Nostalgia ex dopo 4 anni e nuova relazione: perché?
Tuttavia, vorrei comunque esporre questo mio pensiero: quattro anni fa ho lasciato personalmente il mio ex fidanzato dopo otto anni di relazione, questa rottura avvenne poco dopo la mia laurea in giurisprudenza e poco dopo l'inizio Della mia pratica forense.
oggettivamente è sembrata una rottura immediata cioè dalla mattina alla sera, ma comunque io ero stretta in quella relazione lui troppo geloso, poco intraprendente, eccetera eccetera sono passati appunto quattro anni dalla rottura e da circa due anni Io sono fidanzata con una nuova persona totalmente diversa Parliamo di futuro di casa mi fa stare bene tuttavia non riesco a capire il perché da qualche mese a questa parte ho una nostalgia marcata verso il mio ex piango mi manca e non vi nascondo che qualche giorno fa mi ci sono rivista per parlare.
Non so che pensare.
Ne ho parlato anche col mio terapeuta, ma sono talmente bloccata nei miei pensieri che vorrei sfogarmi anche qui Perché mi sta succedendo tutto ciò.
quello che descrive è meno raro di quanto possa sembrare e non significa che lei stia sbagliando o che il presente non abbia valore. Dopo una relazione lunga e importante, soprattutto chiusa in una fase di grandi cambiamenti personali e professionali, può accadere che alcuni vissuti restino sospesi e tornino a farsi sentire nel tempo.
La nostalgia che prova oggi non va letta per forza come il desiderio di tornare indietro. Spesso riguarda una parte di sé, un periodo della vita, o ciò che quella relazione rappresentava allora: sicurezza, familiarità, un’identità condivisa. Quando nel presente le cose iniziano a diventare più serie progetti, futuro, scelte può riattivarsi il confronto (anche inconsciamente) con ciò che è stato, anche se razionalmente sappiamo perché lo abbiamo lasciato.
Il fatto che lei stia bene con il suo attuale compagno e allo stesso tempo senta questa confusione non è una contraddizione, ma un segnale che dentro di lei ci sono emozioni diverse che chiedono spazio e comprensione, non giudizio. Incontrare l’ex per parlare, in questo senso, può essere stato un tentativo di chiarire qualcosa dentro di sé più che di riaprire davvero una storia.
Ha fatto bene a portare questi pensieri in terapia. Se ora si sente bloccata , può essere utile chiedersi non tanto chi voglio davvero , ma cosa sto cercando in questo momento : una conferma, una chiusura più profonda, o il bisogno di dare un senso a una fase passata che torna a farsi sentire.
Questo spazio può accogliere lo sfogo, ma il lavoro più utile resta quello che sta facendo nel suo percorso, dove questi vissuti possono essere esplorati con calma, senza la pressione di dover prendere decisioni immediate. Non tutto ciò che riaffiora chiede di essere agito; a volte chiede solo di essere capito.
Un caro saluto e buon anno.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
la confusione che descrive è comprensibile quando si è in una fase di passaggio così delicata. Cercare un equilibrio non significa avere subito risposte chiare, ma permettersi di attraversare questo momento con onestà verso se stessa, senza forzarsi a capire tutto ora. Il fatto che lei si ponga domande e senta il bisogno di fare chiarezza è già un segnale di attenzione e responsabilità, non di mancanza.
Non sapere dove porterà questo percorso può fare paura, ma non è necessariamente un segno negativo: a volte è proprio da qui che può nascere un cambiamento più autentico, soprattutto se sta già lavorando su questi temi nel suo spazio terapeutico.
Le auguro che il nuovo anno possa accompagnarla con più calma, ascolto e fiducia nei suoi tempi. Le risposte arrivano spesso quando si smette di inseguirle e si inizia a prendersi cura di ciò che si sente.
Un caro augurio di buon anno.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
comprendo con chiarezza il momento che sta attraversando e le domande che la sua mente continua a porle. Le suggerisco di rileggere con attenzione tutte le mie precedenti risposte: troverà indicazioni che vanno oltre il semplice invito a parlarne in terapia e potrà riconoscere ulteriori strumenti utili per comprendere o, quantomeno, accogliere con maggiore serenità questa fase.
Le auguro un sereno anno nuovo.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Premetto che mercoledi andró dal mio terapeuta finalmente, che non vedo da un paio di settimane.
Vorrei pero liberarmi già un po.
Ieri sono stata con il mio ex, per 3 ore circa. Abbiamo conversato a lungo, da persone piu mature senza scontri e con tranquillità.
