Utente 631XXX
Ho 53 anni e dopo un periodo di 6 mesi di sorveglianza attiva ed in virtù dell'esito della seconda biopsia, con il mio urologo abbiamo deciso per l'intervento di prostatectomia radicale per un carcinoma prostatico, effettuato con il Robot c.d Da Vinci e "nerv sparing", esattamente un mese fa. Dal punto di vista dell'incontinenza sono estremamente felice poichè è completamente assente se non in piccolissima misura trascurabile. Dopo 20 gg. dall'intervento, per i noti problemi di DE, ho iniziato ad intervalli di 3 gg. un ciclo di Cialis 20 mg così come mi è stato prescritto. Già dalla prima assunzione ho notato durante la notte delle spontanee erezioni nel sonno (molte di queste sono state osservate dalla mia compagna che mi ha svegliato), chiaro segno di afflusso di sangue. Non lo stesso si può dire in caso di stimolazione sessuale. Le mie domande sono:
1. le erezioni sono un segnale che la preservazione dei nervi è assicurata o è un fatto distinto e diverso dal futuro e auspicabile ritorno alla funzione erettile sessuale.
2. E' ancora troppo presto per ipotizzare una ripresa sessuale ma le erezioni lascierebbero ben sperare?
Grazie delle vostre risposte

[#1] dopo  
Dr. Enrico Conti

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Gentile signore Le rispondo senza giri di parole: le erezioni spontanee (sia pure con la sovrastimolazione dovuta ai farmaci) sono SICURO segno che i nervi erettori sono rimasti significativamente integri.
La ripresa della vita sessuale dipende a questo punto da quello che Lei sente di fare (desiderio sessuale presente e genuino o meno) e dalla stabilità delle erezioni, che - almeno in queste prime settimane post-intervento - potrebbero essere fugaci. Cordiali saluti!
Dr. Enrico Conti
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[#2] dopo  
Utente 631XXX

Gent.mo Dott. Conti La ringrazio innanzitutto della veloce e chiara risposta... specialmente nella giornata in cui siamo. Ovviamente confido che i segnali di cui si parla siano promettenti pur sapendo che a distanza di un mese dall'intervento non ho molte aspettative. Grazie e buon ferragosto.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

ad un mese dall'intervento da lei subito, è bene iniziare anche un programma riabilitativo diretto per favorire una regolare ripresa della sua attività sessuale, vista anche la sua relativa "giovane" età.

Risenta ora il suo urologo e con lui si deve valutare se occorre fare altro per favorire la normale ripresa di rapporti sessuali di tipo penetrativo.

Cordiali saluti.
Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Utente 631XXX

Grazie Dott. Beretta, immagino che Lei faccia riferimento alle iniezioni intracavernose o ad altro?.
Saluti

[#5] dopo  
Dr. Enrico Conti

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Lei stà già effettuando la riabilitazione del tessuto erettile con il Tadalafil, secondo lo schema che Le è stato proposto. Se vi sono erezioni "significative", le iniezioni intracavernose non sono necessarie. Per i dettagli (durata e rigidità degli eventi erettivi, necessità di implementare la terapia riabilitativa ecc) è ovvio che deve consultarsi con il Suo urologo curante. Cordiali saluti ancora
Dr. Enrico Conti
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[#6] dopo  
Utente 631XXX

Diciamo che i miei dubbi sono essenzialmente questi, non potendo parlare di erezioni "significative" ma diciamo... al 80 % e assolutamente spontanee nel sonno ma con stimolazione sessuale ancora scarsissime (tante le sensazioni di desiderio ma inefficaci).
Quindi vi pongo la domanda in modo diverso: Posso auspicare nella ripresa della funzione erettile DOVUTA a stimolazione sessuale ( e nel frattempo ci pensa il Cialis alla riabilitazione con afflussi di sangue per evitare problemi di non irrorazione), o debbo coadiuvare il tutto con altre terapie che non siano le punture intracavernose ad esempio. Oppure restare in attesa di un breve periodo di 2-3 mesi per vedere come va?
Grazie

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

generalmente si cerca di favorire la ripresa di una regolare attività sessuale, anche di tipo penetrativo, e qui è bene, con il consiglio diretto del suo urologo, valutare se il Tadalafil (Cialis) è sufficiente oppure se bisogna ricorrere ad altre strategie terapeutiche che potrebbero anche comprendere l'utilizzo della prostaglandina E1 per via intracavernosa.

