Omofobia e senso di inadeguatezza

Buonasera, ho un grosso problema per quanto riguarda l'accettazione di una mia componente omosessuale che ho scoperto da poco (potete vedere lo storico dei consulti), rimasta latente da sempre e venuta a galla (almeno nella fantasia è evidente). Purtroppo fin dall'adolescenza mi capitava di avere fantasie bisex (come flash, attimi di trasgressione e desideri nascosti), prima erano occasionali (spesso le fantasie erano etero) e negli ultimi anni sono diventate un tarlo ansioso... la cosa spaventosa è che penso di essere un cuckold (che a mio parere) è una forma di omosessualità latente in quanto si usa la donna per non fantasticare direttamente con l'uomo (infatti con i video gay non ci riesco). Sarebbe più sensato secondo me essere gay. Le mie fantasie eterosessuali sono ormai eclissate, non riesco più ad identificarmi nel maschio dominante anche se non posso ancora rimuovere la donna, devo solo subirne la frustrazione di sentirmi castrato e sottomesso...

Come già detto in un precedente consulto, il mio problema riguarda l'omofobia interiorizzata che mi fa sentire inadeguato e inadatto come uomo (nel senso eterosessuale) anche in mezzo agli altri, in quanto mi sono sempre creduto etero, forse impacciato ma un giorno avrei trovato una ragazza... (purtroppo mi hanno inculcato questo mito da piccolo). Il guaio è che mi sembra di essermi svegliato e di vivere la vita di qualcun altro perchè mi sento soffocare...

Di esperienze con ragazze ne ho avute poche, scarse e deludenti... mentre con gli uomini non ci riesco.. mi sale l'ansia, ma sospetto che sia un meccanismo di difesa... L'ossessione è legata ad una mancata accettazione della componente omosessuale (forse esclusiva, non so, ma sarebbe meglio della confusa bisessualità)...

Tutto questo si ripercuote anche nelle relazioni sociali, in quanto tendo ad essere nervoso...
Secondo voi, ho qualche speranza di arrivare a rimuovere la donna per sempre dalla testa (visto che non posso fare il contrario) e vivere serenamente da gay allo stesso modo in cui vive un eterosessuale senza sentirmi in un ghetto emotivo?

Che tipo di terapia va seguita per una cosa del genere? Non riesco ad uscirne nonostante alcune sedute da specialisti...
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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile utente,
intanto grazie per la fiducia.

Ho letto velocemente i suoi consulti passati e, come suggerito dai colleghi, è necessario che continui la sua psicoterapia.

Il suo disagio a carattere prettamente "esistenziale" ha bisogno di essere accolto, ascoltato e ben individuato. Occorre tempo.

Un tempo debito per poter far fronte a questo dolore, a questo senso di frustrazione che, continuamente, ci distoglie dalla serenità quotidiana.

Qualsiasi cosa noi le dicessimo, non servirebbe a placare questa sua ansia di sapere e di conoscere... perché si tratta di un confronto de visu, che ha bisogno di una buona alleanza terapeutica, affinché le si permetta di essere se stesso e di recuperare la sua spontaneità in un modo o nell'altro.

Probabilmente un approccio integrato, visto già sperimentato, può aiutarla a riprendere in mano la sua vita...

Rimaniamo in ascolto.

Un caro saluto
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 93 43
Gentile Utente,
si è poi attivato per effettuare un incontro con lo psichiatra, come indicatole un paio di settimane fa, in modo da intraprendere nuovamente -e in maniera più scrupolosa- una cura farmacologica?

Continuare ad "avvitarsi" in solitudine sui medesimi pensieri, magari con l'ausilio di letture sul web che tendano a confermarli, non l'aiuterà ad uscire dalla dolorosa impasse in cui si trova.

Cosa intende quando scrive di aver effettuato "alcune sedute"?
Il percorso psicoterapeutico intrapreso è stato interrotto? Per quale motivo?

