Cugine moleste a capodanno: come reagire?
Ci risiamo con le mie cugine, stavolta hanno raggiunto davvero un punto limite, non so come farò a resistere di questo passo.
Al cenone di capodanno abbiamo mangiato insieme, tutte le nostre famiglie, come è tradizione da noi.
Io mi limitavo a rapporti molto formali e non davo loro più confidenza del necessario, cercando di mostrarmi freddo e di non far capire che mi accorgevo quando mi puntavano addosso i loro sguardi beffardi.
Parlavo solo se interpellato, limitandomi a osservazioni molto neutre sul mio percorso universitario, che ultimamente si è un po' arenato, ripromettendomi di dare piu esami col nuovo anno accademico.
A un certo punto, dopo le prime portate, alcuni convitati si erano alzati per andare a fumare in balcone, e mia mamma mi ha mandato in cucina a prendere l'insalata russa, ma in cucina c'erano loro due.
Mi sono arrestato di colpo quando le ho viste, e una di loro, senza dire niente, mentre facevo le portate mi si è avvicinata e mi ha stretto al muro, facendomi cadere il cucchiaio sul pavimento.
Ha iniziato a sussurrarmi parole sporche e mi ha tastato nei pantaloni, stringendo più forte al percepire la mia durezza nella sua mano.
Io le ho intimato di lasciarmi stare, altrimenti mi sarei messo a urlare e avrei fatto uno scandalo, ma lei si è portata l'indice alle labbra, come a dirmi di fare silenzio, e poi mi ha fissato negli occhi e mi ha sputato in faccia, staccandosi da me con una risata.
Sono tornate entrambe in sala da pranzo, e l'altra sorella, fino ad allora semplice spettatrice della scena, mi ha rivolto una oscena minaccia accomiatandosi.
Dopo questo incontro non sono riuscito a tornare a tavola: sono corso in bagno, e intanto i miei parenti si chiedevano dove mi fossi cacciato.
Poi, mio padre mi ha rimproverato davanti a tutti la poca educazione con cui avevo abbandonato la cena, e intanto quelle due simulavano un atteggiamento offeso e risentito per la mia mancanza di rispetto.
Ho trascorso il tempo fino alla mezzanotte in uno stato di forte tensione, paralizzato e muto per la paura che quelle due si inventassero che le avevo importunate in cucina.
Durante la cena le cugine facevano strani doppi sensi, per fortuna non colti dagli altri commensali.
Poi hanno salutato tutti per recarsi al veglione coi loro amici, mentre io mi sarei visto con la mia ragazza.
Quest'ultima ha insistito per fare sesso in auto, ma quando mi ha tolto la maglia ha notato un segno di arrossamento in corrispondenza del mio capezzolo destro, che le mie cugine mi avevano provocato qualche giorno prima durante le loro sevizie, ancora non riassorbito dalla pelle.
Mi ha chiesto spiegazioni, e io non sapendo che rispondere ho accennato a una allergia per i sottaceti dell'insalata russa, ma lei è rimasta perplessa.
Ora nutro un forte senso di colpa per la bugia che ho detto alla mia ragazza, e ho una paura tremenda che il nostro rapporto sia compromesso a causa delle perversioni a cui mi sottopongono quelle due streghe
Al cenone di capodanno abbiamo mangiato insieme, tutte le nostre famiglie, come è tradizione da noi.
Io mi limitavo a rapporti molto formali e non davo loro più confidenza del necessario, cercando di mostrarmi freddo e di non far capire che mi accorgevo quando mi puntavano addosso i loro sguardi beffardi.
Parlavo solo se interpellato, limitandomi a osservazioni molto neutre sul mio percorso universitario, che ultimamente si è un po' arenato, ripromettendomi di dare piu esami col nuovo anno accademico.
A un certo punto, dopo le prime portate, alcuni convitati si erano alzati per andare a fumare in balcone, e mia mamma mi ha mandato in cucina a prendere l'insalata russa, ma in cucina c'erano loro due.
Mi sono arrestato di colpo quando le ho viste, e una di loro, senza dire niente, mentre facevo le portate mi si è avvicinata e mi ha stretto al muro, facendomi cadere il cucchiaio sul pavimento.
Ha iniziato a sussurrarmi parole sporche e mi ha tastato nei pantaloni, stringendo più forte al percepire la mia durezza nella sua mano.
Io le ho intimato di lasciarmi stare, altrimenti mi sarei messo a urlare e avrei fatto uno scandalo, ma lei si è portata l'indice alle labbra, come a dirmi di fare silenzio, e poi mi ha fissato negli occhi e mi ha sputato in faccia, staccandosi da me con una risata.
Sono tornate entrambe in sala da pranzo, e l'altra sorella, fino ad allora semplice spettatrice della scena, mi ha rivolto una oscena minaccia accomiatandosi.
Dopo questo incontro non sono riuscito a tornare a tavola: sono corso in bagno, e intanto i miei parenti si chiedevano dove mi fossi cacciato.
