei 34.
Ci siamo conosciute tramite il mio ex compagno che la corteggiava a mia insaputa, ed io, nel metterla in guardia da quel che era un narcisista patologico, ho iniziato questa amicizia.
Mai gelose l’una dell’altra, o almeno così sembrava.
Anche lei reduce da rapporti tossici, per cui tanto in comune è da raccontare.
Con passare degli anni abbiamo sviluppato una sorta di immunità da queste persone mentre la nostra amicizia si consolidava sempre più.
Mai un litigio, ma ho notato un suo lato del carattere che era un po’ tendente al controllo, ma non con me.
Forse perché sapeva già, conoscendomi bene, che non glielo avrei permesso.
Conosco un uomo, che inizio a frequentare, non escludendola neanche un po’, anzi, non solo glielo presento, ma cerco anche di inserirla tramite lui che ha dei negozi, nel mondo del lavoro.
Purtroppo per alcuni errori da parte di entrambi sul concordare date salta il rapporto lavorativo ancor prima di iniziarlo.
Lui ammette i suoi errori, lei no e pretende anche delle scuse da parte sua che avrei dovuto, secondo lei, obbligarlo a fare.
Le trovo un nuovo lavoro, stavolta in una palestra.
Le raccomando, essendo Luigi di pettegolezzi, di concentrarsi solo sul lavoro, ma di fa licenziare appunto perché inizia a spettegolare a destra e a sinistra.
Anche in questo caso, pretende che io litighi con il datore per come è stata trattata.
Lo faccio e purtroppo chiudo l’amicizia col titolare della palestra.
Qualche giorno fa mi arriva un suo messaggio dove dice che vuole interrompere la nostra amicizia poiché non ha percepito il mio supporto da amica.
Dice che avrei dovuto, nel nome della nostra amicizia, chiudere i rapporti anche col mio compagno, che oltretutto è anche mio allievo e che mi paga lo stipendio da personal trainer.
Mi sono limitata a spiegarle dove sbaglia, ma non sembra capire, non ammette mai di sbagliare e incolpa gli altri per tutto ciò che di negativo le accade.
Sono profondamente delusa, ma non ho nessuna intenzione di rincorrerla, vorrei solo capire se mi trovo davanti ad una specifica personalità.
Grazie.
Avevamo sviluppato un rapporto come tra due sorelle, non morboso, durante il quale abbiamo condiviso gioie, dolori, crescita personale
Io 47 anni, lei 34.
Ci siamo conosciute tramite il mio ex compagno che la corteggiava a mia insaputa, ed io, nel metterla in guardia da quel che era un narcisista patologico, ho iniziato questa amicizia.
Mai gelose l’una dell’altra, o almeno così sembrava.
Anche lei reduce da rapporti tossici, per cui tanto in comune è da raccontare.
Con passare degli anni abbiamo sviluppato una sorta di immunità da queste persone mentre la nostra amicizia si consolidava sempre più.
Mai un litigio, ma ho notato un suo lato del carattere che era un po’ tendente al controllo, ma non con me.
Forse perché sapeva già, conoscendomi bene, che non glielo avrei permesso.
Conosco un uomo, che inizio a frequentare, non escludendola neanche un po’, anzi, non solo glielo presento, ma cerco anche di inserirla tramite lui che ha dei negozi, nel mondo del lavoro.
Purtroppo per alcuni errori da parte di entrambi sul concordare date salta il rapporto lavorativo ancor prima di iniziarlo.
Lui ammette i suoi errori, lei no e pretende anche delle scuse da parte sua che avrei dovuto, secondo lei, obbligarlo a fare.
Le trovo un nuovo lavoro, stavolta in una palestra.
Le raccomando, essendo Luigi di pettegolezzi, di concentrarsi solo sul lavoro, ma di fa licenziare appunto perché inizia a spettegolare a destra e a sinistra.
Anche in questo caso, pretende che io litighi con il datore per come è stata trattata.
Lo faccio e purtroppo chiudo l’amicizia col titolare della palestra.
