Utente 318XXX
Gentili Dottori,
ad aprile scorso ho avuto un episodio di cistite molto forte, è stata eseguita urinocoltura con esito negativo. Era per me un periodo di forte tensione per diversi motivi.

Il problema è continuato fino ad ora, in questi mesi ho sempre avuto un fastidioso bruciore all’uretra, a volte molto forte, a volte meno.

In agosto ho effettuato visita ginecologica, ma nonostante la mia insistente richiesta di eseguire un tampone vaginale, la ginecologa mi ha detto di provare prima con gli ovuli di Cleocin, poiché avevo copiose perdite (non odorose, nessun dolore o fastidio a livello vaginale), che però non hanno migliorato minimamente la situazione.

Ad inizio novembre ho urinato con molto sangue, anche con qualche coagulo, e molto dolore/bruciore, perciò ho eseguito esame delle urine, urinocoltura e tampone vaginale.

L’urinocoltura è risultata positiva per escherichia coli e il tampone vaginale positivo per enterococcus fecalis, entrambi con carica molto alta.

Per darvi un quadro clinico più completo, posso aggiungere che in settimana ho effettuato anche un’ecografia addome ed hanno trovato “renella” in entrambi i reni, un piccolo calcolo di 3 mm al rene sinistro, il trigono vescicale un po’ infiammato, sebbene la vescica risulti perfetta. Sono presenti anche dei microcalcoli alla cistifellea e l’ultima parte del colon è più lunga del normale.

Presto sempre molta attenzione nell’eseguire una corretta igiene intima, non frequento bagni pubblici, ecc., ma in passato ho avuto un problema di colon irritabile e di intolleranze (ora rientrate).

Ora sono in cura con Amplital da 1 gr, mi hanno prescritto le iniezioni, due al giorno, inizialmente per 5 giorni, prolungate poi per altri 3 giorni in quanto i sintomi dell’uretrite non sparivano.
Domattina dovrò fare l’ultima iniezione, ma ad oggi i sintomi persistono.
Il medico di base dice di terminare la cura antibiotica in ogni caso ed eventualmente di ripetere urinocoltura e tampone vaginale tra 15-20 gg.
Hanno prescritto l’urinocoltura anche a mio marito, risultata negativa. Quindi gli hanno prescritto una spermiocoltura, ancora da eseguire.

E’ normale che il bruciore all’uretra non sia ancora scomparso?

C’è qualcosa da fare per l’infiammazione del trigono (specifico che attendo il ciclo mestruale in questi giorni)?

Ho fiducia nel nostro medico di base, molto scrupoloso e competente, ma vorrei un Vostro parere in merito alla cura prescritta e all’iter da seguire successivamente, anche perché mi sono trasferita da poco da un’altra regione e non ho riferimenti di medici specialisti qui.

Un’ultima cosa: devo prendere qualche precauzione particolare per la pulizia della biancheria intima, degli asciugamani e dei sanitari?
Io sono abituata a lavare gli indumenti a 40° con detersivo ed amuchina (miei e di mio marito insieme) e a pulire i sanitari con la candeggina.

Ringrazio sentitamente per l'attenzione e per l'aiuto.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
i batteri coinvolti nella sua infezione delle basse vie urinarie sono di chiarissima origine intestinale, quindi è immotivato andare a cercare cause nell'igiene personale o degli indumenti. Verosimilmente quei precedenti di "colon irritabile" non sono ancora completamente rientrati, anche se lei non avverte disturbi acuti, e la flora intestinale è verosimilmente ancora squlibrata. In questi casi, la terapia antibiotica deve essere amministrata con molta attenzione, poiché terapie empiriche o troppo energiche potrebbero addirittura dimostrarsi controproducenti. Assai opportuno invece concentrarsi maggiormente sul versante intestinale, con supporto di fermenti e probiotici, oltre ovviamente a bere molta acqua. Inoltre, nelle donne in età fertile vi potrebbe una causa "ormonale" quando meno nella sensibilità dei tessuti vescicali a contrarre infiammazioni ed infezioni. Questo aspetto è di assai difficile definizione, potrebbe essere interpretato in base all'alternanza dei disturbi più o meno sincronizzati con il ciclo mestruale. Riterremmo opportuno che la sua situazione venisse giudicata direttamente da un nostro Collega specialista in urologia che la possa seguire in un percorso di ulteriore definizione della diagnosi e terapia il più mirata possibile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 318XXX

Buonasera Dr. Piana,
La ringrazio molto per la Sua cortese risposta.

