Dubbi sulla relazione: è solo attrazione o c'è altro?

Buonasera ringrazio in anticipo chi risponderà...
Mi presento sono una ragazza di 33 anni fidanzata da pochi mesi con un ragazzo della mia stessa età, premetto che io abito a Roma e lui a Subiaco quindi per motivi di distanza ci vediamo solo il sabato e la domenica quando vado a dormire da lui...una settimana fa l'ho lasciato perchè per la seconda volta in questi mesi mi ha chiamata con il nome della sua collega di lavoro, presa dalla frustrazione ho detto che non potevamo più stare insieme perchè lui non ha riconosciuto la "gravità" della cosa...non rispondo al suo messaggio e da lì non si è fatto più sentire...dopo cinque giorni di assenza gli scrivo chiedendogli di affrontare con calma l'argomento, nel momento in cui gli chiedo un parere estetico sulla sua collega lui mi risponde che è una bella ragazza come possono esserlo tante altre che si possono incontrare casualmente, mi ha detto però che caratterialmente non gli piace e non la stima... io da quel momento non riesco più a credere a quello che mi dice, temo che lui mi abbia chiamata cosi perchè inconsciamente desidera lei ed è attratto da lei, e soprattutto che non mi ami (visto che anche il suo sentimento lo esprime molto sporadicamente)...devo temere che non voglia ammettere la verità?
Grazie a chi mi sarà d'aiuto rispondendo.
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 144 9
Buonasera,
si sente quanto questa situazione l’abbia ferita e destabilizzata. Essere chiamata con il nome di un’altra persona, soprattutto una collega, tocca direttamente il bisogno di sentirsi scelta e riconosciuta. È comprensibile che da lì si sia incrinata la fiducia.

Quello che sta vivendo è piuttosto comune. Un lapsus può capitare senza che nasconda un desiderio o un sentimento profondo, ma il problema vero, per lei, non è tanto l’errore in sé quanto come lui lo ha gestito e come lei si è sentita dopo: non vista, non rassicurata, lasciata sola nel dubbio. Questo spiega perché ora ogni sua parola le sembri poco credibile.

È importante riportare il focus su di lei. In questo momento non sta cercando una verità nascosta su di lui, ma sicurezza emotiva. Se un rapporto la fa vivere costantemente nell’ansia di non essere amata abbastanza, è giusto fermarsi a riflettere. La distanza, il poco tempo insieme e un’espressione affettiva sporadica possono amplificare queste paure.

Un passo concreto può essere chiedersi:
Di cosa ho bisogno io per sentirmi tranquilla in una relazione?
E poi osservare se, al di là delle spiegazioni, lui riesce nei fatti a darle rassicurazione, presenza e attenzione. Non con promesse, ma con coerenza.

Non è detto che lui stia nascondendo qualcosa. Ma è altrettanto vero che, se il dubbio resta e lei continua a sentirsi in allerta, questo è un segnale da ascoltare. Una relazione dovrebbe essere un luogo in cui sentirsi al sicuro, non costantemente in discussione.

Un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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Utente
Utente
La ringrazio infinitamente della sua risposta,in effetti spesso vivo questa relazione con dei dubbi costanti,gli ho espresso il mio malessere riguardo il fatto di non esprimermi mai il suo sentimento,lui si giustifica dicendo che è una questione caratteriale,ma poi si è aggiunto il fatto che per 2 volte mi ha chiamata con il nome della sua collega e questo ha amplificato le mie insicurezze (sicuramente indotte da lui )..
È possibile secondo lei che lui abbia fantasie sulla sua collega dato che ha detto che è una bella ragazza? E che magari non sia soddisfatto di me o della nostra relazione ma non ha il coraggio di ammetterlo o forse non è consapevole di questo consciamente? Io non voglio essere un ripiego,o non voglio che il mio fidanzato non è con me ma altrove con la sua testa o il suo cuore.. non so come fare per liberare la mia testa da questa frustrazione..
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 144 9
Carico quanto questa situazione stia alimentando confusione e frustrazione. Vivere una relazione con dubbi costanti, soprattutto quando il partner fatica a esprimere i sentimenti, logora e fa sentire sempre in allerta. È comprensibile che i due episodi con il nome della collega abbiano amplificato le sue insicurezze.

