Utente
Salve, sono un ragazzo di 30 anni, ho da poco iniziato una relazione con una donna.
Ci conosciamo relativamente da poco (un mese) e fino a due giorni fa andava tutto bene.
Improvvisamente, di sera, pensando a lei sono stato colto da sudori freddi, dubbi e direi quasi panico. Come mi era già capitato altre volte (all'inizio di altre relazioni) prima ho cominciato a chiedermi se i sentimenti che provo per lei sono veri se la amo e se la amerò sempre, e quando cerco di capire cosa provo per lei sento un vuoto, (tutto è successo improvvisamente poco prima ero sicuro al 100% di amarla) ora alterno brevi momenti di serenità in cui tutto mi sembra normale e sono sicuro di quello che provo per lei a subito dopo momenti dove sto male mentalmente e fisicamente e mi chiedo perchè non capisco più quello che dovrebbe essere chiaro.
Questa situazione rischia di minare il rapporto sul nascere.
In questo momento pur di liberarmi da queste sensazioni e da questo star male potrei lasciarla andare via... ma so che me ne pentirò.
Quello che vi chiedo è se è una paura, un male o che cosa quello che mi sta riducendo in questo stato.
Oggi ho affrontato la prima seduta da una psicologa, ma vorrei più pareri

[#1]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Caro Utente,

quelli che descrive potrebbero essere pensieri ossessivi derivanti da una certa quota d'ansia presente in lei: in generale è una persona serena o si sente stressato e/o ha dei sintomi che potrebbero dipendere dall'ansia?

Si potrebbe però anche trattare di un tentativo di "autosabotaggio" che, oggi come in altre occasioni, lei attua involontariamente quando una relazione inizia a farsi troppo seria.

Le è sempre successo questo o ha iniziato solo ad un certo punto ad essere assalito ai dubbi all'inizio di una storia?

Ha vuto qualche brutta delusione d'amore che potrebbe averla portata a non rischiare più di subirne un'altra, e quindi a non impegnarsi sentimentalmente come prima?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

ritengo che il parere della sua psicologa sia il più attendibile perchè avrà modo di conoscerla meglio. Da qui non possiamo entrare troppo nel dettaglio e non la conosciamo.

Inoltre non è possibile sapere attraverso una mail se si tratta di paura o altro.

Perchè dice che questa cosa le era già capitato con altre donne in passato? e come è andata a finire?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]  
Dr. Armando De Vincentiis

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gentile utente
da quello che scrive sembra più una rimuginazione ossessiva

legga qui
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/895-la-trappola-delle-ossessioni.html
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente
Grazie per le veloci risposte.
Nella vita ho avuto 2 grandi storie, la prima volta che mi sono sentito in queste condizioni è stata all'inizio della seconda, preso dal panico passai giorni nel letto a piangermi addosso e a riflettere su cosa potesse essere successo.
Passarono mesi prima di cominciare a riprendermi, poi un giorno come era arrivato, dopo un semplice ragionamento tutto se ne è andato.
La mia compagna di allora ebbe una pazienza enorme e seppe aspettarmi
Ora chiedo aiuto perchè sono conscio non essere assolutamente una situazione normale e perchè non voglio soffrire e far soffrire la mia attuale compagna

[#5]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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E' possibile che si tratti della manifestazione di un disturbo d'ansia, che deve essere valutato e trattato.

Non posso che consigliarle di rivolgersi di persona ad un nostro collega che prenda in esame tutto il quadro e le dia aiuto e delle risposte.

E' importante che lei lo faccia ora prima di rischiare di mandare a monte una storia che sembra possa renderla felice.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#6]  
Dr. Giampaolo Falasca

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Epitteto, un filosofo greco, diceva che non sono le cose a farci stare bene o male, ma l'idea che ci facciamo di esse ed infatti questa frase contiene una profonda verità e cioè che la realtà non si impone alla nostra coscienza, ma siamo noi a costruirla, a darle un significato positivo o negativo, a valutarla bene o male, tant'è vero che è credenza piuttosto diffusa che l'uomo sia diviso in una parte emotiva ed una parte razionale, il pensiero, e che queste due parti vengano spesso in conflitto, per cui si pensa una cosa, ma se ne sente un'altra e, conseguenza di questa divisione, è il ritenere di avere il controllo dei propri pensieri, e di essere, invece, del tutto in balia delle emozioni che ci assalgono quasi dall'esterno, senza alcuna possibilità di controllo, in modo, apparentemente, incomprensibile ma, in realtà, tutto ciò non è vero, perchè le emozioni che sperimentiamo sono estremamente connesse con i pensieri che elaboriamo, e viceversa e siamo dunque noi, con il nostro modo di pensare, a causarci l'ansia, la rabbia, la tristezza, oppure la gioia ed il benessere ed ogni altra emozione.

Ansia e paura sono sorelle ed infatti entrambe si manifestano con gli stessi sintomi fisici e con lo stesso sgradevole stato di tensione generalizzato, tant'è vero che, tradizionalmente, si parla di paura, quando tale stato è causato da una situazione esterna che la maggior parte delle persone ritiene effettivamente pericolosa mentre, si parla invece di ansia, quando lo stesso stato si attiva senza che vi siano le condizioni di pericolo, percepite tramite minaccia esterna e quindi, mentre la paura, ancorchè sgradevole, è evidentemente utile, l'ansia potrà sembrare incomprensibile e soprattutto dannosa, per questo la si pensa una malattia, pur non essendo, a volte, immotivata, anche se le valutazioni che la causano non sono del tutto ragionevoli e potrebbero apparire esagerate ed assolutiste.

Ma attenzione però, perchè, in questo caso specifico, si potrebbe trattare anche di un disturbo della personalità, che andrà molto approfonditamente ed accuratamente valutato, perchè avere un disturbo di personalità significa non essere in grado di adattarsi facilmente al normale scambio fra dare ed avere che regola la vita di tutti i giorni ed infatti, in ogni situazione o relazione, l'individuo difficilmente si adegua alle richieste dell'ambiente, ma, al contrario, si aspetta piuttosto che siano il mondo e gli altri ad adattarsi a lui, in quanto, generalmente, il comportamento è rigido ed inflessibile ed il circolo vizioso si perpetua, così che il disturbo si aggrava ulteriormente, infatti, avere una mente chiusa significa percepire il mondo in modo alterato oppure rifiutare ogni nuova informazione che non supporta le proprie aspettative, e questo è proprio il caso di chi si comporta in modo tale da provocare negli altri esattamente quelle risposte che avallano le sue aspettative più pessimistiche, trasformandole in realtà.
Dr. Giampaolo  Falasca
Psicologo - Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia - Specialista in Psicoterapia
www.psicologofalasca.it