Per quanto riguarda la domanda sull'igiene della biancheria intima e dei sanitari, chiedevo se ci fossero precauzioni particolari per evitare di contagiare mio marito.
A parte la spermiocoltura, sarebbe opportuno che mio marito facesse anche un tampone uretrale per verificare la situazione, secondo Lei?
La ginecologa ce l'aveva suggerito per evitare di "rimbalzarci" le infezioni...

Sono d'accordo con Lei quando dice che i problemi di colon irritabile non sono spariti, le intolleranze sono rientrate, ma l'infiammazione in generale, anche se diminuita, è sicuramente rimasta perché ho un intestino molto sensibile e basta poco per metterlo in "crisi" (per esempio, situazioni di forte stress emotivo, colpi di freddo, ecc.). Dall'ecografia addome appena fatta, il colon è risultato in buona salute, ma da giovedì scorso ho avuto qualche episodio di diarrea, credo a causa dagli antibiotici assunti recentemente (anche se, essendo stati fatti per iniezione, inizialmente li ho tollerati meglio).
Infatti non prendo mai medicine, se non in caso di effettiva necessità e questi antibiotici mi sono stati prescritti in base alla risposta dell'antibiogramma, e coprivano sia l'infezione alle vie urinarie, che quella genitale, che erano lì ormai da 7 mesi e andavano tolte, visti i disagi che mi causano (e infatti la carica batterica era molto alta per entrambe le infezioni).
Non so se può esserLe utile sapere che nel periodo appena precedente all'assunzione dell'antibiotico (in attesa delle risposte dei test e dell' ABG), ho preso Cistalgan, che alleviava i sintomi, anche se non li eliminava del tutto (se smettevo di prenderlo tornavano i soliti fastidi).

I miei problemi intestinali sono inziati nel 2005, con una grave disbiosi causata da una dieta scorretta (non mangiavo mai verdure né frutta). Quindi è da allora che faccio cicli di fermenti probiotici e prebiotici ogni mese (questa estate ho fatto anche un ciclo di Enterelle-Bifiselle-Rhamnoselle per 3 mesi di fila) e soprattutto ho cambiato dieta drasticamente, con l'aiuto di validi nutrizionisti, ora è curatissima e va molto meglio. Ed era da almeno 7 anni che non avevo più problemi di infezioni urinarie e genitali.

Per quanto riguarda l'acqua, ne bevo almeno 2 litri al giorno. L'intestino è regolare.

Da visita ginecologica (anche con ecografia transvaginale), l'apparato risulta nella norma e ho appena fatto gli esami del sangue (emocromo completo, glicemia, ferro, ferritina, transferrina, creatinina, azotemia, calcio, sodio, potassio, ast, alt, ggt, trigliceridi, colesterolo totale, ldl, hdl, omocisteina, folati, vitamina b12) e tutti i valori sono perfetti.
Esistono altri esami per controllare se la causa del mio fastidio all'uretra è ormonale, come da Lei suggerito?

Per il momento continuo ad avere il bruciore all'uretra, che aumenta verso sera e si allevia col riposo. Mi devo alzare una o due volte durante la notte per urinare.

Mi affiderei volentieri ad uno specialista in urologia, come da Lei suggerito, ma essendomi trasferita da poco, non ho nessun riferimento. Lei sa segnalarmi qualcuno vicino alla mia zona di residenza?

Se volesse comunque darmi ugualmente un Suo parere, ne sarei molto lieta in quanto ho gradito molto il Suo approccio al problema.

RingraziandoLa nuovamente per la Sua disponibilità, porgo cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
nonostante tutte le sue attenzioni, il suo problema intestinale ed il relativo dismicrobismo sono certamente i principali imputati di questa infezione uro-genitale. Vediamo che lei sta già facendo molto ed è verosimilmente ben seguita, dal punto di vista urologico non abbiamo molto da dire, poiché le vie urinarie sono solo la vittima innocente di quanto accade attorno a loro. I timori di infezioni "a pendolo" mediate dai rapporti sessuali non vale per questo tipo di germi, inoltre nel maschio è poco verosimile che si sviluppino infezioni asintomatiche, pertanto se non vi sono disturbi (brusciori, secrezioni uretrali) non vi è altro da sospettare. le ripetiamo ancora che in questi casi la terapia antibiotica deve essere sempre assunta con molto giudizio e solo in caso di febbre o disturbi accentuati. Potrebbe essere invece il caso di provare ad assumere qualche integratore, tipo d-mannosio od estratti del mirtillo per diminuire l'adesione dei batteri alla mucosa delle vie urinarie. E' chiaro che questo vada fatto sotto controllo specialistico. Non è scopo di questo sito consigliare singoli specialsiti o centri di cura con riferimento al caso specifico, per ovvie ragioni di correttezza professionale. Immaginiamo che il suo medico curante le saprà dare a proposito delle utili indicazioni.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 318XXX

Gentilissimo Dr. Piana,
La ringrazio nuovamente.

