Utente 248XXX
Buongiorno
Vorrei chiedere un vostro parere su una recidiva al seno.
Ho 43 anni e nel 2013 sono stata operata al seno destro (quadrantectomia+linfonodo sentinella) per un carcinoma duttale in situ (G2) con microcalcificazioni.
L’esame istologico aveva evidenziato “parenchima mammario sede di focolai di carcinoma duttale in situ (G2) con aspetti di tipo solito e cribrioforme nel contesto di esiti di pregressa manovra bioptica (avevo fatto il Mammotome prima dell’intervento). Sono inoltre presenti focolai di adenosi sclerosante, iperplasia fibroadenomatoide e fibroadenomi. Margini di resezione chirurgica indenni. Stadiazione e caratteristiche biologiche: pTis pN0 (sn) cM0”
Era seguita radioterapia (dose di 40.5 in 15 frazioni). Non mi era stata prescritta la terapia ormonale.
Quest’anno a settembre (quindi dopo 3 anni), sempre al seno destro all’ecografia di controllo mi viene riscontrata “a circa 2cm dall’estremo laterale della cicatrice chirurgica un’area ipoecogena lievemente irregolare di circa 11mm, di non univoca interpretazione e meritevole di approfondimento mediante agobiopsia ecoguidata. Non ectasie duttali. Non linfonodi patologicamente ingranditi nei cavi ascellari”.
Avevo eseguito una ecografia anche a febbraio di quest’anno e nulla era stato rilevato.
L’esito della biopsia è il seguente “Carcinoma infiltrante (categoria B5 sec. European Guidelines). Nel materiale in esame le caratteristiche morfologiche favoriscono maggiormente l’isotipo non speciale, grado G1-2 sec Nottingham Score”.
Per capire il da farsi ho incontrato 2 senologi di 2 ospedali differenti.
Entrambi suggeriscono mastectomia. Le dimensioni del tumore potrebbero permettere una quadrantectomia, ma non potendo effettuare di nuovo la radioterapia su un seno che è già stato irradiato, entrambi ritengono che per limitare i rischi sia necessaria una mastectomia.
Hanno invece opinioni differenti sul tipo di intervento:
- Il medico 1 (che nel 2013 mi ha operato per l’in situ) durante l’intervento di mastectomia mi applicherebbe l’espansore, al fine di poter poi inserire la protesi e ricostruire il seno.
- Il medico 2 invece sconsiglia espansore e protesi perchè dice che in un seno già trattato con radioterapia potrebbe dare problemi importanti (rigetto, necrosi...) e suggerisce un intervento solo demolitivo.
Io sono un po’ in difficoltà.... da un lato rassegnarsi a togliere interamente il seno a 43 anni temo che mi sarà difficile, dall’altro vorrei (come tutti i malati) limitare al massimo i rischi e le complicazioni.
Vorrei conoscere le vostre opinioni in merito: è davvero così rischioso mettere una protesi su un seno già trattato con radioterapia?
Inoltre nessuno dei due medici mi ha consigliato di fare ulteriori esami. Io invece ho paura che, essendo un tumore infiltrante, possa avere già intaccato altre parti del corpo...
Grazie per l’attenzione

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Può scrivermi NON il nome e Cognome dei colleghi 1 e 2 (continueremo a chiamarli così) ma solo a quali istituzioni ospedaliere appartengono per comprendere la diversità di vedute e quale la specialità (chirurgo oncologo o chirurgo plastico ?).

Tanti saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 248XXX

Buongiorno,
grazie per la veloce risposta.

Medico 1: Humanitas, Chirurgo Generale Associate Director Breast Unit Chirurgia toracica

Medico 2: Istituto Tumori, Chirurgo Generale Indirizzo Oncologico

La ringrazio per un suo parere.
Buona giornata

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Grazie.

A distanza è difficile soddisfare le sue legittime aspettative (oltre che vietatissimo). Sono tante le ragioni che portano alla opzione 2 rispetto a quella 1. E viceversa.
Ad esempio valuterei con attenzione lo stato della cute dopo radioterapia. E questo si può valutare, come è stato fatto, solo con la visita.

Mi dispiace ma nel suo caso lo strumento virtuale non è in grado di esprimere una opinione rischiando di influenzare una scelta molto difficile e delicata.

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
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[#4] dopo  
Utente 248XXX

Grazie comunque per la risposta.

Vorrei aggiornarla e chiederle alcune informazioni.
Ieri ho incontrato un chirurgo plastico dello IEO (sto facendo il giro degli ospedali di Milano!)

Ritiene che sia meglio evitare l'espansore e la protesi su un seno già irradiato e dice che l'unica soluzione è fare l'intervento con utilizzo del muscolo dorsale.
Me l'ha descritto come un intervento facile e routinario, che il 99% delle donne con seno già irradiato decide di fare. E' davvero così?
Cercando in Internet e sbirciando in numerosi forum io non trovo così tante donne che raccontano di aver scelto questo tipo di intervento....

