Capire le motivazioni di un partner confuso nel chiudere una storia

Salve.
Circa 2 anni fa conobbi un uomo dopo la rottura di una relazione piuttosto devastante, coetanei io avevo 30 anni lui 33. Differentemente da altre mie storie era piu che altro per me una conoscenza, bel ragazzo ma non era nella fase in cui cercavo una relazione, ero serena con me stessa, lui non mi ha mai dato modo di vedere che avesse un interesse, non si e' mai esposto. Per lui non sentivo le farfalle nello stomaco, ma stavo bene. dopo 3 mesi di semplici aperitivi c'è stato il primo bacio, da li e' iniziata la nostra storia, era molto attento, premuroso. purtroppo l'inizio della storia e' coinciso con l'improvvisa malattia di mio fratello, un tumore che lo ha portato via in poco piu' di due mesi. Lui mi èstato vicino, ma ovviamente io non c'ero molto nella relazione, lui sentiva che non mi aprivo molto a lui ma in relatà gli ho sempre spiegato che avevo i miei tempi. Sentivo che non ero innamorata ma in realtà ero molto affezzionata, era un differente modo di stare con qualcuno perche' era iniziato come amicizia. Un problema tra noi che lui soffriva di disfunzione erettile, tra noi mai un rapporto sessuale, si aprì con me riguardo al problema...non gli ho mai fatto pesare la cosa anche se non era facile capire. avevo paura di essere io. ha sempre avuto questo problema, è da anni che non ha rapporti sessuali. tra noi un'attrazione strana di fatta di cervello. improvvisamente mio fratello muore lui era sparito da 2 giorni così senza motivo, lo cerco mi dice che era finita, tuto questo al telefono. mi dice mi dispiace per tuo fratello sii forte. mai un faccia a faccia. scomparso. per un anno mi sono ossessionata avevo capito di amare questo ragazzo con cui mi ero aperta, non era stata una cosa fisica ma una profonda stima e amicizia. dopo un anno lo cerco, volevo capire, lui si degna di rispondere, ci siamo rimisti volevo ricominciare da capo, l'ho perdonato per la cattiveria che mi ha fatto quaando mio fratello e' morto. L'incontro è stato particolare, come se un anno non fosse passato, lui sa tutto di me e io tutto di lui, riusciamo a capirci al volo. lui dice che non mi amava che non poteva funzionare, disse l'amore o c'è o non c'è. Ma allora perchè tutta quella rabbia nel lasciarmi? siamo finiti a letto, una complicità sessuale incredibile che non c'era mai stata nemmeno l'anno prima. il problema ancora ce l'ha, niente sesso, l'erezione è presente, lui molto attratto. Era confuso, diceva che non poteva funzionare e che voleva stare da solo.Per 3 mesi ci continuiamo a vedere io super paziente, i suoi alti e bassi, diceva che ero importante nei momenti di intimità, che mi desiderava, che voleva risolvere il suo problema con me e riuscire a fare sesso con me. a natale chiude la storia di nuovo, due giorni prima tutto ok e poi "basta, c'ho provato ma non ho voglia di vederti, è sola attrazione, io cerco la principessa, le faralle nello stomaco". Sono distrutta, per me e' amore non sono farfalle. davvero non mi ama?o non riesco ad accettare?
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara Utente,

mi sembra di capire che la vostra storia sia proseguita fra alti e bassi anche se, a connti fatti, siete stati assieme in tutto solo pochi mesi all'inizio e qualche altro mese dopo un anno di lontananza.

Ora che lui sembra volersi allontanare definitivamente lei si dice distrutta, ma se rilegge il suo post è chiaro che un sentimento che vada oltre l'essere solo affezionata a lui è nato in lei in tempi recenti, visto che all'inizio non ne era innamorata e che le cose sono rimaste così per un bel po'.
In seguito mi sembra che le parti si siano ribaltate: ora è lui a dire che non sente le farfalle nello stomaco, mentre al principio era lei a pensarlo.

Non ho però capito se inizialmente lui era innamorato e ha poi negato di esserlo, o se si trovava bene con lei e ha voluto vedere se le cose potevano funzionare fra do voi.
Può chairire questo punto?