Poi, mio padre mi ha rimproverato davanti a tutti la poca educazione con cui avevo abbandonato la cena, e intanto quelle due simulavano un atteggiamento offeso e risentito per la mia mancanza di rispetto.
Ho trascorso il tempo fino alla mezzanotte in uno stato di forte tensione, paralizzato e muto per la paura che quelle due si inventassero che le avevo importunate in cucina.
Durante la cena le cugine facevano strani doppi sensi, per fortuna non colti dagli altri commensali.
Poi hanno salutato tutti per recarsi al veglione coi loro amici, mentre io mi sarei visto con la mia ragazza.
Quest'ultima ha insistito per fare sesso in auto, ma quando mi ha tolto la maglia ha notato un segno di arrossamento in corrispondenza del mio capezzolo destro, che le mie cugine mi avevano provocato qualche giorno prima durante le loro sevizie, ancora non riassorbito dalla pelle.
Mi ha chiesto spiegazioni, e io non sapendo che rispondere ho accennato a una allergia per i sottaceti dell'insalata russa, ma lei è rimasta perplessa.
Ora nutro un forte senso di colpa per la bugia che ho detto alla mia ragazza, e ho una paura tremenda che il nostro rapporto sia compromesso a causa delle perversioni a cui mi sottopongono quelle due streghe
Gentile utente,
quanto di descrive sembra una serie di abusi verbali e fisici reiterati nel tempo.
Tenga bene a mente che nessuno ha il diritto di toccarla senza consenso, di minacciarla o di umiliarla, e il fatto che lei si sia sentito paralizzato dalla paura è una reazione naturale di fronte a una violenza. Ho scritto un articolo nei giorni scorsi in merito che spero possa aiutarla e che vale naturalmente anche quando la vittima è l'uomo: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/9511-il-blocco-nelle-donne-vittime-di-violenza-spiegazioni-neurobiologiche-e-implicazioni-psicologiche.html
Le tue cugine, stando a quanto lei ci racconta, hanno superato limiti gravissimi e paralisi, il tentativo di allontanamento, di non creare ulteriore rumore intorno alla vicenda e perfino raccontare bugie alla sua ragazza per proteggersi, sono strategie di sopravvivenza.
Non sono segni di debolezza ; paure, ansie e sensi di colpa sono legittimi.
Ora la cosa fondamentale è agire per mettere fine a ciò che ci racconta essere una situazione ricorrente e che rischia di compromettere il suo benessere.
Sicuramente può parlarne con un professionista specializzato in traumi e abusi sessuali per elaborare le emozioni e a gestire ansia e senso di colpa, e anche a capire se vi sono i presupposti per azioni a sua tutela più forti.
Tenersi tutto dentro non risolve la situazione, anzi, la peggiora: si prenda il tempo per riflettere e valutare l'opportunità di raccontare la verità dei fatti alla sua ragazza, da ciò che ci scrive sembra essere una figura rassicurante ed eventualmente con l’aiuto di un professionista se necessario. Ridurre il peso del segreto, in caso di abusi verbali e fisici, è un sollievo e nessuno la giudicherà per questo.
Nel frattempo cerchi di tenere documentazione scritta di ciò che le è accaduto: date, orario, persone presenti, fatti accaduti, e in caso di segni di violenza fisica anche documentazione fotografica. Potrà servirle, qualora decidesse di denunciare i fatti alle autorità.
La violenza non è mai accettabile e non ha distinzione di colore o genere.
Cordialità.
quanto di descrive sembra una serie di abusi verbali e fisici reiterati nel tempo.
Tenga bene a mente che nessuno ha il diritto di toccarla senza consenso, di minacciarla o di umiliarla, e il fatto che lei si sia sentito paralizzato dalla paura è una reazione naturale di fronte a una violenza. Ho scritto un articolo nei giorni scorsi in merito che spero possa aiutarla e che vale naturalmente anche quando la vittima è l'uomo: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/9511-il-blocco-nelle-donne-vittime-di-violenza-spiegazioni-neurobiologiche-e-implicazioni-psicologiche.html
Le tue cugine, stando a quanto lei ci racconta, hanno superato limiti gravissimi e paralisi, il tentativo di allontanamento, di non creare ulteriore rumore intorno alla vicenda e perfino raccontare bugie alla sua ragazza per proteggersi, sono strategie di sopravvivenza.
Non sono segni di debolezza ; paure, ansie e sensi di colpa sono legittimi.
Ora la cosa fondamentale è agire per mettere fine a ciò che ci racconta essere una situazione ricorrente e che rischia di compromettere il suo benessere.
Sicuramente può parlarne con un professionista specializzato in traumi e abusi sessuali per elaborare le emozioni e a gestire ansia e senso di colpa, e anche a capire se vi sono i presupposti per azioni a sua tutela più forti.
Tenersi tutto dentro non risolve la situazione, anzi, la peggiora: si prenda il tempo per riflettere e valutare l'opportunità di raccontare la verità dei fatti alla sua ragazza, da ciò che ci scrive sembra essere una figura rassicurante ed eventualmente con l’aiuto di un professionista se necessario. Ridurre il peso del segreto, in caso di abusi verbali e fisici, è un sollievo e nessuno la giudicherà per questo.
