Utente 592XXX
Salve cari medici di Medicitalia, vi faccio i miei complimenti per il sito, per i consulti che riuscite a soddisfare e per l’impegno gratuito che prestate a tanta gente come me che vi scrive in questo momento. Congratulazioni a parte, vi pongo il mio problema. Sono un ragazzo di 21 anni, non parlo direttamente per me ma per mia madre. Vi spiego tutta la situazione che mi auguro leggiate con attenzione! Lei ha 51 anni, il 31/10/07 ha subito un ricovero in Cardiologia della durata di circa 20 giorni per una “PERICARDITE ESSUDATIVA IN FASE DI RISOLUZIONE, VEROSIMILMENTE VIRALE” (primo reparto). È stata dimessa con terapia domiciliare con cortisonico Deltacortene 25 e un successivo ecocardiogramma fatto il 5/12/07 ha evidenziato una regressione completa del versamento pericardico.
Nonostante la bella notizia c’è stata circa un 10 giorni dopo una ripresa febbrile in assenza appunto del versamento pericardico.
Dopo alcuni giorni di degenza in Malattie infettive (secondo reparto), visto la febbre alternante, si è registra una defervescenza spontanea,un nuovo ecocardiogramma ha confermato la regressione del versamento pericardico, una rx al torace è risultata negativa, l’ecografia addome e tiroide non ha evidenziato patologia degna di nota, l’emocultura è risultata negativa per sviluppo di germi, l’intradermoreazione alla mantoux ha dato esito negativo. Gli autoanticorpi ANA AMA ASMA ENA cANACA sono risultati assenti.
Dopo tutti gli accertamenti che vi ho elencato appena sopra, la diagnosi di Malattie infettive dice che è verosimile che si tratti di pericardite virale ad andamento prolungato,tuttavia non escludendo una sierosità nell’ambito di una malattia del connettivo all’esordio. Gli autoanticorpi potrebbero essere risultati falsamente negativi a causa della terapia cortisonica e quindi,in accordo con il reumatologo che già da tempo la ha in cura si è passati alla terapia con LANSOPRAZOLO 15mg al mattino 1 ora prima di colazione e DELTACORTENE 25 2 cpr dopo colazione per 15 giorni.
Arrivati a questo punto, sotto ulteriore consiglio del medico curante, e comunque con questa febbricina che andava e veniva , ai primi di febbraio 2007 mia madre ha subito una nuova degenza di 10 gg circa in Reumatologia (3 reparto). La diagnosi accertata dopo questo periodo è stata la seguente: Poliartrite cronica rigenerativa con positività al citomegalovirus o citomega virus (correggetemi voi), quindi finalmente scoperta l’origine della pericardite avuta all’inizio,virale. Cure ricevute: Trombocitemia in trattamento con Oncocarbite , Poliartrosi co dovuti trattamenti.
Tutt’oggi,al presente, lei soffre ancora di grande stanchezza,dolori a livello di ossa forti e stanchezza mentale (se così la posso definire),e aggiungo che tuttora dopo periodi di un mese circa si ripresenta questa dannata febbre che sale la sera!!. Quindi dopo 3 degenze in 3 reparti diversi abbiamo riscontrato con certezza solo l’origine virale della pericardite,che da come continuiamo a vedere tramite i vari controlli è sparita del tutto almeno ora.
Resta il fatto , e concludo, che lei è affetta da malattia delle piastrine mieloproliferativa cronica in cura da circa un anno con Oncocarbite, e da Tiroidite di Hashimoto. Date le mie ricerche a riguardo io avrei pensato di consultare un endocrinologo,ma io sono un profano e chiedo il vostro aiuto!. Io non so cosa fare,il medico curante ha prescritto altre analisi visto il suo stato! Spero mi rispondiate al più presto. Un grazie enorme per l’attenzione!! Non so cosa fare!!

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Dr. Giuseppe Germanò

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da quanto leggo non è facile avallare ipotesi diagnostiche che possano soddisfarla, anche perchè il caso che lei descrive sembra complesso già per chi ha avuto modo di studiare la sua mamma da vicino, si immagini per chi lo dovesse fare virtualmente...
Ritengo tuttavia che la malattia mieloproliferativa, la stessa tiroidite e la concomitante pericardite, prese anche singolarmente, siano un buon motivo di stanchezza, artralgie e quant'altro...
Occorre valutare se l'associazione dei vari quadri patologici principali sia occasionale o correlata ad un corteo appartenente ad unica malattia.
Difficile darle una risposte concreta, come detto sopra. Ritengo che la cosa più logica sia quella di farsi seguire dai colleghi che l'hanno in cura come già sta facendo. Suppongo anche che i medici che la seguono sanno se sia il caso di interpellare ulteriori specialisti. Magari l'hanno già fatto..
saluti
Giuseppe Germanò