Cordialmente,

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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dopo
Utente
Utente
Ringrazio entrambe per la risposta.

risposta per Dr.ssa Albano:

"recuperare la sua spontaneità" - in che senso recuperare la spontaneità? non so nemmeno se sono stato spontaneo in passato, dato che le questioni ambientali influiscono profondamente... a tal punto da aver vissuto una vita eterosessuale (anche se frustrante e triste)... e cosa intende "in un modo o nell'altro"? Forse da etero o gay (o qualche sfumatura intermedia)?

E un pò mi vergogno anche della mia omofobia. Non riesco a toglierla, nonostante abbia frequentato persone gay per confrontarmi e parlare...

risposta per Dr.ssa Scalco:

"si è poi attivato per effettuare un incontro con lo psichiatra, come indicatole un paio di settimane fa, in modo da intraprendere nuovamente -e in maniera più scrupolosa- una cura farmacologica?"

Ho messo tutto da parte per concentrarmi altrove, in quanto vorrei recuperare un pò di tempo perduto in altri ambiti... Nel frattempo mi sono procurato la richiesta di visita psichiatrica dal medico ed ho telefonato al centro salute mentale. Devo solo andare a prenotare di persona allo sportello.

"Continuare ad "avvitarsi" in solitudine sui medesimi pensieri, magari con l'ausilio di letture sul web che tendano a confermarli, non l'aiuterà ad uscire dalla dolorosa impasse in cui si trova."

Del web ne ho fatto la fonte di informazioni, è vero (altrimenti non sarei qui).... Ho letto della scala Kinsey, storie di coming out, chat con altri ragazzi gay (per confronto non per sesso) e ho letto materiale di psicologia che trovavo tra le varie pagine (alcuni concetti contraddittori) ed ho capito che si ha a che fare con un qualcosa che nessuno conosce veramente fino in fondo... per non parlare del materiale pornografico e racconti erotici... ma se una cosa eccita, eccita inutile... e la cosa strana è che non mi eccita la vagina come da ragazzino.... qualcosa non torna...

"Cosa intende quando scrive di aver effettuato "alcune sedute"?
Il percorso psicoterapeutico intrapreso è stato interrotto? Per quale motivo?"

Ero andato dalla terapeuta perchè avevo altri disagi (per esempio ero insicuro e ansioso su altri aspetti di me, come il panico da esame e con l'altro sesso). Ho interrotto per questioni economiche... la mia terapeuta (che non esercita per maternità, ma mi offre comunque sostegno) mi ha consigliato dei suoi colleghi con cui proseguire, ma non posso andarci (a parte una seduta dallo psichiatra che mi ha prescritto i farmaci)... perciò ora vado ad una struttura pubblica...

Ringrazio ancora per l'attenzione e ricambio il saluto ad entrambe.
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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile utente,
le mie riflessioni sono uno spunto a permetterle di comprendere la necessità di un percorso strettamente individuale e de visu con professionista (approccio integrato farmacologia e psicoterapia), che l'accompagni in questo processo di ristrutturazione e cambiamento lungo ed importante.

Occorre tempo, un tempo debito per ognuno di noi... con i suoi tempi, i suoi bisogni e le sue difficoltà.

Si affidi al suo terapeuta per un percorso integrato.. È necessario.

Un caro saluto.
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Utente
Utente
La ringrazio dottoressa... ci riprovo di nuovo, ma non so se la psicoterapia mi aiuta veramente o se devo lanciarmi in qualche esperienza omosessuale spinta.... ho pensato che se dovesse piacermi veramente potrei avere una spinta tale da annientare tutti i pregiudizi (e sinceramente lo preferirei all'essere un cuckold confuso e umiliato).

il problema è che ho due aspetti di me contraddittori... un forte imprinting eterosessuale (alimentato dal fatto che la donna è stata il primo impulso sessuale, dai pregiudizi acquisiti nell'ambiente d'origine, della mia identità "maschile" basata sul fatto che mi piacevano le donne) e un' omosessualità egodistonica che contrasta la presunta eterosessualità...

