Io e la mia partner non facciamo più sesso

Buonasera.

Sono un ragazzo di 30 anni, e sono fidanzato da 2 con una ragazza splendida.

Siamo prossimi al matrimonio e guardando la situazione sotto un profilo psicologico, di intesa, sentimentale e platonico va tutto benissimo.

Ahimè, sul piano da sessuale però, da circa un anno, le cose non sono così serene.
La frequenza si è molto ridotta, dall'inizio dell'anno è successo una volta sola per intendersi.

Non capisco davvero che cosa sia capitato, considerando il fatto che all'inizio, i primi mesi, la vita sessuale era la più soddisfacente del mondo.

Capisco che "l'ormone cala" dopo circa 6 mesi, né che esiste un numero giusto di volte, ma, sarà perché sono un uomo, io lo sento come un bisogno essenziale.
Vorrei disambiguare che oltre al mero bisogno fisiologico, l'interazione sessuale per me rappresenta quel calore umano che ti fa sentire accettato, protetto ed apprezzato, che solo un partner per cui si nutre un sentimento importante ti può dare.

Ne abbiamo parlato, senza grossi risultati, lei dice di essere ancora molto attratta da me ma lo stress del lavoro, la mia insistenza che come dice lei "trasforma l'atto sessuale in qualcosa di dovuto" ed altri fattori concomitanti hanno creato questa situazione.
Dice che va tutto bene ed il nostro rapporto è stabile.

Il problema vero è che per me non va così bene.
A volte tento un timido approccio, altre volte tento più direttamente ma certe risposte elusive mi gelano il sangue gettandomi nello sconforto e facendomi piangere interiormente (non mi permetto di manifestare questo sconforto per evitare la pressione psicologica di cui sopra e poi da fuori credo sarebbe visto un po' come il bambino che piange per avere la caramella...).
Man mano che passa il tempo ci provo sempre meno, anche perché l'ansia di dover inventare modi fantasiosi per iniziare l'approccio, questo corteggiamento in cui non so nemmeno da dove iniziare, mi fa sentire peggio che al pressure test di masterchef e quindi inadatto.
Inoltre questi calci morali fanno davvero male, anche scrivere questo consulto non mi è semplice.
Quelle rare volte in cui succede, parallelamente, non me la godo affatto perché il pensiero è fisso su "quando sarà la prossima volta e che devo goderne ogni secondo adesso perché poi chissà quando ricapita".
Un anno fa circa, per altri motivi, abbiamo intrapreso un percorso psicologico di coppia.
Ultimamente ne abbiamo parlato con la psicologa che ci ha suggerito di viverla senza aspettative o pressioni e che secondo lei è solo un periodo passeggero.
Magari vivo la situazione in maniera esageratamente negativa ma inizio a chiedermi seriamente se questo sia il mio posto perché inizio a non essere più felice.

Grazie
[#1]
Dr.ssa Paola Dordoni Psicologo, Psicoterapeuta 112 7
Gentile utente,

la ringrazio per il coraggio che ha avuto nel mettere a parole la sua sofferenza... posso comprendere che non sia facile per lei. Leggo con piacere che vi siete già affidati ad una collega e che questa ha già fatto una valutazione al riguardo; ciononostante se il suo attuale vissuto è questo forse è proprio il caso che lei lo sottolinei e che quindi la psicologa vi possa dedicare più spazio.
Sono d'accordo con la collega rispetto al fatto che ci possono essere dei periodi in cui l'attività sessuale in coppia cala, e il desiderio di uno dei due può essere influenzato dallo stress di un periodo di vita. E' facile che in questi casi si inneschi quello che lei ha descritto, un "cane che si morde la coda": se la sua partner sta vivendo un periodo intenso e è poco disponibile sessualmente, lei mette impegno per starle accanto e provare a far funzionare comunque la cosa, ma senza risultato, quindi i pensieri e i dubbi aumentano, e quando capita che avete rapporti i pensieri la fanno da padroni, staccandovi letteralmente dal momento che state vivendo, così quel momento non è vissuto a dovere e non ne traete piacere... per cui la volta dopo sarete ancor più in difficoltà, e ancor più presi da dubbi e pensieri.
In questi casi la psicoterapia basata sulla mindfulness può aiutare la coppia a vivere il momento che stanno sperimentando senza farsi prendere dai pensieri, ma restando ancorati ai 5 sensi, al corpo! Io suggerisco che questo sia accompagnato comunque da uno spazio suo personale, in cui può esprimere tutto ciò che con tanto coraggio ha scritto quì... forse avete bisogno di vivere questo periodo con aspettative ma con dolore condiviso (perchè sono certa che anche la sua fidanzata non se la stia vivendo bene).
Aggiungo anche che è sempre fondamentale ricordare l'enorme differenza che caratterizza la sessualità femminile da quella maschile. L'assunto di base è che sono una l'opposto dell'altra!! Quindi, in soldoni, qualche piccolo "trucchetto" per alimentare il desiderio femminile: farla sentire amata... non solo quando state per farlo, ma tutti i giorni della settimana... coccolandola, corteggiandola, dicendole il suo amore! Così la donna si sente AMATA! ;)
mi faccia sapere e tanti auguri!!

Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni

[#2]
Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Gentile Utente,
se mi consente, le pongo alcune domande per cercare di capire meglio.
Intanto, non mi è chiaro se vivete insieme, oppure no. E, se sì, da quanto tempo?
Il passaggio da "la vita sessuale era la più soddisfacente del mondo" all'atto sessuale come "qualcosa di dovuto" è avvenuto gradualmente, o in modo più repentino?
Il confronto e la discussione su ciò sono iniziati fin da subito, o inizialmente Lei non ha espresso (anche comprensibilmente) il suo disappunto che poi si è trasformato in disagio?
Le circostanze di vita personale della sua compagna e della coppia in quel periodo di transizione sono stati caratterizzati da qualche cambiamento o evento particolare, negativo o positivo che sia?
Tra quanto tempo è programmato il matrimonio e quando lo avete deciso?

Cordialità.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
cell. 3315246947-paola.scalco@gmail.com

[#3]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

sarà pure "un periodo passeggero", ma ... dura da un anno.

I motivi delle diminuzione della frequenza sono molti,
alcuni legati agli aspetti organici e/o ormonali della sessualità,
altri alla relazione;
al proposito allego due articoli con relativi links di approfondimento.

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/6165-sesso-volta-settimana-ok.html
e
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4697-matrimoni-sesso-perche.html .

Possiamo sapere per quali motivi siete in terapia di coppia?
Talvolta "cause non sessuali" influiscono prepotentemente sulla sessualità per gli aspetti del desiderio, eccitazione, orgasmo.
Forse la Vostra Psy (che sarà anche Psicoterapeuta?) va sensibilizzata ulteriormente verso la tematica sessuale?

Gradirei un Suo riscontro, se Le va.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#4]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno. Intanto desidero ringraziarvi per le risposte rapidissime.
Proverò a risponderVi singolarmente.

Gentile Dottoressa Dordoni, la nostra psicologa ci ha già suggerito appunto l'approccio mindfulness, che però non abbiamo approfondito a causa della recente situazione covid19 il cui pensiero sovrasta un po' tutto il resto.
Abbiamo fatto anche dei colloqui individuali per analizzare e discutere della situazione da un punto di vista del singolo e quanto emerso nel mio colloquio, è appunto che la sessualità della donna e dell'uomo sono molto diverse. Devo essere sincero, mi sono sentito un po' in minoranza perché probabilmente una donna capisce meglio un'altra donna che un uomo. Infatti sarei curioso di sentire anche i consigli di un collega psicologo. Inoltre viste le nette differenze tra uomo e donna, mi chiedo allora in maniera semi-ironica; solo le coppie omosessuali hanno un'intesa sessuale forte? Inoltre volevo chiederLe perché afferma che "...sono certa che anche la sua fidanzata non se la stia vivendo bene)". Si magari questa situazione le ha messo pressione ma tutto quanto ha scritto a conclusione della sua risposta, ovvero "farla sentire amata... non solo quando state per farlo, ma tutti i giorni della settimana... coccolandola, corteggiandola, dicendole il suo amore" le assicuro che la situazione è già come la descrive, ed i feedback che ho dalla mia compagna lo confermano. Forse è anche per questo che la situazione è così frustrante, mi dico "va tutto bene, si sente amata e coccolata ma poi manca qualcosa che per me è fondamentale e che dovrebbe essere uno dei pilastri di una relazione sentimentale". Un po come avere dei sintomi fisici, senza una diagnosi. La mente poi prova a dare una spiegazione spesso traendo le conclusioni più deleterie possibile.