Ora, non sto qua ad esporre tutto (lo faró in seduta). Pero ci tenevo a liberarmi e dire quello che provo attualmente. Mi sento molto triste, come se sentissi un vuoto, sono molto confusa... ed è come se nel mio cervello vedessi giá uno scenario... io che devo trovare il coraggio di tornare da lui di dirlo a casa di lasciare il mio attuale... sono molto scoraggiata di tutto
quello che descrive ora segna un passaggio diverso rispetto a prima. Non è più solo nostalgia o pensieri che vanno e vengono, ma un coinvolgimento emotivo che, dopo aver rivisto il suo ex, si è trasformato in tristezza profonda, confusione e immagini mentali molto concrete sul dover scegliere .
È importante essere realisti: immaginare uno scenario non significa volerlo davvero né doverlo agire. Quando l’emotività si riattiva così intensamente, la mente tende a costruire film futuri per dare un senso al caos interno. Questo spesso aumenta lo scoraggiamento, perché fa sembrare tutto già deciso e irreversibile, quando in realtà non lo è.
Il vuoto che sente ora non è necessariamente la prova che stia sbagliando relazione o che debba tornare indietro. Può essere il segnale di un conflitto interno ancora aperto: una parte di lei guarda al passato come a qualcosa di conosciuto e rassicurante, un’altra parte sa che quel passato aveva limiti reali e che oggi lei è una persona diversa. Tenere insieme queste due parti fa male, e la tristezza è una conseguenza comprensibile.
Il fatto che l’incontro con il suo ex sia stato maturo e tranquillo può averle dato sollievo, ma anche riattivato l’illusione che ciò che prima non funzionava ora potrebbe funzionare. Questo non è un errore, è una dinamica molto umana. Proprio per questo è importante non trarre conclusioni ora, nel momento di maggiore carica emotiva.
Sta facendo la cosa giusta andando dal suo terapeuta. Questo è esattamente il punto del percorso in cui non serve decidere, ma fermarsi, rallentare, distinguere ciò che è dolore, ciò che è paura e ciò che è desiderio autentico. Le scelte fatte per placare l’angoscia, di solito, non portano serenità.
Ora più che mai, il compito non è trovare il coraggio di fare qualcosa , ma proteggersi dal fare troppo presto. Le risposte che cerca non nascono dall’urgenza, ma dall’ascolto di ciò che sta vivendo, passo dopo passo, nel luogo giusto.
Continui il percorso. Questo momento, per quanto faticoso, non chiede una decisione immediata, ma tempo, contenimento e chiarezza. Stia tranquilla.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
👍🏻La Dr.ssa Potenza concorda con la risposta.
So che non le servono i miei "complimenti" ma lei è davvero un ottimo professionista. Grazie
la ringrazio davvero per le sue parole. Si sente quanto questo momento sia delicato e quanto abbia bisogno di sentirsi compresa mentre prova a fare chiarezza.
Capisco il desiderio di condividere ciò che emergerà dal confronto con il suo terapeuta. Proprio perché il lavoro che sta facendo è importante, credo però sia più tutelante per lei che questi passaggi restino nello spazio terapeutico che ha scelto, così da non disperdere ciò che sta emergendo.
Questo spazio resta comunque disponibile se in futuro sentirà il bisogno di un orientamento più generale o di un confronto su temi non legati direttamente all’andamento del suo percorso personale. In questo momento, però, è giusto che il centro resti lì.
Le auguro che l’incontro di mercoledì possa aiutarla a sentirsi un po’ più sostenuta e meno sola in questo passaggio.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Lessi attentamente il tutto e ho portato tutto in terapia. Difatti, andró 1 volta a settimana fisso perchè siamo in un punto importante ha detto il terapeuta.
Tutti i pensieri di cui ho parlato un pó anche qui si sono ancor di più concretizzati.. con un legame fisico.
Proveró a cercare qualcosa dentro di me anche se mi risulta difficile al momento. Mi scuso per l'ulteriore messaggio, l'ho usato anche come sfogo, siccome è successo ieri
grazie per aver scritto. È bello leggere che il suo percorso stia proseguendo con continuità: è proprio lì che oggi può prendersi cura, in modo più autentico, di ciò che sta vivendo.
Non si scusi affatto per questo messaggio. Le auguro di attraversare questo momento con un po’ di dolcezza verso se stessa. Se più avanti vorrà aggiornarci, sarà un piacere leggerla.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Le scrivo un pó per alleggerirmi dai miei pensieri ma anche per aggiornarla.
Sono stata oggi stesso in terapia... e adesso mi sento molto triste..
Ho esposto al mio terapeuta che tra 10 giorni parto per un viaggio com i miei genitori ed il mio fidanzato... e mi ha palesemente detto che lui non lo avrebbe fatto e che staró "male".