Gli ha riparlato di come si è comportato quando è mancato suo fratello?
Le ha fornito una spiegazione?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#2]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

un aspetto cruciale di tutta la storia che ha raccontato qui a mio avviso è il disturbo dell'erezione di cui sta soffrendo quest'uomo.

Il fatto è che è molto probabile che lui non riesca a vedere una via d'uscita per il suo problema. Le ha detto che avrebbe voluto risolverlo: lo ha fatto? Ha preso iniziative per risolverlo, magari contattando un medico e uno psicoterapeuta? Come pensava/sperava di risolverlo?

A me sembra il filo conduttore dell'intera storia che per ben due volte s'interrompe dopo l'emergere di questa defaillance.

Un uomo in genere non reagisce per niente bene di fronte a tali difficoltà. Per capire un po' meglio, posso chiedere quale era il Suo (di Lei che sta scrivendo) atteggiamento davanti al deficit erettivo?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
Quando una storia termina e' sempre un lutto. Nel suo caso un lutto molto complicato.
Quest'uomo aveva gia' deciso di troncare .L'ha fatto in un brutto momento, d'accordo. Ma lei aveva avuto il tempo di fronnteggiare la situazione. Perche' ha cercato di riaprirla?
Forse in questo tentativo era gia' incluso il secondo trauma.
Quest'uomo ha una sintomatologia pesante da accettare. La disfunzione erettile puo' essere un'identita' penosa. Cosa ne pensa lei? Non puo' essere che il nucleo del comporamento di qest'uomo sia proprio da cercre in tale sintomatologia?
I migliorii saluti

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

[#4]
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
Quando una storia termina e' sempre un lutto. Nel suo caso un lutto molto complicato.
Quest'uomo aveva gia' deciso di troncare .L'ha fatto in un brutto momento, d'accordo. Ma lei aveva avuto il tempo di fronnteggiare la situazione. Perche' ha cercato di riaprirla?
Forse in questo tentativo era gia' incluso il secondo trauma.
Quest'uomo ha una sintomatologia pesante da accettare. La disfunzione erettile puo' essere un'identita' penosa. Cosa ne pensa lei? Non puo' essere che il nucleo del comporamento di qest'uomo sia proprio da cercre in tale sintomatologia?
I migliorii saluti
[#5]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio per le vostre risposte.
Cercherò di spiegare meglio, è difficile farlo in poche parole. Io ho dubitato di essere innamorata poiché avevo avuto sempre relazioni in cui se non c'era lo stravolgimento fisico ritenevo non fosse amore...ma erano tutte relazioni di cui c'era poco di me...della mia parte interiore non condividevo la quotidianita' le piccole cose, e soprattutto la storia si svolgeva in un periodo estremamente tragico per me, la malattia di mio fratello che non mi permetteva di avere la mente libera per pensare anche a lui ai miei sentimenti. <<quando ero con lui stavo bene ma la mia testa era accanto al letto di ospedale di mio fratello. lui ha fatto molto per farmi stare bene pur dicendomi che nn era innamorato...ma che voleva stare con me, che non voleva perdermi ma faceva fatica a starmi dietro. Il suo problema lo abbiamo affrontato, gli ho detto che era risolvibile, ma che doveva chiedere aiuto ad un esperto. lui aveva preso appuntamento prima di tutto con un urologo che gli aveva prescritto delle analisi, anche se sicuramente il suo problema era di tipo psicologico, in quanto l'erezione era presente solo con altro tipo di intimita' tra me lui, ad esempio il sesso orale andava benissimo. Lui riteneva che io fossi straordinaria per il semplice fatto che si sentiva a suo agio a parlarne. poi mi ha lasciato, per me era una situazione in sospeso, avevo bisogno di capire perchè! Lui fugge di fronte ai sentimenti, a distanza di un anno la sua spiegazione era che mancava la base, cioè l'amore. Ma l'amore non nasce dalla stima e dall'affetto, dalla complicità? Se c'è estrema attrazione e dal quel punto di vista funzionava benissimo come anche il dialogo non puo' essere solo affetto. affetto lo provo per una caro amico, ma non mi sognerei di starci a letto e fare quello cge facevamo noi pur non avendo mai l'esperienza completa. Lui dice che sa che ha bisogno di uno psicologo ma ora sono due mesi che non ci sentiamo. non so cosa stia facendo. a parte che viaggiare con gli amici. La cosa che ora mi ossessiona emi distrugge é pensare che forse lui ha ragione...lui ha sempre detto che per fare sesso deve amare...è possibile questo in un uomo? Insieme abbiamo deciso di non usare il viagra, lui voleva farlo naturalmente con me. e così abbiamo atteso. In questo preciso momento so che lui sta tentando in tutti i modi d cambiare vita...erano 7 anni che non faceva un viaggio...è sintomo che voglia cambiare. Ho il terrore che il suo problema lo risolva nel momento in cui si innamorerà. Sono confusa, non so se credere che non mi ama veramente anche se me lo ha detto in faccia oppure credere ai momenti in cui era con me in intimità...quando diceva stava bene ma era confuso, che ero importante per lui ma che non voleva sbilanciarsi. Poi chiudere di nuovo dicendo che voleva fare il suo percorso, che voleva sentirsi una persona nuova, rinnovarsi. amo per la prima volta nella mia vita...come fare ad accettare lui con un'altra? mi sentirei sconfitta, come se il problema che lui ha dipendesse allora dal fatto che relamente non mi ama. Credo che prima o poi nche a lui capiterà di innamorarsi di amare...io non lo sopporterei. come accettare? come tagliare il legame che c'è tra me e lui? so che lui è legato a me...ma è più egoista. secondo voi esperti l'amore è come la vede lui? cioè farfalle nello stomaco? oppure è il legame, l'intimità, il dialogo che fanno una coppia?
[#6]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

