Utente 259XXX

Buongiorno, volevo porle delle domande in merito all'evolversi della situazione, di cui mia moglie è interessata. Dal dal 8 luglio 2012 è in cura con Tamoxifene da 20mg per la diagnosi di carcinoma duttale infiltrante G1 con queste caratteristiche:Carcinoma duttale infiltrante G1,classificato come T1N0M0. Il referto riporta anche i seguenti valori: recettori per estrogeni 100%, recettori per progesterone 100%, Ki 67:5%, negatività immunoistochimica per P63 e CK 19, C-erbB-2:0 nessuna marcata o marcata di membrana in meno del 10% delle cellule tumorali. Il senologo ha consigliato un intervento conservativo (Quadrantectomia ) che è stato fatto il 14 giugno a Bergamo. Durante l'intervento è stato tolto il linfonodo sentinella che è risultato negativo, evitando l'asportazione degli altri linfonodi. E' stata inoltre eseguita la IORT. Dopo l'esame istologico, l'oncologo ci ha spiegato che la dimensione effettiva del tumore era di 7 mm, T1bN0M0 con modesta componente di carcinoma in situ di tipo cribriforme < al 25%.L'oncologo ha consigliato il completamento della R.T. con altre 13 sedute (già fatte in luglio) e la cura ormonale per 5 anni con Tamoxifene (senza Enantone) in via precauzionale, dal momento che secondo lui il tumore era ad uno stato inizialissimo. L'oncologo ci ha anche spiegato che non vi è invasione linfatica e vascolare ed i margini di resezione sono largamente indenni. Nel precedente consulto avevo detto che non si erano manifestati effetti collaterali al Tamoxifene, ma al controllo ginecologico del 18 ottobre dall'eco transvaginale emerge che l'ovaio sinistro (il destro già tolto nel 1998) è 73 mm, il ginecologo ha detto che voleva effettuare un controllo dopo il ciclo che puntualmente è arrivato il 28 ottobre. In data 1 novembre dal''ecografia emerge che l'ovaio si era ridotto a 43 mm. Il ginecologo ha preparato una relazione da portare all'oncologo di riferimento, in quanto secondo lui il tamoxifene può aver determinato quanto sopra citato, perchè secondo lui anche se infrequente può succedere. Nella relazione c'è anche scritto che l'ovaio è policistico Adesso siamo in attesa del confronto con l'oncologo che avverrà a giorni. In attesa del confronto con l'oncologo secondo la vostra esperienza come potrà evolversi la situazione? Le verrà cambiato farmaco? Oppure si aspetterà ancora un mese per vedere se l'ovaio ritorna ad ingrossarsi? stamattina avevo richiesto lo stesso consulto in coda a quello precedente, ma non l'ho notato nè in quelli in attesa di risposta nè in quelli in accettazione, forse sbaglio il modo per chiedere consulti?
In attesa di risposta distinti saluti

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Sono tutte corrette le informazioni che ha appena ricevuto.

Effettivamente il tamoxifene può provocare quanto ci ha descritto. Non c'è alcun allarme, nè carattere di urgenza . Si valuta bene la situazione clinica e strumentale e poi con calma si può decidere, sempre non attraverso Internet, se andare avanti o passare ad un antiestrogeno di nuova generazione dopo averne valutati benefici ed effetti collaterali.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 259XXX

Buongiorno, volevo informarla che ieri siamo stati a portare la relazione del ginecologo all'oncologo di riferimento. Non avendo appuntamento, si è limitato a leggere il contenuto della relazione, impegnandosi a chiamare mia moglie in questi giorni per la valutazione del caso. Intanto le ha suggerito di interrompere da subito la terapia con tamoxifene in quanto secondo lui può aver provocato l'ingrossamento dell'ovaio. Non ho fatto in tempo a chiedere cosa comporta la sospensione del tamoxifene e la scopertura di terapia. Se non la disturbo può anticiparci qualcosa lei in merito ad una nuova terapia con antiestrogeni di nuova generazione? Da quel che ho sentito questi nuovi farmaci sono più adatti per persone già in menopausa? In attesa di una risposta distinti saluti

[#3] dopo  
Utente 259XXX

Buongiorno e Buon 2013 a tutto lo staff di medicitalia, volevo aggiornarvi dell'evoluzione di quanto sopra esposto. A novembre dopo che mia moglie aveva avuto l'ingossamento dell'ovaio causato dal Tamoxifene l'oncologo di riferimento ha optato di aggiungere al Tamoxifene l'Enantone da 3,75 mg ogni 28 giorni. Ha iniziato la prima puntura il 28 novembre dopo 20 giorni di sospensione del Tamoxifene. In data 2 gennaio (in considerazione che il 14 p.v. ha il primo controllo dopo 7 mesi dell'intervento) ha fatto gli esami del sangue dove a parte il ca 15.3 che è 36 quando i valori di riferimento sono 0-31, tutti gli altri sono nella norma, anche il CEA è nella norma. Ho letto che a volte questo valore può aumentare anche per infiammazioni varie. Dimenticavo di dire che un 20 giorni fà nelll'esame delle urine si riscontravano un pò di leucociti.
la domanda che vorrei porvi è se il valore del ca 15.3 può destare qualche preoccupazione oppure ancora è troppo presto per vedere gli effetti della cura. In attesa di risposta cordiali saluti

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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I valori del Ca 15.3 , da far comunque consultare all'oncologo, sono da considerare pressochè normali
Salvo Catania, MD
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