Gentile Dottoressa Scalco, si in effetti conviviamo da poco più di un anno, il passaggio è stato graduale ma non troppo, nel senso che nonostante la frequenza si stesse diradando, i rapporti erano appaganti, magari anche grazie al fatto che non vi fosse il pensiero fisso, un'etichetta di "problema" alla situazione. Poi abbiamo avuto una lite piuttosto forte, uno scontro su tematiche banali ed esterne alla coppia, in cui però ammetto da parte mia non c'è stata molta disponibilità all'ascolto, e da li ci siamo allontanati. Ci siamo riappacificati ed abbiamo buttato la vicenda alle spalle dopo circa due settimane. Tuttavia da li la frequenza dei rapporti si è diradata in maniera molto più evidente, fino ad arrivare al climax di settembre/ottobre 2019 sino ad oggi in cui sarà successo 5 volte, tutte poco soddisfacenti sia sul piano fisico che ancor più importante sul piano intimo, e l'ultima delle quali, alla fine del rapporto lei guardava nel vuoto. Ok, non so a cosa stesse pensando, potenzialmente poteva essere anche un pensiero sciocco o magari il nulla cosmico ma posso assicurarle che da fuori questa cosa mi ha fatto davvero un brutto effetto. Io non ho espresso nulla da subito anche perché non me ne ero reso conto. Quando ho iniziato a rendermene conto ed a sentire la mancanza di un contatto ho iniziato prendendo l'argomento poco seriamente con battutine e comunque in maniera molto leggera. La prima risposta fu che era stressata dal lavoro (effettivamente lavora moltissimo), la seconda è che non si sentiva bene con se stessa riguardo il suo aspetto (posso assicurarle che è una bella ragazza e MAI sono mancati gli apprezzamenti da parte mia), la terza fu che io insistevo troppo, al che smisi di parlarne, finché un giorno scoppiai nell'atto meno maschio e meno utile che si possa attuare davanti ad un problema: piangere. Non sapendo più che pesci prendere, e vista la mia sofferenza decidemmo di parlarne con la nostra psicologa che fino a quel momento avevamo preferito non coinvolgere per una sciocca questione di pudore. Di eventi traumatici in senso stretto non ce ne sono stati, liti si, all'inizio non è stato semplice per alcuni lati dei nostri caratteri che erano un po' da smussare per far funzionare bene la nostra dimensione di coppia (approfondisco nella risposta sottostante per la Dott.Brunialti). Io la considero una ragazza molto matura che sa ciò che vuole e credo che qualora si fosse verificato un evento di tale portata, oggi non staremmo insieme. La proposta di matrimonio l'ho fatta ad Aprile 2018, ed era programmato per Settembre 2020, che però vista la situazione abbiamo deciso di posticipare ad Aprile 2021 salvo nuove calamità.
Ci riusciremo?



Gentile Dottoressa Brunialti, la nostra psicologa è anche psicoterapeuta. In che senso però va sensibilizzata di più verso la tematica sessuale? Inoltre ho letto con attenzione gli articoli linkati, e non mi consola affatto la dilagante insoddisfazione sessuale che si verifica tra le coppie. I numeri riportati confermano dunque il mio pensiero, ovvero che per la maggior parte delle persone, il sesso è uno dei punti cardine di un rapporto funzionante e che conta più la qualità della quantità. Sono sicuro inoltre che il nostro non sia un problema di routine, anche perché se è subentrata dopo 2 anni di relazione, credo non si vada molto lontano... Per rispondere al motivo della nostra terapia di coppia, mi è un po difficile sintetizzare un anno di lavoro con la collega, ma fondamentalmente il focus del discorso era che entrambi abbiamo avuto dei trascorsi che hanno avuto sui singoli delle ripercussioni. Ripercussioni che quando ci siamo incontrati non erano state superate del tutto. Io ho sofferto d'ansia (e tutt'ora ne soffro anche se in maniera molto più ridotta), la mia relazione passata è stata disastrosa, ho tradito, sono stato tradito. Ho usato mezzi quali app di incontri per sopperire all'insoddisfazione del rapporto ma ad un certo punto il peso emotivo di tutto unito ad un estate passata a letto a causa di un infortunio/intervento al ginocchio, mi hanno fatto esplodere.
Nonostante tutto ho imparato molto e mi sono ripromesso di non attuare più comportamenti autolesionisti, perché di questo si parla, ma di affrontare le cose parlandone. Lei da parte sua, ha avuto delle delusioni in campo sentimentale, una situazione familiare complessa che l'hanno portata ad una valvola di sfogo quale vivere per qualche mese in maniera "dissoluta" tra alcool e partner occasionali ricercando comunque felicità e stabilità in qualche figura esterna alla sua persona. Quadrata com'è e con i valori che ha, sicuramente ha vissuto questo periodo di sbandamento come un profondo fallimento e non credo che ad oggi se lo sia perdonata totalmente. Non siamo stati onesti da subito a portare sul piatto della relazione il nostro passato, alcuni miei racconti non richiesti uniti ad altre sue reticenze hanno portato agli scontri iniziali. Da una parte un bisogno di raccontarmi ed un eccesso di sincerità, dall'altra le omissioni volte a proteggere se stessa e forse anche me. Avvenimenti i quali ci hanno condotto alla ricerca di una psicologa che ci avrebbe aiutato a lavorare questo diamante grezzo in cui entrambi crediamo profondamente. Capisco che la mia conclusione della richiesta di consulto possa contrastare con quanto appena scritto, probabilmente al momento, l'apprensione per la situazione di emergenza in Italia ed il fatto oggetto della richiesta (che comunque mi causa grande sofferenza), mi mostrino la realtà con un filtro un po più noir.