Qualche giorno fa mi arriva un suo messaggio dove dice che vuole interrompere la nostra amicizia poiché non ha percepito il mio supporto da amica.
Dice che avrei dovuto, nel nome della nostra amicizia, chiudere i rapporti anche col mio compagno, che oltretutto è anche mio allievo e che mi paga lo stipendio da personal trainer.
Mi sono limitata a spiegarle dove sbaglia, ma non sembra capire, non ammette mai di sbagliare e incolpa gli altri per tutto ciò che di negativo le accade.
Sono profondamente delusa, ma non ho nessuna intenzione di rincorrerla, vorrei solo capire se mi trovo davanti ad una specifica personalità.
Grazie.
(Risposta senza diagnosi cliniche perché ritenute non opportune)
Ciò che hai vissuto con la tua amica non è semplicemente un litigio tra due persone, ma la rottura di un legame che per molti anni è stato molto profondo, quasi familiare, e che ha richiesto da parte tua un investimento affettivo e pratico costante. È assolutamente naturale che tu senta delusione e amarezza: hai dato tanto, e lo hai fatto con sincerità.
Nel tuo racconto emerge con chiarezza che nel corso del tempo hai sostenuto la tua amica in moltissime situazioni, l’hai difesa, protetta e aiutata concretamente, persino trovandole opportunità lavorative e cercando di mediare quando qualcosa non andava. Il tuo è stato un atteggiamento responsabile, generoso e affettuoso. Lei, al contrario, ha mostrato una forte tendenza ad appoggiarsi a te, a chiederti implicitamente e poi esplicitamente di intervenire nelle sue difficoltà, di prendere posizione al suo posto, di schierarti sempre dalla sua parte anche quando questo comportava per te rischi, conflitti o la perdita di altri rapporti importanti. Questo modo di stare in relazione suggerisce una difficoltà a riconoscere i confini, a prendersi la responsabilità delle proprie scelte, a tollerare gli errori e le frustrazioni. Quando qualcosa non andava come lei desiderava, sembrava naturale attribuire la colpa all’esterno anziché guardare la propria parte nelle situazioni.
Nel suo comportamento si riconosce un modello abbastanza ricorrente: quando si sentiva capita e sostenuta tendeva a idealizzarti e a vederti come una presenza fondamentale; quando invece qualcosa la deludeva o la frustrava, la relazione passava rapidamente dalla vicinanza alla distanza, dalla fiducia alla rottura, senza passare per un confronto maturo. È una dinamica che non parla di cattiveria, ma di difficoltà emotive profonde: non è semplice per lei mantenere rapporti in cui ciascuno ha un proprio spazio, una propria autonomia e dei confini rispettati.
Quando tu hai iniziato a dedicare energie anche alla tua relazione sentimentale e alla tua vita personale, e quindi a proteggere i tuoi confini, lei ha percepito questo come una perdita di centralità. La sua richiesta finale, quella di interrompere addirittura il tuo rapporto di coppia come forma di solidarietà, è un esempio molto chiaro del fatto che per lei l’amicizia non era un incontro tra due individui, ma un legame di fusione in cui l’altro deve dimostrare affetto attraverso la totale disponibilità. Nel momento in cui questo non è più avvenuto, la relazione non ha retto.
È importante che tu riconosca che hai gestito tutto questo con dignità e con lucidità. Hai provato a spiegare, hai mantenuto un atteggiamento rispettoso, ma non hai accettato una richiesta che ti avrebbe fatto male. Questo è un segno di crescita personale, non di freddezza. La tua delusione non indica che hai sbagliato qualcosa: indica che hai imparato a mettere limiti quando questi sono necessari per proteggere la tua vita affettiva e professionale.
