Relazione e intimità: cosa fare di fronte a distanza e frustrazione?
Buongiorno, scrivo per chiedere un parere su una situazione relazionale che da circa quattro anni mi provoca una sofferenza crescente, soprattutto sul piano dell’intimità e del benessere psicologico.
Sono una donna di 25 anni (quasi 26), il mio compagno ne ha 28 (quasi 29).
Nel corso degli anni la nostra relazione è stata caratterizzata da frequenti litigi; su questo fronte riconosco di aver fatto un lavoro importante su di me, migliorando le modalità di comunicazione e di reazione.
Tuttavia, nonostante questi miglioramenti, la situazione dell’intimità non solo non è migliorata, ma è peggiorata.
I rapporti intimi si sono progressivamente ridotti fino ad arrivare, negli ultimi tempi, a una sola volta al mese o, in alcuni mesi, a nessun rapporto.
Il mio compagno non ricerca l’intimità e non si attiva per crearne le condizioni.
Al contrario, sembra adagiarsi su qualsiasi ostacolo: ad esempio, se io riferisco un possibile problema fisico (come il sospetto di una cistite), lui utilizza questo come motivo per rimandare o annullare anche quell’unica occasione mensile.
Questa mancanza di desiderio e di iniziativa da parte sua mi provoca una frustrazione molto intensa, che ha avuto conseguenze anche sul mio rapporto con il cibo: mangio in modo compulsivo e ho preso circa 12 kg da quando sto con lui.
Questo aumento di peso ha ulteriormente minato la mia autostima e il mio sentirmi desiderabile, portandomi a vivere un circolo vizioso: meno mi sento apprezzata, meno mi sento a mio agio nell’intimità, e allo stesso tempo lui non mostra interesse o iniziativa.
Un ulteriore problema è l’assenza di un luogo che lui ritenga adatto per vivere l’intimità: dopo tre anni di relazione sostiene che a casa sua sia ormai difficile e che entrambi ci potremmo imbarazzare (cosa che prima non avveniva).
Anche quando potenzialmente potremmo organizzarci (viaggi, occasioni diverse), subentrano altri fattori (ciclo, stanchezza, evitamento), con il risultato che l’intimità viene costantemente rimandata.
Il mio compagno soffre inoltre di una forma importante di anemia, che potrebbe incidere sulle energie e sul desiderio, ma non ho mai avuto una reale chiarezza su quanto questo influisca.
Attualmente stiamo seguendo una psicoterapia di coppia, ma paradossalmente la situazione sembra peggiorata: le sue reazioni quando provo a comunicare in modo assertivo sono più rigide e l’intimità è ulteriormente diminuita.
Io mi sento sempre più depressa, senza energie, senza valvole di sfogo, con difficoltà a studiare e persino ad andare in palestra.
A volte penso che dovrei dimagrire per tornare attraente ai suoi occhi, ma poi prevale la tristezza e resto bloccata.
Mi capita inoltre di sognare spesso altre persone con cui vivo effusioni, abbracci e vicinanza emotiva che nella relazione mancano.
Cosa fare?
Lasciare tutto?
Sono una donna di 25 anni (quasi 26), il mio compagno ne ha 28 (quasi 29).
Nel corso degli anni la nostra relazione è stata caratterizzata da frequenti litigi; su questo fronte riconosco di aver fatto un lavoro importante su di me, migliorando le modalità di comunicazione e di reazione.
Tuttavia, nonostante questi miglioramenti, la situazione dell’intimità non solo non è migliorata, ma è peggiorata.
I rapporti intimi si sono progressivamente ridotti fino ad arrivare, negli ultimi tempi, a una sola volta al mese o, in alcuni mesi, a nessun rapporto.
Il mio compagno non ricerca l’intimità e non si attiva per crearne le condizioni.
Al contrario, sembra adagiarsi su qualsiasi ostacolo: ad esempio, se io riferisco un possibile problema fisico (come il sospetto di una cistite), lui utilizza questo come motivo per rimandare o annullare anche quell’unica occasione mensile.
Questa mancanza di desiderio e di iniziativa da parte sua mi provoca una frustrazione molto intensa, che ha avuto conseguenze anche sul mio rapporto con il cibo: mangio in modo compulsivo e ho preso circa 12 kg da quando sto con lui.
Questo aumento di peso ha ulteriormente minato la mia autostima e il mio sentirmi desiderabile, portandomi a vivere un circolo vizioso: meno mi sento apprezzata, meno mi sento a mio agio nell’intimità, e allo stesso tempo lui non mostra interesse o iniziativa.
Un ulteriore problema è l’assenza di un luogo che lui ritenga adatto per vivere l’intimità: dopo tre anni di relazione sostiene che a casa sua sia ormai difficile e che entrambi ci potremmo imbarazzare (cosa che prima non avveniva).
Anche quando potenzialmente potremmo organizzarci (viaggi, occasioni diverse), subentrano altri fattori (ciclo, stanchezza, evitamento), con il risultato che l’intimità viene costantemente rimandata.
