Paure paralizzanti

Buonasera,
intanto ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi.
Sono sempre stata una ragazza/donna piuttosto forte, e ho affrontato la vita tentando di vedere i problemi nella giusta prospettiva.
Sono una persona socievole, positiva, con molti amici e ho sempre visto il mondo e il futuro come un luogo di opportunità e speranza.
Eppure, ultimamente non mi riconosco più.
Da qualche tempo, infatti sono sopraggiunte in maniera inaspettata, una serie di paure e disturbi d'ansia generalizzati, a volte paralizzanti.
Sono tormentata, ho paura di tutto, del futuro, di restare sola, che le persone che amo possano contrarre malattie e stare male.
Quest'ultimo pensiero, poi mi devasta, e mi ritrovo a lottare con me stessa per scacciare i pensieri cupi, che però riaffiorano con irruenza, per esempio, se io o qualcuno dei miei cari, dobbiamo fare qualche analisi medica.
Un esempio fra tutti: una persona a me cara ha tolto un neo, operazione a carattere di non urgenza e senza grosse preoccupazione.
Eppure, io mi sto struggendo in attesa del risultato dell'esame, penso al peggio, a come potrebbe cambiare la mia vita, a come potrei sopravvivere senza questa persona.
Addirittura, mi trovo persino ad analizzare la modalità in cui il medico ha parlato, ritrovandomi in una spirale di paranoia sul perché una cosa è stata detta in un certo modo, perché l'appuntamento è stato fissato in un tale giorno, cercando di interpretare segnali, che mi rendo conto, sono del tutto inconsistenti e assurdi.
Il problema è che so che quando questa questione sarà risolta, starò meglio, rilassata e tranquilla come prima, ma che il panico ritornerà al prossimo piccolo problema.
Infatti ho vissuto un periodo simile qualche mese fa, quando, in seguito a quelli che sembrano essere stati semplici disturbi di stomaco, ho avuto reazioni di panico insensate e anche fisiche.
Crisi di pianto, risvegli notturni con sensazioni di formicolii ovunque, incubi, tosse convulsa, inappetenza, costante paura di morire.
Non so se definirli veri e propri attacchi di panico, perché non sentivo mancanza di fiato o forte tachicardia, però sono stati sicuramente eventi intensi e dirompenti.
Dopo aver consultato il medico mi è stato consigliato di assumere qualche goccia di Diazepam, al bisogno.
Cosa che ho fatto si e no 2 volte, perché vorrei risolvere i miei problemi imparando a gestire le le mie nuove emozioni.
Sicuramente, ricorrerò ad uno/una terapista (che sto cercando) e sono conscia che il problema non possa essere risolto in questa sede, però vorrei sapere, anche per orientarmi meglio nella scelta del terapista: cosa mi succede?
E' un disturbo riconducibile a qualche fobia?
Se ne può uscire?


Grazie a tutti!
[#1]
Attivo dal 2017 al 2021
Psicoterapeuta
Buongiorno Signora.
I sintomi e il quadro che descrive e' riconducibile a una sindrome ansioso depressiva con tratti ipocondriaci ovvero paura delle malattie.
La diagnosi clinica comunque ai fini di una terapia che operi a risoluzione delle sue sofferenze non e' di grande importanza se non per poterla aiutare con un supporto farmacologico conseguente da adottare nella fase iniziale di una psicoterapia
Quello che puo' darle una remissione stabile è duratura nel tempo e' un percorso di psicoterapia possibilmente del profondo che le permetta di raggiungere la consapevolezza delle radici psichiche inconsce che sottendono le manifestazioni sintomatiche che emergono prepotentemente in superficie, e di superarle. Inoltrein un siffattibpwrcirso puo' venire a conoscere potenzualita' inespresse che attendono di essere realizzate anche per aumentare la sua caoacita' di resilienza nel confronto con le comuni difficolta- della vita.
Le ricordo che gli iceberg hanno una punta che emerge dal mare ma che sotto la superficie ce ne e' tanto altro.....e che il subconscio influenza gran parte della nostra vita psichica finche' non ne siamo consapevoli.
Se volesse ulteriori chiarimenti in merito sino a disposizione.
Auguri!!
Vittoroa Finzi
[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissima Dr.ssa Finzi,

grazie per avermi dedicato un po' del suo tempo e per la sua risposta così chiara. Terrò conto dei suoi consigli per affrontare il percorso terapeutico, che , spero, mi ridarà un po' di serenità.

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