Questa esperienza può diventare un passaggio significativo per comprendere che non devi sostenere rapporti che richiedono di sacrificarti o di assumerti responsabilità che non ti appartengono. Tu hai il diritto a relazioni mature, reciproche, rispettose e basate su due persone che camminano una accanto all’altra, non una sulle spalle dell’altra. Anche se oggi c’è amarezza, ciò che emerge dal tuo racconto è una grande capacità di discernimento, la consapevolezza del tuo valore e la possibilità di scegliere legami più equilibrati e più sani per il tuo futuro.
Saluti
Ciò che hai vissuto con la tua amica non è semplicemente un litigio tra due persone, ma la rottura di un legame che per molti anni è stato molto profondo, quasi familiare, e che ha richiesto da parte tua un investimento affettivo e pratico costante. È assolutamente naturale che tu senta delusione e amarezza: hai dato tanto, e lo hai fatto con sincerità.
Nel tuo racconto emerge con chiarezza che nel corso del tempo hai sostenuto la tua amica in moltissime situazioni, l’hai difesa, protetta e aiutata concretamente, persino trovandole opportunità lavorative e cercando di mediare quando qualcosa non andava. Il tuo è stato un atteggiamento responsabile, generoso e affettuoso. Lei, al contrario, ha mostrato una forte tendenza ad appoggiarsi a te, a chiederti implicitamente e poi esplicitamente di intervenire nelle sue difficoltà, di prendere posizione al suo posto, di schierarti sempre dalla sua parte anche quando questo comportava per te rischi, conflitti o la perdita di altri rapporti importanti. Questo modo di stare in relazione suggerisce una difficoltà a riconoscere i confini, a prendersi la responsabilità delle proprie scelte, a tollerare gli errori e le frustrazioni. Quando qualcosa non andava come lei desiderava, sembrava naturale attribuire la colpa all’esterno anziché guardare la propria parte nelle situazioni.
Nel suo comportamento si riconosce un modello abbastanza ricorrente: quando si sentiva capita e sostenuta tendeva a idealizzarti e a vederti come una presenza fondamentale; quando invece qualcosa la deludeva o la frustrava, la relazione passava rapidamente dalla vicinanza alla distanza, dalla fiducia alla rottura, senza passare per un confronto maturo. È una dinamica che non parla di cattiveria, ma di difficoltà emotive profonde: non è semplice per lei mantenere rapporti in cui ciascuno ha un proprio spazio, una propria autonomia e dei confini rispettati.
Quando tu hai iniziato a dedicare energie anche alla tua relazione sentimentale e alla tua vita personale, e quindi a proteggere i tuoi confini, lei ha percepito questo come una perdita di centralità. La sua richiesta finale, quella di interrompere addirittura il tuo rapporto di coppia come forma di solidarietà, è un esempio molto chiaro del fatto che per lei l’amicizia non era un incontro tra due individui, ma un legame di fusione in cui l’altro deve dimostrare affetto attraverso la totale disponibilità. Nel momento in cui questo non è più avvenuto, la relazione non ha retto.
È importante che tu riconosca che hai gestito tutto questo con dignità e con lucidità. Hai provato a spiegare, hai mantenuto un atteggiamento rispettoso, ma non hai accettato una richiesta che ti avrebbe fatto male. Questo è un segno di crescita personale, non di freddezza. La tua delusione non indica che hai sbagliato qualcosa: indica che hai imparato a mettere limiti quando questi sono necessari per proteggere la tua vita affettiva e professionale.
Questa esperienza può diventare un passaggio significativo per comprendere che non devi sostenere rapporti che richiedono di sacrificarti o di assumerti responsabilità che non ti appartengono. Tu hai il diritto a relazioni mature, reciproche, rispettose e basate su due persone che camminano una accanto all’altra, non una sulle spalle dell’altra. Anche se oggi c’è amarezza, ciò che emerge dal tuo racconto è una grande capacità di discernimento, la consapevolezza del tuo valore e la possibilità di scegliere legami più equilibrati e più sani per il tuo futuro.
Saluti
Dr. MAURIZIO MAZZANI
Utente
Grazie per la risposta. Ricevere un parere professionale era molto importante.
Grazie
Grazie
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 541 visite dal 21/11/2025.
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