Utente
Questa sera abbiamo nuovamente litigato, mi ha dato una sberla, dice che io gli ho rovinato la famiglia, invece è stata una scelta di mio marito non vedere i parenti, lei dice che sono stata io! Comunque lui ha già chiarito che io non c’entro nulla con questa decisione, ma lei è convinta che è colpa mia.
Purtroppo non posso più vedere questa donna è invece a causa di vari problemi ha la sua stanza in casa nostra, sono ingrassata e ho avuto anche qualche problema allo stomaco, non ho scelta, il mio lavoro per sua natura e stagionale e devo tenerla per forza, lei si approfitta di questo, in stagione guadagno ma poi devo pagare tante cose, sono disperata! Mi provoca, per difendermi devo ignorarla?
Come fare a convivere senza morire?
Grazie

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
per la verità il suo sfogo è drammatico quanto oscuro.
Dice che suo marito ha deciso di non vedere più i parenti e non ci spiega perché; ma la madre di lui, scrive, "ha la sua stanza in casa nostra".
In altre parole, vive con voi? Come potreste non vederla, dunque? O forse alludeva ad altri parenti, che sua suocera vorrebbe vedere e voi le precludete?
Inoltre, lei dichiara un'età nella quale da tempo non si viene più presi a sberle neanche dalla propria madre; figuriamoci dalla suocera. E dunque? E' stata particolarmente indisponente, oppure non sa difendersi da quella che, presumo, è un'ultrasettantenne?
Per cercare di capire qualcosa ho letto altre sue email, anche quella che ci inviò due anni e mezzo fa.
Allora confessava francamente di provare invidia per la pensione che sua suocera si è guadagnata con un'intera vita di lavoro in fabbrica, e giustamente la psicologa che le rispose le suggerì di trovare un lavoro e una preparazione professionale che le permettessero di migliorare la sua condizione di lavoro.
Le disse anche che le sue idee negative andavano riviste, per potersi sentire meglio.
Io ribadisco che covare rancore verso un'anziana che è stata disponibile a venire a vivere con lei per aiutarla economicamente, non può farla stare bene.
Dice di avere un lavoro stagionale (legato al turismo, forse?) ma potrebbe fare qualcosa anche nei mesi in cui non lavora, immagino. Imparare a cucire e offrirsi per piccole riparazioni, o stirare, o fare i lavori nelle case, o seguire i ragazzini nei compiti o fare la baby sitter.
In ogni caso, se una convivenza è dolorosamente impossibile, occorre concluderla. Ne guadagnereste tutti: sua suocera potrebbe vedere i suoi parenti e lei ritroverebbe il buonumore. Non ci ha detto nemmeno se ha dei figli ancora conviventi.
Ci faccia capire meglio, scrivendoci come si è prodotta questa situazione e quali sono i suoi desideri per uscirne.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dott.ssa
i parenti sono le nipoti di mia suocera perchè a suo dire(di mio marito intendo)l'hanno sempre svalutato, io con questo non ho alcun coinvolgimento, perchè lui non ne vuole neanche parlare, invece mia suocera mi accusa e la cosa mi agita, mi spaventa questo suo voler vedere in me il male che non c'è. Quando mia suocera venne a vivere con noi fece lei stessa la proposta, entrambi avevamo perso i nostri lavori in ufficio, subito dopo, un mese circa, mio marito sia adattò a guidare un mezzo e io mi dedicai ad un lavoro nel settore degli eventi, stagionale, ma le consegne si protraggono fino a dopo Natale ed oltre, inoltre essendo in proprio devo essere sempre disponibile per gli appuntamenti con i clienti, questo lavoro è remunerativo, ma nel tempo abbiamo speso molto, per comperare una casa importante che ora a distanza di 18 anni viene sottovalutata dal mercato, infatti era nostro investimento per il futuro, in questo contesto mia suocera quando non sta bene diventa cattiva ed il colmo è stato quando mi ha dato una sberla per la sua nevrosi, mia suocera è sempre stata una donna nervosa a tratti depressa, quando si annoia dopo che ha finito di vedere le telenovele quotidiane, se come immagino lei legge tra le righe sicuramente capirà che non ho stima per questa persona in quanto la vedo superficiale, quando lei dice che la situazione non mi giova ha pienamente ragione, rimane il problema che io definisco incompatibilità di carattere, la sua presunzione rende fastidioso il suo modo di porsi, poi c'è la decisione che non riusciamo a prendere, io non la vorrei in casa e sinceramente anche mio marito è al limite, ma dopo la perdita dei nostri lavori, abbiamo sempre questa paura dentro(per esempio io quest'anno non ho lavorato causa covid) che non ci fa decidere....comunque siamo solo mio marito ed io perchè non abbiamo figli, io sono Ana positiva.....ecc ...Mia suocera mi fa stare male e quando non c'è mio marito a casa mi mette ansia solo la presenza il sapere che c'e', non riesco a rilassarmi, quasi la temo e la odio al tempo stesso, ma non si puo dire che mia suocera possa definirsi una persona dedita al lavoro, perchè era sempre in mutua, sempre lamentosa, erano altri tempi, invece noi abbiamo lavorato duro e siamo rimasti con un pugno di mosche, la colpa non è sua, erano altri tempi....
