Attivo dal 2011 al 2012
Buonasera a tutti i medici.. Da qualche giorno ho di nuovo crisi di panico e ansia che mi accompagna praticamente tutto il giorno.. Spiego i motivi: Sono stata ammessa all'università di infermieristica, pur essendo stata ferma due anni ho deciso di rimettermi in gioco e provare l'esperienza dell'università (non ho lavorato questi due anni perchè non sono riuscita a trovare nulla e per non stare a casa andavo nella ditta di papà per rendermi utile in qualche modo), per questo motivo ho iniziato a sentirmi un peso, a sentirmi inutile ed ecco che iniziarono crisi di panico e ansia da somatizzazione..potete immaginare la frustrazione che ho provato..spinta anche da questo motivo ho iniziato a studiare per il test, mi sono iscritta, ho fatto il test e con mio enorme tupore sono entrata.. Entusiasmo alle stelle i primi giorni, successivamente ho iniziato a martellarmi di domande del tipo "Sono sicura di quello che faccio? E' davvero quello che mi piace? Sarò capace di fare determinate cose? ecc.." Tutto questo perchè sono una ragazza molto sensibile ed emotiva..La scelta di infermieristica è stata portata anche dal fatto che secondo me è una delle poche che offre ancora lavoro e dopo 3 anni si può subito lavorare, e anche perchè mi ha sempre affascinato la medicina.. Ora che ho raggiunto il mio scopo mi sento come se avessi sbagliato di nuovo tutto..poi inizio a pensare che sono già due anni indietro e non posso permettermi di fare le cose con calma o di sbagliare e sto male..la cosa più brutta è che ora i miei genitori si sono accorti che c'è qualcosa che non va e io mi vergogno a dire ciò che sento..non so se è solo ansia o è davvero quello che penso, non riesco a distinguere le due cose.. E' come se non riuscissi mai ad essere felice! Quando mi sento sopraffatta da qst emozioni penso di voler lasciare e poi penso che devo sfruttare questa occasione e che nel caso non fossi portata per questa professione me ne accorgerò molto presto.. Però in entrambe i casi ho paura! Non voglio deludere i miei genitori e allo stesso tempo non voglio fargli spendere soldi se vedo che la cosa non mi affascina.. Ci tenevo tanto e ora che ce l'ho fatta mi sento così..poi dipende dai giorni..a volte sto meglio e a volte ho crisi di pianto.. Non so cosa mi succede aiutatemi a capire cosa devo fare..non voglio rovinare un'occasione così solo per paura...
Un giorno in preda allo sconforto mi sono confidata con un ragazzo che lavora nella ditta di mio padre il quale mi ha consigliato di buttarmi senza pensare troppo perchè nella vita bisogna rischiare e così ho fatto..ero felicissima fino a poco tempo fa' e ora mi sento un fantasma che cammina..Ho perso già un chilo in una settimana perchè non ho appetito e mi sento abbattuta..Spero di essere stata abbastanza chiara.. aiutatemi a capire cosa mi succede per favore..

[#1]  
Dr. Daniela Benedetto

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" mi sento come se avessi sbagliato di nuovo tutto..poi inizio a pensare che sono già due anni indietro e non posso permettermi di fare le cose con calma o di sbagliare e sto male.." "Non voglio deludere i miei genitori e allo stesso tempo non voglio fargli spendere soldi se vedo che la cosa non mi affascina." " Tutto questo perchè sono una ragazza molto sensibile ed emotiva.."
Gentile ragazza, ho riportato sopra alcune frasi che mi sembrano indicative del suo stato emotivo ma anche dei limiti che si pone alla vita e dei condizionamenti sui quali costruisce i suoi progetti.
Io credo che non si tratti tanto di sensibilità ed emotività quanto piuttosto dal fatto di non volere deludere se stessa e i suoi genitori rispetto alle sue aspettative e agli investimenti che i suoi fanno per lei e che lei stessa fa per il tempo impiegato.
"non posso permettermi di fare le cose con calma" o "di sbagliare " perchè non può fare le cose con calma? perchè non può sbagliare? cosa succederebbe se ci mettesse il "suo" tempo in armonia con la sua energia, il suo entusiasmo ecc?
"se vedo che la cosa non mi affascina". Mi sembra che ragioni per estremi: se non la affascina deve per forza detestare gli studi scelti? se ci mette più tempo deve per forza abbandonare?
Chi la costringe in questi stereotipi così rigidi tanto da chiuderle lo stomaco per l'angoscia?
Ha una famiglia così rigida o è lei che la percepisce così? Cosa succede se non supera gli esami con il massimo dei voti?
Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
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[#2]  
Dr.ssa Donatella Bielli