Mi ha apertamente detto che finalmente sto capendo delle cose e che la mia bussola adesso è il mio ex... sono tornata lì per cercare me stessa. Lui sostiene che la parte autentica di me bisognosa di determinate cose la trovo lì, da quando l'ho lasciato ho solo "funzionato" e sono quindi alla ricerca di determinati bisogni ad oggi. Non mi ha detto ovviamente chi voglio perchè non è quello il fulcro e lo so... ma posso assicurarLa che mi ha fatto capire che se dovessi scegliere in questo momento di fragilità .. sicuramente andrei dal mio ex... ho percepito che lui propende per questo "esito" alla fine di tutto ...
si sente quanto questa seduta l’abbia lasciata scossa e triste. Quando in terapia emergono letture così forti è facile avere la sensazione che qualcuno stia indicando una strada , soprattutto se si è in un momento di fragilità. Ma quello che lei riporta è la sua percezione di ciò che è accaduto, non necessariamente un invito ad agire o a fare scelte ora.
Proprio per questo è importante che non resti sola con questi pensieri. Il punto non è capire se andare o non andare verso qualcuno, ma tornare in seduta portando esattamente come si è sentita oggi: la tristezza, la confusione, il timore di essere spinta verso qualcosa che non si sente pronta a scegliere. Questo è lavoro terapeutico, non un errore.
Qui può scrivere per alleggerirsi, ma adesso il luogo in cui queste parole possono trovare senso, essere chiarite e rimesse al loro posto è quello spazio che ha già avviato e che sta frequentando con continuità. Non è il momento di trarre conclusioni, ma di restare nel processo.
Le auguro di riuscire a stare in questi giorni con un po’ più di gentilezza verso se stessa, senza forzarsi a capire tutto subito.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
non so il motivo preciso del perché sto scrivendo, sicuramente per alleggerirmi un po ' e forse inconsciamente per cercare una qualche certezza.
siamo giunti al 18 febbraio, e la verità è che sto vivendo praticamente un parallelismo... ormai anche il senso di colpa è anestetizzato, mi sveglio la mattina aspettando che casa dal cielo una "decisione". Sono appena tornata dal colloquio con il mio terapeuta. Il quale mi ha praticamente detto che la scelta è su me stessa non fra due uomini e finchè io scelgo in relazione a loro non sceglierò mai. Si sono intrecciate altre tematiche come la famiglia del mio ragazzo come mi sento con loro e come mi sentivo inveve con quella del mio ex ecc mi ha consigliato di prendere una pausa ma la verità è che NON CI RIESCO. il mio ragazzo tra 2 settimane partirà per lavoro... solo in quel momento potrò ritagliarmi del tempo per stare davvero con me stessa, ma nn me la sento di dirgli NON SENTIAMOCI....UFF......
leggendo tutto il percorso che ha fatto qui, si vede quanto ogni fase emotiva abbia riattivato in lei l’urgenza di decidere: tornare, lasciare, confessare, fermarsi. Come se scegliere fosse il modo per mettere a tacere il conflitto interno. E invece, ogni volta che ha provato ad agire sotto la spinta dell’emozione, la confusione è aumentata.
Oggi descrive qualcosa di diverso: il senso di colpa quasi anestetizzato, l’attesa che cada dal cielo una decisione . Questo non parla tanto di scelta, ma di stanchezza. È comprensibile.
Il suo terapeuta le ha riportato che la scelta è su di lei, non tra due uomini. Questo sposta il centro: non più chi scelgo , ma chi sono io quando non mi definisco attraverso una relazione . È un passaggio più profondo e inevitabilmente più destabilizzante.
Lei dice che non riesce a prendere una pausa. Forse perché la pausa significherebbe stare nel vuoto senza un appoggio. Ma non è necessario fare gesti drastici. La partenza del suo ragazzo tra due settimane può diventare uno spazio naturale per osservare cosa accade dentro di lei quando la pressione si abbassa, senza proclamare distacchi.
In questo momento, però, è importante dirle una cosa con chiarezza: il lavoro che sta facendo in terapia è il luogo giusto per attraversare tutto questo. Qui può alleggerirsi, ma non è qui che può trovare la decisione o la stabilità che cerca. Il rischio, continuando a tornare a scrivere nei momenti di picco emotivo, è di spostare fuori quello che ha bisogno di essere contenuto e lavorato dentro il suo percorso.
Adesso il compito non è scegliere, ma restare nel processo che ha già avviato. Anche quando è scomodo. Anche quando vorrebbe una risposta immediata.
La decisione, se arriverà, non cadrà dal cielo. Maturerà quando lei sarà più centrata su di sé.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Consulti su problemi relazionali
- Nostalgia ex dopo 4 anni e nuova relazione: perché?
- Ritorno alle origini: nostalgia vs. addio all'amica
- Come aiutare un fratello emotivamente bloccato e distante?
- Pensare al suicidio
- Dubbi su una vecchia relazione: ricontattarla o lasciar perdere?
- Ancora innamorata di lui: perché non riesco a lasciarlo andare?