Nel frattempo cerchi di tenere documentazione scritta di ciò che le è accaduto: date, orario, persone presenti, fatti accaduti, e in caso di segni di violenza fisica anche documentazione fotografica. Potrà servirle, qualora decidesse di denunciare i fatti alle autorità.
La violenza non è mai accettabile e non ha distinzione di colore o genere.
Cordialità.
Gentile utente,
Due settimane fa ci aveva scritto la prima puntata dei comportamenti erotici delle sue cugine verso di lei.
Nel risponderle avevamo manifestato qualche dubbio sulla veridicità del racconto,
ma in ogni caso in prima battuta Le avevamo raccomandato - considerato che lei ha un'età adulta - di ripristinare dentro di sé e nella realtà un confine corporeo.
Lei ci aveva risposto che, al contrario, aveva iniziato a masturbarsi ripensando a quella che nel titolo definiva "violenza", ma che in realtà era piacere. Noi avevamo replicato osservando che con queste premesse lei apriva la strada al ripetersi degli eventi.
E dunque la replica è avvenuta.
Tutti i dettagli della cena, dell'andare in cucina, dei capezzoli ancora irritati a distanza di due settimane (!), fanno parte di una narrazione molto, troppo, dettagliata; ma sono inutili fino a quando lei -ormai anagraficamente adulto- non decidera' di prendere in mano la situazione.
Scrivere qui sembra non esserle utile.
Le ricordo il precedente consulto e relative risposte:
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/1128869-cugine-invadenti-molestie-ricatto-e-paura-del-video-compromettente.html
Se non ce la fa da solo a superare la situazione qualsiasi essa sia, chieda aiuto; presso il Consultorio troverà uno psicologo a cui chiedere aiuto gratuitamente.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Due settimane fa ci aveva scritto la prima puntata dei comportamenti erotici delle sue cugine verso di lei.
Nel risponderle avevamo manifestato qualche dubbio sulla veridicità del racconto,
ma in ogni caso in prima battuta Le avevamo raccomandato - considerato che lei ha un'età adulta - di ripristinare dentro di sé e nella realtà un confine corporeo.
Lei ci aveva risposto che, al contrario, aveva iniziato a masturbarsi ripensando a quella che nel titolo definiva "violenza", ma che in realtà era piacere. Noi avevamo replicato osservando che con queste premesse lei apriva la strada al ripetersi degli eventi.
E dunque la replica è avvenuta.
Tutti i dettagli della cena, dell'andare in cucina, dei capezzoli ancora irritati a distanza di due settimane (!), fanno parte di una narrazione molto, troppo, dettagliata; ma sono inutili fino a quando lei -ormai anagraficamente adulto- non decidera' di prendere in mano la situazione.
Scrivere qui sembra non esserle utile.
Le ricordo il precedente consulto e relative risposte:
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/1128869-cugine-invadenti-molestie-ricatto-e-paura-del-video-compromettente.html
Se non ce la fa da solo a superare la situazione qualsiasi essa sia, chieda aiuto; presso il Consultorio troverà uno psicologo a cui chiedere aiuto gratuitamente.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Utente
Non potrei mai spiattellare gli episodi ai miei parenti, perché ne verrebbe un danno certo e irreparabile alla reputazione mia e della mia famiglia, considerando che mio padre è una personalità di grande rilievo e molto in vista nel nostro paese, e non mi perdonerebbe mai di essermi fatto intrappolare come uno sprovveduto, sempre ammesso che creda alla mia versione dell'accaduto. Le due ragazze anzi sono loro a minacciare di dire in giro che le avrei importunate, capovolgendo la verità e senza farsi problemi di mistificare il dato fattuale, perché nella loro malizia sanno bene che è piu facile credere che sia l'uomo a comportarsi da scorretto. Perciò mi si andrebbe a ritorcere contro se decidessi di alzare il polverone, e quelle due ci giuocano su questo. In questo momento non vedo l'ora che le vacanze finiscano al più presto, perché l'ultima cosa che voglio è deludere la mia ragazza e i miei parenti, coloro, cioè, che sempre mi sono stati vicini e mi hanno visto crescere. Se solo penso di vuotare il sacco con loro, vengo preso da un forte stato di ansia, e da una vergogna tale che dopo non riuscirei a guardarmi allo specchio. Tengo sistematicamente un diario, in cui riporto in forma scritta le occasioni che scandiscono la mia relazione con le cugine: l'aggressione al mio capezzolo non è avvenuta quando inviai il primo consulto, ma è ben piu recente.
Dunque in questi 15 giorni intercorsi tra un consulto e l'altro, e' avvenuta una ulteriore "aggressione al suo capezzolo"?
Veramente strano ...
Confermo quanto consigliatole nelle precedenti risposte da** Specialist* che hanno interagito.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Veramente strano ...
Confermo quanto consigliatole nelle precedenti risposte da** Specialist* che hanno interagito.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 138 visite dal 03/01/2026.
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