È importante fare chiarezza su un punto: trovare una persona bella non equivale ad avere fantasie o desideri, né tantomeno a essere insoddisfatti della propria relazione. La mente può fare associazioni automatiche, e i lapsus esistono, ma non sono prove di un tradimento emotivo o di un amore altrove. Il problema centrale, però, non è cosa lui potrebbe pensare inconsciamente, bensì come lei si sente: poco rassicurata, non scelta con chiarezza, in dubbio sul suo posto nella relazione.

Liberare la testa da questa frustrazione non passa dal cercare certezze impossibili su ciò che lui pensa, ma dal riportare il focus su di lei. Si chieda:
Di cosa ho bisogno per sentirmi tranquilla e scelta?
Questi bisogni trovano spazio nei fatti, non solo nelle spiegazioni?

Un passo concreto può essere chiarire a se stessa (e poi a lui) che per lei l’espressione del sentimento e la rassicurazione non sono capricci , ma bisogni legittimi. Se, nel tempo, questi bisogni restano insoddisfatti e l’ansia non si riduce, non è perché lei è troppo insicura, ma perché la relazione non sta offrendo ciò che le serve.

Non si tratta di dimostrare se lui la ami abbastanza , ma di capire se questa relazione le permette di stare bene senza sentirsi un ripiego o in competizione con qualcun’altra. Questo è il punto che merita ascolto. Rifletta su questo.

Un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Le sue risposte mi sono molto d'aiuto la ringrazio,comunque si non nascondo che avvolte non mi sento scelta o comunque avverto delle insicurezze,premetto che io caratterialmente sono una ragazza già di mio gelosa e magari anche un semplice sguardo del mio fidanzato su un'altra può crearmi competizione o risentimento.. lui si giustifica sempre dicendo che in un rapporto deve esserci la fiducia e che riconoscere che anche altre ragazze sono delle belle ragazze non significa nulla perchè contano le intenzioni che uno ha, fin qui sono d'accordo ma non so se lui usa queste "scuse" per nascondere azioni o atteggiamenti invece scorretti..
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 144 9
Mi fa piacere se le mie risposte possono alleviare le sue attuali preoccupazioni.
Capisco bene il suo dubbio ed è una domanda molto centrata. Sì, è possibile e anche piuttosto frequente che una parte di ciò che sta vivendo sia alimentata da interpretazioni e paure, più che da fatti concreti.

Quando c’è una predisposizione alla gelosia e una sensibilità forte al tema dell’abbandono o del non essere scelta , la mente può iniziare a riempire i vuoti: uno sguardo, un lapsus, una frase poco rassicurante diventano facilmente prove di qualcosa di più grande. Questo non significa che lei si inventi tutto , ma che l’ansia tende a costruire scenari per proteggersi, anche quando le evidenze non sono chiare.

In quello che racconta, al momento, non ci sono elementi oggettivi che dimostrino comportamenti scorretti da parte di lui. Ci sono però episodi che hanno toccato le sue fragilità e che la sua mente continua a rielaborare, nel tentativo di trovare una sicurezza che ora sente mancare. È qui che può nascere il rischio di immaginare intenzioni o desideri che forse non esistono realmente.

Un passaggio importante può essere imparare a distinguere tra:
ciò che sa (i fatti)
ciò che teme (le ipotesi)
Chiedersi, nei momenti di frustrazione: Sto reagendo a qualcosa che sta accadendo ora, o a una paura che conosco già? può aiutarla a fare un po’ di chiarezza interna.
Questo non toglie valore al suo bisogno di rassicurazione, ma la protegge dal restare intrappolata in un controllo continuo che la fa stare peggio. La fiducia non è negare i dubbi, ma nemmeno darli sempre per veri.

Il lavoro più utile, in questo momento, sembra essere meno su cosa lui potrebbe nascondere e più su come lei può imparare a non lasciarsi guidare solo dalle paure. Questo può fare una grande differenza nel suo benessere, dentro e fuori dalla relazione.

Un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
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