Non riesco ad identificare le mie emozioni
Buonasera,
scrivo perché sto vivendo una forte confusione emotiva che non riesco a decifrare da sola.
Ho avuto in passato relazioni sentimentali importanti e durature (la prima iniziata molto giovane, avevo 14 anni, durata diversi anni, ne sono uscita devastata).
L'ultima relazione è stata anch'essa dolorosa e credo mi abbia lasciato traumi importanti. Mi sono sentita spesso non ascoltata e forzata anche a livello emotivo e sessuale.
Viste le similitudini dei miei comportamenti nelle relazioni (rimanere anche quando fa male, sopportare, tollerare, perdonare l'imperdonabile), sto cercando di guarire e di comprendere meglio i miei schemi relazionali.
Da qualche mese mi sono avvicinata molto a una persona che fa parte della mia vita da 20 anni: il mio migliore amico.
Il nostro legame è sempre stato profondo, sicuro, basato su fiducia e comprensione reciproca.
Negli ultimi mesi, però, complice una maggiore vicinanza emotiva e fisica, ho iniziato a provare emozioni nuove e molto intense: desiderio di vicinanza, batticuore, attrazione fisica, forte coinvolgimento emotivo.
C’è stato anche un momento di quasi bacio che mi ha spiazzata completamente.
Le emozioni forti le sento principalmente quando siamo vicini fisicamente e, se penso a quando ci siamo quasi baciati, inizio ad avvertire paura e ansia per quello che provo. Ma sul momento ho vissuto tutt'altro.
Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso di non essere più esageratamente "affettuosi" fisicamente: meno abbracci, meno coccole, per non rischiare di fare cavolate. Però io non riesco a togliermi dalla mente determinati momenti e determinate sensazioni, ci penso costantemente. Ci sentiamo sempre, ma non tocchiamo più discorso e ci vediamo meno.
Mi sento divisa: da un lato sento per lui un sentimento profondo e sincero, dall’altro ho paura di confondere un bisogno di sicurezza e connessione con un sentimento romantico.
Mi chiedo se queste emozioni nascano da ferite passate e da un sistema emotivo ancora in fase di guarigione, oppure se stia realmente nascendo un amore.
Non voglio agire per bisogno, né idealizzare, né rovinare un legame così importante.
Ho paura perché per me è un pilastro di vita, non vorrei mai perderlo.
Ne ho parlato con la mia migliore amica (migliore amica di entrambi, siamo in trio), crede che io stia semplicemente scoprendo cosa è l'amore sano grazie a lui, nulla di più. Crede che io stia proiettando su di lui mancanze e che ne abbia bisogno nella vita semplicemente come un fratello.
Dentro di me sento che è riduttivo dire che "sto colmando un vuoto".
Possono manifestarsi veramente tutte queste emozioni se lei avesse ragione?
Come si può distinguere, in una fase così delicata, tra amore, attaccamento emotivo e bisogno di connessione?
Quanto incide il passato traumatico nella percezione delle emozioni presenti?
Vi ringrazio per l’attenzione.
scrivo perché sto vivendo una forte confusione emotiva che non riesco a decifrare da sola.
Ho avuto in passato relazioni sentimentali importanti e durature (la prima iniziata molto giovane, avevo 14 anni, durata diversi anni, ne sono uscita devastata).
L'ultima relazione è stata anch'essa dolorosa e credo mi abbia lasciato traumi importanti. Mi sono sentita spesso non ascoltata e forzata anche a livello emotivo e sessuale.
Viste le similitudini dei miei comportamenti nelle relazioni (rimanere anche quando fa male, sopportare, tollerare, perdonare l'imperdonabile), sto cercando di guarire e di comprendere meglio i miei schemi relazionali.
Da qualche mese mi sono avvicinata molto a una persona che fa parte della mia vita da 20 anni: il mio migliore amico.
Il nostro legame è sempre stato profondo, sicuro, basato su fiducia e comprensione reciproca.
Negli ultimi mesi, però, complice una maggiore vicinanza emotiva e fisica, ho iniziato a provare emozioni nuove e molto intense: desiderio di vicinanza, batticuore, attrazione fisica, forte coinvolgimento emotivo.
C’è stato anche un momento di quasi bacio che mi ha spiazzata completamente.
Le emozioni forti le sento principalmente quando siamo vicini fisicamente e, se penso a quando ci siamo quasi baciati, inizio ad avvertire paura e ansia per quello che provo. Ma sul momento ho vissuto tutt'altro.
Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso di non essere più esageratamente "affettuosi" fisicamente: meno abbracci, meno coccole, per non rischiare di fare cavolate. Però io non riesco a togliermi dalla mente determinati momenti e determinate sensazioni, ci penso costantemente. Ci sentiamo sempre, ma non tocchiamo più discorso e ci vediamo meno.
Mi sento divisa: da un lato sento per lui un sentimento profondo e sincero, dall’altro ho paura di confondere un bisogno di sicurezza e connessione con un sentimento romantico.