Grazie infinite se vorrà darmi nuovamente il suo parere.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile signora,
a me sembra che lei potrebbe cominciare un percorso psicologico per uscire dal pessimismo.
Oggi si fanno corsi di gruppo anche online; frequentarli le farebbe ritrovare il buonumore, forse degli amici, e certo alcune delle risposte che cerca da troppi anni, a quel che pare senza trovarle.
Due anni fa la mia collega dott.ssa Campione le aveva già detto molte cose, in risposta alla sua richiesta che aveva intitolato "Esasperazione". Ha messo in atto qualcuno di quei suggerimenti?
Vede, continuare a lamentarsi e non fare nulla per cambiare è come lasciar andare una piaga in cancrena senza medicarla.
Ognuno di noi, specie nei momenti difficili, fa un bilancio delle cose che ha fatto nella vita. Sulle proprie realizzazioni positive può contare: sono beni materiali o spirituali in nostro possesso e capacità che abbiamo dimostrato di avere, su cui possiamo costruire il futuro.
Le cose andate male, invece, sono zavorre che appesantiscono il nostro slancio. Se possiamo migliorarle prendiamole in considerazione: altrimenti lasciamole andare, senza cadere nell'errore di ripeterle o in quello di rimuginarci sopra all'infinito.
Purtroppo nei momenti più oscuri non solo torniamo a pensare solo a ciò che è andato male, ma ignoriamo o peggio volgiamo al negativo anche ciò che è andato bene.
Vediamo questo fenomeno in quello che ci racconta.
Quando con suo marito avete perso il lavoro, tempo un mese lui ne trovò un altro, e anche lei ha trovato un lavoro remunerativo, gestito in proprio, e limitato ad un periodo dell'anno, il che indubbiamente le lascia molto tempo libero.
Inoltre sua suocera proprio allora decise di aiutarvi rinunciando al proprio alloggio, venendo a vivere da voi e contribuendo così a pagare il mutuo, immagino.
Dal lato economico, quindi, l'opportunità è stata felice, tanto che vi ha permesso di comprare una casa come investimento per il futuro.
Da adulti responsabili avrete valutato la situazione. Ci sono sempre gli imprevisti, naturalmente, ma la natura dinamica della vita permette di cambiare più volte quello che va male.
Ecco che lei invece legge tutto al negativo, e non da adesso; lo faceva anche due anni fa. La suocera in casa è solo una piaga (non anche la fortuna di essere aiutati economicamente?); suo marito non vuol vedere le nipoti, e forse non permette nemmeno alla madre di riceverle. Invece di mettere una buona parola, lei se ne sta zitta e ferma a prendersi i rimproveri e gli schiaffi della suocera.
Quest'ultima è depressa, poverina, ma lei non fa cenno ad alcuna cura.
La casa si è svalutata. E' il destino di tutte le case; non si sarà però ridotta a non valere nulla. Inoltre, se è grande, lei potrebbe prendere una o più persone a pensione, ottenendo così un po' di compagnia per sé e per sua suocera e dei soldi in più.