Grazie a tutte voi.
[#5]
Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Dal mio punto di vista, ce la farete (in senso lato) se lo vorrete. Entrambi, ciascuno con le sue risorse, qualità e capacità, ma con la medesima motivazione e il medesimo obiettivo.

Non mi piace mai ragionare per stereotipi, rispetto ad un modo maschile ed un altro femminile di vivere la sessualità: le assicuro che le persone che mi trovo davanti in studio -singolarmente o in coppia, non ha importanza- presentano una tale variabilità di esperienze e vissuti, che difficilmente sono riconducibili a categorie di genere.

Vi esorto a lasciar stare i confronti con situazioni di conoscenti, amici, o rispetto ad uno standard o a un 'dover essere' che può sembrare più giusto.
Questo particolare momento che collettivamente stiamo vivendo, per certi versi (ovviamente, se non ci sono problemi di salute tra i propri cari) può essere un'occasione da sfruttare, un modo per uscire dai binari dell'alta velocità in cui lasciavamo correre le nostre vite e provare ad imprimere loro ritmi differenti, concederci diverse modalità di lettura ed approccio agli eventi quotidiani e alle relazioni con chi ci sta accanto.

Dopo aver eliminato il filtro noir dagli occhi, ciascuno di voi ne approfitti per ascoltare ancora meglio se stesso e l'altro, cercando di capire quali siano i passi che vi sentite di fare per incontrarvi a metà strada e ritrovare un nuovo equilibrio di coppia, sicuramente diverso da quello del passato, ma non per questo meno gratificante e appagante.
Eventualmente, se ne avvertite la necessità, contate sul supporto della collega che ha il piacere di seguirvi.

Auguri.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
cell. 3315246947-paola.scalco@gmail.com

[#6]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

la Sua richiesta ha suscitato la risposta in contemporanea di ben tre Specialiste differenti,
cosa che di consueto non accade;
da qui le "le risposte rapidissime" di cui Lei ci ringrazia

Ognuna di noi Le ha fornito il proprio punto di vista senza aver letto in precedenza le risposte delle Colleghe.
un proprio angolo di visuale,
una parte del tutto.
Starà dunque a Lei fare sintesi.

Il mio, relativo alla sessualità, è quello di una Clinica che
ritiene che:
-1. non sia opportuno temporeggiare sulle carenze sessuali per troppo tempo, il tempo da solo non risolve nulla semmai aggrava la distanza sessuale;
-2. mentre si lavora su altro la coppia vada tenuta "emotivamente calda" con esercizi e "occasioni" ad hoc.
Sarebbe un problema grave se, nel mentre che si approfondisce altro (ad es. la ricerca di quello che è "realmente" avvenuto) accadesse che si possa creare o allargare il solco della "disconnessione emotiva" tra i due, di cui la assenza di sensualità/sessualità potrebbe essere un segnale.

___________

Quando le persone ci scrivono e si instaura un dialogo produttivo da entrambe le parti,
io consiglio sempre di mostrare il Consulto alla propria/o Psicoterapeuta,
in molti casi è stato di grande utilità.
Ci pensi.

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#7]
Dr.ssa Paola Dordoni Psicologo, Psicoterapeuta 112 7
Gentile utente,

sono d'accordo con le colleghe. Rispetto a quenato mi ha scritto, ho ipotizzato che anche la sua compagna stia vivendo questa situazione con difficoltà perchè si è in due... e non credo che lei sia immune! Capisco che lei potrebbe sentirsi più a suo agio con un collega uomo, potrebbe provare a parlarne con la terapeuta... non so lei cosa ne pensa. D'ogni modo gli incontri di meditazione possono essere fatti anche via skype, senza attendere troppo rischiando di prolungare così la situazione.

Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni

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