Rimanere così male da piangere

Buongiorno gentilissimi,
sono conscia che vi perverranno chissà quante richieste, ma avrei bisogno di un parere specialistico e quantomeno imparziale, nei limiti del consulto a distanza.



Da fine agosto mia nonna si strascina condizioni di salute precarie, con una diagnosi di Alzheimer in forma medio-grave che nel giro di breve l'ha condotta a non essere più in grado di compiere azioni all'ordine del giorno, come ad esempio lavarsi o vestirsi in maniera autonoma.

Mia madre, mia zia e io di quasi ventisei anni siamo sole per essere sole.
Non potendo permetterci qualcuno che la assista, ce ne stiano occupando noi a rotazione (il fatto di essere tutte e tre OSS, Operatrici Socio-Sanitarie, un po' aiuta anche se solo mia madre lavora come tale: mia zia è in pensione mentre io, nonostante abbia conseguito la qualifica dopo il diploma col massimo dei voti ricevendo addirittura la lode da parte della commissione d'esame, non riesco a trovare impiego.
Sono però rientrata nella graduatoria a tempo determinato della ASL della mia regione.
Non si sa se e quando convocheranno le persone fino al mio numero, quindi al momento ripiego su piccoli lavoretti come le ripetizioni private, continuo a mandare candidature e seguo corsi di aggiornamento gratuiti utili al fine di arricchire il bagaglio culturale e il curriculum) con tutto ciò che la delicata situazione comporta, inclusi stress psico-fisico e scoppi d'ira gratuiti e improvvisi da parte di mia nonna.

Un amico a cui tengo, di ventinove anni, doveva passare in un noto negozio della mia città a fare compere.
Mi propone perciò di accompagnarlo sottolineando che, seppur non avesse stabilito un giorno preciso per scaramanzia poiché quando in genere organizzava qualcosa gliene capitavano di ogni, non si sarebbe certo trattato di un pacco (nel senso di dare buca e non presentarsi).

So di aver sbagliato anch'io.
Dopo una ventina di giorni dovevo ancora dargli una risposta... Si sarà scocciato di attendere, pensando forse che non volessi vederlo o che fossi così impegnata da metterlo in secondo piano.

È vero che la situazione della nonna e conseguentemente di mia madre che vede SUA madre in un tale stato mi destabilizzava e destabilizza tuttora, benché cerchi di celarlo, facendo forza alla mia famiglia e apparendo il più possibile scanzonata con tutti.

Lui però sapeva che mia nonna non stesse bene, dato che glielo avevo confidato tempo prima, ovviamente senza scendere troppo nei dettagli né parlandone di frequente per non caricarlo in un certo senso della responsabilità e coinvolgerlo così in una spirale di pesantezza.

Inoltre se da un lato ero talmente felice che avesse tenuto conto proprio di me fra le sue tante amiche che, a differenza mia, distano due passi; dall'altro avevo il timore di risultare una barba/poco interessante/un'impacciata completa, non avendo infatti chissà quale vita entusiasmante dal mio punto di vista.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
lei ha scritto molto, ma senza porre nessuna specifica domanda.
Provi a riscrivere venendo al punto.
Una sola osservazione: in questo momento di pandemia tutti gli operatori sanitari sono molto richiesti, e per quanto so, trovavano facilmente lavoro anche prima.
Riguardi il curriculum che invia ad ospedali e cliniche assieme ad un esperto e si faccia aiutare a coglierne qualche eventuale lacuna: non vorrei fosse questo il motivo per cui non ha ancora trovato un lavoro.
Molti auguri, anche per la salute della nonna.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2]
dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
Dott.ssa Potenza,
innanzitutto, La ringrazio per la celere replica!
Lo spazio era finito e il sito segnalava che non potevo pubblicare nuovi post, se prima non mi fosse stato risposto!
Il prosieguo, direttamente dopo la parte "non avendo chissà quale vita entusiasmante", è il seguente:



Ciononostante, il desiderio di uscire c'era eccome, anche perché da un po' non trascorrevo del tempo per puro svago con gente diversa dai miei familiari.
C'è poco altro da aggiungere...
Il 15 gennaio lui ha condiviso una storia nella quale spiccava in bella mostra una busta col logo del negozio corredata dalla frase di una sua grande amica, ovvero: "Dopo un'intera mattinata passata ad acquistare abbigliamento sportivo, dovevamo compensare lo stile di vita troppo sano" e sullo sfondo si scorgeva il McDonald's.
Nonostante sia grande, sono rimasta talmente male di apprendere la notizia tramite social, e non direttamente da lui della decisione di venire (ci eravamo sentiti giusto il giorno avanti per parlare di altro, quindi non hai voluto o potuto scrivere due righe del tipo: "Domani capito in città, mi accompagni allora?" oppure: "Sarà per un'altra volta, ho cambiato idea e vado con Sofia") e di essere rimpiazzata da un'altra persona, che sulle prime non sono stata in grado di confrontarmi con lui, se non scoppiare a piangere per via della delusione e della rabbia, quest'ultima più indirizzata verso me stessa... Se fossi stata più celere nel replicare e avessi avuto un po' più il coraggio di "osare", questa situazione si sarebbe potuta evitare.
A oggi ci siamo scambiati alcuni messaggi, ma nulla di inerente a questo. Conoscendolo, non aprirà il discorso e farà finta di niente, per cui la palla passa automaticamente a me...
Meglio lasciar perdere, facendosi scivolare quanto accaduto e imparando ahimè dagli errori, oppure tirare fuori la questione, domandando perché si sia comportato in quella maniera, se ci sia stata una qualche incomprensione di fondo ed esprimendo come mi sia sentita senza tuttavia colpevolizzarlo (è molto permaloso, a volte se lo riconosce; altre nega presumibilmente per orgoglio, ma spesso e volentieri c'è da fare attenzione a come gli si prospettano le cose...).
Alla luce di quanto esposto, come consigliereste di agire e cosa trapela a un occhio esterno?
[#3]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
lei ha ben compreso che questo è un blog di specialisti?
L'ottica con cui guardiamo le situazioni che ci vengono esposte è quella delle nostre competenze professionali; dunque non appaiono pertinenti le domande "come consigliereste di agire e cosa trapela a un occhio esterno?", piuttosto destinate alle rubriche giornalistiche tipo Posta del Cuore.
Con le specifiche competenze che questo blog richiede ai collaboratori, posso solo segnalarle che già nella sua prima email si notava uno stato di confusione e una visione della realtà non adeguati all'età che dichiara: infatti l'avevo invitata a verificare le domande di lavoro che inoltra, assieme ad un consulente esperto.
Adesso ci racconta i presunti torti di un amico che non ha saputo neanche prendere un appuntamento preciso, "per scaramanzia", torti da lei scoperti tramite una foto su un social, e scrive che le hanno provocato uno scoppio di pianto.
Dev'essere molto esaurita dal suo compito di caregiver della nonna malata, oppure c'è qualcosa che ha preferito non dire; in questo modo però risulta difficile aiutarla.
In effetti era già incomprensibile la frase: "Mia madre, mia zia e io di quasi ventisei anni siamo sole per essere sole".
Tenga conto che per l'assistenza domiciliare agli infermi, al fine di alleviare almeno per qualche ora la fatica dei familiari conviventi, può rivolgersi gratuitamente ai servizi pubblici (Comune - ASL - Regione) e anche alla Caritas e alla Croce Rossa.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4]
dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
Dott.ssa Potenza,
forse il mio post è risultato dispersivo, data la lunghezza, ma non scrivo "adesso" a proposito del mio amico...
Se rileggerà, infatti, lo troverà menzionato fin dal primo post e, se ho delineato il contesto familiare in cui mi trovo, è per amor di chiarezza, affinché potevate disporre di elementi sufficienti.
Spero si tratti di una domanda retorica... So bene che il vostro è un blog di specialisti. Proprio per questo pensavo di poter parlare liberamente e di non essere giudicata.
Invece mi ritrovo a leggere che sarei esaurita dal mio ruolo di caregiver e avrei una visione della realtà non adeguata alla età dichiarata. Soltanto perché sono riflessiva, sensibile e considero le amicizie sacrosante?
Mi dica cortesemente lei, allora, come dovrebbe essere una ragazza di ventisei anni. Anzi, no, mi dica se secondo lei un'altra ventiseienne sarebbe riuscita a gestire la nonna malata e a supportare la madre, a quattordici anni in piena separazione dei genitori aiutare la madre a crescere il fratello minore e a venti testimoniare contro il padre, accusato di violenza domestica con prove alla mano, in un tribunale penale, vincendo la causa.
Credo farò un passo indietro, lasciando posto a chi ha più bisogno: grazie per il tempo dedicatomi e buona serata.
[#5]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
lei continua ad equivocare. Visto che scrive di essere Operatrice Sanitaria, deve aver studiato delle nozioni infermieristiche; quindi sa che segnalare il burn-out del caregiver (che ho definito "esaurimento" perché su queste pagine cerchiamo di essere comprensibili per tutti), e valutare la presumibile età mentale che si associa a determinati processi cognitivo/emotivi, sono competenze professionali dello psicologo.
Come forse comprende, non sono corrette verso una professionista che ha voluto aiutarla con la segnalazione dei centri pubblici a cui chiedere aiuto, queste sue frasi: "mi ritrovo a leggere che sarei esaurita dal mio ruolo di caregiver e avrei una visione della realtà non adeguata alla età dichiarata", e tanto meno l'aggiunta: "Soltanto perché sono riflessiva, sensibile e considero le amicizie sacrosante?".
Ho già scritto sopra che non le sue presunte doti di riflessività e sensibilità, ma la mia esperienza professionale mi hanno fatto scrivere quelle che non sono "giudizi", bensì ipotesi diagnostiche, motivate dall'intento di aiutarla, in base allo scopo di questo blog.
Come dichiara lei stessa, in tutte e tre le sue email, infatti, lei ha avuto delle difficoltà non ancora risolte, e potrebbe trarre beneficio dal farsi aiutare professionalmente.
Oltre i siti che le ho segnalato per sua nonna, le ASL, il Consultorio e il Centro di Salute Mentale le possono assicurare gratuite consulenze con psicologi.
Se poi gli psicologi non godono la sua simpatia, o non vuole avvalersi della loro specifica competenza, si chieda come mai indirizza a noi le sue richieste.
Ancora molti auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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