Il mio compagno soffre inoltre di una forma importante di anemia, che potrebbe incidere sulle energie e sul desiderio, ma non ho mai avuto una reale chiarezza su quanto questo influisca.
Attualmente stiamo seguendo una psicoterapia di coppia, ma paradossalmente la situazione sembra peggiorata: le sue reazioni quando provo a comunicare in modo assertivo sono più rigide e l’intimità è ulteriormente diminuita.
Io mi sento sempre più depressa, senza energie, senza valvole di sfogo, con difficoltà a studiare e persino ad andare in palestra.
A volte penso che dovrei dimagrire per tornare attraente ai suoi occhi, ma poi prevale la tristezza e resto bloccata.
Mi capita inoltre di sognare spesso altre persone con cui vivo effusioni, abbracci e vicinanza emotiva che nella relazione mancano.
Cosa fare?
Lasciare tutto?
Gentilissima,
la situazione descritta è complessa e coinvolge diversi aspetti: relazionali, emotivi, psicologici e fisici.
Indipendentemente dalla decisione finale sulla relazione, è fondamentale prendersi cura di sé stessa. Questo include affrontare il rapporto problematico con il cibo (forse con l'aiuto di un terapeuta specializzato), lavorare sull'autostima e sul benessere psicologico (anche individualmente).
Continui con la comunicazione assertiva: esprimendo i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro e diretto. D'altra parte è importante essere consapevoli delle reazioni del partner e dei limiti della situazione.
Se, a suo avviso, la terapia attuale non sta aiutando, ne parli con il terapeuta ed esprima liberamente i propri dubbi e la propria frustrazione. Valuti se il suo compagno è disposto a impegnarsi attivamente.
Anche nelle vita di coppia i bisogni individuali fondamentali (affetto, intimità, benessere) devono essere al centro dell'attenzione per ottenere una relazione appagante e il rispetto che ogni persona merita.
Cordialmente,
Dott. Mario Canovi.
la situazione descritta è complessa e coinvolge diversi aspetti: relazionali, emotivi, psicologici e fisici.
Indipendentemente dalla decisione finale sulla relazione, è fondamentale prendersi cura di sé stessa. Questo include affrontare il rapporto problematico con il cibo (forse con l'aiuto di un terapeuta specializzato), lavorare sull'autostima e sul benessere psicologico (anche individualmente).
Continui con la comunicazione assertiva: esprimendo i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro e diretto. D'altra parte è importante essere consapevoli delle reazioni del partner e dei limiti della situazione.
Se, a suo avviso, la terapia attuale non sta aiutando, ne parli con il terapeuta ed esprima liberamente i propri dubbi e la propria frustrazione. Valuti se il suo compagno è disposto a impegnarsi attivamente.
Anche nelle vita di coppia i bisogni individuali fondamentali (affetto, intimità, benessere) devono essere al centro dell'attenzione per ottenere una relazione appagante e il rispetto che ogni persona merita.
Cordialmente,
Dott. Mario Canovi.
Dr. Mario Canovi
Psicologo Psicoterapeuta a orientamento Psicoanalitico Interpersonale Umanistico individuale e di gruppo - Ipnologo
Trento - online
Utente
Gentilissimo dottore,
mi piacerebbe qualche spunto di riflessione sul perchè vi è una mancanza di intimità da parte del mio ragazzo. Oltre a ciò che mi dice lui potrebbe darmi un parere seppur superficiale? Mi sarebbe di grande aiuto ed è il motivo per cui ho scritto sulla piattaforma.
La ringrazio ulteriormente.
mi piacerebbe qualche spunto di riflessione sul perchè vi è una mancanza di intimità da parte del mio ragazzo. Oltre a ciò che mi dice lui potrebbe darmi un parere seppur superficiale? Mi sarebbe di grande aiuto ed è il motivo per cui ho scritto sulla piattaforma.
La ringrazio ulteriormente.
Gentilissima,
questo spazio, per sua natura, non permette di dare una risposta sul perché della situazione. Non sarebbe eticamente corretto darle una risposta superficiale poiché lei merita una risposta concreta che la aiuti a superare questa situazione. Peraltro state affrontando una terapia di coppia: porti con serenità questi quesiti al terapeuta che è, in questo momento, la persona più titolata per aiutarvi.
Cordialmente,
Dott. Mario Canovi.
questo spazio, per sua natura, non permette di dare una risposta sul perché della situazione. Non sarebbe eticamente corretto darle una risposta superficiale poiché lei merita una risposta concreta che la aiuti a superare questa situazione. Peraltro state affrontando una terapia di coppia: porti con serenità questi quesiti al terapeuta che è, in questo momento, la persona più titolata per aiutarvi.
Cordialmente,
Dott. Mario Canovi.
Dr. Mario Canovi
Psicologo Psicoterapeuta a orientamento Psicoanalitico Interpersonale Umanistico individuale e di gruppo - Ipnologo
Trento - online
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 114 visite dal 22/01/2026.
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