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Gentilissima,
non c’è distinzione tra l’ansia e quello che si pensa (“è ansia o è davvero quello che penso?”), nel senso che l’ansia e il pensiero ansiogeno sono la stessa cosa. La mente produce pensieri congrui allo stato d’ansia che si vive La distinzione va fatta tra il nostro pensiero spesso soggettivo e la realtà dei fatti, l’oggettività del reale. Oggettivamente parlando, per l'appunto, nessuno può sapere con certezza se la scelta fatta sia la migliore tra le possibili; una quota di rischio, come dice il suo amico, va accettata, tanto quanto va accettata una quota di incertezza. Di sicuro però tale accettazione è agevolata da una buona autostima, un buon senso di autoefficacia e un tono dell'umore sufficientemente alto da permetterle di pensare che comunque vada, è in grado di farcela, di studiare e di lavorare un domani. Io trovo che sia stata molto positiva la scelta di tornare a studiare, una scelta anche coraggiosa. Vale la pena sconfiggere i pensieri di rinuncia e la dubbiosità che la sta paralizzando.
Dr.ssa DONATELLA BIELLI
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale.

[#3]  
Dr.ssa Valeria Randone

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gentile Ragazza,
rileggendo lo storico dei suoi consulti, la sintomatologia sembra andare oltre, qualche giorno.
ha fatto quanto le è stato consigliato da noi in passato ?
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#4] dopo  
Attivo dal 2011 al 2012
Buongiorno.. Scusate se rispondo adesso ma sono ho avuto molto tempo oggi per via delle lezioni..
Oggettivamente non c'è nulla di male nel fatto che io sia due anni indietro rispetto alla norma, il fatto è che la vivo male io adesso e non so perchè..probabilmente perchè mi è stato ripetuto tante volte dai miei genitori, soprattutto mio padre che era contrario a lfatto che mi iscrivessi all'università proprio per questo motivo... Ho scritto che non posso sbagliare perchè due anni fa' finita scuola mi sono iscritta ad economia, non avevo idea nè di ciò che mi piacesse, nè di quello che volessi fare, tantochè dopo un mese o poco più mi sono ritirata dando dispiacere a me stessa e ai miei genitori... Ci terrei a chiarire un'altra cosa: provengo da una famiglia benestante e nonostante la crisi per i miei non è un grosso problema il fatto che io vada all'università...tutto però viene vissuto tragicamente..! Come se fossimo sull astrico o sull'orlo di un precipizio... mio padre stesso tante volte mi ha ripetuto che sono "vecchia" per certe cose ormai e che dovrei pensare a sistemarmi..a forza di sentirmelo dire ho iniziato a crederci..
Un'anno fa ho sofferto di un disturbo di ansia da somatizzazione (acufeni), ho fatto delle sedute dalla psicologa ma poi ho interrotto perchè mi sembrava che nn servisse...Ora comunque ho superato questa cosa e il problema è stato dimenticato...

[#5] dopo  
Attivo dal 2011 al 2012
Scusate non vorrei essere insistente... Vorrei solo avere dei consigli su come affrontare questo conflitto interno che mi fa così tanto soffrire perchè per il momento non posso fare sedute dalla psicologa...

[#6]  
Dr. Daniela Benedetto

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Cara ragazza non ci sono parole magiche che le possiamo dire, i consigli servono a poco. Io credo lei debba fare maggiore affidamento sui propri desideri e cominciare a costruire un proprio bagaglio di esperienze, vissuti, sentiti sulla base di ciò che ora vuole costruire indipendentemente dal pensiero degli altri, genitori compresi, che pur in buona fede, potrebbero manifestare opinioni relative al solo loro quadro di riferimento. E' lei che conosce le proprie risorse psicofisiche, che sente e sa i propri desideri, le proprie motivazioni. Dovrà fare affidamento su se stessa ed è attraverso le proprie risorse che riuscirà ad emanciparsi soprattutto in un contesto familiare un poco ansiogeno e svalutante. E' arrivato il momento di accettare le proprie responsabilità nelle scelte che fa e che non sempre possono essere in linea con i pensieri degli altri. Tra l'altro vedrà che nel momento in cui lei crederà per prima in se stessa gli altri, i suoi genitori, non avranno alcuna difficoltà a riconoscerle i meriti.
In bocca al lupo
Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
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