A me fa paura solo a pensarci.... temo la durata dell'intervento, le possibili complicazioni e poi anche il post operatorio.
Arrivo a questo intervento piuttosto provata (prima il mio tumore in situ, poi la perdita di mio marito...) e stanca (ho un figlio di 5 anni a cui ora bado da sola). L'idea di un intervento lungo e complicato non mi convince proprio....

L'alternativa è non ricostruire, ma sembrerebbe per i medici che ho incontrato una scelta assurda.
La decisione è sicuramente personale, difficile e delicata.
Il fatto è che in questo momento vorrei solo risolvere il problema, quello vero: togliere il tumore, capire che terapie dovrò fare e sperare di riappropriarmi della mia vita il prima possibile... con o senza seno!
E' davvero una decisione da 'aliena'?!?!

Per questo le volevo chiedere:
- se si tratta di un intervento davvero così routinario?
- e nella sua esperienza, quante donne con seno già irradiato si fanno sottoporre a questo intervento? e quante invece decidono di rimanere senza seno?

La ringrazio per la disponibilità.

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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>>Il fatto è che in questo momento vorrei solo risolvere il problema, quello vero: togliere il tumore, capire che terapie dovrò fare e sperare di riappropriarmi della mia vita il prima possibile... con o senza seno!
E' davvero una decisione da 'aliena'?!?!

Per questo le volevo chiedere:
- se si tratta di un intervento davvero così routinario?
- e nella sua esperienza, quante donne con seno già irradiato si fanno sottoporre a questo intervento? e quante invece decidono di rimanere senza seno? >>

Le faccio una proposta .

Ora Le potrei dare il mio punto di vista, ma a Lei forse serve di più il punto di vista delle donne. Perché non riassume il suo problema sul mio blog delle "ragazze fuori di seno" che sono forgiate a tutte le intemperie e ne hanno visto e sentito di tutti i colori.

Si presenti con un nome (anche fasullo se non se la sentisse di allegare il suo ) e vedrà che oltre al mio parere riceverà un aiuto concreto e sarà seguita lungo il difficile percorso che si sta per affrontare.

L'aspettiamo su
https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-481.html

dove ho già anticipato la sua richiesta. Scriva pure che l'ho invitata io.
Salvo Catania, MD
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[#6] dopo  
Utente 248XXX

Buongiorno Dott. Catania,
volevo portare alla sua conoscenza l'esito dell'intervento.
Alla fine ho deciso per una mastectomia senza ricostruzione (ci penserò in futuro...). Purtroppo durante l'intervento mi è stata fatta anche la dissezione ascellare.
Di seguito le indicazioni riportate sulla lettera di dimissioni:

Diagnosi istopatologica:
Carcinoma duttale ben differenziato, multifocale, con estesa invasione vascolare peritumorale e ridotta componente intraduttale di tipo solido, esteso a fibroadenomi.
Cavo ascellare di destra: metastasi linfonodali di carcinoma ai 2 linfonodi sentinella. Istocistosi dei seni nei rimanenti 16 linfonodi esaminati.
rpT(m) (3.4cm) rpN1a (2/18) MxG1 invasione vascolare: estesa
ER 95% PgR95% KI-67 17% cerbB2 assenza

Piano Cura Post Dimissione:
Come prima opzione, trattamento chemioterapico secondo schema EC (o AC) per 4 cicli associato a LHRHanalogo
(Zoladex 3. 6 mg 1 fl sottocute ogni 28gg; in alternativa, Enantone fl 3. 75 mg 1 fl intramuscolare
ogni28gg o Decapeptyl fl 3. 75 mg 1 fl intramuscolare ogni 28gg) per 5 anni da iniziare in concomitanza
allachemioterapia (prosieguo per tutta la durata del trattamento con exemestane) e seguito da exemestane
1cp/die per 5 anni. Ridiscutere durata del trattamento endocrino dopo i primi 5 anni. Proporre effettuazione
diOncotype DX.

Volevo chiederle come ritiene il mio istologico.
Cercando di decifrarlo con l'aiuto di Internet io mi sarei un po' confortata (il G1, la recettività ormonale e il tasso di proliferazione mi sembrano buoni...) ; mentre il medico che mi ha presentato l'istologico mi è sembrato meno ottimista.
Ed io purtroppo, sul momento, non ho avuto la prontezza nè la lucidità di fare maggiori domande...

E poi, sono ben conscia del fatto che lei non può darmi delle indicazioni terapeutiche, ma solo per capire meglio.... secondo lei mi è stata comunque prescritta la chemio per avere una 'maggiore copertura del rischio' e per il fatto di aver avuto una recidiva dopo soli 3 anni?

La ringrazio molto per la disponibilità.

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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La chemio precauzionale per la sua giovane età ed alcuni parametri sfavorevoli (N+2/18...ma sino a tre va considerato a buona prognosi)
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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