Una situazione forte e rara

Una storia d'amore travagliata, un percorso psicoterapeutico concluso con successo, una malinconia che ritorna, un peso sui nostri cuori, un lavoro trovato, una vita cambiata, un trasferimento, la nascita di nuove radici, l'aver tagliato i rapporti con i nonni entrambi con problemi mentali, una vita familiare pesante.

Con queste breve frasi ho voluto descrivere i miei problemi e quelli che vivo con la mia ragazza con la quale abbiamo un rapporto intenso ma vissuto a distanza, poiché come molti sapranno non son potuto rimanere nella mia terra che a livello lavorativo non mi ha dato opportunità.

Lei non si vuole trasferire e vive con una famiglia opprimente, pesante.
o comunque se lo facesse dovrebbe avere delle garanzie.

Litighiamo spesso per questo e già un anno è trascorso dalla mia partenza.

Ho cercato di fare il possibile per vederci, prendendo ferie treni ecc, ed anche lei.

Ma il covid incombe su di noi, ed è un qualcosa di più grande del singolo e questo Paese mi ha rotto perché umanamente vivere con lei è importante, è vitale per la mia salute mentale fisica psicologica ecc.

So di essere un ipersensibile e questo peso me lo porto dietro: "il non poterla vedere, toccare, vivere, farci l'amore ".

Siamo due anime che si sono incontrate e.
nonostante le mancanze di ognuno si completavano a vicenda, avevamo un amore viscerale, profondo, tutto nostro, e.
non so in cosa ci siamo trasformati.

Ho provato una volta a lasciarla ma senza successo, abbiamo di sicuro bisogno di aiuto perché viviamo male la distanza, e questo nessuna terapia potrà guarirla.

Ci siamo visti ad ottobre per un breve periodo ma è sempre troppo poco.

Mi scontro con il suo essere troppo precisa e il non volersi lanciare, oltre che con il condizionamento profondo della sua famiglia, le sue paure ecc.

Ovvio che la scelta deve partire da lei di volersi trasferire altrimenti è meglio che rimanga dove è.

Purtroppo anche lei sarebbe di beneficio un percorso terapeutico ma non può permetterselo, il sud a livello di servizi pubblici non offre quasi un c***, per giunta la Calabria ancora meno.

Ci hanno costretti alla fame, hanno voluto che fosse così, in parte la colpa è anche nostra in parte è anche dell'Unita d'Italia, della cultura, del menefreghismo, di una società allo sbando, dell'arraffare, della povertà, dell' ignoranza ecc.

La vita dovrebbe essere il bilanciamento di tante cose insieme non si può vivere solo di lavoro.
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Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile Utente,
questo più che un consulto mi sembra uno sfogo e un lamento e nelle prime righe ho avuto quasi l'impressione che si trattasse dell'incipit di un romanzo.
Non ci ha posto alcuna domanda, quindi non saprei come rispondere per esserle d'aiuto.

Mi viene in mente solo un concetto che in psicologia prende il nome di "locus of control". Si riferisce alla valutazione soggettiva che le persone fanno della realtà e all'attribuzione delle cause degli eventi e degli esiti che ne scaturiscono.
Le persone caratterizzate da locus of control interno considerano esiti ed eventi conseguenti alle proprie azioni, mentre gli individui con prevalenza di locus of control esterno ritengono che gli eventi, gli esiti e i risultati siano principalmente influenzati da forze esterne, meno o per nulla controllabili.

Le pongo l'attenzione su questo concetto perché penso che sia molto importante nella percezione del proprio benessere focalizzarsi su ciò che è in nostro potere riuscire a fare affinché si possano raggiungere degli obiettivi prefissati. Dare responsabilità a fattori che non sono sottoposti al nostro controllo, al contrario, aumenta la sensazione di impotenza, fatica e aumenta lo stress e con esso anche emozioni negative.

Spero di averle dato uno spunto su cui riflettere
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

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