ansia da esame

Gentili dottori, buonasera! Tra qualche settimana dovrò sostenere un'importante prova concorsuale, determinante per il mio futuro lavorativo, e temo di poter essere presa dall'ansia. Vi illustro brevemente la mia situazione: ho 35 anni e nel corso del mio percorso scolastico non ho mai avuto problemi di ansia, tanto meno per quanto riguarda interrogazioni, esami, prove ecc. All'università ho sostenuto tutti gli esami sia scritti che orali serenamente, con grinta, lucidità e sangue freddo uniti ad una paura (sana e proporzionata) che mi ha sempre consentito di tenere alta l’attenzione e non sottovalutare mai le imprese (e di avere anche buoni risultati). Ora a distanza di 10 anni da quegli esami, scopro che la mia lucidità e il mio sangue freddo sono considerevolmente diminuiti (forse spariti?). Mi è capitato di recente e più di una volta, di sostenere esami (tra l’altro per piacere personale e non importanti) e ritrovarmi nel bel mezzo della prova come paralizzata per qualche minuto, provando la sensazione di “vedermi dall’esterno” e “vedere la mia difficoltà a proseguire”; questa sensazione dura qualche minuto, ma mi abbatte e quando riprendo a scrivere, sono affranta, convinta di non farcela e continuo la prova demotivata, raffazzonando qualche contenuto.. Fino ad ora, questo problema non mi ha mai causato fallimenti veri e propri, ma ha indebolito di parecchio la mia autostima e mi ha penalizzato in termini di prestazione. Ora, come dicevo, mi trovo a dover affrontare una prova estremamente impegnativa e “temporizzata” dove non potrò realmente perdere nemmeno un secondo. Sto studiando con impegno e serietà da 4 mesi e penso potrei avere un buon risultato, ma so con certezza che se mi si presenta il famoso “blocco” non riuscirò a proseguire e manderò all’aria un’occasione fondamentale. Ho provato, per ora, a scrivere su un foglio (per “visualizzare” fisicamente) i miei punti di forza, i punti deboli, gli auto-rinforzi positivi, gli errori da evitare, il percorso di studio che ho fatto ecc… e questo mi dà un po’ di sicurezza, ma so che non basterà. Come dovrò comportarmi durante la prova? C’è qualche metodo che può permettermi di tenere lontano l’ansia (non tanto "prima", ma proprio "durante") o di fronteggiarla repentinamente in caso appaia?
Ringrazio molto per la vostra attenzione e saluto cordialmente.
[#1]
Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Forse le potrebbe essere utile pensare che l'ansia e il panico sono ben rappresentati dalla curva Gaussiana: ci si trova in uno stato di allarme medio, col passare dei minuti questa ansia aumenta fino ad arrivare al suo apice per poi riscendere ai livelli medi.
Tutto ciò per dirle che passa da sola e che a volte i meccanismi di controllo dell'ansia non fanno che esasperare l'eventuale sintomatologia.
Perciò se le aumenta l'ansia durante l'esame cosa deve fare? Nulla. Soprattutto non cercare di contrastarla.
Al limite potrebbe imparare qualche tecnica di rilassamento o di respirazione. Quest'ultima potrebbe aiutarla a sia a livello fisico che psichico.
E comunque volevo aggiungere che un po di ansia deve essere presente perché, proprio lo stato di allarme generato, le permette di valutare e affrontare i "pericoli".

Cordialmente

Dr.ssa Marta Stentella - Roma e Terni
Psicologa Clinica e Forense, Psicodiagnosta
www.martastentella.it

[#2]
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara signora, che Lei non subisse l'ansia da esame quando di esami ne faceva tanti dovrebbe darLe un'idea: e' l'allenamento a far si' che si possa essere piu' attenti al compito che a se' stessa.
Quindi prima di tutto accetti questo calo delle performance come fisiologico, senza aggiungere preoccupazione all'ansia da esame.
E poi si alleni. Con calma e fiducia.
Fara' quello che potra'. Senza mirare oltre il Suo possibile o questa aspettativa La mettera' a disagio e in ansia.
Che ne pensa?

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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