Mi chiedo se queste emozioni nascano da ferite passate e da un sistema emotivo ancora in fase di guarigione, oppure se stia realmente nascendo un amore.
Non voglio agire per bisogno, né idealizzare, né rovinare un legame così importante.
Ho paura perché per me è un pilastro di vita, non vorrei mai perderlo.
Ne ho parlato con la mia migliore amica (migliore amica di entrambi, siamo in trio), crede che io stia semplicemente scoprendo cosa è l'amore sano grazie a lui, nulla di più. Crede che io stia proiettando su di lui mancanze e che ne abbia bisogno nella vita semplicemente come un fratello.
Dentro di me sento che è riduttivo dire che "sto colmando un vuoto".
Possono manifestarsi veramente tutte queste emozioni se lei avesse ragione?
Come si può distinguere, in una fase così delicata, tra amore, attaccamento emotivo e bisogno di connessione?
Quanto incide il passato traumatico nella percezione delle emozioni presenti?
Vi ringrazio per l’attenzione.
Gentile utente,
le emozioni che ci descrive non possono essere sottoposte a giudizio come giuste o sbagliate, sono segnali che il tuo sistema emotivo sta provando qualcosa di nuovo e molto forte.
Le relazioni dolorose lasciato ferite emotive e schemi di sopportazione, paura di essere ferita e desiderio di sicurezza, come già lei ha correttamente intuito. Tutto questo può farle interpretare certe emozioni in modo amplificato, o creare delle difficoltà nel distinguere ciò che è bisogno di protezione da ciò che è attrazione.
Le lascio una lettura, datata ma sempre utile, di Freud, padre della psicanalisi, dove descrive il fenomeno per cui il paziente sviluppa sentimenti amorosi verso l’analista : Annotazioni sull’amore di transfert S. Freud (1915). Può trovare delle affinità con quanto le sta accadendo dal momento in cui ha iniziato ad aprirsi con il suo amico.
In chiave più moderna e con parole più semplici, aver identificato un pilastro di fiducia e sicurezza con questa persona crea terreno fertile per il manifestarsi di emozioni, anche molto forti. Bisogno di vicinanza, desiderio di sicurezza e sentimenti possono mescolarsi, coesistere e confonderla.
L'atteggiamento prudenziale che avete deciso insieme è saggio e maturo: è importante, per non ferirsi ulteriormente, ridurre l’intimità fisica e dialogare apertamente dei vostri confini. Nessuna ipotesi si può escludere a priori ma osservare, osservarsi, parlare, sono modalità funzionali per comprendere cosa provate davvero, senza rincorrere l’impulso del momento.
Oltre che con il suo amico, che ci descrive come una figura di supporto, può essere utile confrontarsi anche con un professionista: un percorso di supporto psicologico può aiutare a comprendere più a fondo i suoi schemi relazionali e i traumi passati, così da contestualizzare meglio cosa prova ora e come rielaborarli.
Cordialità
le emozioni che ci descrive non possono essere sottoposte a giudizio come giuste o sbagliate, sono segnali che il tuo sistema emotivo sta provando qualcosa di nuovo e molto forte.
Le relazioni dolorose lasciato ferite emotive e schemi di sopportazione, paura di essere ferita e desiderio di sicurezza, come già lei ha correttamente intuito. Tutto questo può farle interpretare certe emozioni in modo amplificato, o creare delle difficoltà nel distinguere ciò che è bisogno di protezione da ciò che è attrazione.
Le lascio una lettura, datata ma sempre utile, di Freud, padre della psicanalisi, dove descrive il fenomeno per cui il paziente sviluppa sentimenti amorosi verso l’analista : Annotazioni sull’amore di transfert S. Freud (1915). Può trovare delle affinità con quanto le sta accadendo dal momento in cui ha iniziato ad aprirsi con il suo amico.
In chiave più moderna e con parole più semplici, aver identificato un pilastro di fiducia e sicurezza con questa persona crea terreno fertile per il manifestarsi di emozioni, anche molto forti. Bisogno di vicinanza, desiderio di sicurezza e sentimenti possono mescolarsi, coesistere e confonderla.
L'atteggiamento prudenziale che avete deciso insieme è saggio e maturo: è importante, per non ferirsi ulteriormente, ridurre l’intimità fisica e dialogare apertamente dei vostri confini. Nessuna ipotesi si può escludere a priori ma osservare, osservarsi, parlare, sono modalità funzionali per comprendere cosa provate davvero, senza rincorrere l’impulso del momento.
Oltre che con il suo amico, che ci descrive come una figura di supporto, può essere utile confrontarsi anche con un professionista: un percorso di supporto psicologico può aiutare a comprendere più a fondo i suoi schemi relazionali e i traumi passati, così da contestualizzare meglio cosa prova ora e come rielaborarli.
Cordialità
👍🏻La Dr.ssa Potenza concorda con la risposta.
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 176 visite dal 03/01/2026.
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