Inoltre ho la sensazione di aggrapparmi a qualunque cosa mi faccia pensare che sono eterosessuale, anche in terapia, per questo le diagnosi dei professionisti portano sempre alla conclusione che rientro comunque in un eterosessualità.... mi chiedo se non sia io a condurli in quella direzione... ma quando sono solo, quando faccio quelle fantasie cuckold o quando mi capita di notare qualche ragazzo (e mi sale ansia), allora penso di aggrapparmi agli specchi...
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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Comprendo il suo disappunto...

sarebbe importante lasciarsi trasportare da ciò che, realmente, sente dentro.

Si ascolti, ascolti le sue emozioni e questo in terapia lo può fare in un setting protetto, non giudicante ed accogliente.

Di cuore...
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio ancora dottoressa. Le faccio, se possibile, le ultime domande e proseguo in seduta con i dubbi. Comprendo i limiti del consulto online (basato solo su testo scritto).

Mi capita (quando sono distratto e non in ansia) di andare in erezione facilmente con le ragazze, tipo in discoteca o in luoghi dove ci si sta stretti e in alcuni casi anche guardando le curve... stando a quanto dicono alcuni ragazzi omosessuali, questo dovrebbe succedere con i ragazzi nel notare muscoli o pantaloni stretti, mentre a me viene solo ipersalivazione. Mentre prima evitavo il contatto fisico con ragazzi, ora mi lascio toccare apposta (quando capita che mi abbracciano per salutarmi, etc) per vedere se ho delle reazioni fisiche, e non sento nulla, neanche la pelle sembra piacevole e liscia come quella delle ragazze. La mia domanda è: può essere un effetto dell'omofobia radicata che inibisce il manifestarsi di alcune pulsioni?

Tutto sommato nelle fantasie a sfondo omosessuale-cuckold c'è il fantasma di quelle prime esperienze omosessuali infantili-adolescenziale (tipo strofinate e roba simile), i rifiuti dall'altro sesso (mi è capitato più volte di essere l'unico a non concludere e ad essere deriso), o l'aver assistito alla scena primaria in pubertà, o episodi in cui facevo a pugni con i bulli a cui le ragazze davano appoggio....

Sono un tipo curioso quindi mi sono informato, mi chiedo se tutte queste esperienze non possano aver contribuito ad un arresto dello sviluppo psicosessuale (scusate se mi permetto di "giocare" con questa roba)...

Mi fermo qui con le domande.

Un saluto e la ringrazio in anticipo.
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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Io non posso confermare ne' discofermare il tutto, poiché il vissuto, il sentire... vanno circoscritti al setting terapeutico.... è non si tratta di dire o non dire, ma di comprendere il perché...

Queste "curiosità", come le chiama lei, hanno radici diverse, profonde e come tali "individuate" in un contesto diverso.

Un caro saluto.
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dopo
Utente
Utente
Ecco perchè i consulti online sono limitati, come mi è suggerito di continuo.... per curiosità non intendo quelle sessuali, ma quelle di psicologia... :)

Mi metto l'anima in pace di essere omosessuale, così non mi illudo. Voglio che finisca questa storia, e trovare un modo di non vivere in un ghetto. L'importante è arrivare a vederla come una cosa mia e non come un qualcosa imposta dalla natura (perchè la sensazione è quella di uno a cui hanno tagliato il pene quando vedo una ragazza e penso ai dubbi e al fatto che non era così). Perchè al contrario di quello che si dice, credo che l'omosessualità è tutt'altro che una variante normale della sessualità, altrimenti uno non soffrirebbe come un cane ma almeno nel suo intimo la vedrebbe come propria e non come un qualcosa di ansioso da accettare e accontentarsi... e non solo io, ma la maggior parte fanno una fatica estrema....

Ricambio il saluto dottoressa
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dopo
Utente
Utente
prenotata nuova visita psichiatrica... tra quasi un mese... mi chiedo se servirà a qualcosa stavolta.... spero di riuscire ad adattarmi e ad abituarmi perchè di questo passo non so come va a finire... la sola frustrazione di dovermi tenere questa robaccia mi manda in bestia....

Grazie per le risposte.
Buon lavoro

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