ciascuno di noi ha un'idea dell'amore che desidera vivere che è frutto della propria storia, delle esperienze passate e di ciò che desideriamo, oltre che dei valori personali che abbiamo.

Le farfalle nello stomaco fanno pensare molto di più alla fase dell'innamoramento che è indubbiamente potente per la costruzione della coppia, ma non basta. Perchè l'innamoramento poi passa e lascia spazio ai progetti condivisi, alla fatica fatta in due, alle decisioni importanti e all'amore.

Evidentemente voi due avete visioni diverse in merito.

" poi mi ha lasciato, per me era una situazione in sospeso, avevo bisogno di capire perchè!"

Lo capisco bene. Ma ci sono situazioni nella vita in cui non possiamo capire proprio tutto, semplicemente perchè non sono sotto il nostro controllo. Se uno La lascia, Lei non può controllare e darsi spiegazioni per il comportamento dell'altro.
Certo, possiamo formulare ipotesi, ma adesso credo sarebbe opportuno chiudere con la storia, perchè questo non Le permette di andare avanti con la Sua vita.
Se Lei ama quest'uomo indubbiamente soffre, ma d'altra parte che cosa ci guadagna a stare con un uomo che pensa e si comporta così? che cosa potrebbe darLe?
[#7]
dopo
Utente
Utente
avevo diritto ad una risposta da lui e sapevo in fondo che anche lui voleva vedermi, mi disse si "voglio vederti molto volentieri".

Io ad andare avanti ora non ci riesco, sono in cura con psicofarmaci in quanto questa situazione mi ha tolto ogni briciolo di speranza per il futuro. Nonostante io non abbia mai avuto un rapporto completo con quest'uomo pensare a fare sesso con altri mi fa schifo, o persino fammi toccare.
Lui ha chiuso dicendo ha bisogno di tempo...il tempo gli dirà se è stato giusto o sbagliato...mi ha lasciato ancora in sospeso.
secondo voi, puo' una persona con questo tipo di personalità tornare sui suoi passi? (se affronterà il suo problema ovviamente)
[#8]
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
Sulle "conseguenze dell'amore" si potrebbe parlare a lungo senza approdare ad un'unica risposta.
C'e' l'amore spirituale, quello amicale, quello complIce, quello solo erotico.
Quando lei parla di amare a quale si riferisce? Spesso l'amore non basta ad una vera attrazione sessuale che e' un insieme di istinto, seduzione, mistero, desiderio.
Nel caso di disturbi erettii le motivazioni possono essere dovuti a diverse caue organiche e a importanti cause psichiche. L'amore in questo tipo di disturbo puo' costituire persino una emozione negativa.
I migliori auguri signora
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