Anche il nostro medico di base concorda sul fatto di evitare di prendere altri antibiotici, a meno che non si ripresentino problemi forti e comunque sempre dopo esami colturali con antibiogramma in modo da fare una cura mirata.
In questo caso la terapia mi è stata prescritta proprio perché i disturbi erano particolarmente fastidiosi e continuavano da 7 mesi e per questo motivo sono stata rallentata in tutti i settori della mia vita, quindi era impossibile continuare così (l'ultimo episodio di cistite emorragica prima della cura antibiotica, mi costringeva ad urinare con molto dolore ogni 10 minuti).

Spero quindi che la cura appena fatta, abbia risolto le infezioni e che io non debba ricorrere ad altri farmaci.

Spero anche che mio marito non abbia davvero nulla, perché ha una soglia del dolore molto alta e spesso non si accorge di ciò che ha (per esempio, in un incidente si è rotto una spalla e sentiva solo un lieve fastidio, si sono accorti del problema solo con la radiografia). La ginecologa che mi ha fatto il tampone vaginale mi ha un po' messa in ansia dicendomi che l'enterococcus fecalis è un batterio molto aggressivo, resistente, contagioso e difficile da curare.
Mi sembra invece di capire dalle Sue parole che la situazione non sia in realtà così grave...

Per quanto riguarda gli integratori, ho provato un po' di tutto. Gli estratti del mirtillo non mi hanno dato gran giovamento, mentre mi sono trovata meglio con il d-mannosio e con il decotto di orzo.
Il d-mannosio, però, l'ho preso solo per un periodo limitato di tempo (10 giorni). Saprebbe cortesemente dirmi per quanto tempo sarebbe meglio assumerlo? Ho letto che per avere un effetto soddisfacente, deve essere assunto per lunghi periodi e che ce ne sono di vari tipi in commercio.

Tra l'altro ho notato che se assumo sostanze particolarmente acide, come la spremuta d'arancia o il succo di limone, il disturbo peggiora.

Capisco che per correttezza professionale non possiate indicare nomi di specialisti pubblicamente su questo sito.
Purtroppo però il nostro medico di base non ha riferimenti specifici per quanto riguarda l'urologia, mentre poco tempo fa mi ha consigliato un'altra ginecologa. Potrebbe essere utile un consulto presso la Dottoressa per risolvere il mio problema?

Sentitamente ringrazio.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
per tutti gli integratori non vi sono generalmente tempi definiti di durata della terapia, poiché il loro effetto non è "curativo" a lungo temine e l'efficacia si manifesta solo se la sostanza viene assunta. Pertanto, se con il d-mannosio aveva trovato vantaggio, meriterebbe senz'altro insistere più a lungo. Gli agrumi rendono le urine alcaline (pare un controsenso, ma è proprio così) e nelle urine poco acide i batteri intestinali (gram negativi) in genere vivono molto bene. Ovviamente non è un'arancia che può fare la differenza, piuttosto non è il caso di abbondare, come invece si fa in altri tipi di problema urologico. Le competenze dell'urologo sono diverse, uscire dal proprio campo di competenza è sempre discutibile e potenzialmente pericoloso.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 318XXX

Gentilissimo Dr. Piana,

proverò ancora con il d-mannosio per tempi più lunghi.

L'acidità delle mie urine era a 5.5 all'ultimo controllo (pur in presenza di Escherichia Coli).
Però effettivamente quando ho avuto il peggioramento dei sintomi dopo l'assunzione di succo di arancia, avevo bevuto la spremuta di 6 arance, nell'arco della giornata...

Spero di poter trovare uno specialista in urologia che possa aiutarmi come sta facendo Lei.

Nel frattempo provvederò a ripristinare la salute del mio intestino, che a quanto pare è sempre la causa principale dei miei problemi, nonostante tutti gli accorgimenti.

La ringrazio nuovamente per l'attenzione e per i consigli.
Cordiali saluti