In ogni caso, il suo lavoro stagionale lascia tanto tempo per iniziative come quelle che le segnalavo nella mia prima risposta: lavori di cucito o segreteria telefonica per le aziende, etc. Addirittura quest'anno, causa covid, lei non ha lavorato. Faccia altro, allora. Non è mica una mummia imbalsamata!
Infine, lei dice di essere ANA positiva. Ma per quale malattia? Nelle sue lettere ai nostri specialisti non ne parla. Si può essere ANA positivi senza patologia, come penso che sappia.
In pratica, anziché attenuare con attività divertenti quella che chiama la "incompatibilità di carattere" con sua suocera, lei sta coltivando il malessere, assieme al malumore.
Dice addirittura che lei e suo marito "dopo la perdita dei nostri lavori, abbiamo sempre questa paura dentro". Ma da quanto tempo avete perso i primi lavori? E non vi siete fatti curare da questa sindrome ansioso/fobica?
Nella prossima lettera ci comunichi almeno una iniziativa presa nella direzione dell'ottimismo e del benessere, con buona volontà.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Grazia per la valutazione positiva, gentile utente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#5] dopo  
Utente
Io per mia suocera avevo pensato di trovare una situazione piu agevole, un appartamento dove può lasciarsi andare ai sui vizi, tipo mettere le mani in bocca, parlare mentre mastica, ecc, fare rumori digestivi che sento fino in sala, lavarsi una volta alla settimana ecc......sicuramente la casa l'abbiamo comperata perchè avevamo due stipendi allora stabili, non grazie a mia suocera. Il mio lavoro viene definito stagionale, ma come dicevo sono ferma solo due mesi, in quei due mesi studio e accolgo i clienti per la stagione successiva. Il problema è che veramente la vedo nera, difficile a risolversi, chi manderebbe via una persona anziana? Chi perde il lavoro che aveva coltivato per 20/25 anni rimane al palo, in quel periodo molti persero il lavoro, già è un miracolo rialzarsi e creare qualcosa da zero, sicuramente ti rimane il ricordo. Si mia suocera è in cura con Serupin da quando 10 anni fa rimase vedova, questa cura la rende molto forte e pronta alla risposta, la mia casa un domani sarò venduta sottocosto e me ne andrò via da qui. L'ottimismo tornerà quando avrò trovato una casa per lei, una sistemazione tranquilla, ecco....Nel frattempo mi accorgo d'aver sbagliato a farla venire qui, la paura dei primi mesi da licenziata mi ha fregato. La mia casa non ospiterà mai nessuno, soprattutto persone lamentose, voglio vivere serena e libera, solo quando mi deciderò a trovare una casa a questa persona sarò felice, ma molto felice

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
mi sembra una buona idea, ma non penserei ad un appartamento, bensì ad una casa di riposo.
Questo garantirebbe a sua suocera la sua stanza privata e la sala comune, assistenza per tutte le cose che avrà sempre meno voglia di fare da sola, come prepararsi i pasti, e inoltre attività ricreative e attenzioni mediche e infermieristiche.
Le permetterebbe anche di ricevere la visita delle nipoti e quelle del figlio (non ha altri figli, oltre suo marito?).
Il costo viene a volte integrato dal Comune o dalla Provincia.
Può essere un'ottima soluzione per tutti.
Si tratta di far capire a sua suocera che questa scelta non è per rifiutarla, ma per garantirle più assistenza, compagnia e libertà.
Ci faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#7] dopo  
Utente
Purtroppo mia suocera ha detto chiaramente che in casa di riposo non ci vuole andare, finché sta bene, a suo dire, visto che assume un farmaco come serupin, per questo si è pensato ad un appartamento, ma appunto come lei giustamente ha fatto notare, anche per noi lasciarla in una casa, da sola è una preoccupazione, i parenti ai quali lei è legata pensano che è solo una pettegola, questo lo so perchè tempo fa me lo dissero in tono scherzoso, dissero che è una bertuccia, non sapevo neanche cosa fosse....comunque e vero che la sopportano piu' di noi , perchè sono falsi e non vivendo con lei, si tratta di poche ore ogni tanto, hanno una maggior resistenza ai suoi discorsi insulsi e superficiali. Grazie infinite di tutto, dei consigli sulle possibili soluzioni.