io credo che Lei si stia ponendo le domande sbagliate.
Il punto non è se lui torna sui suoi passi.
Il punto fondamentale della questione è Lei e il Suo benessere, con o senza quest'uomo.
Quindi potrebbe domandarsi cosa può fare per andare avanti e stare bene?
Questa esperienza evidentemente va riletta e ha toccato una parte di Lei molto vulnerabile. D'altra parte i sentimenti smuovono sempre la parte più vulnerabile di un essere umano.

La reazione depressiva che sta vivendo ora è fisiologica, MA deve anche chiedere aiuto per andare avanti.
La sofferenza per un amore non corrisposto o che non ha funzionato bene fa parte della soffernza umana. Quella in eccesso, invece, bisogna trattarla magari attraverso una psicoterapia.
Lei qui, a mio avviso, fa un errore e un torto verso se stessa ritenendosi senza speranze.
Evidentemente ha bisogno di qualcuno che riesca a farLe vedere che ci sono ancora speranze di essere felici e di incontrare qualcuno cui voler bene.

Chi Le ha prescritto gli psicofarmaci?
[#10]
dopo
Utente
Utente
Lo psichiatra mi ha prescritto zoloft, 3 settimane fa, che ancora non ho iniziato a prendere in realtà perche'sono terrorizzata. Mi e' sembrata una cosa fettolosa prescrivermi dopo il primo incontro il farmaco, sono terrorizzata dall'ingrassare e tutti gli effetti collaterali. lo psichiatra si è basato solo sul trauma della perdita di mio fratello non ho avuto nemmeno il tempo di parlare della situazione con questo ragazzo che sicuramente è strettamente connesso e intrecciato con il dolore della perdita di mio fratello accaduti nello stesso giorno.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Come mai si è rivolta allo psichiatra e non a uno psicologo per elaborare tali perdite?
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dopo
Utente
Utente
Poichè proprio due anni fa prima della perdita di mio fratello e dell'inizio della relazione con questo ragazzo uscivo da una fortissima depressione dovunta ad un precedente evento traumatico, la fine di una convivenza molto breve poichè mi mise le mani addosso. Mi causò estrema paura, non dormivo, ero addolorata mi sentivo umiliata. Il mio medico di base di cui mi fido ciecamente mi prescrisse cymbaltae mi fece consultare uno psichiatra per verificare nel tempo il dosaggio. ma costantemente venivo seguita da una psicologa. Quindi sono tornata dalla psichiatra, ma farò dei colloqui anche con la psicologa. cosa mi consiglia? lasciar stare il farmaco?
sono ostile ai farmaci...ma ho sempre avuto alti e bassi di umore nella mia vita, mai stat una persona serena. ma gli ultimi due anno sono stati devastanti per la mia esistenza.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

francamente sarebbe indispensabile un approfondimento in una sede adeguata, perchè questo stato depressivo ricorrente, che adesso riaffiora per queste perdite va indagato bene.

Elaborare un lutto (mi riferisco anche alla perdita di un compagno) merita uno spazio maggiore e mi fa piacere sapere che vedrà anche uno psicologo.

Sulle prescrizioni della duloxetina nel passato non posso pronunciarmi perchè lo psicologo non è un medico e quindi deve riferirsi al medico anche per quanto riguarda il farmaco che non ha ancora preso.

Soltanto non capisco se in passato quest'uomo Le avesse messo le mani addosso dopo la convivenza perchè era una persona violenta/dipendente (da sostanze?) e Lei non se ne era resa conto...

Quanto tempo è durata quella storia?
Si è allontanata subito da quell'uomo dopo le percosse?
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Vedo che nel suo racconto emergono delle similarità fra lei e il suo ultimo compagno:

"Per 3 mesi ci continuiamo a vedere io super paziente, i suoi alti e bassi"

"ho sempre avuto alti e bassi di umore nella mia vita, mai stata una persona serena".