Ora però bisogna risentire in diretta sempre e solo il suo urologo di riferimento.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#8] dopo  
Utente 631XXX

Buongiorno a tutti i medici che leggono.
Riprendo a porre un quesito dopo 8 mesi circa dall'intervento di prostatectomia radicale nerve sparing. La mia domanda riguarda la ripresa della funzione erettile con una premessa.
Nel corso di questi mesi, ho provato l'inefficacia del Cilais ed il mio urologo mi ha prescritto il Viagra 100 al bisogno. Effettivamente i risultati sono stati diversi in termini di erezioni. Non si puo' dire altrettanto in termini di durata della stessa tale da consentire un completo rapporto. In sostanza meno di 5 minuti. Allora domando: questa situazione è dovuta probabilmente a qualche causa da me non nota o dovrò aspettare pazientemente ancora?
Preciso, come detto in precedenza, che ho sempre avuto normali e spontanee erezioni notturne.
Grazie della risposta

[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

penso che sia trascorso circa un anno dal suo intervento e, se la risposta con la terapia orale non è stata ottimale, bisogna pensare ad altro.

A questo proposito bisogna risentire in diretta il suo urologo di riferimento.

Ancora un cordaile saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#10] dopo  
Utente 631XXX

Rieccomi qua. Innanzitutto saluto e ringrazio i medici che mi hanno dato risposte ed accompagnato, ovviamente insieme al mio urologo, in questo anno post intervento.
Sento il bisogno di condividere con voi e con tutti i lettori di questo utile forum di consultazione che a circa un anno dall'intervento ho quasi completamente recuperato la funzione sessuale che con il supporto del viagra 100 mg. assume - lasciatemelo dire - proporzioni ed equilibrio che riportano a parecchi anni addietro.
Dico questo poichè ritengo che sia utile rivolgersi a questi consulti non solo e soltanto quando si ha un problema e si rincorre ogni tipo di parere, ma anche quando questi problemmi fortunatamente vanno nella direzione sperata.
Concludo aggiungendo che gli esami del PSA rilevano ogni tre mesi un valore quasi indosabile (0,001) e quindi anche la malattia è debellata e vinta.

La visione ed il valore della vita sono ritornate ad essere entrambi positivi.

Ringrazio nuovamente il Dott. Beretta ed il Dott. Conti.

[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore,

felici pure noi che abbia risolto, in modo positivo e definitivo, la sua complessa situazione clinica.

Ancora tanti auguroni.
Giovanni Beretta M.D.
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[#12] dopo  
Utente 631XXX

Ebbene si sono di nuovo nel forum.
Sono passati due anni dall'intervento di prostatectomia robotica con nerve sparing per adenocarcinoma prostatico Gleason score 6 (3*+3) e come detto nel mio post precedente, sto cominciando a dimenticare (se ne sarò capace) il 2012. Ricorderò la sofferenza, la solitudine, l'angoscia provate ma ricorderò anche le tante persone (amici, medici e parenti) che hanno affrontato con me questo percorso.

Ho interamente recuperato la sfera sessuale e con essa gli equilibri che ne derivano vista la mia età (55 anni).

Vorrei però chiedere ai tanti medici urologi che avranno la cortesia di leggere, se secondo loro si rendono necessari ulteriori esami da ora in poi, oltre al monitraggio del Psa con frequenza diversa dall'esame ogni tre mesi come fatto sino ad ora.?

grazie anticipate per le risposte

[#13] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

i tempi dei dosaggi ematochimici da fare generalmente vengono indicati dall'urologo operatore; comunque, se tutto a posto a due anni dall'intervento, si possono sicuramente allungare i tempi anche raddoppiandoli.

Ultima indicazione però, si ricordi, solo e sempre il suo urologo glieli può dare.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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