Dubbio tra amore stabile e nuova forte connessione: cosa fare?

Buona sera a tutti,
scrivo perchè sono in un momento di grande confusione.
Circa due anni fa ho conosciuto un ragazzo G.
e seppur non rispondesse al mio tipo di ragazzo da subito ne ho apprezzato l'ironia e la sicurezza che mi trasmetteva.
Dopo alcuni mesi di conoscenza in cui ho tentennato (non ero sicura potesse piacermi in un senso romantico) gli ho dato una possibilità ed è iniziata una bella storia d'amore.
G.
è una persona affidabile, tranquilla e mi fa sentire a casa protetta da ogni cosa, in tutti i suoi gesti traspare il grande amore che ha per me.
5 mesi fa decidiamo di convivere più che altro per dividerci le spese e anche perchè stavamo bene insieme, se la convivenza per lui è stata idilliaca a me ha messo ansia, voglio davvero un uomo così tranquillo?
Premetto che stavo cambiando lavoro e scrivendo la mia tesi universitaria dunque ero in un periodo stressante e probabilmente lui voleva lasciarmi i miei spazi.

Ciò detto, nelle vacanze natalizie mi sono recata in Scozia dove vive la mia famiglia e ho conosciuto P.
, un bel ragazzo anche lui vive in italia ed è figlio di amici di famiglia.
Se ammetto di averlo trovato carino da subito è stato in seguito parlandoci arrivando a condividere aspetti molto intimi io della mia infanzia e lui della sua o ancora pensieri sul nostro credo religioso e altre questioni per me rilevanti nella vita ho sentito una grande connessione.
La connessione mentale più forte della mia vita unita alla grande connessione fisica che mi manca con il mio compagno sviluppatasi in una settimana seppur fitta di incontri, mi sono domandata se fosse possibile.
Al nostro terzo incontro scatta il bacio, le parole tenere da entrambi i lati es.
io non voglio strati mai più lontano, non mi era mai successa una cosa simile, non so come ma provo dei sentimenti per te.
Prometto a P.
che in italia avrei lasciato il mio ragazzo tuttavia sono tornata e nonostante io non mi senta in colpa per l'accaduto (ho provato e provo per P.
dei sentimenti autentici) ho chiesto una pausa al mio compagno (purtroppo non riesco a stargli fisicamente accanto mi sento sconnessa e distante) ho paura di lasciarlo perchè la nostra era una relazione felice, sana e fatta di tanti momenti belli, con lui mi vedo a 90 anni davanti al camino a parlare di cosa fanno i nostri nipoti.

Grazie a chiunque leggerà e risponderà.
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 205
Gentile utente,
la sua storia suona come un vaso di vetro colpito da un oggetto metallico che rimanda un suono falso; ciò che avviene quando il vaso è incrinato, rotto.
Questa impressione si produce dall'inizio: "seppur non rispondesse al mio tipo di ragazzo"; "Dopo alcuni mesi di conoscenza in cui ho tentennato (non ero sicura potesse piacermi in un senso romantico) gli ho dato una possibilità ed è iniziata una bella storia d'amore"...
Ci si chiede quale sia stato l'input che le ha fatto iniziare questa "bella storia d'amore", visto che di innamoramento da parte sua non ci parla.
Lei dice di sentirsi protetta, avverte un grande amore... però non il suo, ma quello che prova per lei il suo compagno.
Da questo amore vissuto da una parte sola, e dal suo bisogno di sentirsi amata, protetta, infine di dividere le spese, nasce una convivenza che a lei "mette ansia", perché il suo partner è anche troppo "tranquillo", qualunque cosa lei intenda con questa espressione.
Il mancato innamoramento da parte sua produce una prima conseguenza inevitabile: la scarsa "connessione fisica" col partner. E una seconda altrettanto scontata: l'innamoramento per un altro.
Lei scopre il fuoco vivo, dopo che aveva creduto di potersi rifugiare nel blando tepore prodotto in lei dall'amore di G.
A questo punto non è sicura di poter fare a meno della sua protezione, della sua "tranquillità", e scrive che ha "paura di lasciarlo", con motivazioni che davvero fanno pensare a dei novantenni davanti al camino.
Forse dovrebbe riflettere che da qui a quella data ci sono decenni, nei quali se lei ha già tradito dopo solo due anni forse tradirà ancora, e che "parlare di cosa fanno i nostri nipoti" può rivelarsi impossibile, perché probabilmente in quest'assenza di desiderio non ci saranno nemmeno figli, e in questo riserbo sulla vostra vita emotiva, anche di confidenze ce ne saranno pochine, se già adesso lei non ha parlato al suo compagno della sua infanzia e del suo credo religioso, e sente di potergli nascondere senza alcun senso di colpa di essersi innamorata di un altro.
Sembrerebbe, insomma, che lei abbia scelto di vivere un'esistenza da "rifugiata" più che di affrontare le vicissitudini della vita, e ci si chiede come mai. Di che cosa ha paura?
Restiamo in ascolto.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com


👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.

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