Per quanto da qui non sia possibile porre alcuna diagnosi, non conoscendo direttamente la persona e non potendola esaminare, non è da escludere che lei soffra di un disturbo dell'umore mai diagnosticato e che abbia trovato nel suo ultimo uomo qualcuno che rispecchia i suoi alti e bassi e che l'ha portata/costretta per un periodo a rappresentare la parte stabile e coerente della relazione.
Questo però non è servito o bastato ed è ipotizzabile che il senso di disperazione e di fallimento che lei sta provando dipenda anche da questo.

Quando è stata seguita da una psicologa ha ricevuto una diagnosi precisa?
Si trattava di sedute di sostegno psicologico o di una psicoterapia?
In quest'ultimo caso, di che psicoterapia si trattava?
[#15]
dopo
Utente
Utente
Grazie ancora per le vostre risposte. Dunque la precedente relazione è durata circa un anno e mezzo, ho vsissuto per vari periodi della mia vita all'estero, la relazione quindi in quel periodo quindi 2009-2010 era a distanza, lui in inghilterra io in italia, facevo spola tra i due paesi. Lui un carattere piuttosto rabbioso, una discussione tra noi era devastante, tendeva piuttosto ad essere violento contro gli oggetti, com me tendeva piu' ad urlare a sparire per dei giorni lasciandomi nel piu totle senso di disperazione, non riuscendo a gestire i suoi attacchi di rabbia. La convivenza è stata intrapresa, poichè eravamo stanchi di stare a distanza ma nel momento in cui è iniziata probabilmente abbiamo compreso che i nostri caratteri erano incompatibili. Fino a quando ho scoperto che lui flirtava online con una ragazza di 18 anni. Ha distrutto casa, ha cominciato a dare testate al muro ferondosi lui e poi mi ha preso per il collo sbattendomi al muro ma si è fermato. Il giorno dopo ho preso un volo per tornare in italia, ma è stato difficile accettare la fine della relazione ho fatto anche dei tentativi per riconciliarmi ma lui ha voluto chiudere per poi tentare di recuperare dopo 8 mesi di silenzio quando io già vedevo la persona di cui ho parlato nei precedenti post.
sinceramente quando lo conobbi lo consideravo piuttosto normale, anzi per questo all'inizio ritenevo di non essere innamorata proprio perchè la relazione era nata da un dialogo molto più profondo, una conoscenza piu serenza, normale. ma a quanto pare anche lui poi ha fatto uscire fuori le problematiche. credo che in quest'ultima situazione io mi sia posta in maniera molto differente ma poi non sono riuscita più a gestire gli umori della persona quando la mia fragilità è di nuovo emersa a seguito del mio lutto familiare etc.
Il punto di tutto è che costantemente nella mia testa ricorre la domanda: è possibile che questo uomo non riesce a fare sesso con me perchè non mi ama? lui sostiene che se non ama non puo fare sesso. E questa cosa mi uccide. So che lui tiene a me, è un legame che sente ma rifiuta, riesce a mettere punto e cancellare tutto. Sono confusa non riuscirei ad accettare di sapere che starà con un'altra donna e aver risolto il problema. Quando succederà mi renderò conto che aveva ragione, non mi amava e quindi non poteva fare sesso.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"è possibile che questo uomo non riesce a fare sesso con me perchè non mi ama?"

Inverto la domanda e la indirizzo a lei: perchè non dovrebbe essere possibile?

E' sicuramente difficile da accettare, ma lui è stato piuttosto diretto e sincero nel dirle questo:

"basta, c'ho provato ma non ho voglia di vederti, è sola attrazione, io cerco la principessa, le faralle nello stomaco"

perciò le suggerisco di evitare di pensare:

"So che lui tiene a me, è un legame che sente ma rifiuta"

Trattandosi di un uomo adulto può solo prendere per buone le sue motivazioni ed è pericoloso pensare di sapere meglio di lui cosa prova e cosa vuole.
Anche se avesse un blocco, ma non avesse alcun interesse a risolvere ciò che lo tiene lontano da lei, non potrebbe farci nulla.

L'unica cosa che può fare è chiedere un chiarimento definitivo, per evitare di illudersi e di arrovellarsi in solitudine su una situazione che dipende da entrambi.

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