Utente 470XXX
Salve,
Chiedo questo consulto perché non so più come affrontare la mia vita: ho già avuto la depressione a seguito di un lutto prematuro improvviso, quello di mio padre per infarto.
Sono passati dieci anni e non è mai stata davvero curata seppure ho seguito un percorso psicologico probabilmente non riuscito. Comunque ho continuato a vivere la mia vita tra alti e bassi.
Da un anno lavoro presso uno studio dentistico e da quasi subito sono stata male. Faccio tantissime ore, lo stipendio non è adeguato, mi ritrovo a coprire anche le ore delle colleghe di altri reparti che si licenziano senza avere la possibilità di recuperare le ore in più, l’ambiente lavorativo non è tranquillo di per se e le mie colleghe lo rendono anche peggiore ma nascondendosi dietro falsi sorrisi e false amicizie. Vengono viste male anche le malattie per cui anche con la febbre alta ho dovuto lavorare e quando ho avuto una ricaduta e sono stata costretta a stare a casa il ritorno non è stato poi dei migliori. Negli ultimi mesi è peggiorato tutto portandomi ad avere insonnia, attacchi di panico e di ansia, crisi di pianto, episodi di rabbia, pensieri sul non voler vivere o essere mai nata, una sensazione di nausea persistente oltre che mal di schiena e di testa e frequenti ricadute anche di raffreddori banali. Ho cercato di parlare al mio ragazzo e soprattutto a mia madre di come mi sento e del fatto che vorrei lasciare questo lavoro perché sento che la mia salute mentale stia venendo meno, ma il mio ragazzo mi dice di tenere duro e le reazioni di mia madre sono sempre negative e io non voglio deluderla ulteriormente poiché già l’ho fatto lasciando l’università di infermieristica. Lei pensa questo sia il lavoro adatto a me perché ho la propensione verso l’ambito sanitario ma purtroppo non mi rivedo in questa particolare azienda. Detto ciò ho paura che tutto questo mi stia riportando in una fase depressiva. Senza contare che ció influisce parecchio anche sulla mia relazione con il mio ragazzo in sfera sessuale ed emotiva. Cosa posso fare? Non vedo via d’uscita da questa situazione.
Grazie a chiunque risponderà

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
Gentile ragazza ,

Ha provato a cercare un nuovo lavoro, sempre nello stesso ambito, per uscire da una situazione così difficile e stressante?

Posso chiedere come mai ha lasciato gli studi universitari?

Vuole raccontare che cosa è successo nel trattamento psicologico già fatto e che secondo lei non ha avuto successo? Si trattava di una psicoterapia?

Attualmente in casa ci siete solo lei e sua mamma, giusto? Non ha fratelli?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 470XXX

Salve dottoressa, grazie della risposta.
Si ci sto provando.. gli studi universitari li ho lasciati per la difficoltà nell’affrontare il lutto, cosa che in ambito infermieristico bisogna saper gestire. Ho ripiegato su qualcosa di simile ma che mi evitasse di dover fare i conti con questo con così tanta frequenza. Sono stata in terapia per qualche anno dopo la morte di mio padre ma effettivamente non veniva mai affrontato l’argomento, a quel punto ho smesso perché non ne traevo alcun beneficio. Attualmente vivo con mia madre e con mio fratello minore e da un paio di mesi si è trasferita anche mia nonna per problemi di salute.

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
Lei non riusciva a parlare del lutto con lo psicologo?
Attualmente la perdita del papà la fa soffrire nella stessa maniera di dieci anni fa?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica